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Agriturismo Scopri l'ItaliaCalabriaInformazioni sulla Regione Calabria

Informazioni sulla regione Calabria

Popolazione: 2.011.466 abitanti (*)
Superficie: 15.080 kmq
Province: Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Crotone e Vibo Valentia
Pil: 27.707,7 milioni di euro (*)
Abitanti per Kmq: 133 (*)
Numero imprese: 98.797 (*)
Importazioni: 530.059.068 milioni di euro (*) (Anno 2003)
Esportazioni: 309.224.812 milioni di euro (*) (Anno 2003)
(*) Fonte ISTAT

Territorio ed economia

La Calabria si presenta come una penisola lunga circa 250 Km all’estremità sud dell’Italia, tra il Mar Tirreno e il Mar Ionio. È stretta a tal punto che nessun centro del territorio dista dal mare più di 50 Km ed è attraversata da sistemi montuosi dal confine con la Basilicata a nord, fino allo stretto di Messina a sud.
Pertanto, la superficie pianeggiante o comunque sotto i 200 metri rappresenta solo il 9% del territorio.
I fiumi principali sono il Crati, il Neto, l’Amato e il Savuto.
Il Porto di Gioia Tauro, specializzato nel transhipment, ha guadagnato in pochi anni posizioni di vertice in Europa per volume di traffico.
L’apporto economico dell’agricoltura è ancora considerevole:
la coltura più redditizia è quella degli agrumi, ma vengono prodotti anche olio, frumento e vini DOC. Dalle risorse forestali si ricavano legname da costruzione e castagne.
L’industria è relativamente sviluppata nel settore edilizio e delle costruzioni. Ad Arcavacata di Rende (Cosenza) sorge inoltre un’area tecnologica di eccellenza nazionale del Consiglio Nazionale delle Ricerche per la tecnologia delle membrane.


FONTE: www.esteri.it

Abitata fin dalla preistoria, la Calabria, posta al centro del Mediterraneo, è stata per molti secoli un ponte sospeso tra Oriente e Occidente.Numerose dominazioni: greca, romana, bizantina, normanna, ed altre ancora, si sono avvicendate in questo territorio, facendo si, che la Regione Calabria diventasse uno scrigno all' interno del quale trovarono spazio ed espressione diverse culture e civiltà, che ne hanno caratterizzato la storia. Ad ognuna delle quali, sono riconducibili, le tante testimonianze, storico artistiche, pervenuteci, nonostante le frequenti calamità naturali, e l' incuria degli uomini. Splendidi esempi architettonici, alcuni tra tanti possibili, che ci ricordano un passato lontano ma non del tutto scomparso sono: il battistero e la piccola chiesa di S. Filomena a Santa Severina e la Cattolica di Stilo, simboli dell'arte bizantina, la cattedrale normanna di Gerace, il castello federiciano di Roseto Capo Spulico, l'antica fabbrica d'armi di epoca borbonica a Mongiana, il duomo di Cropani recentemente restaurato e splendido esempio di arte romanica. Le dominazioni subite hanno plasmato ogni aspetto della cultura calabrese, tanto che, ancora oggi, alcune tradizioni, così come i costumi: pregiati quelli albanesi indossati nei giorni di festa; ed anche la lingua, ricordano l'esistenza di minoranze linguistiche quali: quella grecanica, in provincia di Reggio Calabria, albanese in provincia di Cosenza e occitana a Guardia Piemontese, che mantengono un forte legame col passato.


Il patrimonio artistico
Tutto il patrimonio artistico della Calabria, a partire dal graffito, raffigurante un Bos primigenius rinvenuto nella Grotta del Romito, a Papasidero, ci ricorda, la complessità degli eventi storici e le tante dominazioni subite, che, hanno lasciato indelebili tracce. Ci sono infatti luoghi che, come veri e propri musei a cielo aperto, conservano quasi tutta la loro originaria fisionomia, in cui è possibile trovare, a pochi metri di distanza, testimonianze di culture lontanissime tra loro, ed opere in cui elementi di origine diversa, si sono sovrapposti e integrati nel corso dei secoli. Uno splendido esempio del tentativo di fusione tra le grandiose forme normanne e elementi decorativi bizantini è la chiesa di Santa Maria della Roccella nei pressi dell' antica Scolacium. Molto di questo patrimonio coincide con i numerosi monumenti religiosi e con le opere in essi conservate. Appartengono al periodo bizantino: i mosaici e gli affreschi della chiesa di S. Adriano a S. Demetrio Corone, il Codex Purpureo a Rossano. Del periodo normanno ricordiamo: le opere rinvenute nell' area della Cattedrale della Santissima Trinità a Mileto, la cattedrale di Gerace, e la chiesetta di S. Omobono a Catanzaro. Gli scavi archeologici, intensificati rispetto al passato, portano alla luce numerose testimonianze che ci ricordano di essere nel cuore della Magna Grecia, come le rovine del tempio della potente Caulonia o ancora il ritrovamento di numerose opere d' arte quali: i Bronzi di Riace, Pinax, Dioscuri, e anfore decorate.


Il sistema montuoso
Una natura forte e rigogliosa, a tratti ancora selvaggia e incontaminata, è ciò che caratterizza la montagna calabrese. Il territorio montuoso di questa regione è molto esteso. All' estremo nord quasi fosse una barriera tra la Calabria e la Basilicata, compaiono le maestose vette del Pollino. Comparso di numerose grotte, come la grotta del Romito, e ardite rupi, quelle più impervie ed esposte, sono rese ancora più sublimi e affascinanti dalla presenza di veri e propri gioielli naturali sopravvissuti ai millenni: i secolaripini Loricati intorno ai quali vivono specie faunistiche e botaniche rare. Al centro si può ammirare l'altopiano della Sila: popolato da imponenti boschi di faggi che hanno colonizzato le zone più alte, in particolare la foresta del Gariglione, e di pini larici, alti anche sino a quaranta metri, che danno vita a vere e proprie foreste come quella di Fallistro, che ne racchiude gli esemplari più maestosi, intervallate da innumerevoli laghi quali: Ampollino, Passante, Arvo, e da limpidi e trasparenti torrenti. Nonostante le sue vette non siano altissime d' inverno, è possibile praticare lo sci di fondo sulle piste attrezzate. Le Serre, poste tra la Sila e l' Aspromonte, si articolano in due opposte e poco elevate catene montuose, che si contraddistinguono per la prevalenza di folti boschi di abete bianco. Nelle vallate scorrono numerosi corsi d' acqua di cospicua entità, ma che nel tratto più alto passano in delle strette gole, dando vita a numerose cascate, la più nota: è quella di Marmarico, nel comune di Bivongi. Il sistema montuoso calabrese si conclude con l' aspromonte, posto all' estremità della penisola italiana esso appare come una colossale piramide, circondata dal mare, che si innalza fino a duemila metri.


Le coste
Lambite da due mari, lo Jonio ed il Tirreno le lunghe coste calabresi offrono scorci di straordinaria bellezza. Un 'architettura naturale, che vede, in un susseguirsi, di insenature e di spiagge incantevoli, scenari e colori diversi, ma con un dominatore comune: lo splendore. Tra Capo Vaticano, Tropea, Parghelia, sulla costa tirrenica si possono ammirare piccole ma fantastiche strisce di sabbia finissima, intramezzate da splendide scogliere a strapiombo sul limpidissimo mare, calette segrete raggiungibili molto spesso solo via mare e isolotti che, fronteggiano il mare, come quello di Dino e di Cirella, dappertutto la maestosa presenza dei monti; sul versante jonico il paesaggio cambia: spiagge infinite ora bianche ora dorate, arenili sabbiosi a cui si alternano scogliere a strapiombo come quella di San Gregorio a Caminia, di singolare bellezza. Veri e propri gioielli, divenute frequentatissime mete turistiche, sono inoltre: le Castella, Capo Colonna, siamo nella famosa zona della riserva marina più grande d' Europa quella di Isola Capo Rizzuto a Crotone,un vero e proprio angolo di paradiso, e il castello di Roseto Capo Spulico.


FONTE: www.tropeaonline.it

Curiosità

Splendida la terracotta di Squillace e Rogliano, dove lavorano i "pignatari", ovvero i ceramisti. Il nome deriva proprio da "pignata", il recipiente in creta ancora oggi conosciuto ed usato per la cottura dei fagioli al camino. Di loro ne parla, addirittura, Cassiodoro, vissuto tra il V e VI secolo d.C..Interessanti le pipe di Brognaturo, San Roberto e San Vito sullo Ionio. Le pipe vengono fatte di erica arborea, una pianta che cresce, quasi esclusivamente, lungo le coste mediterranee e che viene ritenuta la migliore per dare la materia prima. I blocchetti di legno vengono stagionati per almeno due anni. Molto pregiate le sete di Catanzaro, San Floro e Curinga dove ancora vengono allevati i bachi con le foglie di gelso. E poi ci sono i liutai di Bisignano, i vetri di Soveria Simeri; gli antiquari di Chiaravalle e Morano; le sedie di Serrastretta; i pescheti della piana di Sibari; le serre floreali di Acconia e di Botricello. Da non dimenticare i sapori calabresi: i mostaccioli di Soriano; i torroni di Bagnara, Taurianova e Siderno; i funghi di Camigliatello; il Bergamotto nella zona reggina; la soppressata, la salsiccia, il capocollo, la pancetta, la nduja (impasto di carni di suino con peperoncino rosso piccante) di Spilinga; i vini di Donnici, Cirò, Lamezia, Bivongi, Pellaio e Verbicaro; i latticini silani ed il pesce spada di Bagnara; la cipolla di Tropea ed il famosissimo peperoncino rosso calabrese.


fonte: www.esteri.it



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