Itinerari naturalistici della regione Emilia Romagna
PERCORSO DIDATTICO NATURALISTICO TORRENTE CROSTOLO
Località
Reggio Emilia
Via
Monte Cisa
Percorso Natura - Vezzano s/Crostolo - l'Alveo
Percorso naturalistico del torrente Crostolo, che ne costeggia l’argine sinistro dallo storico ponte di San Pellegrino a Casale di Rivalta; è un sentiero suggestivo, meta quotidiana di pedoni e ciclisti, sportivi e famiglie.
La sicurezza del tracciato, lontano da strade rotabili, lo rende accessibile anche ai più piccoli, che potranno utilizzarlo come un’autentica aula didattica all’aperto.
Grazie ai pannelli è possibile riconoscere specie vegetali; studiare gli ecosistemi; identificare gli animali e riconoscerne le impronte; scoprire antiche tracce della presenza dell’uomo, fino allo studio delle culture preistoriche e delle stesse origini della città di Reggio.
Itinerario:
Km. 3
Periodi di Svolgimento:
Il periodo migliore per utilizzare il Percorso Didattico è quello primaverile (Aprile - Maggio), poichè le condizioni climatiche ambientali sono le più favorevoli alle osservazioni naturalistiche.
Le particolari caratteristiche del tracciato, che è facilmente percorribile in qualunque momento dell'anno, ne permettono tuttavia la fruizione anche in altri periodi.
(PROVINCIA) PARCO DEL GIGANTE
Località
Provincia di Reggio Emilia
Via
Statale 63 - Passo del Cerreto
Parco del Gigante, secondo le denominazione in uso, è uno dei più estesi fra quelli emiliani e racchiude al suo interno una grande varietà di luoghi e ambienti di elevato valore naturalistico e paesaggistico. Ne fanno parte alcune fra le cime più alte della catena appenninica settentrionale, dalle quali godono vasti panorami su valli impervie, estesi boschi e ampie praterie sommitali. Molte specie vegetali presenti sono fra le rarità botaniche della regione e ben rappresentata è anche la fauna appenninica. A est, oltre il Passo delle Forbici, l'area protetta si prolunga nel Parco Regionale dell'Alto Appennino Modenese; sul versante toscano si estende il Parco dell'Orecchiella.
Parco del Gigante Via Nazionale, 3 - 42032 BUSANA
Itinerario:
Vi sono elencati sei itineri consigliati
Modalità di Svolgimento:
a piedi
Zona Geografica:
Alto Appennino Reggiano
Itinerari consigliati:
L'alta valle del Liocca.
Da Succiso Nuovo (990m) si raggiuunge il Lago di Monte Acuto (1580 m), attraverso faggete, morfologie glaciali e torbiere, con possibilità di interessanti osservazioni faunistiche. Una rapida discesa, con i bei panorami sulla valle del Liocca e il Passo di Pietra Tagliata, conduce al fondovalle. da dove si risale il versante nordoccidentale dell'Alpe di Succiso, a tratti esposto e roccioso, fino al Rifugio Rio Pascolo (1570 m.); un'antica mulattiera, in parte lastricata, riconduce al paese. Sentieri 653, 659, 673, 655. Durata : 6 ore
Le sorgenti del Secchia
Dal Passo del Cerreto (1261 m) un facile sentiero, tra prati e lembi di bosco, aggira le pendici di Monte Alto e conduce all'ampia conca delle sorgenti del Secchia (1510 m.) Proseguendo fino al Passo di Pietra Tagliata (1779 m) si ha l'opportunità di osservare rare fioriture nelle praterie rocciose circostanti e di ammirare l'ampia conca che forma la testata del Liocca. Dal passo un percorso altamente panoramico, per escursionisti esperti, raggiunge l'Alpe di Succiso e la Sella del Monte Casarola. Sentiero: 671. durata: 3 ore (a/r)
Il Monte Cavalbianco
Dal Passo di Pradarena (1575 m.) una breve salite conduce alla cima del monte (1855 m); un percorso ad anello ne percorre per intero i versanti. Si cammina costeggiando il limite del bosco, ai margini di vaccinieti e praterie, e poi sotto ombrose faggete superando sorgenti e ruscelli; nel sottobosco funghi e orchidee. Nei pressi del Quartiere (1400 m) sono visibili limitati affioramenti di rocce evaporitiche. Sentieri 643, 645, 00. Durata 5 ore.
Il Lago Calamone e il Monte Ventasso.
Dal ponte sul Rio Ricco (890 m), nei pressi di Busana, attraverso radure assolate e boschi misti di querce che gradualmente lasciano il posto alla fagggeta. si raggiunge l'antico oratorio di S. Maria Maddalena (1502 m), un tempo luogo di eremitaggio, con bel panorama sulla Pietra di Bismantova e la valle del Secchia. Proseguendo in quota si superano alcune lingue di detriti e si scende in breve al lago (1398 m); una traccia sale ripida oltre gli ultimi faggi contorti dal vento e, attraverso basse praterie, conduce alla cima del Monte Ventasso (1727 m) Sentieri: 661, 663. Durata: 4 ore (a/r)
Le Cascate del Lavacchiello e i Prati di Sara.
Da Ligonchio (923 m) si risale il torrente Ozola fino al bacino artificale di Presa alta (1230 m); dopo aver guadato il torrente si percorre il ripido versante fino a raggiungere le Cascate del Lavacchiello e poi i Prati di Sara (1610 m) . Durante il ritorno superata Presa alta, si può proseguire lungo la sterrata fino a incontrare il sentiero 653 "Decauville", che ricalca il tracciato di una ferrovia realizzata agli inizi del secolo per la custruzione della diga sull'Ozola, a tratti altamente panoramico, permette una ampia visione suglio Schiocchi dell'Ozola e il massiccio del monte Cusna. Sentieri: 635, 633. Durata: 6 ore.
L'Abetina Reale e il Passa di Lama Lite.
Da Civago (1042 m) si ripercorre parte dell'antica Via delle Forbici, tra pascoli abbandonati e boschi misti di faggio e abete bianco, fino a raggiungere l'ex segheria dell'Abetina Reale (1410 m). si prosegue verso i vaccinieti e le praterie del passo di Lama Lite (1781 m) e del Monte Prado. Il passo si trova a breve distanza dal Lago Bargetana e dal Rifugio Battisti, punto di partenza per numerose escursioni verso il Monte Cusna e il crinale tosco - emiliano. Attraverso il Passone (sentiero 607) si può tornare a Civago lungo la dorsale dell'Alpe di Vallestrina e del Monte Ravino. Sentieri: 605. Durata: 4 ore (a/r)
SENTIERO NATURA - "LAURO BERTANI" DI BÉRGOGNO VOTIGNO
Località
Casina - Reggio Emilia
Via
Bérgogno - Votigno
Il Sentiero Natura inizia nel centro del borgo di Bérgogno (punto didattico n. 1), che costituisce uno dei più significativi insediamenti rurali tardomedievali presenti nelle adiacenze dell'antica rocca di Canossa.
Parcheggiati gli eventuali automezzi nel piazzaletto all'interno del borgo, occorre imboccare la carrareccia in discesa, che diretta al corrente Campola, fiancheggiando suggestive e vetuste murature di case cinquecentesche.
Ben presto si esce dal paese, proseguendo tra i coltivi mantenendosi sempre rivolti ad ovest, seguendo una larga carrareccia marcata a vernice (sentiero della guida escursionistica del comune di Casina a cura di Daniele Canossini). In breve (ore 0,15), si raggiunge il fondovalle torrentizio, incontrando l'alveo del torrente Campola che, in questo tratto (punto didattico n. 2) scorre ripido tra strette pareti rocciose ove alligna una pregevole e rara vegetazione. Sulla sinistra è visibile una fontanella alimentata da acqua solforosa mentre un breve sentiero penetra per alcune decine di metri all'interno del greto permettendo di coglierne l'elevato interesse naturalistico.
Si oltrepassa quindi il corso d'acqua, incontrando, subito dopo sulla sinistra la confluenza con il rio Pentoma, caratterizzato, poco più a monte, da una cascatella affiancata da spesse colate di calcare ammantate da muschi e sfagno (punto didattico n. 3)
L'itinerario prosegue sempre su comoda carrareccia, iniziando a salire, entrando nel folto bosco che ammanta il versante settentrionale del monte, in alcuni tratti, grazie alla natura arenaceo-silicea del suolo, compaiono isolati esemplari di Castagno, mentre ancora più interessante, è la presenza di numerosi faggi, inusuali per l'altitudine del luogo (400 s.l.m.)
La salita ha termine in corrispondenza di un pianoro erboso ove si innalza un fabbricato isolato, attualmente (1997) abbandonato (casa Chessi - ore 0,30). in questa località la carrareccia svolta sulla sinistra rientrando nel bosco e proseguendo in falsopiano sino a raggiungere la carrozzabile asfaltata che collega Rossena a Casina (ore 0,40). Raggiunta quest'ultima carrozzabile, la si segue sulla destra per circa 200 m. fino ad oltrepassare il bivio con la rotabile che conduce all'interno del vicino borgo di Ceredolo (punto didattico n. 4), proseguendo sempre lungo la carrozzabile si incontra dopo altri 150 metri il bivio con una carrareccia a fondo naturale che sale sulla destra volgendo a nord, occorre imboccare quest'ultimo tracciato, iniziando a salire tra siepi e macchie sparse di vegetazione, oltrepassando un caseggiato isolato sino ad incontrare un vicino bivio: imboccando la carozzabile sulla sinistra si sale sulla vetta del vicino montet Tesa (m. 600) mentre proseguendo sulla destra si scende leggermente e poi si prosegue in piano costeggiando tutto il versante meridionale del monte, all'interno di un bosco ceduo dominato dal Carpino nero. Il tratturo si fa quindi più spazioso, iniziando a piegare verso nord, sempre mantenendosi all'interno del bosco, sino a sfociare nell'antica borgata di Cavandola (ore 1,20) (punto didattico n. 5).
Dopo aver fiancheggiato alcuni vecchi fabbricati ristrutturati, si raggiunge il crocicchio con la rotabile asfaltata proveniente da Canossa, diretta a Votigno e Casola di Canossa. Di fronte all'incrocio svetta l'antica casa a torre tardomedievale del borgo. Svoltando sulla sinistra, dopo circa un km. di percorso semipianeggiante, sempre costeggiando la rotabile asfaltata, si giunge nei pressi della rupe di Canossa, coronata da ruderi dell'omonima rocca.
Svoltando invece sulla destra, sempre costeggiando la carrozabile, si inizia a scendere in direzione del fondovalle in vista delle antistanti colline sulle quali si staglia verso est il borgo di Bérgogno. La discesa prosegue per circa 600 m. sino ad incontrare il bivio con la strada secondaria a fondo naturale diretta a Votigno (ore 1,35. Seguendo quest'ultima, proseguendo in discesa, si entra nell'omonimo borgo (punto didattico n. 6) (ore 1,45), in cui si innalza una vecchia casa a torre ristrutturata.
Il sentiero abbandona successivamente gli eclettici fabbricati di Votigno, sottopassando una vecchia volta sorretta da travi in legno, mantendosi sempre in corrispondenza della rotabile, sino a raggiungere al fondovalle del rio Campola, in corrispondenza con il ponticello che sormonta il corso d'acqua (ore 2,00) (punto didattico n. 7). Oltreppassato il ponte si imbocca la carrozzabile in ripida salita che sulla destra si inerpica rivolta a sud , diretta ad un caseggiato isolato (località Castello, ore 2,20) in posizione assai panoramica, su affioramenti arenacei (punto didattico n. 8) a breve distanza dal borgo di Bérgogno. Un ultimo tratto, sempre in salita, conduce nuovamente a Bérgogno ove termina il Sentiero Natura (ore 2,40).
Itinerario:
Sentiero Natura "Lauro Bertani" di Bérgogno Votigno
Modalità di Svolgimento:
a piedi
Modalità di accesso:
da Bèrgogno (RE)
Zona Geografica:
pedecollina reggiana
Itinerario in Dettaglio:
DESCRIZIONE DEI PUNTI DIDATTICI
Punto didattico n. 1 - L'antico borgo di Bérgogno
Il borgo di Bérgogno è uno dei più interessanti insediamenti storici dell'area canossana; nonostante alcuni interventi edilizi che hanno alterato alcuni fabbricati, vi sono tuttativa osservabili le caratteristiche più salienti della locale architettura storica tardomedievale. Prerogativa inusuale del borgo è, inoltre, la presenza di più case a torre, alcune delle quali rimaneggiate, la principale delle quali troneggia tuttora all'estremità meridionale del borgo. Passeggiando tra i caseggiati è possibile osservare la serie pressochè completa dei tipi edilizi proprii dell'architettura rurale medio-appenninica emiliana: case balcionate, corti con aie lastricate, archi sottopassi, ecc:, il tutto punteggiato da numerose pietre angolari recanti incisioni, date, raffigurazioni magico auturali che costituiscono l'immagine più evidente di quel profondo patrimonio culturale che, prima delle distruzioni avvenute negli ultimi decenni, contraddistingueva l'insediamento rurale medio-appenninico emiliano. La principale e meglio conservata casa a torre del borgo ("Palazzo Giovandardi"), conerva una pregevole decorazione di gronda con mensoloni in pietra scolpita mentre in facciata si apre un monumentale portale seicentesco in pietra scolpita, che introdute ai piani superiori.
Punto didattico n. 2 - l'alveo del torrente Campola
Il Sentiero Natura oltrepassa, in questo punto, l'alveo del corso d'acqua, che è incassato tra ripide pareti di arenaria; un fitto intreccio di Ontani neri, Salici e Carpini ostacola la risalita del rio, nelle cui acque sono presenti, in questo tratto, specie animali divenute altrove assai rare; si rcita in particolare, il Gambero di fiume, mentre rare felci, protette dalla legge regionale sulla flora, punteggiano qua e là le bancate rocciose.In prossimità del guado è visibile una fontanella che convoglia una sorgente solforosa captata poco più a monte. Al fine di far cogliere il notevole interesse naturalistico che questo tratto di corso d'acqua, che è rigidamente protetto essendo zona di protezione integrale della fauna ittica, è stato realizzato un breve sentiero di penetrazione, seguendo il quale ci si può affacciare per osservare nel suo insieme il particolare ambiente naturale della zona.
Punto didatttico n. 3 - Il Rio Pentoma
Il Sentiero Natura, in questo punto, una delle èpiù suggesttive "colate" calcaree ammantate di muschio, licheni e sfagno, presente nella media collina reggina, nei pressi è una cascatelle, che specialmente in periodo primaverile crea spettacolari giochi d'acqua.
Questo è un ambiente di grande rilevanza naturalistica, in cui la qualità ecologica delle acque raggiunge livelli molto elevati. E' interessante osservare le comunità vegetali "igrofile" che allignano sulla colata calcarea formata dalle "precipitazioni"di sali di carbonato di calcio disciolti nell'acqua sorgiva. Il tenore di carbonato di calcio disciolto nelle acque è tale che numerose foglie, pietre ed altro materiale sparso nel greto sono rivestiti da una pellicola biancastra costituita da questo sale.
Punto didattico n. 4 - Il bosco mesofilo.
La concomitante presenza di un suolo calcare, su terreni rivolti a settentrionem con spessa lettiera e buona disponibilità idrica, crea le condizioni per un rigoglioso sviluppo del bosco. Esso assume, in questa zona, i connotati tipici del cosidetto bosco mesofilo submontano, caratterizzato da specie tipiche tra le quali segnaliamo il Carpino nero, l'Acero montano, il Frassino, il Corniolo, l'Acero comune e qualche faggio; quest'ultimo è presente con esemplari anche di notevoli dimensioni, benchè la sua fascia vegetativa sia propria di quote ben maggiori; le particolari condizioni climatiche del luogo, infatti permettono la sopravvivenza di questa specie anche a quote relativamente base.
Punto didattico n. 5 - La casa a torre di Cavandola
Nellìestremità settentrionale dell'monimo borgo, sulla sommità di un rialzo del suolo svetta una massiccia casa a torre che presenta le caratteristiche costruttive proprie del tardo medioevo. L'edificio è stato restaurato: tuttavia sono ancora notabili il coronamento in laterizi variamente disposti, le strette finestrelle di facciata e, nel fianco orientale della costruzione, un grande architrave in pietra recante incisa una croce inscritta.
Punto didattico n. 6 - Votigno
L'antico borgo di Votigno si è sviluppato attorno a una casa a torre che svetta tutt'ora al centro dell'abitato; dai fabbrigcati del borgo, oggetto negli anni di ristrutturazioni, emerge ancora il caratteristico profilo dello storico edificio. Sono notabili alcuni sottopassi sorretti da vetusti travoni lignei, mentre qua e là sulle facciate spuntano residui di vecchi portali. Numerosi altri sporti decorativi, raffigurazioni, volti in pietra, simboli, ecc. che si osservano sulle facciate sono invece il frutto di inserimento moderni. Il borgo ospita la "Casa del Tibet", un centro internazionale nato per tutelare e diffondere la cultura tibetana e attivare un dialogo Oriente-Occidente. Il centro è attivamente impegnato in varie manifestazioni culturali ed in grado di ospitare seminari e conferenze.
Punto didattico n. 7 - Il ponte sul rio Campola
L'titinerario attraversa, in questo tratto, nuovamente il torrente Campola. A differenza del tratto superiore, caratterizzato da un ambiente meno "antropizzato", in questo punto il corso d'acqua possiede un aspetto ben diverso. Il letto è più approfondito e meno ripido e le sponde profondamente incassate nell'arenaria.
Nelle acque sono presenti Gamberi, Chiozzi e numerose altre specie indicatrici di una ambiente che mantine comunque validità ecologica.
Punto didattico n. 8 - Le arenarie del Castello
La località "il Castello", in cui si innalzano alcuni edifici rurali, è situtata in corrispondenza di un affioramento di arenarie grossolane (molasse), ad alto tenore sabbioso, che danno ricetto ad una caratteristica vegetazione. In questo tratto, a causa delle particolari condizioni ambientali, è stato possibile sviluppare coltivazioni di piante aromatiche ed officinali (lavanda e rosmarino).
GLI ITINERARI DELLA RISERVA NATURALE ORIENTATA
Località
Rubiera
Via
Del Rivone - Località Fontana di Rubiera
La ricchezza floristica e faunistica dell'area protetta ha spinto, fino dalla sua costituzione, molte persone a usare questo prezioso ambiente seminaturale per scopi ricreativi e culturali. I percorsi elaborati dall'Ente gestore dell'area naturalistica consentono di sfruttare a pieno tutte le potenzialità del territorio. La palude cambia aspetto con il passare delle stagioni e ciascuna di esse offre al visitatore lati diversi, ma sempre di grande interesse, che vale la pena di scoprire. Numerose sono le attività legate al tempo libero che si possono svolgere all'interno della Riserva. Tra esse spiccano il birdwatching, la pesca sportiva, la fotografia naturalistica, l'escursionismo a piedi, a cavallo e con mountain-bike. La presenza di alcuni bacini, Laghi "E. Curiel", permettono di praticare canoa e wind-surf
Itinerario:
Vi sono elencati quattro itinerari consigliati
Periodi di Svolgimento:
tutto l'anno
Modalità di Svolgimento:
a piedi. Alcuni itinerari anche in mountain-bike
Modalità di accesso:
Da Campogalliano (MO) raggiungendo i Lagli "Curiel"; da Rubiera dalla strada provinciale 85 si accede a via del Rivone; da Marzaglia Vecchia (MO) area ex frantoio
Zona Geografica:
Fascia di Pianura medio-alta
Itinerario 1: La cassa di espansione del fiume Secchia.
Da Campogalliano, raggiungendo la zona dei laghi Curiel, si accede, in prossimità del maneggio, a via Albone, punto d'inizio dell'itinerario. Risalendo l'argine della cassa di espansione in direzione sud si raggiunge il manufatto regolatore che quando il fiume entra in regime di piena funziona come diga lasciando passare una quantità limitata di acqua mentre quella in eccesso di accumula a monte e nella cassa. Dall'alto è possibile ammirare tutti i circa 200 ettari di estensione della cassa. Se il livello delle acque lo consente è possibile scendere nella golena, a monte dello sbarramento in direzione sud, seguendo un sentiero che si inoltra in un bosco ripariale. Superato il bosco si risale l'argine dove dalle feritorie dell'appostamento fisso di osservazione è possibile avvistare l'avifauna propria delle zone umide. Seguendo il sentiero limitrofo alla riva della cassa si ritorna al punto di partenza potendo osservare la vegetazione palustre sia emersa che sommersa.Tempo di percorrenza:ore 2,45/3
Itinerario 2: la cassa di espansione, il paesaggio, l'uomo e la natura.
Da Rubiera,percorrendo la strada provinciale n. 85 si accede, in prossimità della località Fontana, a via del Rivone. Risalito l'argine artificiale si ha la possibilità di osservare un'ampia porzione dell'area protetta e delle zone ad essa diacenti. Si procede verso destra sull'arginatura fino all'appostamento fisso di osservazione dal quale sipossono vedere le garzaie costruite dugli alberi in corrispondenza di isolotti all'interno degli invasi; durante l'inverno ospitano cormorani ed aironi cinerini, mentre a primavera aironi e nitticore vi costruiscono i nidi. Nelle acque si avvistano con facilità esemplòari di germano reale, svasso maggiore, folaga, ecc e non di rado anche la nutria e la gallinella d'acqua. Risalito l'argine si prosegue verso lo sfioratore e dopo una breve discesa si ripercorre l'argine fino al manufatto principale. Da qui si può o raggiungere l'argine opposto o proseguire sull'argine seguendo il perimetro degli invasi. Tempo di percorrenza: min. ore 2,45/3; max ore 4,15.
Itinerario 3: Il fiume, il bosco ripariale, la cassa di espansione.
Da Campogalliano si imbocca via Madonna fino a raggiungere l'area dell'ex frantoio Corradini dove ha inizio l'itinerario. Si percorre la carreggiata seguendo le indicazioni "parco fluviale". Giunti in prossimità del fiume si raggiunge un tratto di bosco che si spinge fin sull'alveo e, proseguendo, si incontra la "Traversa di valle", manufatto in cemento situato a monte del manufatto principale a cui assicura stabilità. Si risale e si ridiscende l'argine inoltrandosi in un tipico bosco ripariale per giungere in prossimità di un frantoio ancora in funzione. Proseguendo verso sud il bosco igrofilo che si attraversa rappresenta un esempio degli ultimi lembi di vegetazione ripariale che oggi si possono incontrare solo lungo le rive dei fiumi. Risalendo l'argine della Cassa in direzione nord si giunge nei pressi del maneggio e del frantoio e da qui lungo il sentiero verso l'argine naturale del fiume e il percorso iniziale. Tempo di percorrenza: ore 2,45/3.
Itinerario 4: il fiume.
L'itinerario ha inizio nei pressi dell'ex frantoio a Marzaglia vecchia (MO). Si oltrepassa l'argine e si scende in alveo in direzione del fiume. Si costeggia un tratto del fiume poi si ritorna sulla ex camionabile fino al manufatto principale. Il tragitto si inoltra in un bosco golenale costituito principalmente da salici e pioppi. In alcuni punti si possono osservare pozze d'acqua temporanee particolarmente significative per la riproduzione di anfibi. Giunti a ridosso del manufatto principale si ha la possibilità di una vasta panoramica dell'area della Riserva sia in riva destra che in riva sinistra del fiume. Da questo punti si ritorna indietro seguendo un breve tratto dell'itinerario già compiuto e, non appena si individua l'accesso migliore si risale l'argine per percorrerlo fino al punto di partenza. Tempo di percorrenza: ore 2,45/3. E' previsto altresì un ampiamento dell'itinerario, in direzione nord all'interno dell'alveo del fiume e fino alla traversa e da qui, seguendo l'arginatura fino al punto di partenza per un tempo complessivo di ore 3,30/4,15.
FONTE: www.municipio.re.it