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Cesti intrecciati della regione Abruzzo

Poche attività hanno mantenuto intatte nel tempo tutte le caratteristiche della lavorazione come quella dei canestri. La materia prima è sempre la stessa: le stecche di canna per il fondo del canestro e i vimini o le bacchette di olivo per le finiture. Spesso è impegnata l’intera famiglia e perfino i bambini liberano le canne dalle parti inutilizzabili, mentre tocca alle donne pensare a cogliere canne, vimini, bacchette di olivo e farli stagionare. Un canestro particolare è la fruscelle di giunco per ricotte e formaggi. I cesti di vimini servivano per la raccolta, trasporto e conservazione di numerosi prodotti agricoli quali le olive, l’uva e per lo stoccaggio dei cereali e dei legumi. Per ogni occasione c’era un cesto specifico: portare il cibo ai braccianti nei campi, i prodotti a vendere al mercato, il consòlo per il lutto, le pietanze alla puerpera. La pianta: con l’approssimarsi della stagione invernale, autunno inoltrato, si dà luogo alla potatura delle piante di salice da vimini quindi alla raccolta e selezione dei vimini che possono essere di varie specie: la varietà più conosciuta dalle nostre parti, quella più duttile alla lavorazione è il salice "lombardo" probabilmente di origine dell’omonima regione. Nelle piovose giornate invernali, o meglio, quando i primi fiocchi di neve dipingono di bianco i campi già fecondati dal prezioso seme, vicino al focolare o dentro la stalla (d’una volta purtroppo) dove l’alito umidiccio del bestiame emana quel piacevole tepore, il contadino, munito di forbici e coltello a serramanico, comincia la spruatura dei vimini ovvero la pulitura di ogni singolo vimine per la lavorazione.Vengono scelti per primi i "piroli", che rappresentano l’ossatura orizzontale della base del cesto. Il loro numero varia a seconda della grandezza del cesto, in genere 8 - 10 unità. Incastonati tra loro, a forma di croci, vengono abilmente e pazientemente modellati intessendovi i vimini attorno, fino ad assumere una forma di raggio chiamato fondo. La fase successiva consiste nel conficcare attorno al fondo un numero di vimini di spessore maggiore rispetto a quelli usati per la tessitura del fondo numericamente pari al quadruplo del numero dei piroli, 40. Piegati all’insù e legati assieme, otteniamo un imbuto, ossatura verticale, su cui andremo ad intessere le calelle, canne opportunamente selezionate, stagionate, sbucciate e spaccate finemente. Dopo mezz’ora di tessitura abbiamo già realizzato tre parti del nostro lavoro. La fase finale, consistente nella modellatura del bordo o lappo e relativi manici, è molto importante e delicata: infatti un bordo ben elaborato, armonizza l’aspetto estetico, ed offre maggior resistenza all’oggetto.Per quanto concerne i tempi di lavorazione possiamo dire che il tempo occorrente per realizzare un cesto della capacità di 5 kg di uva o di olive occorrono circa due ore. Nei mercati settimanali si possono acquistare cesti, canestri e fruscelle.

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