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Lombardia

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Itinerari naturalistici della regione Lombardia

Colline Moreniche del Garda

La fascia di territorio che si estende tra la sponda meridionale del Lago di Garda e la pianura mantovana, chiusa tra il fiume Mincio ad est ed il Chiese ad ovest, offre agli occhi del visitatore un habitat suggestivo dalle caratteristiche naturali e paesaggistiche di grande pregio e originalità. Un susseguirsi di dolci colline e di sinuosi profili si alternano, in un gioco di conche e rilievi, a prati aridi, depressioni poco profonde e frammenti di specchi d’acqua sorgiva che occhieggiano qua e là, estrema memoria dell’antico ghiacciaio le cui dita, oltre 10.000 anni fa, modellarono le forme dell’odierno paesaggio. Questa parte di territorio presenta aspetti unici e molto particolari dovuti in parte alla sua vicinanza con gli ambienti umidi del lago, in parte agli eventi geologici che l’hanno originata.
Le colline moreniche che appaiono oggi disposte in ampi semicerchi concentrici che si dischiudono verso la pianura risalgono, infatti, all’epoca delle ultime due glaciazioni (la Riss e la Wurm), quando ancora il Garda non era nulla di più di un enorme ghiacciaio e le sue lingue estreme spingevano verso valle, in un lento e incessante moto, rocce, sassi e argilla depositandoli non appena, raggiunte zone climaticamente più miti, i ghiacci si scioglievano. Questi depositi con il passare delle ere divennero vere e proprie colline che il tempo e le acque modellarono e rivestirono di una ricca e rigogliosa flora donando loro buona parte dell’aspetto che ancora adesso possiamo ammirare. Poi l’uomo fece il resto.


Lago di Como

L'origine geologica del Lago di Como, come quella di molti laghi subalpini italiani, è glaciale. Nell'epoca quaternaria tutto il bacino era ricoperto da un grande ghiacciaio che, oltrepassati i rami di Como e di Lecco, arrivava fino alla Brianza dove ha dato origine alle attuali colline moreniche. Il lago si è formato nella cavità scavata dal ghiacciaio, il cui lento passaggio è testimoniato dalle rocce che portano ancora i segni dell'erosione e da numerosi massi erratici presenti soprattutto sulle alture del Triangolo Lariano. Abitato fin dall'epoca preistorica, il Lago di Como ha sempre avuto una grande importanza come via di comunicazione tra le regioni del Nord e la Pianura Padana. La zona fu soggetta per secoli ad invasioni e dominazioni data la posizione strategica che permetteva di raggiungere i passi del Maloja e dello Spluga.
Il Lago di Como, con un'area di 146 km è il terzo lago italiano per estensione dopo quello di Garda e il Verbano. La sua caratteristica forma a Y rovesciata è data dai tre rami di: Colico a nord, Lecco a sud-est, Como a sud-ovest, con uno sviluppo perimetrale complessivo di 170 km e una profondità massima di 410 m (la maggiore tra i laghi italiani). Il lago è interamente circondato da montagne di cui la più alta è il Monte Legnone (2609 m), sopra Colico. L'unica isola del lago è l'Isola Comacina, situata nel ramo di Como di fronte al comune di Sala Comacina.
Nel secolo scorso il Lago di Como divenne famoso grazie al romanzo "I promessi sposi" di Alessandro Manzoni, ambientato sul ramo di Lecco.


Lago di Garda

Tra i laghi prealpini italiani, il Garda è il più grande e sicuramente il più caratteristico. Posto al centro della fascia prealpina si incunea tra la pianura padano-veneta a sud e le prealpi lombarde, e le prealpi trentine e venete. La storia geologica del Lago di Garda deriva da una serie di vicende collegate alla formazione delle prealpi che costituiscono una grande fascia di rocce, per lo più sedimentarie, rappresentanti la copertura superficiale ed esterna della regione alpina. In fasi successive la conca del Garda è stata creata e modellata dai ghiacciai, con la formazione a sud dell'anfiteatro morenico e la piallatura delle pareti rocciose che la dominano nella parte settentrionale dove il Garda assume la forma e l'andamento di un fiordo. Le acque sono poi il risultato del riempimento di questo grande invaso glaciale collegato a successivi cicli climatici sempre più addolciti. La varietà delle manifestazioni vegetali, così come la compresenza nel bacino lacustre di specie vegetali originarie dei più diversi ambienti climatici, costituisce un altro non secondario motivo dell'eccezionalità del Garda.
La notevole massa d'acqua (circa 50 milioni di metri cubi) e la naturale protezione delle montagne che lo circondano, fanno del Lago di Garda una zona climatica di notevole rilevanza per tutti gli sport. I venti regolari da nord verso sud nelle prime ore della giornata e viceversa nel pomeriggio, trasformano lo specchio d'acqua lacustre in una palestra unica al mondo, punto d'incontro della vela internazionale. Da qui il fiorire di club con le barche da competizione più esaltanti per le acque interne, e il proliferare di scuole per la vela ed il surf, per la conoa e il canottaggio. Il clima mite del lago offre la possibilità di praticare sports all'aria aperta già con l'inizio della primavera: soprattutto il tennis, con attrezzature in primo piano in ogni centro turistico, l'atletica (Caprino, Bussolengo e Castelnuovo), il golf (Costermano e Sommacampagna) e il minigolf (Malcesine e Bardolino). L'immediato entroterra, con le colline moreniche e la catena del Monte Baldo, si presta poi alle escursioni a cavallo, in bicicletta, a piedi e in mountain-bike. Gli impianti di risalita di Malcesine-Monte Baldo, di Prada-Costabella, aperti anche nel periodo estivo, e anche la strada provinciale Garda-Caprino-Ferrara di Monte Baldo e Novezza, facilitano (con arrivi a quota 1.600/1.800 e il trasporto di attrezzature) discese agevoli e molto suggestive con la mountain-bike, voli spettacolari con dislivelli di oltre 1.700 metri, con la pratica di parapendio e del deltaplano. Questi impianti di risalita sono di supporto anche agli sports invernali con piste di varie difficoltà a Tratto Spino, Prada-Costabella e Novezza.


Lago d'Iseo

Lago dai mille volti, l'Iseo è veramente diverso dagli altri: semplice e pittoresco, dolce e selvaggio. Un lago romantico, caro a poeti e pittori. Incastonato in una splendida cornice di monti, alimentato dal fiume Oglio, è situato a 185 metri sul livello del mare, ha una profondità massima di 251 metri, una larghezza media di 2,5 Km ed un perimetro di 60 Km. Chiamato anche Sebino ("Sebinus lacus" dei Romani), è il settimo d'Italia per estensione. Dista pochi chilometri dalle città di Bergamo e Brescia e dagli aeroporti di Orlo al Serio e Linate. Al centro si erge Monte Isola, la più grande isola lacustre d'Europa, cui fanno da valletti, a nord e a sud, i due isoletti di Loreto e di S. Paolo.

Sorprendente è la varietà delle bellezze naturali, mutevole il paesaggio per gioco di luci e di colori. II clima è mlte e durante l'estate temperato da brezze costanti; anche in autunno e d'inverno le giornate di sole sono numerose. Belle da vedere e da scoprire le cittadine rivierasche, ricche di memorie di un passato illustre e di radicate tradizioni: l'antico vi è riservato, quasi schivo; ll nuovo mai tende alla sopraffazione.
Confortevoli alberghi, pensioni, campeggi, moderni impianti per la balneazione e la pratica di tutti gli sports sorgono lungo tutta la costa. Dal Sebino, per piacevoli escursioni, si possono raggiungere in poco tempo: Capodiponte, che con il parco delle incisioni rupestri dell'età neolitica è meta di studiosi provenienti da ogni parte del mondo; Boario Terme e Angolo Terme, importanti stazioni termali per cure idropiniche; la Franciacorta, plaga costellata dl vigneti e produttrice dei celebrati vini a denominazione d'origine controllata; Montecampione, rinomato per gli sports delle nevi.


Lago di Lugano

In passato questa zona, dal '500 al '700, fu luogo di numerose guerre religiose, alla fine delle quali si svilupparono il settore della metallurgia, per l'abbondanza dell'estrazione del ferro, e il settore della filatura e tessitura della seta. Oggi il Lago di Lugano si potrebbe definire un'oasi naturale ancora quasi incontaminata, nella quale è possibile respirare aria sempre fresca e stare nel totale relax e tranquillità. Le valli che circondano il Lago, come Valsolda, Val Rezzo o Val Cavargna, presentano aspri profili, ma ricche di una rigogliosa vegetazione. Il Lago di Lugano ha forme irregolari e lungo le sue sponde vi sono incantevoli città come Lugano, la più moderna di tutta la zona. I piatti tipici della zona del Lago di Lugano sono basati prevalentemente di latte e formaggio, avendo avuto, da sempre, l'allevamento e la pastorizia come attività principali.



Lago Maggiore

Il Lago Maggiore (o Verbano) è un bacino lacustre del Piemonte nord-orientale al confine con la Lombardia e la Svizzera, il secondo per estensione tra i laghi italiani dopo il Lago di Garda.
Situato a ridosso della cerchia alpina, occupa un solco Vallivo, probabilmente di origine tettonica; si allunga per 65 Km. con direzione prevalente NNE-SSW da Magadino a Sesto Calende, ha una larghezza massima di 4,5 Km. (tra Cannero Riviera e Germignaga, escludendo il Golfo Borromeo) e misura una superficie di 212,2 Km. Presenta il maggior sviluppo in territorio italiano, dove funge da confine tra la regione Piemonte e la regione Lombardia: solo I'estremo settore settentrionale (42 Km) appartiene alla Svizzera. Le sue coste hanno uno sviluppo di 166 Km. II bacino imbrifero del Lago Maggiore è molto esteso, comprendendo le valli dei fiumi Ticino e Toce oltre a quelle del torrente Maggia; riceve inoltre anche acque del Lago di Lugano tramite il torrente Tresa, del Lago d'Orta mediante il torrente Strona, del Lago di Varese tramite il torrente Bardello e del Lago di Mergozzo, che le alluvioni del fiume Toce separarono dal Golfo Borromeo. Unico emissario è il fiume Ticino che esce dal lago presso Sesto Calende, confluendo poi da sinistra nel Po a valle di Pavia.



Valcamonica

La Vallecamonica e il Lago d'Iseo costituiscono una bellissima zona turistica della Lombardia tutta da scoprire, con opportunità per tutte le età, durante l'intero arco dell'anno. Luoghi dove intraprendere emozionanti passeggiate ed escursioni tra i monti, ritemprarsi con le acque, praticare tanti sport, scoprire bellezze artistiche e naturali, assaporare i gusti di deliziosi piatti tradizionali e trascorrere divertenti serate in compagnia.
Lago, montagna, terme, storia, arte e natura creano un mix tutto da gustare e vivere, dosabile secondo le preferenze di ciascuno.


Valchiavenna

La Valchiavenna si allunga verso nord alla sommità del Lago di Como, dividendosi a Chiavenna in due valli che salgono al confine con la Svizzera e culminano nei Passi del Maloja e dello Spluga, sin dall'antichità importanti direttrici di transito tra la Pianura Padana e il Centro Europa. Chiavenna divenne nel Medioevo capoluogo di un vasto contado che godeva di particolari privilegi e autonomie. I segni di questo nobile passato sono ben leggibili tutt'oggi nelle vie,nelle piazze del suo centro storico e negli immediati dintorni. Il connubio tra storia e natura fa della cittadina e della Valdichiavenna meta ideale di vacanza: visite ai monumenti, passeggiate ed escursioni nelle tante valli laterali, cucina genuina e sci a volontà, tutto a portata di mano.


Valdidentro

Una valle per quattro stagioni, quattro stagioni per una sola vacanza, entusiasmante, straordinariamente ricca, naturalmente bella...
Verde d'estate, coloratissima d'autunno, candida d'inverno e fiorita in primavera, dominata dalla maestosa Cima Piazzi, caratterizzata da innumerevoli testimonianze d'arte, storia e cultura la Valdidentro e una delle perle turistiche dell'Alta Valtellina, a quattro passi da Bormio e da Livigno.
Una consolidata tradizione di ospitalità, una rete ricettiva di qualità, servizi e proposte sempre nuove garantiscono quattro stagioni di vacanza all'insegna della natura, del benessere, della tranquillità...


Valgerola

A cento chilometri da Milano, a ridosso di Morbegno, la Valgerola è una località congeniale ad un turismo di tipo familiare. La sua esposizione a Nord, nelle Alpi Orobie, garantisce un ottimo innevamento fino a primavera inoltrata e le folte pinete fanno da sfondo ad un ambiente naturale unico, nel quale si snodano itinerari di sci alpinismo e di sci escursionistico. Le piste sono adatte a sciatori esperti e ai meno capaci e la stazione destina piste e attrezzature anche agli appassionati di snowboard, presentandosi come Snowboard Valley.


Valmalenco

In pochi chilometri, da Sondrio, si raggiunge la Valmalenco, inizialmente aspra e incassata, poi, salendo, sempre più aperta verso l'ampio scenario dominato dai gruppi montuosi del Disgrazia, del Bernina e del Pizzo Scalino. Chiesa in Valmalenco, Caspoggio e Lanzada, tre località che, insieme, formano un comprensorio turistico con una buona ricettività alberghiera e infrastrutture per il tempo libero e lo sport. Soggiornare in Valmalenco significa avvicinarsi al mondo della montagna e viverla da protagonisti lungo la sua articolata rete di sentieri che va da rifugio a rifugio in un contesto di alto valore naturalistico, storico ed etnografico. Espressione tipica della Valmalenco è la lavorazione della pietra ollare, che da tempi remoti viene escavata in Valle e con la quale oggi si producono oggetti artigianali.


Valtellina

Punta estrema della Lombardia, la Valtellina si pone a cerniera tra il Nord Italia e l'Europa, in posizione centrale rispetto alle Alpi, a pochi chilometri da Milano e al confine con la Svizzera. Dal Passo dello Spluga al Passo dello Stelvio immersi in un ambiente naturale unico. Il clima secco, gli orizzonti ecologici intatti, le verdi vallate, le cime innevate, i meravigliosi laghetti alpini, le testimonianze di un glorioso passato, l'architettura nobile e rurale, l'ospitalità semplice, ma generosa della sua gente, la gastronomia fatta di antichi sapori genuini e di vini corposi uniti alle moderne infrastrutture turistiche ne fanno il luogo ideale per una vacanza adatta a tutte le età, in ogni stagione dell'anno.


Val Trompia

La Valtrompia è la più piccola delle tre valli che costituiscono il territorio montano della provincia di Brescia, ma proprio per la vicinanza alla città è anche quella più legata a Brescia dal punto di vista geografico, della storia, dell’economia, della cultura. La Valtrompia, compresa tra Valsabbia e Valcamonica, segue il corso del Mella. Ricca di verde, vanta importanti stazioni sciistiche e un articolato sistema museale, che con il Parco delle miniere, valorizza la secolare attività di lavorazione del ferro, cardine dell'economia locale. Molto divertente è il percorso Miniera Avventura, che fa vivere l'emozione di attraversare un fiume sorretti a un cavo d'acciaio, superare ostacoli muovendosi su tronchi d’albero o passare un torrente attraverso un ponte tibetano. Il tutto, sempre in grande sicurezza. Rinomato è inoltre il patrimonio artistico, che comprende opere del pittore locale Paolo da Cailina. Questa valle è considerata da tutti un'isola speciale, in grado di offrire in pochi chilometri numerose occasioni per gustare la natura, l'arte e i luoghi tradizionali dell'estrazione e della lavorazione del ferro. Un viaggio che stuzzica il gusto di tutti, il gusto di chi ama i buoni prodotti della terra e desidera assaporare i piatti tipici, il gusto di chi ama il silenzio dei sentieri di montagna, il gusto di pedalare, di apprezzare paesini tutti da scoprire nella loro storia.


PARCHI

Parco del Mincio

Piazza Porta Giulia, 10 - 19017 Mantova

Il Parco Regionale del Mincio, istituito mediante la L.R. dell’8 settembre 1984 n° 27, è classificato come parco fluviale. La gestione del Parco del Mincio è affidata ad un consorzio tra i comuni di Ponti sul Mincio, Monzambano, Volta Mantovana, Marmirolo, Goito, Porto Mantovano, Rodigo, Curtatone, Mantova, Virgilio, Bagnolo S. Vito, Sustinente, Roncoferraro e la provincia di Mantova. Il Mincio nasce dal lago di Garda e confluisce nel Po dopo aver attraversato circa 70 chilometri di un territorio che conserva i segni del modellamento esercitato dal ghiaccio (il ghiaccio benacense), dall'acqua (il fiume, l’attuale Mincio, ed suoi piccoli affluenti) e dall’intervento dell'uomo. Il Parco è inserito in un territorio prevalentemente pianeggiante, ma presenta interessanti emergenze morfologiche connesse alla sua origine, tipiche delle "valli di pianura" formate dai fiumi emissari dei grandi laghi alpini affluenti di sinistra del fiume Po. Alcune porzioni degli ecosistemi più caratteristici (colline moreniche e terrazzi fluviali dell’alto, medio e basso corso del fiume) sono tutelate dalle riserve naturali. Nel cuore dell’anfiteatro morenico si trova la riserva regionale di "Castellaro Lagusello", sul terrazzo ghiaioso di Marmirolo si trova la riserva statale di "Bosco Fontana", sul fondovalle - ghiaioso-sabbioso e umido, a nord-ovest di Mantova - si trova la riserva regionale delle "Valli del Mincio" e sul fondovalle - argilloso-limoso e umido, a sud-est di Mantova - si trova la riserva regionale della "Vallazza". Il territorio del Parco del Mincio comprende 13 comuni.



Parco Nazionale dello Stelvio

Il Parco Nazionale dello Stelvio si estende su una superficie di 134.620 ettari, nel cuore delle Alpi centrali e comprende l'intero massiccio montuoso dell'Ortles-Cevedale con le sue vallate laterali. Il territorio protetto confina a nord con il Parco Nazionale Svizzero dell'Engadina, a sud con il Parco Regionale dell'Adamello in Lombardia che, a sua volta, è collegato direttamente col vicino Parco Naturale Adamello-Brenta in Trentino. Verso est, a pochi chilometri di distanza, si estende il Parco Naturale di Tessa e verso ovest il Parco di Livigno e della Valdidentro, che la regione Lombardia intende istituire in breve tempo. Si tratta quindi di una zona situata al centro della catena alpina e di uno dei territori protetti più grandi ed interessanti d'Europa. In natura tutto ha una funzione. L'idea di salvaguardare questo grandioso paesaggio alpino risale agli inizi del secolo e venne trasformata in legge il 24 aprile 1935. Inizialmente vennero messi sotto protezione 96.000 ettari. Nel 1977 il parco fu ampliato fino a raggiungere le dimensioni odierne. Nel parco nazionale troviamo tutte le possibili formazioni alpine, dai ghiacciai di alta quota (Ortles 3905 m) agli alpeggi e alle terrazze fino al fondovalle (Laces 650 m). Entro i confini di questo parco si possono ammirare ghiacciai, alpeggi, ampie distese boschive, aree coltivate, masi di montagna abitati tutto l'anno, villaggi e paesi. È facile immaginare che per decenni interessi diversi si sono scontrati: da un lato ci si proponeva di proteggere e mantenere un'area naturale, dall’altro si presentavano progetti che andavano di pari passo col progresso e con le nuove risorse tecnologiche: l'ampliamento della rete stradale, l'utilizzo dell’energia idraulica e lo sfruttamento turistico delle montagne. Il paesaggio del parco nazionale si contraddistingue per l'accostamento caratteristico ed armonico di territori alpini intatti e di aree coltivate da secoli. Le condizioni idrogeologiche danno un'impronta singolare al paesaggio del parco nazionale, dove si incontrano laghi glaciali e spumeggianti torrenti di montagna. Grazie ai dislivelli ed alla varietà morfologica del territorio esistono ampi ecosistemi ricchi di flora e fauna.

Le valli del parco - Dai possenti massicci montuosi compresi nel territorio del Parco Nazionale dello Stelvio discendono numerose valli, più o meno colonizzate dall'uomo, modellate dalla forza erosiva dei ghiacciai o dallo scorrere delle acque dei torrenti. Ogni valle ha caratteristiche uniche: pensiamo ai coni di deiezione della Val Venosta, tra i più estesi di tutto l'arco alpino, ma non possiamo dimenticare la lunga Val Martello, la cui testata è dominata dalla cima del Cevedale, e poi la Valle di Trafoi, sovrastata dall'Ortles e da tante altre cime ricoperte di ghiaccio. La Val d'Ultimo è una valle verde, ricca di acque e laghi come la valle di Rabi che, con la Valle di Peio, è nota anche per le acque minerali e curative. Ma anche in Valtellina, a Bormio ed in Valfurva la cultura legata alle acque termali ha un'antichissima tradizione. Attraverso tutte le più importanti valli del parco si snodavano antiche vie di comunicazione lungo le quali già in epoca preistorica gli uomini si muovevano per caciare, cercare minerali o trasportare merci da barattare. Basti pensare alla via che da Bormio risaliva alle torri di Fraele per proseguire verso l'Engadina ed il Tirolo, ove, proprio ad un crocevia si trova Glorenza, importante città mercato, ancora oggi cinta dalle mura e situata ai confini del parco stesso. Lungo le antiche vie sono sorti villaggi e contrade dai quali è partita, intorno al XIII secolo, la colonizzazione delle aree più elevate destinate alla pratica dell'alpeggio, un'attività indispensabile alla sopravvivenza delle comunità poste più in basso. Molte di queste malghe, ancora oggi utilizzate, offrono ospitalità agli escursionisti del parco.

La flora - Gli appassionati della natura trovano nel territorio del parco numerose specie arboree, e le varietà floristiche superano di gran lunga le aspettative anche delle persone più esigenti. L'escursione altimetrica tra il punto più basso e la cima dell'Ortles, unitamente ad una grande varietà di situazioni pedologiche e microclimi particolari, fa sì che innumerevoli specie botaniche, anche molto rare, come il ranuncolo dei ghiacciai che cresce ad oltre 3500 metri di quota o la soldanella pusilla, trovino qui il loro habitat. Dalle zone umide a quelle detritiche, dai terreni calcarei a quelli silicei, ogni zolla di terra è ricoperta da una flora varia e variopinta: una vera festa per gli occhi.


La fauna - In tutti i settori del Parco Nazionale dello Stelvio vivono numerosi esemplari appartenenti alla fauna alpina, ad esclusione dei grandi predatori estinti ad opera dell'uomo. Troviamo branchi di cervi che prediligono i boschi fitti e ci sono i caprioli che vivono ai bordi di essi. Salendo di quota si vedono i camosci ed in alcune valli sono tornati gli stambecchi. Non mancano la volpe, la marmotta, l'ermellino; numerosi sono anche gli scoiattoli e le lepri, più rari i tassi e le donnole. Se mancano i predatori: la poiana, lo sparviere ed il gufo. Diverse coppie di aquile reali si sono insediate nidificando su pareti vertiginose e da qualche tempo è possibile avvistare anche l'avvoltoio degli agnelli. Non vanno poi dimenticati gli abitanti di stagni e torrenti e naturalmente gli insetti che contribuiscono a completare la catena alimentare nel territorio del parco.


Idrologia - L'area centrale del Parco Nazionale dello Stelvio è occupata prevalentemente da estesi ghiacciai e nevai frequentati da escursionisti ed alpinisti. Questa massa enorme di neve e ghiaccio rappresenta anche una preziosa riserva di acqua che discende in tutti i settori alimentando sorgenti, torrenti spumeggianti, laghetti apparentemente immobili, cascate vaporose. In Val Venosta, ove le precipitazioni naturali sono scarse, le acque di scioglimento rappresentano un bene raro ed indispensabile all'agricoltura e da secoli canali di irrigazione, detti Waale, portano il liquido prezioso dalle cime ai campi. I torrenti ed i fiumi che scendono dalle Valli del Parco Nazionale dello Stelvio raggiungono il massimo della loro portata proprio in corrispondenza dei mesi estivi più caldi. Molti di essi sono stati imbrigliati in bacini artificiali sorti per scopi idroelettrici e nel contempo, quando sono colmi, rallegrano il paesaggio con i loro specchi d'acqua i cui colori variano di valle in valle.


FONTE: www.emmeti.it

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