Mare nella regione Lazio
SPIAGGE E ISOLE
La spiaggia più affollata e tradizionale di Roma è Ostia Lido, che offre numerosi stabilimenti. [ca 30 km, quaranta minuti in auto dal Circo Massimo. Si può raggiungere percorrendo Via Cristoforo Colombo o la parallela Via del Mare. Per i treni e gli autobus consulta gli orari] Per la stagione 2005 in media con 8 euro si acquista il biglietto d'ingresso comprensivo di sdraio o lettino, uso docce e servizi. Da quest'anno inoltre in tutti gli stabilimenti aumentano le offerte di attività ricreative e sportive. Allo stabilimento Corallo i ragazzi dai 6 ai 14 anni potranno prendere lezioni di surf da alcuni campioni del settore, alla Nuova Pineta sono disponibili i campi per il beach volley, basket, tennis, calcetto, golf ai quali si aggiungono gli sport d'acqua, canoa, acqua gym ed immersioni. Proseguendo verso sud, prima di arrivare a Torvajanica, si possono trovare invece dei tratti di spiaggia libera. Più avanti s'incontrano i centri residenziali di Lido dei Pini e Lavinio, i comuni di Anzio e Nettuno, [un'ora di macchina] mentre riprendendo la strada statale Pontina si raggiungono le belle spiaggie di Sabaudia [ca 80 km. Parcheggio a pagamento in città e sul lungomare dal kn 33 al 45. E 9 intera giornata] e le rocce del Circeo. [ca 95 km] Proseguendo più a sud, a circa 110 km da Roma, si arriva al mare di Terracina e dopo 20 km alle spiaggie di Sperlonga. Mentre da Anzio e Formia è possibile prendere il traghetto per le acque limpide dell'isola di Ponza, ideale per il diving. Verso nord, superata Fregene, la più famosa per le discoteche on the beach, si raggiungono le tranquille cittadine di Santa Severa e di Santa Marinella. Superata Tarquinia ci aspetta l'ambiente suggestivo di Capalbio, Ansedonia e dell'Argentario, già in terra toscana. Con un'ora e mezza di macchina da Roma si raggiunge Porto Santo Stefano dove si possono prendere i traghetti per le due splendide isole del Isola del Giglio e Giannutri. Un viaggio più lungo ma gradevole, soprattutto per chi ama il nuoto e le immersioni. Per le località del surf visita surfinguide.it
LE ISOLE
L’Arcipelago Ponziano, a sud del Capo Circeo, è costituito da due gruppi: l’occidentale formato da Ponza con Gavi, Zannone e Palmarola; l’orientale costituito da S.Stefano e Ventotene. Tra i due gruppi, distanti tra loro trentanove km, è lo scoglio la Botte. Quasi interamente di origine vulcanica, con una massima altitudine di 280 metri nel Monte La Guardia a Ponza, l’arcipelago ha delle caratteristiche climatiche subtropicali mediterranee con inverni miti ed estati calde. La popolazione attuale deriva in massima parte da colonie di campani [soprattutto di Ischia e di Torre del Greco] stabilitesi nel Settecento e concentrata in gran parte nell’isola di Ponza. Fino al 1927 il gruppo occidentale apparteneva alla provincia di Caserta, quello orientale alla provincia di Napoli. Ora tutto l’arcipelago dipende da Latina mentre ecclesiasticamente è sempre appartenuto alla diocesi di Gaeta. Dal punto di vista storico l’arcipelago fu abitato fin dal periodo Neolitico, come indicano i numerosi rinvenimenti di manufatti. Ponza fu abitata dai Volsci e nel 313 a.C i Romani vi fondarono una colonia. Nel I° secolo Ponza e Ventotene divennero proprietà imperiali e luogo di esilio per appartenenti alle famiglie di Tiberio, Caligola e Nerone. Molti secoli più tardi nelle acque di Ponza il 14 giugno 1300 la squadra di Roberto, duca di Calabria, sotto il comando di Ruggero di Lauria, sconfisse le forze di Federico II°, capitanate da Corrado Doria. Alla fine del XV° le isole divennero feudo di Alberico Carafa, ma poi, a causa degli assalti sempre più gravi dei corsari, vennero abbandonate dai monaci e dagli abitanti rimasti. Attorno al 1740 le isole vennero ereditate da Carlo Borbone, figlio di Elisabetta di Parma. Il Re vi mandò circa cinquanta famiglie, in gran parte di Ischia, dei padri cappuccini, e da Gaeta una guarnigione di trenta soldati per contrastare gli assalti dei corsari. Ferdinando IV° continuò l’opera di ripopolamento, destinò Ventotene a luogo di prigionia nel 1768 e farà costruire un ergastolo a S.Stefano, nel 1794. Alla fine del 1700 i Francesi occuparono l’arcipelago, ma il capitano inglese Napier se ne impadronì di nuovo e fu così ricompensato da Ferdinando IV° col titolo di Conte di Ponza. Il 26 giugno 1857 Carlo Pisacane ed altri ventinove patrioti liberarono i detenuti dalle prigioni e con essi tentarono la tragica avventura di Sapri per innescare l’insurrezione dalla Campania contro il Re. L’isola di Ponza è la maggiore di tutto l’arcipelago. Per la sua configurazione e per le sue spiagge è una delle più graziose isole del Tirreno. Lunga quasi otto km, con una larghezza massima di 1800 m, è circondata da numerosi scogli. Il centro principale dell’isola è Ponza, da dove si può partire a piedi verso Le Forna, Chiaia di Luna e Punta della Guardia alla ricerca di calette e di splendidi punti panoramici. L’isola di Palmarola, l’antica Palmaria, è lunga 2.5 km e larga in media 400 metri. Le coste sono molto frastagliate e anche qui sono numerosi gli scogli mentre l’utilizzo dei sentieri è più limitato e difficile. L’isola di Zenone, con una forma che ricorda un triangolo, è larga 1500 metri e lunga poco più di 900m. Coste ripide e poco frastagliate, è visitabile attraverso un sentiero. Nel gruppo orientale si raggiunge l’isola di Ventotene, lunga 1.750m, larga al massimo 850m. In età romana tutta l’isola era probabilmente una sola grande villa imperiale servita da un proprio porticciolo. Il materiale salvato dalla villa è custodito nel Museo Archeologico, ricco di frammenti di affreschi e di relitti di navi romane. La visita dell’isola si può effettuare anche in moto, attraverso la strada principale. Per escursioni ed itinerari consigliati a Ponza e Ventotene visita rivieradicirce.it
Ladispoli
Ladispoli (città di Ladislao); il nome deriva da colui che é ritenuto il suo fondatore, il principe Ladislao della famiglia degli Odescalchi, di Como ,trasferitasi a Roma per l'elevazione al soglio pontificio di Benedetto Odescalchi (Papa Innocenzo XI) .La storia della famiglia s'intreccia con quella locale quando il 21 marzo del 1693 Don Livio I acquistò la signoria di Palo, antico feudo degli Orsini .Tale zona corrisponde all'antica Alsium , in epoca etrusca porto della città di Caere ( l'odierna ladispoli ) che divenne poi colonia romana .E' ricordata nelle fonti letterarie come luogo di villeggiatura della nobiltà al tempo della repubblica ma soprattutto in epoca imperiale,come testimoniano i resti della Villa di Pompeo in zona San Nicola, i resti della villa romana nei giardini della posta vecchia e i reperti trovati all'interno del borgo di Palo.Il porto di Alsium, citato per la prima volta da Cicerone, venne distrutto dall'assedio del generale Totila e ne rimangono pochissimi resti sotto i bastioni del castello di Palo: una vasca rettangolare, probabile pescheria ed un piccolo molo. Il Castello risale al 1300, sorto su un sito fortificato d'età medievale, sembra derivare il suo nome (Palus) dalla presenza di Paludi molto estese nella zona circostante. Qui hanno soggiornato Francesco Orsini , Papa Alessandro VI ( Borgia),Felice Orsini della Rovere ed i papi Paolo III e Siste V, i cardinali Flavio e Virginio Orsini .
Dopo l'acquisto da parte degli Odescalchi, attuali proprietari, il maniero fu venduto al Duca Grillo di Genova ed al marchese Carlo Loffredo di Treviso, ma nel 1870 tornò in mano agli Odescalchi . Da questa sede essi curarono poi gli interessi delle proprietà delle loro campagne,cedute a mercanti affittuari, i quali reclutavano per il lavoro nei campi butteri, bifolchi e guitti, che assoldati da sensali nelle Marche, Abruzzo e Ciociaria come braccianti agricoli stagionali, erano divisi in "compagnie" ; secondo la regione di provenienza e alimentari con polenta al peperoncino.La signoria di Palo con atto del 18 giugno 1881 fu attribuita a Don Livio III, il quale per atto di donazione del 23 gennaio per atto di donazione del 23 gennaio 1884 la concesse al secondogenito Latislao.Il Principe scelse come luogo di residenza il castello di Palo attorno alle cui mura si erano venute ad appoggiare delle casette di rifugio di pescatori ed un borgo d'artigiani, contadini e pescatori . Era il 1888 quando il Principe decise di sbarazzarsi degli abitanti di Palo e dei villeggianti che in estate arrivano con il treno fin sotto il Castello.A tale scopo istituì un consorzio insieme all'ing. Vittorio Cantoni, lottizzò la striscia di terra tra i due torrenti Vaccina e Sanguinara....nasceva Ladispoli.
Ostia
I rapporti con il mare, con il Tevere, e con la vicina Roma, evidenti anche nell'etimologia del nome (dal latino "ostium" = "bocca del mare"), furono decisivi per la nascita di Ostia Antica, prima colonia marittima e sbocco sul Tirreno della capitale nonché porto di primaria importanza già in epoca repubblicana, ulteriormente sviluppatosi nell'età imperiale con la costruzione dei due vasti bacini di Claudio e di Traiano. E' noto che la maggior parte del traffico mercantile dell'Impero si svolgesse via mare, per attenuare il disagio causato dalla lentezza e dalla difficoltà dei trasporti su strada;
Da Ostia le derrate provenienti dalle Provincie più lontane risalivano il corso del Tevere raggiungendo Roma, che era dotata di un proprio porto fluviale interno.Il potenziamento della navigazione commerciale fece fiorire in questo settore una serie di iniziative, sia pubbliche che private: molti armatori e commercianti si associarono in "corporazioni", aprendo propri uffici nei più importanti scali marittimi del Mediterraneo. Il peculiare carattere urbanistico della città fu determinato proprio dalla sua funzione portuale; lo sviluppo dei traffici condusse infatti ad un rapido incremento della popolazione, composta principalmente da immigrati, mercanti, armatori ed artigiani.
Sabaudia
Sabaudia è situata circa 100 km a sud di Roma, sorge sulle sponde del lago di Paola ed è immersa nel Parco Nazionale del Circeo dal quale ricava una certa notorietà.
Sabaudia è anche nota in quanto, grazie alle sue prerogative turistiche, viene scelta ogni anno come luogo di villeggiatura da numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo.
Sabaudia è nata nel 1934 in seguito all'opera di bonifica della palude pontina ad opera del governo fascista. La sua posizione geografica non fu scelta a caso: l'obiettivo era infatti di costruire il luogo ideale di villeggiatura per il turismo d'elite. Sabaudia è senza dubbio uno dei migliori esempi di architettura "razionalista".
Sabaudia, a differenza di quasi tutte le città italiane le cui origini risalgono a tempi lontanissimi, è connotata dal punto di vista cronologico da una nascita recente: fu fondata infatti il 5 agosto 1933, nel quadro della vasta operazione di bonifica integrale delle Paludi Pontine, che ha visto la fondazione di altre quattro città: Littoria (ora Latina), la città capoluogo, e Aprilia, Pomezia e Pontinia. Dopo 253 giorni di lavoro, la città di è stata inaugurata il 15 aprile 1934.
Sabaudia è frutto di un concorso di progettazione bandito dall’Ente gestore della bonifica, l’Opera Nazionale Combattenti, che vide vincitore un gruppo di quattro giovani architetti che proposero un piano di matrice razionalista con interessanti richiami alla tradizione dello spazio urbano delle città italiane: Gino Cancellotti, Eugenio Montuori, Luigi Piccinato e Alfredo Scalpelli. Il piano regolatore rappresenta un fulgido esempio di "Urbanistica Moderna Antiformale"; esso concepisce la città come spazio collocato in un sistema edilizio ad ampio decentramento di cui il centro cittadino ne rappresenta il fulcro.
Torvajanica
La località prende il nome dalla Torre del Vajano. All'inizio del '900 al guardiano ed ai marinai che abitavano la torre si aggiunsero dei pescatori che costruirono un piccolo villaggio in località Zingarini, che poi si spostò nell'attuale centro. La nobiltà romana frequentava il casino di caccia dei Borghese. Sul finire degli anni 30 ci fu un timido inizio di arrivi domenicali per il mare. Poi nel '53 con il "caso Montesi" (la ventenne trovata misteriosamente morta sulla spiaggia) Roma scoprì questa bella spiaggia. Altro impulso lo diedero gli attori che, nelle pause delle riprese agli stabilimenti cinematografici della Dinocittà a Castel Romano, vi si recavano a mangiare e riposare. Tra loro Ugo Tognazzi, che finì per stabilircisi. Iniziò così lo sviluppo ma anche la distruzione di una costa meravigliosa. Ora i 15 chilometri di litorale sono frequentati l'estate da circa 250.000 villeggianti.
Centro balneare del litorale Romano, lungo l'antica Via Saveriana. E' situata nei pressi dell'antica LAVINIUM, città fondata secondo la tradizione da Enea. Sono presenti resti di età romana, terme, santuari, necropoli e l' heroon di Enea, ritenuto il sepolcro dell'eroe troiano.
Torvajanica è caratterizzata da una spiaggia esclusivamente sabbiosa e molto ampia. E' possibile trovare dei confortevoli lidi e ampi tratti di spiaggia libera. Verso la zona nord, tra Torvajanica e Ostia, è situata la spiaggia di Capocotta. E' una zona di macchia mediterranea naturale, situata davanti alla tenuta di Capocotta ( area protetta del Presidente della Repubblica aperta a visite del pubblico solo in alcuni giorni dell'anno).
FONTE: www.romecity.it
Anzio: Storia e turismo
Fondata da genti Volse diventa porto importante e centro residenziale in epoca imperiale. Qui nacquero infatti gli imperatori Caligola e Nerone. Si perderanno notizie della città sino al X sec., dove in documento verrà citata come "Porto d'Anzio". Vi farà scalo anche Riccardo Cuor di Leone nel 1190 e sarà un porto conteso anche tra pisani e genovesi. Si spopolerà nuovamente alla fine del Medioevo per l'interramento del porto e per l'impossibilità di difendere la città dai Saraceni. Rifiorirà nel XVII sec., grazie ad Innocenzo XII che la dota di un nuovo porto e di un castello, proprio vicino all'antica Antium di cui resta un tratto di mura Frequentato centro balneare sorge su di un promontorio del litorale a sud del Tevere da cui partono i traghetti e aliscafo per Ponza. In questa zona iniziò quella fase della guerra mondiale che doveva portare alla liberazione dell'Italia nel '44 e che viene ricordata come "Lo sbarco di Anzio". Subirà molteplici danni e verrà ampiamente ricostruita nel dopoguerra espandendosi notevolmente e divenendo una delle località turistiche estive preferite dai romani. Richiamo notevole per i turisti, Anzio, 4 m, vanta una spiaggia amplissima, ospita manifestazioni veliche e di sci acquatico. Offre nei ristoranti il miglior pesce del Lazio annaffiato dal vino della vicina Nettuno.
Cerveteri
E' stata un'importante città etrusca, chiamata Ceravetus, poi nel XII secolo gli abitanti fondano Cerae.
Fregene: Storia e turismo
Le origini di Fregene, Frigentum, alcuni documenti di età romana le farebbero risalire all'approdo dei Frigi su i lidi di Roma durante e dopo la guerra di Troia; alla foce del Fiume Arrone s'apriva un porto commerciale che avrebbe collegato addirittura la civiltà dei vejenti con il Tirreno. I Romani conoscevano Frigentum e ne utilizzarono il porto. Per il resto dell'età medievale e moderna Frigentum segue le sorti della campagna romana. Oggi Fregene, è senz'altro la spiaggia più elegante di Roma.
Fiumicino:
Storia e turismo
Centro peschereccio nato nel XVII secolo. E' diventato in seguito stazione balneare. Lungo il porto si svolge il mercato del pesce. E' sede dell'aeroporto.
Formia: Storia e turismo
Situata sul lato settentrionale del Golfo di Gaeta, sormontata dai Monti Aurunci, Formia, 2 m, è un vivace ed elegante centro balneare. Narrano le leggende che qui fece tappa anche Ulisse durante il suo interminabile viaggio. Di Odisseo non vi sono tracce certe, ma la città vanta molti ricordi importanti. Ai tempi dell'antica Roma questa bella cittadina, che si affaccia sul Mar Tirreno, era uno dei luoghi di villeggiatura preferiti dai patrizi romani. Qui veniva a riposarsi Cicerone, che costruì per sè e per la sua famiglia una grande villa vicino al mare. Purtroppo il grande oratore e poeta latino potè godersela solo per poco tempo visto che, nel 43 a.C., i segaci di Marco Antonio lo uccisero proprio nei dintorni della cittadina. Fiorente sino alla caduta dell'Impero, Formia divenne feudo longobardo e, nell'859, venne distrutta dai Saraceni che vi rimasero, sgraditi ospiti, sino al 915. Ripartiti questi la cittadina rinacque su due nuclei, il Castello della Mola, dove ne '300 Carlo d'Angiò costruì un castello. I due villaggi vennero riunificati solo nel 1862 con l'originario nome di Formia e la distanza tra loro venne colmata da nuove costruzioni. Nonostante le guerre e le nuove edificazioni, dovunque è possibile vedere resti di antiche costruzioni romane: dai ruderi di antiche ville, all'anfiteatro, alla tomba di Cicerone... Nel 1861, nelle sale di Villa Rubino, Piemontesi e Napoletani firmarono l'armistizio che pose fine all'assedio della vicina Gaeta dove Francesco II di Borbone si era asserragliato dopo la battaglia di Volturno con gli ultimi seguaci. Pochi giorni dopo questi, congedati i soldati, lasciava la rocca e partiva per l'esilio. Il Regno delle due Sicilie aveva cessato di esistere.
Gaeta: Storia e turismo
Aggrappata ad uno sperone di roccia che si protende verso il Mar Tirreno, il suo importante porto naturale hanno fatto sì che la città fosse a lungo in passato una fortezza militare, una temuta piazzaforte, funzione ancora testimoniata dal castello oggi adibito a reclusorio militare. Nei secoli che seguirono la dominazione romana la città fu longobarda, normanna, angioina, aragonese e borbonica. Fu contesa e assediata numerose volte. L'ultima battaglia per il suo possesso risale al 1861, quando il sovrano Francesco II Borbone inseguito dai piemontesi, vi si rifuggiò con gli ultimi fedelissimi soldati. Con la capitolazione borbonica, l'esilio del sovrano, la fine del Regno delle due Sicilie, dopo mesi di lungo assedio Gaeta smise di essere roccaforte. La cittadina si è sviluppata attorno ai tre nuclei originari: il centro medioevale di Sant' Erasmo, sviluppatosi attorno a castello, Porto Salvo fuori dalle mura e la lunga spiaggia di Serapo. Il nucleo della città è la rettangolare ed alberata Piazza del Municipio, punto di convergenza di tutto l'abitato. Il quartiere medioevale è la parte più antica della città. Conserva case dal XII a XV sec. e racchiude la storia della Gaeta ducale e repubblica marinara.
Nettuno: Storia e turismo
Centro balneare vicino ad Anzio. Si racconta che Nettuno é stata fondata dai Saraceni nel IX secolo. Abitata fin dai tempi antichi, viene poi popolata in epoca romana, di cui ne restano ancora tracce. Il Pontefice Alessandro Borgia fa costriure un castello, atto alla difesa del territorio. Si conservano le belle piazze e il borgo medievale.
San Felice Circeo: Storia e turismo
Il centro della Pianura Pontina è su di un'altura del versante orientale del Circeo che, protendendosi nel Tirreno, chiude il Golfo di Gaeta. L'abitato, arroccato primitivamente solo sull'altura, 98 m, si è poi esteso sino alla spiaggia. È su questo promontorio che la tradizione vuole localizzata la leggenda della Maga Circe. Ed infatti si pensa che le grotte della maga, visitabili solo dal mare, siano distanti appena 2 km dal centro del paese. Nel giardino dell'albergo Neanderthal, si trova la grotta dove fu rinvenuto un teschio che presenta gli stessi caratteri somatici dell'uomo di Neanderthal, a riprova che, circa 70.000 anni prima di Cristo, questo luogo era già abitato. Dopo tale scoperta si sono raccolte testimonianze di una civiltà primitiva che, durata a lungo, si è poi come estinta per millenni. Ritornano poi testimonianze di popolazioni volsce che vi si insediano lasciando nell'Acropoli il segno della loro presenza. La città viene poi occupata dai romani in epoca regia e diviene importante luogo di villeggiatura in età imperiale, quando Nerone vi costruisce una villa, egli collega anche il Lago di Paola, o Sabaudia, al mare, tramite un canale ancora esistente. Anche San Felice fa parte del Parco Nazionale del Circeo, il quale comprende ben 3.200 ha di giardino, dove flora e fauna, protetta, regnano sovrane. A causa della malaria, per la presenza di zone paludose, il paese comincerà a crescere e a svilupparsi definitivamente solo dopo la Bonifica delle Paludi Pontine, avvenuta negli anni '30 del 1900.
Santa Severa: Storia e turismo
Questo piccolo centro per vacanze tranquille, 7 m.slm, ha il litorale dominato dalla mole del castello turrito, poggiato su blocchi poligonali etruschi, sorgendo lì, anticamente, uno dei porti etruschi dell'antica Cerveteri, il Porto di Pyrgi. Moderna stazione balneare situata tra i comuni di Santa Marinella e Tolfa, la parte più antica è costituita da un villaggio racchiuso entro le mura del Castello, costruito in epoca medioevale e ampliato in epoche successive aggiungendo come difesa il triplice giro di mura. Santa Severa prende il nome dall'omonima cristiana qui martirizzata nel II secolo.
Sperlonga: Storia e turismo
L'agglomerato urbano, raccolto su di uno sperone a picco sul mare, 5 m, è circondato da uliveti ed è formato da candide case. Integre sono ancora le caratteristiche che hanno fatto di Sperlonga una delle spiagge preferite dagli antichi romani: il vasto arenile, le scogliere che movimentano la costa e le numerose grotte. La cittadina balneare deve la sua importanza alla figura dell'Imperatore Tiberio, uomo con un pessimo carattere, ma che compensava con un gran gusto. Il nome della città deriva dal latino speluncae, per la presenza di numerose grotte costiere che, i patrizi romani, e tra tutti sopratutto il noto imperatore, sfruttavano per le loro famose feste. Stregato dalla bellezza di questi luoghi, il fantasioso sovrano costruì una grande villa da cui si poteva accedere direttamente al mare e ad un particolare, sottostante antro naturale. Qui le sorprese erano molteplici. Ancora oggi la città stupisce il turista per le sue spiagge, il suo mare e il suo centro storico, un delizioso insieme di piccole case imbiancate a calce e decorate da murales multicolore.
Terracina: Storia e turismo
Incerte le origini dovute forse agli Spartani fuggiti per sottrarsi alle leggi severe di Licurgo. Di certo si sa che appartenne agli Ausoni, poi ai Volsci agli inizi del V sec, i quali la dedicarono alla loro divinità, Anxur. Diverrà poi colonia romana nel 321 a. C. In epoca imperiale sarà centro di villeggiatura di patrizi ed imperatori. Saccheggiata e distrutta dai Saraceni nel IX sec. farà poi parte dello Stato della Chiesa. Inizierà un lungo periodo di decadenza, legato alla malaria, che sarà interrotto solo con Pio VI che bonificherà le paludi della zona. L'antico centro romano, mescolato al nucleo medioevale, è situato sul pendio di un colle, formato da edifici costruiti in calcare e riutilizzando pietre basaltiche dall'antica pavimentazione della Via Appia, e colonne e lastre marmoree provenienti da antichi monumenti romani. "Pisco" o Pesco Montano è chiamato un dirupo di roccia calcarea, tagliato, al tempo di Traiano, per favorire il passaggio della via Appia, è alto 35 m. Sulla roccia sono ancora incise le diverse altezze del taglio. L'arco che si trova nel quartiere medioevale era in origine il passaggio per accedere al Foro. L'odierna Piazza del Municipio, sorta sul Foro Emiliano, è il centro della città antica. Ha una notevole pavimentazione a lastroni e mostra le rovine di un edificio di epoca romana. Portici, loggiati ad archi acuti, bifore e trifore rivelano l'impronta gotica. Sempre nei paraggi si fondono insieme tracce romane, il teatro, il capitolium, con tracce medioevali tra cui la cattedrale, il palazzo Venditti (prima metò XIV sec.), la torre dei Rosa e il castello dei Frangipane, ed anche con architetture settecentesche come il Palazzo Braschi. La cinta muraria, composta da tratti bizantini e medioevali, segue l'antico tracciato romano, con numerose torri trasformate nel XVIII sec., in case d'abitazione. Insomma, Terracina vanta una grande storia i cui primi bagliori si accendono in età etrusca e continuano tutt'oggi.
FONTE: www.paesionline.it