Le Province della regione Calabria
Cosenza ( ab 75.200 , 37,24Kmq)
Collocata all'inizio della valle del Crati, tra la Sila e la catena Costiera, si trova nel cuore dell'omonima provincia. E' toccata dall'autostrada del Sole, ma anche da una superstrada che collega Paola con Crotone. E' servita dalle Ferrovie dello Stato ( collegamento con la litoranea tirrenica a Paola e con quella ionica a Sibari ) e dalle Ferrovie della Calabria. Cosenza che sorge alla confluenza del Crati col Busento, è nettamente distinta in due quartieri separati dal corso del Busento: l'uno antico a monte e l'altro moderno, più ampio, in zona pianeggiante. Quest'ultimo che ha una disposizione viaria essenzialmente ortogonale, si è esteso verso Nord solo a partire dall'ultimo decennio dell'800, in seguito alla bonifica delle zone paludose e alla costruzione della ferrovia per Sibari. L'economia della città è basata in parte ancora sulle produzioni agricole della zona circostante ( ortofrutticoli, cereali, bestiame, legname ), per la quale la città funge da mercato. Gli sviluppi industriali sono stati fin'ora di limitata importanza. Sono comunque presenti principalmente i settori del vestiario-abbigliamento, della meccanica, della lavorazione del legno, ma l'attività più intensa è stata sempre quella edilizia. Vista sotto l'aspetto del settore terziario, Cosenza gioca un ruolo importante nel campo commerciale ed in quello amministrativo.
Cosenza è ricordata da Strabone come città dei Bruzi, non già come città greca. Subì tuttavia l'influenza della Magna Grecia ed in seguito, come tante altre città fu coinvolta nelle vicende delle guerre puniche ( fu alleata di Cartagine ). In seguito divenne romana e acquistò importanza con la costruzione nel sec. II° a.C. della via Popilia che collegava Capua con Reggio. Secondo una antichissima leggenda, nel 410 d.C. presso Cosenza sarebbe morto Alarico re dei Visigoti, che i suoi avrebbero poi seppellito, con tutti i tesori depredati durante il sacco di Roma, nel letto del Busento, dopo averne deviato le acque. Le dominazioni che si succedettero nell'Italia meridionale( bizantini, normanni, svevi, Angioini ) coinvolsero anche Cosenza che però riuscì, sempre con fierezza, ad evitare soggezioni feudali. Il suo carattere demaniale fu confermato, nel sec. XV, da Alfonso I d'Aragona, che le concesse ampi privilegi. Tuttavia il declino della città iniziò proprio con l'avvento del dominio spagnolo. Cosenza conserva scarsissimi resti antichi e altomedioevali; di maggiore consistenza sono quelli di epoche successive, i quali coincidono cronologicamente con il ruolo politico egemone che, dal sec. XIII, la città acquisì all'interno della Calabria settentrionale: la cattedrale ( nel cui tesoro si conserva una antichissima croce-reliquario del sec. XII che tutto il mondo invidia, la "Croce Bizantina" ) e la chiesa di San Francesco sono prevalentemente duecentesche; il Castello Svevo, che dal colle Pancrazio domina i tortuosi quartieri medioevali, risale in gran parte a Federico II. Quattrocentesche sono le parti originarie della chiesa conventuale di San Domenico, posta al di là del Busento, che nel '700 venne rinnovata ed adornata di una bella cupola. Tra i secc. XV e XVI la città conobbe un notevole fervore culturale; vi ebbero sede alcune stamperie, vi fu attivo il grande filosofo Bernardino Telesio, vi fu fondata l'Accademia Cosentina che mantenne una notevole importanza anche nel Seicento. Al sec. XVII risale tra l'altro il soffitto ligneo della chiesa di Santa Chiara (oggi sconsacrata). L'ultima delle due grandi guerre che coinvolse tutto il mondo, provocò alla citta dei Bruzi dei gravi ed irreparabili danni.
Catanzaro ( ab 91.270 , 111,3Kmq)
Sorge sul versante ionico di una fascia montuosa di raccordo tra la Sila a nord e le Serre a sud, nel punto più stretto della Calabria in corrispondenza cioè, del golfo di Sant'Eufemia sulmare Tirreno e del golfo di Squillace sul mar Ionio. La città è prossima ( circa 10 km ) al litorale ionico ed alla via litoranea, ed è interessata anche da una trasversale (stradale e ferroviaria) di collegamento tra i due mari; si allunga su un rilievo delimitato dagli alvei profondamente incassati di due torrenti, il Fiumarella ed il Musofalo. Catanzaro contava 22.378 abitanti nel 1861 e 32.005 ad inizio secolo. Da 45.400 abitanti nel 1936 è passata a 59.969 nel 1951, a 74.037 nel 1961 ed a 86.284 nel 1971. Lo sviluppo demografico è stato quindi molto intenso, contrariamente alla tendenza generale del territorio,nel quale non si ha un incremento, ma anzi si registra uno scarto notevole tra popolazione residente e popolazione presente dovuto alla forte emigrazione, anche stagionale. Nell'economia cittadina ha ancora un certo peso l'agricoltura ( commercializzazione e trasformazione dei prodotti del luogo: cereali, barbabietole da zucchero, ortaggi, frutta, olio, vino, oltre alle produzioni zootecniche e forestali ), mentre la struttura industriale è polverizzata in piccole aziende ed appare estremamente fragile. Il settore di maggiore spicco è quello edile e dei materiali per l'edilizia ( laterizi e cemento ). Catanzaro poggia sul crinale di un colle alto e accidentato, ed è attraversata per tutta la sua lunghezza dal corso Mazzini, un'ampia via leggermente sinuosa sulla quale prospettano numerose costruzioni tardo ottocentesche. Fondata dai bizantini intorno al secolo IX, Catanzaro fu eretta a contea normanna e quindi da Federico II concessa in feudo ai Ruffo. Finita in dote ( 1444 ) ad un ambizioso catalano di Sicilia, Antonio Centelles, che fomentava rivolte baronali contro i sovrani aragonesi, si liberò dai partigiani di costui e ciò le valse, da parte di Ferdinando I, la concessione di ampi privilegi destinati ad incrementare l'arte della seta, che aveva già una solida tradizione e per la quale la città divenne famosa in tutta Europa. Altri episodi da segnalare nella storia di Catanzaro sono la tenace resistenza opposta ai francesi del maresciallo Lautree nel 1528, l'occupazione napoleonica fortemente contrastata dai catanzaresi e, dopo il ritorno dei Borboni, l'elevazione della città a capitale della provincia Calabria Ulteriore I ed a sede della gran Corte Civile della Calabria, trasformata dopo l'unificazione del Regno, in Corte d'Appello. Durante il Risorgimento, Catanzaro fu uno dei più attivi centri, nel Regno di Napoli, della carboneria. Nel 1971 la scelta di Catanzaro come capoluogo della Calabria e sede degli organismi regionali provocò un'acutissima contesa con Reggio Calabria, degenerata in episodi di aperta violenza. Per risolvere i contrasti il consiglio regionale calabrese decise di erigere Catanzaro a capoluogo e sede della Giunta, mentre Reggio Calabria venne destinata a sede dell'assemblea regionale.
Reggio Calabria ( ab 179.065 , 244Kmq)
Disposta in modo lineare lungo la costiera calabra dello stretto di Messina, ha un aspetto regolare e moderno e può essere considerata una " città nuova ":risorse infatti dopo che il 28 dicembre del 1908 un violentissimo terremoto ebbe distrutto completamente la " città vecchia ", a sua volta opera della ricostruzione seguita ad un altrettanto catastrofico sisma, quello del 1783. Il suo abitato agli inizi del '900 si estese rapidamente verso il porto, situato a poco meno di 2 km. a nord del nucleo antico, e la città assunse funzioni di crescente rilievo : vi posero sede gli uffici di un dipartimento marittimo e di un dipartimento ferroviario, la soprintendenza per le arti e le antichità delle regioni bruzia e lucana, una stazione sperimentale per i derivati degli agrumi e vi sorsero numerose aziende per l'esportazione di agrumi, di olii e di vini delle riviere e di legno dell'Aspromonte. La popolazione salì quindi con notevole rapidità : da 25.800 abitanti nel 1861 a poco più di 30.000 nel 1881 e a 33.000 nel 1901. Nel 1951, a ricostruzione avvenuta, la popolazione ( 140.734 ab. ) si era quasi quintuplicata rispetto a quella degli inizi del secolo. Al tempo stesso, per effetto di una politica di mera costruzione edilizia, la città assunse un carattere di terziarizzazione abnorme, priva com'era di una base industriale, ad eccezione di alcune attività connesse con il suo ruolo di scalo marittimo e ferroviario e con le produzioni di generi alimentari e di derivati degli agrumi. L'antica Reggio, dopo Cuma la più antica colonia greca in Italia meridionale, fu fondata nello stesso sito della città moderna, da coloni provenienti da Calcide di Eubea e da calcidesi di Zancle ( 730-720 a.C. ca. ). Di origine messenica era il tiranno Anassila ( 494-476 a.C. ) che mise fine al governo oligarchico della città e fu inoltre alleato dei Cartaginesi nella guerra terminata ad Imera con la vittoria dei Greci ( 480 a.C. ). Contemporaneamente vennero meno i legami con la sponda siciliana dello stretto e riprese forza la spinta verso il territorio italico : Reggio entrò a far parte della lega italiota alla fine del secolo V°. In seguito per tutta l'età imperiale fu tra le più importanti città dell'Italia meridionale : dal sec. IV d.C. fu sede con Salerno dei governatori ( correctores ) della Lucania e della Calabria. Sotto il dominio di Bisanzio, la città fiorì economicamente e culturalmente : divenne sede del Duca di Calabria e il centro della chiesa di rito greco dell'Italia meridionale. Nel sec. X ebbe tuttavia a subire ripetute incursioni dei Saraceni, finchè nel secolo XI fu definitivamente strappata ai Bizantini da Roberto il Guiscardo ( 1060 ). In seguito la conquistarono Aragonesi, Angioini, Durazzeschi. Nel 1443, dopo che andò al potere Alfonso il Magnanimo di Napoli, le sue vicende si identificarono con quelle del Regno stesso.Dopo la conquista napoleonica venne eretta in ducato per il maresciallo Oudinot. Prese parte ai moti risorgimentali sollevandosi contro i Borbone nel 1847. Nel 1860 fu occupata dai garibaldini provenienti dallo stretto di Messina. Il terremoto del 1908 provocò 12.000 vittime; pesantissimi danni furono provocati dai bombardamenti del 1943. Fra il luglio del 1970 ed il febbraio del 1971, in particolare, si ebbero dei moti per il mantenimento di Reggio a capoluogo della regione Calabria e contro il trasferimento della sede regionale a Catanzaro. La situazione fu risolta con un compromesso : Catanzaro divenne capoluogo e sede della giunta, mentre a Reggio fu fissata la sede dell'assemblea regionale.
FONTE: www.calabriaonline.com

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