I vasai della regione Molise
L’arte di modellare la creta per produrre oggetti di ceramica ha origini remote.
In passato tale forma di artigianato era diffusa un po’ in tutto il Molise, ed in particolare a Gurdiaregia, Trivento e Campobasso, grazie anche alla facilità di reperire la materia prima, una pasta terrosa di buona qualità diffusa in varie zone della Regione.
Il primo noto ceramista molisano fu un tale maestro Sabino ed operò nel lontano Medioevo. Non abbiamo significative testimonianze storiche, ma di certo, il suo nome conferma le origini antichissime dell’arte in questione.
Nel XIV secolo alcuni monaci benedettini iniziarono a plasmare dei materiali terrosi dell’Alto Molise. A breve la lavorazione della terracotta prese piede in vari centri dell’Isernino e di lì un po’ ovunque. La produzione, come serie di operazioni manuali immutanti nei secoli, andò dall’estrazione dell’argilla, alla preparazione dell’impasto e alla forgiatura, per finire con l’essiccazione al sole e la cottura in forni a legna, mediante l’uso di particolari essenze locali.
A Campobasso la tradizione risale al XV secolo, quando in città era tutto un fiorire di botteghe di vasai. Nelle botteghe, umide e malsane, si producevano oggetti per il mondo contadino: fiaschi, pignatte, ciotole, vasi, contenitori per salsicce e peperoni, tegami e pentole per la cottura dei cibi ma anche oggetti per uso ornamentale, ornati di motivi di animali, conchiglie o riproducenti panciuti corpi di donna. I colori della ceramica molisana andavano dal blu del mare, al giallo/marrone della campagna bruciata del sole, al verde dei tratturi. Da ricordare è la produzione di particolari cilindri di terracotta usati come laterizi per costruire le volte, soprattutto delle chiese, e le tramezzature leggere.
Degno di nota è l’esperienza di Pasquale Maria D’Alessandro, duca di Pescolanciano, che alla fine del XVIII secolo avvio un laboratorio finalizzato alla produzione di maioliche e di fini porcellane. Il duca riuscì a realizzare prodotti eccellenti, sia dal punto di vista artistico, portando a Pescolanciano i migliori pittori e stampatori dell’epoca, sia dal punto di vista delle qualità delle ceramiche contraddistinte da uno smalto, molto ricco di stagno.
Attivo tutt’oggi in molti luoghi dell’odierno Molise, l’artigianato della ceramica, pur non essendo più localizzato lungo i vicoli del centro storico di Campobasso, nel cosiddetto borgo dei "pignattari", continua ad essere un’attività praticata in diverse località del Molise.

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