I retaggi della tradizione nella regione Emilia Romagna

Come ai tempi dei Carracci e dei Marsili. I centri storici in Emilia-Romagna sono stati concepiti a misura di artigiano. E ancora oggi gli antichi mestieri hanno un ruolo tutt'altro che marginale nella città moderna. Dalle ceramiche faentine ai produttori modenesi di botti per l'aceto balsamico: ogni manufatto riconduce ogni volta al problema dell'uomo, ogni pratica artigianale, intimamente legata alla singolarità della persona e alla socialità dell'uso, pone in chiave attuale gli interrogativi della memoria storica. Botteghe di qualità e giovani creativi, artigianato artistico tradizionale e artigianato moderno innovativo, sono parte integrante del tessuto della regione.

All'insegna della specializzazione e della sperimentazione che hanno portato anche a forme inedite di "botteghe" nel settore della comunicazione e del software. Resiste cosi nel tempo il concetto di manutenzione e di creatività su quello di sostituzione, tipico dell'era dei consumi.
Tanto più in Emilia-Romagna, terra della piccola e media impresa e della cooperazione, dove le botteghe hanno trovato un loro spazio vitale nel tessuto economico segnato dall'industria. E dove lo stesso artigianato artistico, là dove cultura ed economia si incontrano in misura maggiore, ha continuato, pur con un numero limitato di imprese, a ricoprire un ruolo importante nella vita della Regione e oltre i suoi confini.