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Lazio

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Itinerari naturalistici della regione Lazio

Una passeggiata naturalistica tra i Castelli Romani

Partenza:
Marino

Arrivo:
Frascati

Durata: 3 giorni

Bacco ordinò al vulcano di svegliarsi;
da troppo tempo, ormai, sonnecchiava nelle profondità marine e lui, il Dio del vino, voleva una nuova e fertile terra dove diffondere il suo nettare divino.
Fu un brusco risveglio perché, circa 600.000 anni fa, il Vulcano Laziale iniziò la sua attività eruttiva, attraverso una serie di violente esplosioni intercalate da lunghe pause. Piroclastici, ceneri e lapilli, frammenti incandescenti di roccia delle più svariate dimensioni ma anche colate di lava si depositarono tra la costa tirrenica e la base dei rilievi appenninici.
Di questo primordiale vulcano rimane oggi solamente una fascia pedemontana di circa 10 km.
Bacco si sentì soddisfatto, il paesaggio della Campagna Romana era finalmente cambiato. Nel corso di 500.000 anni, il Vulcano Laziale edificò i Colli Albani attraverso eruzioni catastrofiche ma nel contempo così spettacolari da superare ogni sorta di immaginazione. Aprì larghe e profonde cavità circolari, i crateri, che riempiti poi delle acque divennero il Lago di Albano e quello di Nemi.
Le parti più alte e più ripide del vulcano ormai spento si ammantarono di rigogliosi boschi. Splendide ed estese selve, di cui oggi sono testimoni alcuni residui come le faggete di Monte Cavo, il Bosco Fermentino a Marino, il Bosco di Ariccia, il Bosco di Nemi, si intercalavano a campi di grano e di orzo, ad alberi di olivo e, soprattutto, a numerosi vigneti.


Le tappe dell'itinerario
Da Marino a Rocca di Papa
Dal Lago di Albano a Nemi
Da Lanuvio a Frascati



Da Marino a Rocca di Papa

Partenza: Marino

Arrivo: Rocca di Papa

Durata: Un giorno

Percorrendo la Via Appia, dopo 15 Km dalla periferia sud-orientale di Roma, si giunge verso l'area centrale del Vulcano Laziale.
La Via Appia si presenta con il suo classico aspetto rettilineo, che continua nel tracciato romano ininterrottamente per 90 Km fino a Terracina.
Proseguendo nel cammino l'Appia incontra la Via dei Laghi che conduce a Marino, uno dei più celebri centri di interesse dei Castelli Romani. Ma oltre alla tradizionale Sagra dell' uva, alla famosa fontana dei Mori ed allo storico palazzo Colonna, Marino racchiude un'attrazione naturale meno nota, ma di più sottile interesse: il bosco Ferentano.
Continuando per la Via dei Laghi si giunge a Rocca di Papa; da qui, percorrendo la Via Sacra, si sale sulla cima solitaria e misteriosa di Monte Cavo.
L'ascesa a questo storico colle, ormai ridotto ad una disordinata selva di antenne televisive, offre la possibilità di ammirare panorami di notevole suggestione...dall'alto lo sguardo spazia sulle colline del vulcano ormai spento; poi scende a posarsi sugli antichi crateri, da Valle Marciana, sotto Grottaferrata, ai laghi di Albano e di Nemi e, ancora più lontano, l'immagine abbraccia la piana tirrenica, fino alla costa.



Dal Lago di Albano a Nemi

Partenza: Albano

Arrivo: Nemi

Durata: Un giorno

Tornati sulla Via Appia s'incontra il bivio per Castelgandolfo e per il Lago di Albano.
Questo bellissimo lago craterico è allungato in direzione NW-SE, con un bacino che misura 3,250 Km in lunghezza per una larghezza massima di 2,250 Km, una profondità massima di 170 m. ed una circonferenza di circa 10 Km.
Il lago è formato dalla coalescenza di 4 o 5 forme crateriche relative a differenti cicli eruttivi, tutti attualmente esplosivi.
La grande prevalenza della componente volatile, cioè dei gas, presente nei materiali eruttati, venuta a contatto con l'acqua, rese ancora più catastrofiche le esplosioni che diedero origine al cratere di Albano.
Dopo aver visitato il Lago di Albano, è d'obbligo una sosta vicino al Lago di Nemi.
La conca che lo racchiude è ricca di una vegetazione folta e varia. La fascia più bassa è ricoperta da canneti e querce, mentre quella mediana ospita mandorli, fichi e ulivi.
Il territorio nemorense presenta oggi, accanto ai prodotti spontanei come le celebri fragoline di Nemi e gli altrettanto famosi funghi porcini, una gran quantità di serre che consentono una notevole produttività agricola, ma che alterano inevitabilmente l'equilibrio dell'ambiente naturale. Ma le acque del lago vivono ancora: un angolo di natura dal colore azzurro intenso, così appare oggi il Lago di Nemi, che tanto ispirava i viaggiatori dell'Ottocento a cantarlo come un "sogno di poeta".


Da Lanuvio a Frascati

Partenza: Lanuvio

Arrivo: Frascati

Durata: Un giorno

Oltre la zona dei Colli Albani punteggiata dai bacini lacustri, si estendono i Colli Lanuvini, ai confini della pianura costiera.
Il fertile terreno vulcanico e il clima peculiare, influenzato dalle correnti del Lago di Nemi e dal vicino mare, hanno da sempre permesso al territorio di Lanuvio di esprimere le sue ineguagliabili doti per la coltura della vite. Il fianco del colle sul quale sorge il paese di Lanuvio conserva ancora l'aspetto agricolo che lo caratterizzava durante il periodo medievale. In primavera i boschetti di alloro si colorano di giallo intenso dei suoi fiori piccoli e profumati. In prossimità del Fosso di Santa Marinella, i folti cespugli di viburno si arrampicano sulle rocce e, quando arriva l'estate, le bacche di sambuco ornano un po' dovunque le rive del fosso, raccogliendosi in grappoli densi e neri.
Usciti da Roma dalla Via Tuscolana, si arriva direttamente a Frascati. Il paese sorge sui prodotti eruttati dal Vulcano Laziale durante la prima fase della sua attività, quella che portò alla nascita dell'edificio Tuscolano-Artemisio. La natura a Frascati è racchiusa nei parchi delle storiche ville: Villa Falconieri e Villa Aldobrandini. Connubio di Giardino Italiano e bosco, le ville sono oggi memoria di una natura ricostruita e riorganizzata, piccolo insieme di testimonianze che può guidarci a riscoprire le potenzialità del nostro paesaggio.
Protagonisti, nel bosco della Villa Falconieri, sono antichi ed imponenti lecci, tra i quali si erge un grandioso esemplare di pino domestico con circa 4 metri di circonferenza e con una chioma di oltre 40 metri, risalente all'origine del parco.
Si possono ammirare un platano secolare ed un cipresso di inusuali dimensioni, assieme ad una grande varietà di piante tra cui l'agrifoglio dalle bacche rosse, il viburno-tino e l'alloro con le sue foglie lucenti ed aromatiche.
Anche il bosco della Villa Aldobrandini raccoglie innumerevoli specie vegetali, tutte piantate dall'uomo. Cedri del Libano si accompagnano a lecci, aceri campestri e tigli, in una mirabile scenografia che mostra uno dei migliori esempi di "giardino all'italiana".




Il giro del Lago di Martignano in bicicletta

Durata: Un giorno

Il Lago di Martignano conserva ancora oggi tutte le sue caratteristiche ambientali. Il motivo è quasi certamente dovuto all'assenza di strade litoranee e di insediamenti umani, salvo un paio di fattorie. Per questo il turista si trova subito di fronte ad un paesaggio imponente, dove non mancano le bellezze naturali e nemmeno luoghi interessanti dal punto di vista storico ed archeologico. Il panorama è sempre suggestivo ed è costituito prevalentemente da terreni coltivati, prati e una fitta macchia che ad un certo punto declina sulle rive del bacino stesso.

Lunghezza del percorso: Km. 28.
Grado di difficoltà : Medio - Facile.


Informazioni supplementari.

Per arrivare ad Anguillara Sabazia, punto di partenza di questo itinerario, si percorre, partendo da Roma, la Via Cassia fino a La Storta. Quindi si prende sulla sinistra la Via Braccianese Claudia. Si seguono quindi le indicazioni per la Via Anguillarese che condurrà il turista ad Anguillara.

Le tappe dell'itinerario
Da Anguillara Sabazia alla Valle di Stracciacappe
Dal casale di Martignano al parcheggio del lago
Dal parcheggio del lago ad Anguillara Sabazia



Da Anguillara Sabazia alla Valle di Stracciacappe

Per intraprendere questo interessante itinerario in bicicletta bisogna prima raggiungere con l'automobile il comune di Anguillara Sabazia, che si affaccia sulle rive del Lago di Bracciano. Questo piccolo comune le cui case antiche sono disposte a semicerchio rispetto al lago, ha subito una forte attrattiva nei confronti del turista. La sua storia lo rende degno di una visita prima di inforcare la bicicletta.
Usciti finalmente da Anguillara e seguendo le indicazioni per il Lago di Martignano, si arriva fino ad un piccolo slargo al centro del quale si trova una grossa fontana. A questo punto si prende sulla sinistra una strada sterrata. Seguendo alcune indicazioni di riferimento indicanti un agriturismo, si arriva nella Valle di Stracciacappe. Qui il panorama è veramente suggestivo e il turista può soffermarsi anche ad osservare la Torre omonima ed alcuni casolari disposti in ordine sparso nella valle. La Torre di Stracciacappe era un avamposto medievale di avvistamento situato sul bordo del bacino omonimo, prosciugatosi completamente in seguito alla costruzione del canale di collegamento fra il Lago di Martignano e il Lago di Bracciano, avvenuta nel 1828.
Il percorso a questo punto declina sulla destra, permettendo di raggiungere la valle. Durante il tragitto si possono incontrare alcuni cancelli che sbarrano la strada. Per proseguire basta aprirli e richiuderli dopo il passaggio.
Arrivati nella valle, la strada costeggia sulla destra un piccolo bosco fino ad arrivare ad una vasta pianura che dà sul lago.



Dal casale di Martignano al parcheggio del lago

A questo punto si supera il Casale di Martignano e si prosegue fino ad arrivare al Monte Sant'Angelo. Il percorso è in salita e conduce ad un'altezza di circa 380 metri.
Mediante una via cava, sicuramente risalente agli etruschi, si accede alla Valle del Baccano. Qui la strada è asfaltata e passa in mezzo ad un bellissimo paesaggio agricolo.
Proseguendo si arriva ad un bivio. Si prende la strada sterrata sulla destra che attraversa il Fosso della Bottata. Arrivati ad un altro bivio si prende la strada a destra e si continua fino ad arrivare ad un trivio. Si prende quindi una piccola strada sterrata, sempre sulla destra. Il percorso è in salita e abbastanza ripido; conduce alle piane di S. Andrea a circa 200 metri di altitudine.
Proseguendo dritti si incrocia un'altra strada sterrata, di dimensioni maggiori. Si tratta di quella che proviene direttamente da Cesano. Passato l'incrocio e superati altri cancelli, la strada declina fino ad arrivare al bordo del cratere del lago.
Terminata la discesa, ci si inoltra all'interno di una gola tufacea, risalente anch'essa probabilmente agli etruschi. Continuando si arriva al parcheggio del Lago.


Dal parcheggio del lago ad Anguillara Sabazia

Qui si prende un'altra via sterrata sulla sinistra e la si percorre per circa un chilometro e mezzo. Arrivati ad un tratto di pianura si incontra un'altra stradina sulla sinistra. La si prende e la si percorre fino ad un altro incrocio. Qui si volta a destra e la strada conduce alla Valle della Contessa. A questo punto ci si lascia alle spalle la strada che proviene da Cesano e si prende una strada sterrata sulla destra. Questa condurrà al bivio con la strada che unisce Anguillara, Martignano e Cesano. Si gira sulla sinistra e la strada ci condurrà alla fontana, punto di partenza e di arrivo di questo itinerario.

fonte: www.turislazio.it

 

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