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Liguria

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Itinerari naturalistici della regione Liguria

Sentiero n° 1 (lunghezza: circa 40 km; percorrenza: circa 13 h)
Il sentiero n° 1 collega Porto Venere con Levanto e si sviluppa quasi interamente sul crinale che separa il versante costiero della Riviera Spezzina (le Cinque Terre, per l'appunto) da quello interno, con quest'ultimo che si affaccia nella verde Val di Vara e nel Golfo della Spezia.
Il paesaggio naturale compreso tra il mare ed il crinale è profondamente segnato dal lavoro dell'uomo che ha modellato il suolo a terrazze degradanti verso il mare, recuperando alla coltivazione della vite, dell'olivo e di altre specie orticole, i terreni aridi e scoscesi della costa.
E' sicuramente il sentiero che ci affascina di più, proprio perché variegato e suggestivo, con il mare che rimane maestoso ed immobile sulla propria sinistra (partendo ovviamente da Porto Venere) e la catena degli appennini, le Alpi Apuane con tutta la costa tirrenica, fino a Livorno, lì, a toccata di mano.
Uno spettacolo unico.
Di sicuro l'itinerario può essere suddiviso in alcuni tratti ed è quello che Tuttospezia.it ha fatto per Voi, al fine di poter apprezzare maggiormente questi luoghi che l'Unesco ha definito "Patrimonio dell'Umanità".

Tratto 1: Porto Venere - Campiglia
Tratto 2: Campiglia - Cigoletta
Tratto 3: Cigoletta - Madonna di Soviore
Tratto 4: Madonna di Soviore - Levanto

Sentiero n° 1: tratto 1, Porto Venere (0 metri s.l.m.) - Campiglia (401 metri s.l.m.)
Lunghezza: circa 6 km.
Percorrenza: circa 2 h

il sentiero numero 1
Il sentiero n° 1 per Levanto parte dalla piazza centrale del borgo marinaro di Porto Venere, capolinea degli autobus provenienti dalla Spezia.
Il sentiero sale ripido, costeggiando il castello costruito nel 1161 e completato nel XVI° secolo ed in prossimità del cimitero si gode la splendida vista del mare e del promontorio di San Pietro.
Il sentiero continua a salire e si snoda in mezzo ad una vegetazione spontanea, la cosiddetta macchia mediterranea, che ha riguadagnato i terreni terrazzati un tempo coltivati prevalentemente ad olivo.
Si prosegue costeggiando le pareti di roccia del Muzzerone che vanno a strapiombo sul mare e per questo meta degli appassionati di free-climbing di tutto il mondo, quindi in falsopiano si giunge verso la località 'Mortea' (dal 'mirto', una pianta una volta molto abbondante nella zona) dalla quale si gode in piena libertà un magnifico panorama sul Golfo della Spezia, le isole e tutta la costa tirrenica fino a Livorno ed in mezzo il marmo della Alpi Apuane.
Toccata la strada asfaltata si raggiunge la 'Sella di Derbi' (190 metri s.l.m.) e da qui si rivede il mare aperto ed il sentiero, ridiventato sterrato e più stretto, bisogna percorrerlo con cautela; si passa davanti ad una lapide che ricorda la morte di alcuni lavoratori nel 1937, ed in mezzo alla macchia mediterranea, sebbene non più rigogliosa come un tempo dopo il funesto incendio del 1987.
Giunti in località 'Pitone' (termine dialettale che indica un 'belvedere') si gode un impareggiabile panorama della costa segnato dalle falesie del Muzzerone e delle isole.
A questo punto, oltrepassato un piccolo crinale si entra nella 'Valle D'Albana' con i suoi colorati 'diaspri', si tocca la carrozzabile per Campiglia, si sale lungo una fitta pineta e, oltrepassato il campetto di calcio, si prosegue per l'abitato di Campiglia, sorto lungo l'antico percorso di crinale.

Sentiero n° 1: tratto 2, Campiglia (401 metri s.l.m.) - Cigoletta (612 metri s.l.m.)
Lunghezza: circa 11 km.
Tempo di percorrenza: circa 4h
Come detto l'abitato di Campiglia è sorto lungo l'antico percorso di crinale ed è per questo un crocevia di sentieri: dalla piazza principale partono (sulla sinistra) il sentiero n° 11 ed il n° 4/b, mentre sulla destra prosegue il n° 11 per l'abitato dell'Acquasanta e poco più diritto parte il 4/a per Biassa.
Il sentiero n° 1 invece sale repentino con un tratto scalinato e subito dopo riemerge il panorama fantastico sul Golfo e tutto il litorale.
Ci si avvia verso il valico di Sant'Antonio attraversando vigneti coltivati che si possono così osservare da vicino, mentre da qui in avanti se ne vedranno pochi e in lontananza; ancora tratti di pineta e sughere (rare vederle a queste altitudini e con questa umidità) e scorci panoramici su Schiara, piccolo gruppo di casette stagionali.
Oltrepassata la costa dei 'Pozai' ed un castagneto il sentiero prosegue su una strada sterrata ed attraversa una pineta di pini marittimi e qui ci si può regalare un po' di relax con una serie di attrezzature ginniche: la 'palestra nel verde', cara agli spezzini.
Si scende fino alla cappella di Sant'Antonio, crocevia dei sentieri per Biassa e Pegazzano (n° 4, lato destro), per Fossola e Scoglio Grimaldo (n° 4/c) e per Schiara e Monesteroli (n° 4, lato sinistro, e 4/d).
Oltrepassata una pineta si procede verso il 'Telegrafo' passando per un piccolo ristorante "Il Caminetto", posto di ristoro dove si possono gustare i piatti tipici della zona ed in particolare la 'mesciüa', una minestra di legumi (cannellini, ceci) e farro condita con olio extravergine di oliva, sale e pepe.
Anche il 'Telegrafo' è un importante crocevia di sentieri: a sinistra tramite il n° 3 e n° 3/a si raggiunge il bellissimo Santuario della Madonna di Montenero e quindi Riomaggiore, mentre a destra sempre col n° 3 si scende a Biassa.
Il n° 1 invece torna a salire diritto lungo il crinale con uno spettacolo di immagini a dir poco suggestivo, con l'occhio che spazia dal Santuario di Montenero fino Punta Mesco, passando per Volastra.
All'altezza del forte Bramapane, sulla destra, un 'taglio' sul sentiero, di alcuni metri, consente di riaffacciarsi sul Golfo della Spezia, tutto questo all'ombra del Verrugoli (745 metri) oggi invaso da antenne e ripetitori.
Si prosegue in piano intorno ai 630 metri di quota e dopo aver superato 'Cava Ferrando' sulla destra troviamo la deviazione (sentiero n° 4/e) che conduce al 'Monte Parodi' attraverso la 'Sella di Carpena', e all'osteria 'Paradiso'.
Il n° 1 intanto è giunto al 'Monte Grosso' e alla 'Sella La Croce', ben indicata da un paletto metallico; di qui si dipartono: a sinistra lo 01 (per Riomaggiore) e lo 02 (per Manarola), mentre a destra, sempre lo 01 porta a Carpena, Castè e La Foce presso la quale sorge la Pieve di Marinasco.
Il nostro sentiero n° 1 invece prosegue ancora in leggera salita e oltrepassata una spianata ci si trova sotto il 'Monte Galera' e dopo aver passato una piccola grotta artificiale a quota 708 metri s.l.m. a destra si stacca il sentiero n° 02 per Crocetta e San Benedetto, mentre a sinistra sempre lo 02 viaggia alla volta di Manarola ed il n° 6/b per Volastra.
Subito dopo ci si imbatte nel 'Menhir di Monte Capri' o 'Menhir delle Cinque Terre': si tratta di un grosso reperto preistorico di circa 4 metri di lunghezza risalente all'età del bronzo.
Il sentiero intanto prosegue in questo suo saliscendi, passando indistintamente dal versante a mare (sinistra) a quello a terra (destra) e appena passata la 'Sella di Cuna' si arriva a quella di 'Sud-Est di Monte Marvede', altro importante crocevia di sentieri.
A sinistra: il n° 6 (per Volastra e Manarola), quindi il non facile n° 7/c (per Corniglia). A destra il n° 6 che porta a Casella, Valdipino e Riccò del Golfo.
Il n° 1 invece, dopo una leggera curva a sinistra arriva alla 'Sella di Nord-Ovest di Monte Marvede' dalla quale si diparte a sinistra il sentiero n° 7/a (per Corniglia). Giunti sul crinale il panorama del n° 1 si apre sulla 'Valle del Molinello' e le case di 'Porciano' immerse tra le vigne, e, dopo una breve discesa, si giunge ad un prato circondato da una rada pineta di pini marittimi, il posto ideale per qualche bivacco.
Siamo giunti al 'Passo della Cigoletta'.
Da qui volendo si può deviare, mediante il sentiero n° 7 e passando per San Bernardino (da qui col n° 7/b a Corniglia), verso Vernazza, arrivando poi sul paese delle Cinque Terre dall'alto.
Un percorso che invitiamo a fare.
A destra invece, sempre col n° 7 si giunge ad un ruscelletto e quindi a Riccò del Golfo.

Sentiero n° 1: tratto 3, Cigoletta (612 metri s.l.m.) - Madonna di Soviore (470 metri s.l.m.).
Lunghezza: circa 10 km.
Tempo di percorrenza: circa 3,5 h
Il nostro sentiero n° 1 per Levanto riparte in forte salita, alternandosi come sempre tra il versante interno che dà sulla Val di Vara, e quello a mare. Siamo ai piedi del 'Monte Gaginara' con i suoi 771 metri di altezza; il sentiero è largo ma sale in progressione mentre sullo sfondo domina il promontorio del Mesco.
Prima di arrivare in quota ci s'imbatte in due sentierini (n° 03) di collegamento che conducono a Casella (n° 03/a) e a Ponzò e Pian di Barca.
S'inizia a scendere lievemente, mentre sulla destra si erge il 'Monte Castello', per giungere all'attacco del sentiero n°4 che conduce a Corvara; fatto un centinaio di metri si giunge ad un'altra sella, quella di 'Prato Como', di fronte al 'Monte Malpertuso' che con i suoi 815 metri è il rilievo più importante di tutto il percorso.
Una sella dalla quale si stacca sulla destra il sentiero n° 5 anche questo conducente a Corvara. Passata ora la 'Sella di Malpertuso' il sentiero n°1 scende repentinamente nel bosco, alternandosi con la strada asfaltata, fino a raggiungere 'Foce di Drignana'.
Si prosegue e subito dopo la 'Sella Caprile' il sentiero si dirama: una parte infatti taglia subito per la 'Sella Schisarola', by-passando l'altra parte che invece gira proprio sotto il cocuzzolo del 'Monte Santa Croce'.
Adesso il sentiero n°1 ha raggiunto 'Colle Il Termine" e con esso la strada asfaltata.
Siamo arrivati in pratica al Santuario della Madonna di Soviore, sopra l'abitato di Monterosso al Mare. Un santuario visitatissimo anche perché ha discrete strutture ricettive, con camere, bar ristorante ed un ampio spazio per ritemprarsi.
Dal piazzale parte il sentiero n°9 che conduce a Monterosso.

Sentiero n° 1: tratto 4, Madonna di Soviore (470 metri s.l.m.) - Levanto (0 metri s.l.m.).
Lunghezza: circa 11 km.
Tempo di percorrenza: circa 4 h
Dal Santuario della Madonna di Soviore fino al 'Colle della Gritta' il sentiero n°1 segue la strada asfaltata.
Oltre questo Colle compaiono in lontananza le prime case di Levanto che si può immediatamente raggiungere tagliando decisamente il percorso attraverso il sentiero n°12. Oltrepassato il ristorante, all'altezza del posteggio, dai 329 metri del Colle si risale verso la pineta del 'Monte Molinelli'.
E' tutto un susseguirsi di luci e di ombre suggestivi ed il panorama che si ha appena giunti sulla vetta (466 metri) del 'Monte Rossini' è mozzafiato.
Da un lato tutta la costa che ci siamo lasciati dietro partendo da Porto Venere, dall'altro una panoramica incantevole su Levanto, quindi i promontori di Bonassola, Framura fino a 'Punta Manara'.
Si giunge così alla sella di 'Colla dei Bagari' dalla quale dipartono diversi sentieri. Il n°14 (lato levantese) passando per il vecchio Tiro a segno, a sinistra (lato di Monterosso) il n°14/a che raggiunge Fegina attraverso casa Ciletto.
Il n°22 che porta a Levanto passando per la 'Costa del Monte delle Forche', il n°16 che by-passa 'Punta Mesco' ed il n°15 che arriva a Levanto attraverso i 'Piani di Seghezza'.
Il n°1 prosegue verso sud seguendo il crinale giungendo alla 'Sella di Sant'Antonio' oltre la quale sorge una piccola torre d'avvistamento: siamo proprio sopra 'Punta Mesco'.
A sinistra l'attacco per il sentiero n°10 che porta a Monterosso.
Ripartendo da 'Sella Sant'Antonio' il sentiero n°1 si inoltra in discesa nella pineta.
Quindi si incontrano una serie di case isolate (Casa Lovara e Casa Nuova) e lo scenario è sempre unico, mentre in breve tempo si raggiunge la strada asfaltata e quindi il Ristorante 'La Giada del Mesco'.
Sorpassata una casa colonica, il nostro sentiero n°1 scende sulla sinistra inizialmente lungo le scalette che conducono a Levanto.
Il sentiero ed il nostro viaggio scende sulla sinistra nella piazza antistante il medioevale castello di Sant'Andrea per terminare sulla passeggiata a mare capolinea del sentiero partito da Porto Venere.

Il Sentiero Azzurro collega fra loro le Cinque Terre, ed è il sentiero più noto e apprezzato in quanto non presenta particolari difficoltà, è pressoché pianeggiante, e al contempo offre panorami mozzafiato.
E' possibile percorrere a piedi tutto il percorso che collega i cinque paesi attraversando il sentiero N. 2 (marcato in bianco e rosso) che passa in mezzo a colline terrazzate, vigne e olivi, ora a mezza costa, ora poco al di sopra di una spiaggia ciottolosa, ora a picco sul mare.
Il tempo di percorrenza totale è di ca. 5 ore, ma chiaramente il tragitto può essere suddiviso a tappe per ogni paese. Inoltre è possibile spostarsi in treno o in traghetto per i tratti troppo faticosi. Infatti ognuno dei cinque paesi ha la sua stazione ferroviaria (a parte la stazione di Corniglia sono tutte al centro del paese), e ci sono treni circa ogni ora.
Inoltre, un servizio di vaporetti collega i cinque paesi.
Attrezzatura: Il tratto più famoso, la cosiddetta Via dell'Amore, tra Riomaggiore e Manarola può essere percorso anche con ciabatte o scarpe col tacco alto.
Per gli altri tratti consigliamo scarpe da trekking.
La manutenzione delle Cinque Terre e la Cinque Terre Card
Suddivisione del percorso: Tutto il percorso può essere suddiviso in 4 tappe che vengono descritte in queste pagine.



Tratto 1: Riomaggiore - Manarola
Tratto 2: Manarola - Corniglia
Tratto 3: Corniglia - Vernazza
Tratto 4: Vernazza - Monterosso al Mare

Sentiero Azzurro - tratto 1, Riomaggiore - Manarola
Durata: Senza soste il tragitto dura ca. 15 minuti, altrimenti il tempo impiegato è calcolato intorno ai 30 minuti abbondanti.

il sentiero Azzurro
Uscendo dalla stazione di Riomaggiore si arriva in una piccola piazza. Girando verso destra si vede una galleria che porta al centro del paese, al porto e alla spiaggia; girando invece a sinistra si trova la scala di accesso alla famosa Via dell'Amore (sono presenti anche le rampe per gli handicappati).
Il percorso, scavato nella dura roccia, si snoda lungo la costa a picco sul mare.
La storia della Via dell'Amore è legata al raddoppio della linea ferroviaria Genova - La Spezia (1926-28).
Per la costruzione di una galleria tra Riomaggiore e Manarola servivano due sentieri a picco sul mare. Terminati i lavori ferroviari, gli abitanti dei due borghi marinari capirono che si presentava l'occasione per collegare, con una via breve e veloce, i due centri delle Cinque Terre.
Si costruì quindi un sentiero che dalle popolazioni locali fu nominato "Strada Nuova".
Nel corso degli anni la via fu "scoperta" dai turisti che rimanevano inevitabilmente affascinati dal romanticismo di questi luoghi. Per questo si pensò di ribattezzarla con un nome più suggestivo e la strada divenne la "Via dell'Amore".
Ma il tempo e la salsedine continuavano ad erodere e a degradare la via che, già intorno al 1990 cominciava a franare in molti tratti.
Ciò rese indispensabile ripetute chiusure della via per manutenzione della stessa. Gli interventi effettuati durante l'ultima chiusura, durata più di un anno, e terminati nell'autunno del 2001, hanno permesso di rendere nuovamente agibile la Via dell'Amore.
Oggi l'itinerario, nel periodo invernale, si presenta come una tranquilla e solitaria passeggiata da affrontare con tranquillità, magari da "integrare" con un gustoso pranzo a base di pesce nei tipici ristoranti di Manarola o Riomaggiore.
Nel periodo estivo, invece, l'atmosfera romantica della Via dell'Amore viene un po' disturbata dal numero eccessivo di turisti che la frequentano.
In ogni caso è assolutamente consigliabile la sosta lungo la via, sfruttando le numerose panchine scavate nella pietra,. Alla fine della Via dell'Amore scendendo una scaletta si arriva alla stazione di Manarola.

Sentiero Azzurro - tratto 2, Manarola - Corniglia
Durata: ca. 1 ora
Dalla stazione di Manarola si arriva ad una galleria che porta al centro del paese; scendendo verso il mare si arriva al piccolo porto.
Quindi percorrendo una ripida salita, si passa la "picnic area" dalla quale si ha una splendida vista sulle case del paese.
Una volta arrivati al caratteristico cimitero, il sentiero procede quasi in piano fino a Corniglia.
Per tutto il sentiero si è esposti al sole, e in basso si vedono delle spiagge favolose che invogliano ad un bel bagno. Poco prima di arrivare alla stazione di Corniglia, si incontrano un bar, una scogliera e poi i bungalow del Villaggio Europa.
Si cammina in parallelo al mare ad una quota costante di circa 30 m. Una bella rampa di scale, da cui si gode un ottimo panorama, in 15 minuti porta al paese di Corniglia (che è considerato il paese più caratteristico delle Cinque Terre in quanto è l'unico lontano dal mare e quindi anche abbastanza lontano dall'influsso dei turisti).
Vale sicuramente la pena fare un giro in mezzo agli stretti vicoli che portano ad una terrazza a picco sul mare da dove si può ammirare una bellissima vista lungo la costa.

Sentiero Azzurro - tratto 3, Corniglia - Vernazza
Durata: ca. ore 1:30
Dopo un tratto di strada asfaltata si scende una scalinata sulla sinistra e si arriva di nuovo sul sentiero N. 2 che continua tra uliveti, vigneti, macchia mediterranea e coltivazioni in parte abbandonate.
Su questo tratto dovrete affrontare alcuni punti difficoltosi, ma non preoccupatevi: alcune strisce d'ombra vi permetteranno di riposarvi un attimo. Inoltre le vostre fatiche saranno ricompensate grazie ad un ampio panorama.
Dopo ca. 1:30 si arriva sopra il paese di Vernazza che viene considerato il paese più bello delle Cinque Terre e anche uno dei posti più spettacolari di tutta la Liguria.
Quindi conviene fermarsi per vedere dall'alto il paese proteso sul mare, con la sua caratteristica fortezza e il piccolo porticciolo.
Scendendo si arriva al centro di Vernazza.
La strada principale porta ad una piazza con la chiesa di Santa Margherita di Antiochia, ad una spiaggetta di sabbia e al piccolo porticciolo citato in precedenza.

Sentiero Azzurro - tratto 4, Vernazza - Monterosso al Mare
Durata: 2 ore
Il sentiero N. 2 riparte dal centro di Vernazza. Il tratto che la collega a Monterosso è quello più impegnativo e faticoso ma anche il più panoramico. Si inizia subito con una salita che richiede gambe agili e un buon fiato, e in breve si raggiunge una quota di 150 m.
Un consiglio: voltatevi ogni tanto per vedere Vernazza un'altra volta dall'alto.
Si sale e si scende fra fasce a vigne chiuse e si attraversano tratti sospesi su antichi ponti.
La vegetazione è molto varia, si trovano il leccio, il corbezzolo, l'erica arborea, la ginestra, il ginepro. Il sentiero sale fino a 180 m di quota ed in vista di Monterosso scende precipitosamente terminando in prossimità del Comune.
Monterosso è il più grande paese delle Cinque Terre e dispone di due spiagge di sabbia, collegate fra loro da un tunnel, che congiunge anche la parte nuova col centro storico del paese di una volta.


Portovenere
Il borgo portuale "Veneris Portus" fondato dai romani, è situato all'estremità occidentale del Golfo dei Poeti.
La sua posizione strategica, che era l'ideale per controllare il commercio marittimo del Golfo della Spezia, svegliò l'interesse di Genova per l'antico borgo costiero.
Portovenere deve la sua crescita alla dominazione di Genova avvenuta nel 1113.
In pratica divenne il baluardo dei genovesi contro i pisani (che avevano esteso il loro dominio fino a Lerici) diventando il punto di forza della penetrazione genovese nell'estremo Levante.
Il paese è dominato dal castello e fronteggiato dall'isola Palmaria, presso la quale, su uno scoglio, vi sono resti della torre Scola, eretta dai Genovesi nel 1606.
La banchina è bordata da case alte fino a sette piani con facciate colorate.
Passando per la porta principale della città, adornata ai fianchi da alte torri, si arriva in Via Capellini; asse di sviluppo dell'abitato medievale che si snoda parallela alla costa e fiancheggiata da antiche case, conserva ancora elementi architettonico-decorativi originari: archetti pensili, portali in ardesia o in marmo, sovrapporta finemente decorati.
Nel corso degli anni il borgo ha perso l'originaria vocazione militare-marinara, e da tempo è un attrezzato centro turistico, frequentato soprattutto per i valori connessi all'integrità che in buona misura ha saputo mantenere.
Attenzione: in piena estate a causa dell'afflusso di turisti ci sono grandi problemi di parcheggio. 


Riomaggiore
Riomaggiore non è soltanto la più orientale delle Cinque Terre (e la prima che si raggiunge venendo dalla Spezia) ma probabilmente anche quella più antica.
Secondo una leggenda le origini del paese risalgono all'VIII secolo, quando venne fondato da un gruppo di profughi greci sfuggiti alla persecuzione iconoclasta di Leone III l'Isaurico.
Le prime prove scritte invece riguardano il passaggio del borgo dai Fieschi alla Repubblica di Genova nel 1276.
Con le sue abitazioni più antiche, da' una prima impressione dell'architettura tipica delle Cinque Terre che si doveva adattare al poco spazio disponibile.
Le antiche case si basano sullo schema della casa-torre su 3-4 piani con due vani per piano che sono legate le une alle altre in schiere parallele.
Riomaggiore è disposta nella stretta valletta del Rivus Maior (coperto), che non ha dato solo il nome al paese ma che ha anche determinato l'impianto del borgo.
Dalla strada principale si diramano tantissimi piccoli vicoli che si snodano in mezzo a scalette, gallerie ed archi.
Recenti lavori di restauro hanno riportato all'antico splendore gli archi medievali liberandoli dalle sovrastrutture costruite negli anni 50.
Le case sembrano messe sottosopra senza metodo - con le loro facciate la cui gamma di colori comprende tutte le variazioni di giallo, rosa, ocra e blu, irraggiano un'attrattiva alla quale è difficile resistere.
Riomaggiore deve la sua notorietà al pittore fiorentino Telemaco Signorini che a partire dal 1860 ci soggiornò varie volte e che in numerosi dipinti ritrasse aspetti caratteristici dell'abitato.


Manarola
Dal punto di vista amministrativo Manarola fa parte della frazione di Riomaggiore.
Fondato dagli abitanti dell'insediamento romano di Volastra, nel 1276 il borgo passò dai Fieschi alla Repubblica di Genova.
Il borgo, arroccato su uno scosceso promontorio di roccia scura, si snoda fino al litorale lungo il corso del torrente Groppo (coperto solo da qualche decennio), che ne definisce la strada principale.
Da essa diparte una serie di stretti vicoli lastricati in pietra e ripide scalinate che portano alle case sui lati del promontorio e agli orti.
I vicoli e scalinate costituiscono un artistico labirinto da scoprire.
Per una piazza invece non c'era posto - una moderna piattaforma di beton costituisce un certo sostituto. Inoltre la natura ha lasciato soltanto pochissimo spazio per un piccolo porto che è chiuso tra due speroni rocciosi.
La mancanza di spazi e di ripari sicuri costringe gli abitanti a tirare in secca le barche lungo i ripidi "scivoli" ricavati nella roccia.


Corniglia
Corniglia si differenzia dagli altri paesi per la sua posizione elevata rispetto al mare.
Di probabili origini romane, Corniglia sorge su un promontorio alto un centinaio di metri che precipita ripido e inaccessibile al mare, ai margini di una conca intensamente coltivata a vigneti.
Una lunga scalinata conduce dalla ferrovia al borgo. La via principale si snoda in mezzo a costruzioni basse e finisce su una terrazza panoramica con una vista fantastica sul mare.
L'abitato, più legato al territorio che al mare, ha destinazione agricola e presenta una tipologia urbana ed edilizia non alterata da radicali trasformazioni, simili a quella dei nuclei rurali dell'entroterra.
La piazzetta al centro dell'abitato da' ai paesani ed ai turisti la possibilità di godere l'affascinante atmosfera di Corniglia che ricorda più ad un villaggio di contadini che di pescatori. 


Vernazza
Fondato attorno al Mille dagli abitanti di un nucleo localizzato presso l'attuale frazione Reggio, acquisì nel tempo forti e radicate tradizioni marinare.
Nel 1276 venne ceduto dai Fieschi alla Repubblica Genova.
Visto che Vernazza dispone dell'unico porto naturale delle Cinque Terre vive un periodo di prosperità durante la dominanza di Genova.
Ne sono testimoni le case che alla classica forma a torre aggiungono forme architettoniche più elaborate, come loggiati, porticati e portali decorati.
L'architettura di Vernazza non testimonia soltanto un livello di vita e un tempo economicamente e socialmente superiore a quello degli altri centri delle Cinque Terre, ma fa anche sì che viene considerata il borgo più bello delle Cinque Terre ed uno dei posti più affascinati di tutta la Liguria.
Il borgo è disposto lungo il torrente Vernazzola (coperto), che ne costituisce l'arteria centrale e che attraversa il tessuto urbano articolato in una serie di vicoli collegati da ripide scalinate e brevi percorsi trasversali.
Scendendo la strada si arriva alla pittoresca piazza prospiciente il porto: da un lato un palazzo porticato e case a struttura medievale; dall'altro, la parrocchiale di S. Margherita d'Antiochia con il campanile ottagonale di 40 metri.
Salendo invece alla parte alta dell'abitato, che conserva parte delle fortificazioni genovesi, costituite da tratti della cinta muraria e da due torri di difesa (una cilindrica sul mare, l'altra quadrata più interna), si raggiunge la piazza del Municipio, la cui posizione panoramica consente di cogliere per intero la disposizione a cuneo del borgo.


Monterosso al mare
Monterosso al Mare è la più orientale delle Cinque Terre, e la prima che si raggiunge venendo da Levanto.
Monterosso sarebbe sorto dopo la distruzione di Albareto da parte dei Longobardi nel secolo VII.
Il toponimo appare la prima volta in un documento del 1056. Con certezza si sa che Monterosso fu feudo degli Obertenghi e dei Da Passano; nel 1276 passò a Genova che provvide alla sua fortificazione.
Il borgo è chiuso da una serie di colli digradanti verso il mare e terrazzati a ulivi, limoni e soprattutto vigneti dai quali si produce un ottimo vino bianco.
L'abitato è composto da due nuclei prospicienti tratti di litorale sabbioso: Fegina e Monterosso.
Quest'ultimo, costituito dall'insediamento antico, ha in parte mantenuto le caratteristiche di borgo a struttura lineare localizzato lungo il torrente Buranco, oggi coperto, che ne costituisce l'asse viario principale.
Ad ovest del centro storico, è nata ca. 100 anni fa una zona residenziale con ville che ha dato l'avvio alla scoperta turistica delle Cinque Terre.
Oggi, la primitiva vocazione agricolo-marinara è fortemente mutata a favore del turismo che causa anche un'espansione edilizia.
A causa delle sue elevate dimensioni Monterosso non irradia il tipico charme di un paese delle Cinque Terre ma ha comunque il suo fascino.
Per esempio dispone di un'ampia offerta di alloggi e di due grandi spiagge (che però d'estate sono suddivise tra stabilimenti balneari).
Inoltre la via lungo il mare è ideale per lunghe passeggiate serali e diurne.


Levanto
Anche se le prime notizie storiche di Levanto risalgono al XII secolo, le sue origini sono presumibilmente preromane, come testimoniano manufatti dell'età del ferro ritrovati in zona.
Il borgo è un antico feudo dei Malaspina e dei Da Passano; nel 1229 viene ceduto alla Repubblica di Genova. Ma Levanto ottenne ampi privilegi dalla "Superba": oltre ai propri statuti anche la completa autonomia amministrativa.
L'unione a Genova facilitò lo sviluppo delle attività marinare, comunque l'originaria vocazione rurale e marinara è mutata da tempo a favore di quella turistica, che ne ha alterato in parte l'aspetto con il massiccio sviluppo edilizio degli ultimi decenni.
Il borgo è riparato da un ampio anfiteatro collinare rivestito di pini, castagni e ulivi, con vasti spazi tenuti a vigneto.
Levanto è uno dei luoghi di vacanze più amati della Riviera di Levante.
Questa popolarità è dovuta alla spiaggia estesa che in parte è coperta con sabbia grossa in parte con ghiaia e anche alla sua vicinanza alle famose Cinque Terre - rispetto a loro Levanto offre più posti letto - e quindi molti viaggiatori si fermano proprio qui.

FONTE: www.tuttospezia.it

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