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Agriturismo Scopri l'ItaliaCalabriaMare nella Regione Calabria

Mare nella regione Calabria

Ricadi

noto come "la perla dello Jonio" è un polo turistico tra i più importanti della costa

Situato tra il golfo di Sant'Eufemia e quello di Gioia Tauro; proprio il promontorio di Capo Vaticano divide i due golfi calabresi.
Ricadi è un comune di 4.471 abitanti della provincia di Vibo Valentia. A pochi km. da Tropea, sullo spuntone di terra che muove la costa tirrenica, Ricadi si adagia alla base dell'altopiano del Monte Poro, per estendersi fino alle rive del mare dove bellissima è la spiaggia di Capo Vaticano. Interessanti i fondali di Formicoli, dove si può ammirare una distesa di massi per lo più di roccia granitica ricchi di fauna.
Vedute Panoramiche unoche e pregevoli spiagge di bianca e finissima sabbia, rendono questi luoghi indimenticabili.

La storia racconta che il territorio di Ricadi è abitato sin dai tempi remoti: già dal periodo preistorico e precristiano. Ne sono testimoni i numerosi reperti archelogici rinvenuti, alcuni dei quali sono ben conservati al museo nazionale di Reggio Calabria.
Greci, Cartaginesi, Romani, Bizantini, Arabi, Saraceni, Normanni hanno inoltre segnato notevolmente il territorio, creando le prime infrastruttre viarie e difensive (torri a difesa delle coste e dei fiumi) ed influenzando gli usi, la lingua (il dialetto) ed i toponimi. Molti resti e reperti di indubbio valore archeologico sono tuttora visibili.
Ricadi ed i villaggi limitrofi furono dei casali dipendenti da Tropea fino al 1799, anno in cui venne riconosciuta l'indipendenza grazie all'intervento di un generale francese, Championnet (che conquistò il Regno di Napoli), dando un nuovo assetto amministrativo ai cantoni di Tropea.
Ricadi divenne poi un comune del distretto di Monteleone (l'attuale Vibo Valentia), appartenente alla Calabria Ulteriore, grazie ad un decreto del 1811, col quale vennero assegnate alcune frazioni, molte delle quali sono tuttora rimaste nella giurisdizione del comune.


Vibo Marina

nel comune di Vibo Valentia

è una frazione del comune di Vibo Valentia, in Calabria, situata sul Mar Tirreno nel golfo di Lamezia Terme e ha una popolazione di circa 10.000 abitanti.
Il suo territorio è sede di una delle poche aree industriali significative presenti nella provincia, così come importante risulta il suo porto, specializzato nella distribuzione dei petroli e del cemento, nel commercio di prodotti ittici e nel turismo (frequenti sono i collegamenti con le Isole Eolie).
Già nel III secolo A.C. esisteva un porto romano costruito per opera di Agatocle, tiranno di Siracusa. Tracce di questo insediamento sono tutt'oggi riscontrabili nel territorio, così come i resti di una villa romana.
Vibo Marina in origine era chiamata Porto Santa Venere e una leggenda narra che il nome le fu dato da un pescatore del luogo che scoprì sulla spiaggia la statua di Santa Venere.
Il suo nome venne poi modificato nell'attuale nel 1928.

da www.wilkipedia.org


Cropani

dalle colline al mare

Si tratta di un comune di 3.281 abitanti della provincia di Catanzaro.
Situato a 7 km dal mare, divide il territorio in più frazioni fra le quali la turistica Cropani Marina. Il centro Comunale si adagia su dolci colline e vanta un duomo romanico dal quale si ammira uno spettacolo ambientale con le verdi colline che degradano sulla costa jonica fino a lambire un incantevole mare.
Gemellata con Venezia, Cropani, secondo la tradizione, raccolse fra le sue coste il santo Marco, vittima di un naufragio. Nel suo duomo è ospitata la reliquia avuta in dono dal comune di Venezia a testimonianza del fatto. Splendido esempio di tempio cattolico, il duomo di età romanica si staglia erto e poderoso, quasi a tutela del paese. Recentemente restaurato, evidenzia nelle pregevoli porte d'accesso l'arte muratoria della pietra a secco, tipica dell'epoca.

Ricavato da "http://it.wikipedia.org/wiki/Cropani


Soverato

noto come "la perla dello Jonio" è un polo turistico tra i più importanti della costa

Soverato è un comune di 10.057 (M 4.762, F 5.295) abitanti della provincia di Catanzaro situato nella parte sud del golfo di Squillace, distante circa 35 km dal capoluogo di provincia. Soverato rappresente uno dei poli turistici più importanti sulla costa jonica e, proprio per la sua bellezza, è definita "la perla dello Jonio" .
Soverato è variamente distribuita nel territorio, è possibile distiguere tre zone contingenti, la prima sulla costa, la seconda, poco distante e leggermente distaccata dalla prima, in bassa collina e la terza, alla stessa altezza della seconda, rappresenta quel che rimane della vecchia soverato (Soverato Vecchia). La popolazione è prevalentemente accentrata nella parte bassa della cittadina. L'area collinare abitata di Soverato prende il nome di Soverato Superiore ma tale denominazione non contraddistingue la presenza di un differente comune.
Dal punto di vista storico, Soverato, sorge sul territorio che, a suo tempo, era occupato da un piccolo villaggio di pescatori denominato Poliporto, nome che deriva dal greco Poils-portos. ll nome "Suberatum", fu dato al villaggio, a seguito della ricostruzione sulla collina sovrastante la costa, durante il decimo secolo D.C. Pochi sono i documenti esistenti relativi alla cittadina di Soverato ma, fondamentale, è un testo storico che registra la presenza di un mulino all'interno di un territorio denominato "Suberati". Durante gli anni il nome modificò per raggiungere l'attuale forma. Tra i tanti nomi attribuitigli ricordiamo Sughereto, Sovrato e Subrato. In riferimento al nome odierno, si ritiene che coloro i quali attribuirono questo nome al villaggio presero spunto dal grande numero di alberi da sughero presenti nel territorio. Altre ipotesi, molto fantasiose, sono prive di fodamento e, conseguenzialmente, vengono scartate.
Il turismo rappresenta la principale fonte economica per Soverato. Durante il periodo estivo, la popolazione aumenta in numero e vengono organizzate una serie di attività sia da parte della proloco che dal comune.Da tenere presente, a tal proposito, le seguenti manifestazioni.
Festa di Maria SS di Porto Salvo , protettrice dei marinai soveratesi - 2° Domenica di Agosto
Sagra delle Melanzane in Soverato Superiore - terza domenica di settembre
Riti legati alla settimana santa, in particolare la presa di Cristo all'oro e la Cumprunta
Fiera della Galilea, storica fiera - lunedì e martedì dopo Pasqua
Fiera di S. Anna, alla fine del mese di luglio

da www.wikipedia.org


Praia a Mare

nota località turistica adiacente al Parco Nazionale del Pollino

Comune di 6.277 abitanti, in provincia di Cosenza, è un popoloso villaggio di contadini e di pescatori sorto sulle spiagge strette tra il corso del fiume Noce, che a nord segna il confine con la Basilicata, ed il contrafforte roccioso oltre la pianura alluvionale del fiume Lao. Per secoli Praia ha mantenuto integri e vivi usi, costumi e tradizioni della vicina rocca natia. L'etimologia del nome è incerta, anche se ricorda i traffici di merci e di uomini che nell'antichità avvenivano sulla costa Tirrenica: deriverebbe da "Plaga Sclavorum", spiaggia degli Sclavoni o degli Schiavoni, o da "Plaga Slavorum", spiaggia degli Slavoni.

da www.wilkipedia.org


Scalea tra grotte marine e spiagge
In un susseguirsi di continue meravigliose visioni, il tratto costiero di Scalea custodisce piccoli e grandi gioielli della natura. Di seguito un elenco di ciò che non si deve perdere:
Scogliera della Salera
Grotta d'u trasi e jesci
Grotta d'a jiditale
Grotta del Bacio
Grotta della Pecora
Capo Scalea
Spiaggetta d'a Sicculilla
Spiaggetta d'acque duci
Spiaggia del Carpino
Grotta dei Briganti

da www.scalea.it

Amantea

Amantea sorge tra due suggestivi promontori, uno a sud, l'altro a nord.
Importante centro balneare, naturale sbocco di molti piccoli paesi del suo vasto entroterra, Amantea, da qualche tempo vede crescere attorno a sé l'interesse e l'attenzione di molta gente, non solo calabrese.
Il suo territorio, per molti versi immune dallo scempio edilizio di cui sono risultati vittime numerosi centri della regione negli anni passati, si presenta ben articolato, aperto e soprattutto commerciale, verso cui da sempre, si sente particolarmente vocata.
Amantea gode di una buona posizione geografica e di magnifiche condizioni meteorologiche che regalano tanto sole e buon clima.

La presenza di insediamenti umani nel territorio di Amantea è attestata già in età preistorica e protostorica (ritrovamenti di ceramica di Stentinello, ossidiana lavorata proveniente dalle isole Eolie, architettura rupestre funeraria, rinvenimenti di altri materiali).
La recente scoperta di un santuario del sec VI a.C. in località Imbelli e di un ricco deposito votivo, che ha restituito molti interessanti reperti, testimonia dello stanziamento di coloni greci nella zona di Campora S.Giovanni in età arcaica. Nel territorio di Amantea sono state rinvenute anche ceramiche campane del sec. IV a.C.

Popolazioni brettie si sono, forse, stanziate sul pianoro di sommità del colle roccioso che sovrasta Amantea e nelle immediate adiacenze di esso, dando origine al piccolo abitato di Clampetia sottomessa dai Romani nel 204 a.C., con deduzione di una colonia (ager clampetinus).
Il nome Amantea compare nel sec. VII d.C., come si deduce dalle tavole dell'Anonimo Ravennate.
Probabilmente, a partire da quest'epoca, nasce l'insediamento rupestre bizantino.

Nell'839 gli Arabi occupano la città tirrenica e ne fanno sede di un Emirato.
Nell'885 l'esercito bizantino di Niceforo Foca scaccia gli occupanti.
Poco dopo la liberazione viene elevata a sede vescovile di rito greco figurando tra le diocesi suffraganee di Reggio Calabria.
Il 1094, per volontà del duca normanno Ruggero, viene soppressa la sede vescovile di Amantea che è aggregata con il titolo di "diocesi inferiore" a quella di Tropea. Nel 1269 i suoi abitanti si ribellano ai nuovi invasori angioini nel nome di Corradino di Svevia e subiscono un'assedio che termina con la loro sconfitta.
Nel 1495 si oppongono vittoriosamente alle truppe di Carlo VIII che aveva osato infeudare la città demaniale a Francesco d'Alengre, Maresciallo del Regno.
Il 1571 trenta uomini sono presenti in difesa della cristianità occidentale, alla battaglia di Lepanto, imbarcati sulla galea "La Luna", sotto il comando di Scipione Cavallo.
Il 1630 il principe di Belmonte, Orazio G.Battista Ravaschieri, acquista per 60.000 ducati la città, con il suo casale S.Pietro, dalla Regia Corte. Gli amanteani riusciranno a riscattarsi versando ad essa la somma pagata e rientreranno a far parte del Regio Demanio nel 1633. Un'indelebile pagina di storia viene scritta dai cittadini durante il decennio di occupazione delle truppe francesi di Giuseppe Bonaparte, nel 1806-1807, allorchè, alternando episodi di indomito coraggio ad altri di incredibili sacrifici, riescono a sostenere un lungo e sfortunato assedio sotto la guida del valoroso comandante borbonico Rodolfo Mirabelli.
Nel corso dell'ottocento si formerà il nuovo insediamento urbano della marina sulla vasta piana litoranea creata dai depositi alluvionali.


Isola di Capo Rizzuto

sulla Costa Jonica della Calabria è una apprezzata località turistica

Capo Rizzuto è un centro turistico di rilievo, situato a circa 20 km da Crotone, sulla costa jonica della Calabria. Sul suo territorio sono state rinvenute tracce di insediamenti umani, che risalgono a più di cinquemila anni avanti Cristo, sicuramente aiutati dalla favorevole posizione geografica, dal clima e da un ambiente particolarmente propizio.
Fu fondata da un popolo proveniente dall'Africa del nord, dagli stessi luoghi dove poi fu eretta Cartagine, i Japigi che si stabilirono tra Isola Capo Rizzuto e Capo Piccolo (1200 a.c.).
Questo popolo diede il proprio nome ai promontori che si bagnano nel mare antistante e che anticamente erano riconosciuti come "Promontorium Japigium", gli odierni Capo Rizzuto, Capo Cimiti e Le Castella. I japigi furono poi scacciati da un altro popolo antico, i Coni, (originari dell'Epiro nella penisola balcanica), e si trasferirono, nella vicina Puglia.
La storia locale si intreccia continuamente con la leggenda, la più antica vuole che a fondare la città sia stata Astiochena, sorella di Priamo, scampata alla distruzione di Troia ed approdata in questi luoghi insieme al padre ed alle due sorelle. Con la colonizzazione greca ebbe origine in queste zone il fortunato periodo storico, detto della Magna Grecia, che vide gli antichi abitanti di Isola subordinati alle vicende della più giovane città di Crotone (708-709 a.c.) che diventò uno dei poli principali della cultura e dell'economia de tempo.
Isola Capo Rizzuto porta questo nome pur non essendo circondata dal mare e trovandosi anzi a 4 km da esso. Il nome Isola compare in alcuni documenti del 900 d.c. circa, quando Leone VI° il filosofo (886-911) pubblicò la "Nea tattica o Diatyposi" che riportava l'ordinamento delle chiese di rito greco ortodosso in Calabria, e tra questa è citata "ò ton Aésulon", l'odierna Isola. Questo nome si vuole derivare dalla presenza nel mare antistante i tre promontorium Japigium di alcune isolette, due erano dette dei Dioscuri e un'altra Calipso, in cui molti riconoscono l'Isola di Ogigia dove viveva la famosa maga dell'Odissea di Omero. Altri pensano che questo nome nasce dalla volgarizzazione del latino Asyla (luogo sicuro) dato alla nuova città quando gli abitanti si trasferiscono dalla costa all'interno del territorio per meglio difendersi dalle incursioni dei pirati turchi che infestavano la zona.
Più prosaicamente altri fanno risalire il nome alla costruzioni rurali romane che caratterizzavano le campagne e che erano dette "Insule", cioè costruzioni isolate che servivano da case e da magazzini per i prodotti dei campi e che erano il centro della vita contadina.
La storia della città continua con alterne fortune nel medioevo diventando importante centro della diffusione della religione cattolica nell'Italia del sud e sede vescovile, fino al 1818. In questo periodo si costruiscono molte chiese e monasteri, si diede vita al poderoso sistema difensivo che era formato da importanti costruzioni quali il castello dei Ricca e le mura di cinta del borgo vecchio ad Isola Capo Rizzuto, il castello aragonese di Le Castella, le numerose torri costiere di avvistamento e di difesa
Gli abitanti di Isola parteciparono attivamente alle vicende storiche del Medioevo subendo molte perdite di vite umane e distruzioni ad opera di pirati turchi e saraceni ma anche di spagnoli ed aragonesi (rivolta del Centelles - 1459) che a lungo dominarono questi luoghi e che spesso punivano le popolazioni locali per la loro dichiarata adesione a questo o a quel partito belligerante nel corso delle numerose guerricciole locali. Successivamente nel Risorgimento in molti aderirono ai moti politici che portarono all'unità d'Italia, compresa la campagna Garibaldina, ed infine parteciparono attivamente alle due guerre mondiali subendo spesso i bombardamenti aerei per la vicinanza del locale aeroporto.
Nel punto in cui sorge Capo Rizzuto, la costa calabra è molto rocciosa; le sue spiagge sono composte da sabbie fini di un suggestivo colore rosso - arancione.



Crotone

località balneare sul mar Tirreno , con il porto commerciale tra i più importanti del Mediterraneo

La città si affaccia sul mar Ionio, ed è collegata alle vicine provincie di Catanzaro e Cosenza con le strade statali 106 e 107 rispettivamente.

Una leggenda narra che il nome Crotone deriverebbe da "Kroton", figlio di Eaco, che fu condannato dagli Dei a non trovar pace fino al giorno in cui avrebbe fondato una città superba.

La fondazione di Crotone risale al 718 a.C., come citato da Eusebio nel suo "Cronicon" sebbene altre fonti la rimandino al 710 a.C., o più attendibilmente al tempo del Re Polidoro, nel 743 a.C. La città venne fondata dagli Achei che furono colpiti dai folti boschi, dal clima mite e dal prosperoso mare, e insediandosi, vi crearono una vera e propria Polis greca.
L'apice della sua fama fu raggiunto nel V secolo, come colonia della Magna Grecia.
Nel medioevo, seppur decaduta durante l'epoca dell'impero romano, la città risorge nuovamente, in perticolare in epoca Bizantina, e ancor più durante la dominazione spagnola. Il castello di Carlo V che sovrasta la città, e le sue alte e forti mura, controllano ogni attività circostante, e decretano il successo della città nel sedicesimo secolo.

In epoca più recente, Crotone è il centro del marchesato dei Ruffo. Il suo porto che strategicamente colma le distanze dei più vicini porti di Taranto e Messina, favorisce ogni attività di scambio e si propone come traino per l'economia agricola e la proliferazione di attività industriali.
L'insediamento industriale ha visto la città protagonista nel periodo a cavallo fra le due guerre mondiali, favorite anche dalla vicinanza con la centrale idroelettrica. La popolazione crotonese raddoppia durante gli anni trenta, fino a superare i 50.000 abitanti odierni. Purtroppo le industrie principali, Pertusola Sud e Montedison, collassano presto. Alla fine degli anni 80 infatti, la città è stroncata da una grave crisi economica. Migliaia di crotonesi perdono il posto di lavoro, e questo accentuerà l'inevitabile emigrazione di massa verso lidi più prosperi. Un'altra battuta di arresto per la città è data dall'alluvione del 1996, che distrugge gran parte delle abitazioni a ridosso del fiume e stronca tre vite umane, così come il morale della città.
Per la città è finalmente la svolta, inizia la risalita. Il nuovo piano regolatore, e la partecipazione al concorso di riqualificazione urbanistica, Urban II, ridanno smalto alla città e costituiscono motivo di orgoglio che contribuirà alla ripresa economica. La città riesce a ribaltare il clima di sconforto e risale la classifica sulla qualità della vita, che l'aveva vista arenarsi nelle ultime posizioni.

La città gode di un aeroporto che sopperisce alle gravi carenze infrastrutturali, in particolare gli inadeguati collegamenti viari e le obsolete e trascurate reti ferroviarie. La città ha inaugurato di recente una nuova stazione aeroportuale, moltiplicando i collegamenti, e stabilizzando le tariffe. L'Aeroporto Sant'Anna è servito dalla compagnia di bandiera Alitalia.

Bova Marina

splendide spiagge con sfondo il profilo del Monte Etna

Comune di 3.951 abitanti in provincia di Reggio Calabria, fu fondato da Mons. Dalmazio D'Andrea nel 1908, anno in cui ottenne la separazione dal comune di Bova Superiore. Sorge su antichi insediamenti ebraici, bizzantini e grecanici, i cui resti sono tutt'oggi visibili nelle zone circostanti.
Cittadina particolarmente attiva durante il periodo estivo grazie alle splendide spiagge e al panorama che offre una vista sul Mar Ionio, abbellita dai lineamenti lontani del Monte Etna. Bova Marina Appartiene all'area della Bovesia ed essendo zona di elevato valore artistico e culturale, è dunque un'area di interesse turistico notevole.

Tra le manifestazioni e le date da segnalare senz'altro la prima settimana di Agosto, durante la quale tutta la cittadina festeggia la Madonna del Mare (Stella Maris), patrona di Bova Marina, da quando un gruppo di pescatori rinvenne un antico quadro sacro in fondo al mare.

Bova Marina è inoltre noto anche per la produzione del bergamotto e per la presenza dell'arbusto del Ginepro Fenicio.

da www.wilkipedia.org


Siderno

con una stupenda spiaggia è l'orgoglio della Locride

Siderno è una piccola cittadina Ionica, posizionata in una gradevolissima pianura.
La città ha circa 18.000 abitanti, ed è composta dal vecchio nucleo (Siderno Superiore) e da Siderno Marina, che è cresciuta a ridosso della costa jonica. Oggi Siderno Marina rappresenta il cuore pulsante del comune e dell'intera locride. È una città attiva, con molti negozi, centri commerciali, banche, scuole di ogni ordine e grado, uffici. Stupenda la spiaggia che, nel periodo estivo attira turisti italiani e stranieri che trovano ospitalità nel gran numero di centri balneari, hotel, bar e ristoranti.
La città è attraversata dalla strada statale che da Reggio Calabria porta verso nord, e dalla ferrovia. È collegata dalla superstrada Jonio-Tirreno all'autostrada A3 ed al porto di Gioia Tauro.

da www.wikipedia.org

Gioia Tauro

località balneare sul mar Tirreno , con il porto commerciale tra i più importanti del Mediterraneo

Gioia Tauro è un comune di 18.483 abitanti della provincia di Reggio Calabria.
La cittadina di aspetto moderno sorge nell'antica area di Metauros fondata dai Calcidesi di Zancle nel VII secolo, abitata nel Medio Evo e in epoca romana, ha subito vari saccheggi e terremoti che non lasciano alcuna traccia della vecchia civiltà. Infatti in contrada Petra si sono rinvenute centinaia di tombe risalenti al VII-IV secolo a.C. i cui corredi funerari di un certo valore sono custoditi nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio calabria.
La terra di Gioia Tauro è, grazie ad alcune bonifiche, la più fertile della regione, anche se per alcuni anni fu quasi dimenticata questa grande risorsa, per favorire un progetto di un grande polo siderurgico che non fu mai realizzato. Di questo progetto, resta il grande bacino portuale, che dopo anni di inattività è finalmente divenuto uno dei porti commerciali più importanti del Mediterraneo.

da www.portodigioiatauro.it


Terranova da Sibari

località balneare sul mar Tirreno , con il porto commerciale tra i più importanti del Mediterraneo

Comune di 5.219 abitanti della provincia di Cosenza, situato a 313 mt. di altitudine, tra il fiume Crati e le estreme propaggini della Sila greca.
Prima denominata "Terranova del Vallo" e poi "Terranova di Calabria Citra" prese l'attuale nome dopo l'Unità d'Italia. Pare sia stata fondata dai superstiti di Turio, distrutta dai Crotoniati.
Già conosciuta con il nome di Terranova del Vallo e poi di Terranova di Calabria Citra, affonda le sue radici nella civiltà Magno-Greca. Fondata dai superstiti di Turio, sarebbe stata distrutta in seguito dai Crotoniati. L'attuale nome assunto dopo l'unità d'Italia viene fatto derivare da quello di due antiche città, Thurium e Sibaris, da cui Thurium Novum a Sibari (Terranova da Sibari).
Sede arcivescovile, Terranova da Sibari fu visitata da due futuri papi, S. Telesforo (originario della Grecia e papa dal 125 al 136) e S. Dionisio (che nacque a Turio, in Magna Grecia, e fu pontefice dal 259 al 268).

Terranova da Sibari ha un patrimonio storico-artistico ed archeologico di tutto rispetto e deve, in effetti, la sua notorietà al castello feudale, del quale rimangono solo i resti, ma che contribuisce a conferisce una particolare importanza al centro storico, ricco di sei chiese storiche.
La piazza principale è già un buon biglietto da visita, così contornata da edifici di architettura seicentesca.
La chiesa del convento di S. Antonio conserva, nella cappella del santo un altare marmoreo seicentesco, con pala barocca.
Nella Chiesa di S. Nicola, di origini medievali e con una facciata decorata, ha un busto, in pietra, di S. Nicola e rosoni di tipo cinquecentesco.
La chiesa di S. Francesco di Paola conserva una tela del XVI sec. e una del 1722, nonchè un pregevole ciboreo ligneo del '600 a pianta ottagonale.

Terranova da Sibari è teatro di una fiera che si svolge nella seconda domenica di maggio, mentre S. Antonio da Padova, il Santo Patrono, ricorre il 13 giugno.
Famosa è la sagra dei piatti tipici, dove vengono esaltati i sapori della tradizione gastronomica. Ottimo è l'olio come anche il pane nero e il pane azzimo (o pane delle streghe) fatto con una elaborata miscela composta da farina, impasto di ceci ridotti in poltiglia e aromatizzato con noce moscata ed altre spezie.


FONTE: www.comunitalia.net

costa viola

Paragonato a quello delle "Cinque terre" liguri, il territorio della Costa Viola, chiuso tra il mare e le montagne, è dominato da una serie di alte e frastagliate costiere, tra le quali spicca quella del Monte Sant’Elia, da dove è possibile ammirare un panorama unico. La strada costiera si snoda lungo le pendici ricoperte dalla macchia Mediterranea e dai tradizionali terrazzamenti. I fondali della Costa Viola rappresentano una risorsa ambientale primaria e riproducono incontaminati scorci marini tropicali. Mitologia e storia si incontrano a Scilla, che si spinge nello Stretto di Messina con la sua rocca sormontata dal Castello dei Ruffo. Qui, come a Bagnara, si perpetua la caccia al pescespada, un vero e proprio rito di pesca che si pratica, secondo le antiche tecniche, a bordo delle "passerelle", imbarcazioni a motore dotate di un lungo pontile che sporge dallo scafo e di un albero di oltre 30 metri.


Locride

Il cuore del Mediterraneo è anche la patria della Magna Grecia, di cui la locride conserva molte testimonianze. Il territorio collinare si spinge fino alla !Riviera dei Gelsomini", l’area costiera jonica che deve il suo nome alla coltivazione di gelsomino, fiorente sin dagli anni '20.



Reggio

"Il più bel chilometro d’Italia". Questa la definizione che Gabriele D’Annunzio diede al Lungomare di Reggio Calabria, che rimane tra i più suggestivi del mondo, grazie allo spettacolo offerto dallo Stretto, dalla dirimpettaia Messina e dall’Etna. Ma la singolarità del Lungomare è data anche dalla varietà di piante centenarie che dominano le aiuole: magnolie, datteri, banani, ficus. In poco meno di mezz’ora si può passare dal clima mite della costa a quello più fresco dell’Aspromonte e del suo principale centro turistico: Gambarie. Con oltre 10 Km di piste e moderni impianti di risalita, è tra le mete preferite dagli sciatori calabresi e siciliani.


fonte: http://turismo.provincia.rc.it/Contents/itinerari/it/itin_grecanica.htm



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