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Agriturismo Scopri l'ItaliaLombardiaArtigianato della Regione LombardiaCeramica Artistica Lodigiana "Vecchia Lodi" nella Regione Lombardia

Ceramica artistica lodigiana "vecchia lodi" nella regione Lombardia

QUEL SENTIMENTO MAGICO DELLA MATERIA

Dalla fine dell'Ottocento la ceramica "Vecchia Lodi" ha assistito a "Brevi parentesi di buona produzione artistica, nulla di più... L'industria ha ormai negato ogni individualità artistica; dell'antica produzione artigianale altro non rimane che la testimonianza di una irripetibile grandezza". Così chiudono il volume sulla ceramica lodigiana Novasconi e Ferrari. Una chiusa malinconica ma certamente vera. Dal secolo scorso, infatti, Lodi ha visto farsi discendente la parabola di questa produzione che l'aveva resa celebre in tutta Europa. Basti uno sguardo retrospettivo per sincerarsene. L'arte della ceramica ha avuto in Lodi, specie dal '700 alla fine dell' 800, periodi di floridezza smaglianti. La qualità dell'argilla, l'abile tecnica dei figulini nel manipolarla, un equilibrata armonia nel dare forma, l'innato senso d'arte dei pittori hanno creato pezzi di grande bellezza.

La produzione delle fabbriche lodigiane divenne famosa che i nostri ceramisti erano ricercati dalle più prestigiose corti del continente. Fioriscono in questo periodo le scuole del Coppellotti, del Rossetti, dei Ferretti e dei Dossena. Il contrassegno in forma di chiodo ottenuto con rapida pennellata di colore delle ceramiche lodigiane va letteralmente, dazio permettendo, a ruba. Coi Ferretti compare anche la dizione "Vecchia Lodi" che resisterà sino ai nostri giorni. Verso il 1780 si diffonde l'uso della terraglia di tipo inglese, leggera e raffinata, ideale sostitutivo della più costosa porcellana. Qui spiccano i nomi di Paolo Milani, di Antonio Dossena e della famiglia dei Loretz che si incaricherà di mettere la parola fine al ciclo aureo della ceramica lodigiana. All'inizio del '900 il declino. Le fabbriche vengono smantellate e con esse scompare una tradizione che aveva dato lustro ed onori alla città. All'inizio degli anni Ottanta l'imprevedibile ripresa. Una fucina si impone nel settore. La Ceramica Artistica Lodigiana avvia un'attività destinata a riprendere il filone della ceramica "Vecchia Lodi". I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Il decoro all'italiana e alla francese e il ricorso alla cineseria e infine la cottura a "gran fuoco" in cui il pezzo viene dipinto e posto a cuocere ad elevata temperatura, ne sono i caratteri distintivi. Non si sa se ammirare di più la forma, il decoro o la tecnica di esecuzione. I manufatti che escono dalla fornace di via S.Fereolo 9 in Lodi si staccano da ciò che il mercato offre in questo settore non solo per la policromia vivacissima, il disegno eclettico e vario, l'accostamento indovinato dei colori che fanno bella mostra di sé su piatti, zuppiere e vasi, brocche e servizi da tavola, fioriere, lampade e bomboniere. Ma l'intervento degli operatori, rende indiscutibilmente d'alta classe tutta la produzione della fabbrica di cui stiamo parlando. Una produzione che sa accostare alla sicurezza compositiva di certi motivi floreali, una gamma cromatica amplissima ed impensata. Colori macinati, scoperti fuori dalle comodità tecniche, con sentimento magico della materia ed una notevole freschezza inventiva ed originalità. Una produzione, che non s'arresta, pur prendendo le mosse da quella, alla tradizione ma sa traguardarla verso altri esiti, laddove la tecnica sa, per vie più misteriose, coniugarsi con la poesia.

In linea con le norme dell'Unione Europea, i manufatti sono rigorosamente apiombici ed atossici. Ogni due anni, interi "set" di prodotto, vengono esaminati da centri specializzati per garantire la sicurezza dell'acquirente. La bottega, inoltre, si avvale di addetti lodigiani che meglio possono afferrare l'"animus" locale, il cuore di una vicenda creativa che è in grado di competere con le scuole e i filoni culturali ceramisti sparsi per la penisola. Il confronto, si è avuto durante la prima mostra di "ceramiche d'Italia" organizzata nella capitale. Fra le 28 località di alta e nobile produzione compariva finalmente Lodi. La città del Barbarossa esponeva manufatti della nostra bottega che potevano fregiarsi del "marchio doc". Il riconoscimento ad un'attività che è riuscita ad imporsi all'attenzione degli amanti di un arte fatta di colori e di forme, di terraglia selezionata, e fatica innovativa. Insomma, la Ceramica Artistica Lodigiana "Vecchia Lodi" ha trovato la sua consacrazione ufficiale come naturale erede di una lunga e feconda tradizione. Una splendida tradizione che continua...

Giuseppe De Carli

FONTE : www.turismo.provincia.lodi.it

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