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Agriturismo Scopri l'ItaliaAbruzzoInformazioni sulle Regione Abruzzo

Informazioni sulla regione Abruzzo

Posizione
L'Abruzzo, al centro della penisola Italiana, ha una superficie di 4.168 kmq. ed una popolazione di 1.249.388 (in base al Censimento del 1991). Confina a nord con le Marche, ad ovest con il Lazio, a sud con il Molise e ad est con il Mare Adriatico.
Le caratteristiche geo-morfologiche della regione sono simbolizzate nel suo emblema: uno scudo diviso in tre bande oblique bianca, verde e azzurra, che rappresentano le montagne innevate, i boschi ed il mare.

Sebbene geograficamente sia una regione del Centro Italia, l'Abruzzo è sempre stato legato alla storia del Sud Italia. Il territorio impervio, che in passato ha impedito le comunicazioni e causato l'isolamento dei popoli della regione, ha altresì favorito la conservazione di un ambiente naturale unico. Gli invasori hanno comunque lasciato le loro tracce un pò dappertutto. Dai Longobardi nel primo Medio Evo ai Normanni, gli Hohenstaufen, gli Angioini, gli Aragonesi, gli Asburgo di Spagna ed infine nel XVIII secolo il Regno dei Borboni di Napoli.
Negli anni '60 la costruzione di autostrade per Roma, Bologna e Bari, e più recentemente il tunnel di 10 km. sotto il Gran Sasso hanno aperto la regione al resto d'Italia e dell'Europa.

In Abruzzo potrai trovare le più alte vette dell'Appennino, con il Gran Sasso (Monte Corno, 4.912 m.), la Maiella e il Velino-Sirente, valli profonde, parchi nazionali e regionali, ampie spiaggie sabbiose, una straordinaria ricchezza di bellezze artistiche e naturali. Borghi e castelli emergono al centro di boschi o alla sommità di colline; nei parchi, con un pò di fortuna, si possono ammirare gli orsi bruni, i lupi e i camosci; le aquile, i falchi e le poiane sulle più alte cime.

L'Abruzzo comprende le quattro province di L'Aquila (capoluogo regionale), Chieti, Pescara e Teramo.


Etimologia:
Ci sono tre principali ipotesi sull'etimologia del nome Abruzzo.

La prima, e la più accreditata, fu proposta nella sua Italia Illustrata dallo storico umanista Flavio Biondo, che considera Aprutium come corruzione di Praetutium, cioè il paese dei Praetutii, una popolazione che abitava originariamente l'antica colonia fenicia di "Petrut", in seguito chiamata dai Romani Petrutia o Praetutia, nei pressi dell'attuale Teramo.

Secondo altre ipotesi il toponimo deriverebbe dal latino aper (cinghiale), per cui l'Abruzzo sarebbe la regione dei cinghiali, dal participio latino abruptum (scosceso), cioè regione dalle rocce scoscese, o ancora dall'espressione a Bruttiis, vale a dire il paese che comincia dai Bruttii, abitanti dell'Italia meridionale (odierna Calabria).

Il nome Aprutium, sconosciuto, almeno per quanto sappiamo, nell'età classica, appare per la prima volta verso la fine del VI secolo d.C. in una lettera di Gregorio Magno diretta ad un Oportunus de Aprutio. Esso ha dapprima riferimento al territorio teramano o forse alla sola città di Teramo, chiamata appunto Interamna Praetutia. Fino alla dominazione longobarda l'Aprutium e' dunque uno dei sette gastaldati a sud del Tronto (Aprutium, Pinne, Teate, Marsi, Amiterno, Forcona e Valva); sotto i Normanni il termine comincia invece ad indicare tutte le terre ai confini settentrionali del Regno di Sicilia e sotto Federico II indica infine il territorio dei sette gastaldati longobardi riuniti, con capoluogo Sulmona, territorio la cui estensione non era molto diversa da quella attuale.


Emblema:
L'emblema della regione Abruzzo è uno scudo sannitico diviso in tre campi trasversali, rispettivamente bianco, verde e azzurro, separate da barre dorate, Questo era lo scudo di uno dei popoli che costituirono la lega italica nel 98 a,c, per ottenere gli sessi diritti dei cittadini romani. La banda bianca rappresenta le montagne innevate, quella verde i boschi e le colline e infine la banda azzurra il mare. In tal modo lo stemma riflette la struttura geografica della regione.


Economia:
L'asperità del territorio ha ostacolato a lungo lo sviluppo dell'economia abruzzese finchè l'apertura negli anni Sessanta delle grandi autostrade che hanno collegato le città abruzzesi a Roma, dell'Adriatica Bologna-Bari e più recentemente del tunnel del Gran Sasso hanno aperto alla regione le porte d'Italia e d'Europa. Le risorse economiche sono quasi interamente legate alla produzione agricola con prodotti di consumo per lo più locale, (cereali, patate, ortaggi, vite, ulivi) e prodotti tipici che vengono esportati in Italia e all'estero (zafferano, liquirizia, tabacco, barbabietola). Importante in tutta la regione è anche l'allevamento del bestiame, prevalentemente ovino, che nel passato ha rappresentato una delle fonti di sostentamento primarie della popolazione anche se la millenaria pratica della transumanza - lo spostamento delle greggi dai pascoli montani alle pianure al di fuori della regione - si è trasformata nel rimessaggio delle greggi in inverno. Anche l'allevamento suino ha raggiunto una certa rilevanza e a livello locale si producono svariate qualità di salami, salsicce e prosciutto. La pesca é uno dei settori qualificanti dell'economia della regione. L'Abruzzo produce un quinto dell'energia idroelettrica dell'Italia intera grazie agli imponenti impianti idroelettrici di Campotosto, del Sagittario e dell'Alto Sangro. Le risorse del sottosuolo comprendono: petrolio (Alanno), alluminio (Marsica), bauxite e idrocarburi. Lo sviluppo industriale è limitato, fatta eccezione per le aree nei pressi dei capoluoghi: si hanno notevoli zuccherifici ad Avezzano, industrie della telecomunicazione presso L'Aquila, manufatturiere e collegate all'edilizia nelle province di Pescara, Teramo e Chieti. Importante e in crescita è l'industria turistica sulla riviera adriatica e nelle località sciistiche.

fonte: http://abruzzo2000.com/abruzzo/region_it.htm
 

Verde e natura




Orsi e camosci, pareti di roccia e foreste, dolci paesaggi collinari e magnifiche spiagge sabbiose. Tra le alte vette del Gran Sasso, della Majella e del Velino e la linea dorata della costa, la natura dell'Abruzzo forma un quadro di grande varieta' e suggestione che e' possibile apprezzare in ogni momento dell'anno. Grazie ai parchi nazionali del Gran Sasso-Monti della Laga, della Majella e d'Abruzzo, al Parco Regionale Sirente-Velino, a una fitta rete di riserve naturali regionali e statali e di oasi gestite dalle associazioni ambientaliste, la natura dell'Abruzzo e' oggi adeguatamente salvaguardata, e puo' essere facilmente visitata da parte dei singoli appassionati come dei gruppi organizzati.


Il paesaggio

Le montagne d'Abruzzo sono formate in buona parte da calcare. Culminano nei 2912 metri del Gran Sasso, ai piedi del quale si cela il piccolo ghiacciaio del Calderone, il più meridionale in Europa e l’unico dell'Appennino. Grande importanza hanno anche i massicci della Majella (2795 metri), del Velino (2486 metri) e del Sirente (2358 metri) e dei monti del Parco Nazionale d'Abruzzo, che hanno la loro vetta più elevata nel monte Marsicano (2253 metri). Sul confine con il Lazio, spicca la catena dei Simbruini-Ernici, la cui massima elevazione è il monte Viglio (2156 metri). Pareti rocciose compaiono sul Gran Sasso, sulla Majella, sul Velino e sul Sirente. Tipici della regione sono gli altopiani, gli inghiottitoi e i canyon. Da non perdere le cascate di Zompo lo Schioppo, della Sfischia e del Verde, i laghi di Campotosto, di Barrea e di Scanno e le grotte del Cavallone, Beatrice Cenci e di Stiffe. Sola eccezione geologica nel regno del calcare sono i Monti della Laga, costituiti da marne e arenarie, in cui svetta il monte Gorzano (2458 metri), ai quali si affiancano i massicci calcarei della Montagna dei Fiori e della Montagna di Campli. Al confine con il Molise si alzano i Monti Pizi e i Monti dei Frentani. Scandite dai fiumi (tra questi il Tronto, il Tordino, il Vomano, il Tavo-Saline, l'Aterno-Pescara, il Sangro e il Trigno), le colline abruzzesi sono in buona parte coltivate. Sorgenti, boschi e torrenti offrono però delle parentesi di natura intatta, cui si affiancano i calanchi di Atri e dell'Alento. Di grande valore naturalistico sono i laghi di Serranella e di Penne, dove sostano molte specie rare di uccelli. Anche il litorale merita una visita da parte degli appassionati della natura. In gran parte sabbiosa, la costa si alza tra Ortona e Vasto nei promontori di Punta del Cavalluccio e Punta d'Erce. Oasi verdi sono offerte dalle pinete di Santa Filomena e Pineto e dalla lecceta di Torino di Sangro.


La flora

Il signore assoluto e' il faggio. Dal bosco di Sant'Antonio al Gran Sasso, e dalla val Fondillo al Sirente, le faggete caratterizzano il paesaggio vegetale dell'Abruzzo, occupando quasi ovunque la fascia tra i mille metri e il limite superiore della vegetazione arborea. L'abete bianco, perseguitato da secoli di tagli, e' ancora presente sulla Laga, a Rosello e in val Fondillo. Nel vallone di Santo Spirito (Majella) e sul monte Godi (Parco Nazionale d'Abruzzo) cresce una sottospecie endemica di pino nero, mentre abbondano ovunque i rimboschimenti a pino nero d'Austria. Sotto ai mille metri di quota, la montagna abruzzese e' rivestita da boschi di cerro, carpino nero, nocciolo, acero campestre, acero minore, ciliegio e altre specie. Nelle zone piu' assolate fanno la loro apparizione specie tipiche della macchia mediterranea come il leccio, la roverella e il corbezzolo. Il castagno cresce in val Roveto e sulla Laga. I crinali della Camosciara e della Majella sono ricoperti da una fitta macchia di pino mugo, cui si affiancano uva ursina, ginepro nano e mirtillo nero. Qua e la', le betulle testimoniano di epoche piu' fredde dell'attuale. Tra la primavera e l'estate, in montagna fioriscono genziane, orchidee selvatiche, peonie, ciclamini, ranuncoli e viole. Tra le specie piu' rare sono il giglio rosso, il giglio martagone, l'aquilegia, la scarpetta di Venere e l'iris marsica. Ancora piu' su crescono la stella alpina appenninica (concentrata sulla Majella e sul Gran Sasso) i Sempervivum, il genepi' dell'Appennino, l'adonide curvata, la sesleria, la centaurea, la soldanella, l'anemone dell'Appennino, il papavero alpino e il salice erbaceo.


La fauna

L'orso marsicano e' l'animale piu' prezioso della regione. Concentrato tra la valle del Sangro e le Cinque Miglia, il plantigrado e' presente con piccoli nuclei sulla Maiella e sul Sirente, e forse sui Simbruini e sul Gran Sasso. e' molto difficile da osservare: una caratteristica che lo accomuna al lupo, eterno vagabondo dell’Appennino, che gode oggi di buona salute su tutti i massicci abruzzesi. Rare sono anche la lince e la lontra, segnalate rispettivamente nella valle del Sangro e sulla Majella. L'animale di grossa taglia piu' facile da osservare e' il camoscio appenninico, che vive in val di Rose e sul monte Amaro nel Parco Nazionale d'Abruzzo, nell'anfiteatro delle Murelle (Majella) e sul monte Camicia (Gran Sasso). Onnipresente e' il cinghiale, introdotto a scopo venatorio in molti boschi della regione. Poco diffusi rispetto alle Alpi sono invece il cervo e il capriolo. Tra i mammiferi di minor mole sono presenti il gatto selvatico, la martora, la volpe, il riccio, il tasso, la faina, il ghiro, la donnola, l'arvicola delle nevi e lo scoiattolo meridionale. Tra i rapaci sono diffusi l’aquila reale, la poiana, il nibbio bruno, il gheppio, l'albanella comune, il falco pellegrino e il lanario tra i diurni, il gufo reale, l'allocco e la civetta tra i notturni. L’elenco degli uccelli di montagna continua con il corvo imperiale, il gracchio, il codirosso spazzacamino, il sordone, la coturnice e il gracchio corallino. Nei boschi vivono il picchio verde, il picchio rosso maggiore e il picchio dorsobianco di Lilford. Nelle aree umide sostano l'airone cenerino, l'airone rosso, la nitticora, la garzetta, la spatola, lo svasso maggiore, la gru, la gallinella d'acqua, il cavaliere d'Italia, la cicogna bianca, il mignattaio e la folaga, e anatidi come la moretta tabaccata, il moriglione, il germano reale e il fischione. Sul litorale si avvistano il gabbiano reale, il gabbiano comune e il gabbianello, mentre al largo vivono il gabbiano tridattilo, la sterna comune e la berta maggiore. Tra i rettili sono presenti la vipera dell'Orsini, la vipera comune, la natrice e il cervone. Tra gli anfibi, infine, meritano una citazione il tritone italiano, il rospo smeraldino, la salamandrina dagli occhiali e la salamandra pezzata. Nell'Adriatico e' possibile avvistare cetacei come il tursiope, la stenella striata e il delfino comune.


Fonte: www.regione.abruzzo.it


Curiosità

E' la Regione più protetta d'Italia.
Il 28% del suo territorio è infatti Parco: il Parco nazionale d’Abruzzo; il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga; il Parco nazionale della Maiella; il Parco regionale Sirente-Velino. Una delle curiosità e delle specificità della Regione è costituita dai suoi borghi, ritratti anche nelle opere di Escher, il famoso artista dell'impossibile.
Nel territorio abruzzese sono da segnalare il Cratere del Sirente, simbolo di una bellezza naturale ancestrale e alcune località che detengono diversi "primati" geografici: Calderone è il ghiacciaio più a sud d'Europa; Rocca di Cambio è il Comune più alto d'Italia; il Corno Grande è la vetta più alta dell'Appennino. La Veronica (Volto Santo di Manoppello) è considerata la "Vera Icona" di Gesù, misteriosamente sparita da San Pietro nel '600.
Ci sono poi le testimonianze del brigantaggio con la Tavola dei Briganti e, sulla Majella, gli "Abruzzo-graffiti".


Cosa offre


L'Abruzzo è, come tutte le regioni italiane, una terra ricca di tradizioni e di cultura che offre al visitatore una grande varietà di paesaggi e di zone caratteristiche da visitare e di cibi da gustare.
Il territorio della regione presenta un litorale basso e sabbioso che favorisce il turismo balneare grazie anche al clima mite che si respira lungo le coste.
Altre famose mete turistiche sono Roccaraso, località rinomata per gli sport invernali e, naturalmente, il Parco Nazionale d'Abruzzo.

FONTE: http://cultura-italiana.it-schools.com



Ospitalità


L’Abruzzo permette soggiorni per tutti i gusti.
Una vacanza in Abruzzo è sempre intrisa d’atmosfere naturali, genuine e serene e offre la possibilità di fare turismo in tanti modi diversi e in tutte le stagioni.
La genuinità dei prodotti, la tranquillità degli ambienti, la riscoperta di antiche tradizioni sono gli ingredienti principali di una ospitalità conosciuta e apprezzata, ingredienti di una vacanza al tempo stesso rilassante e divertente.


FONTE: www.abruzzoverdeblu.it


 

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