La lavorazione dell'acciaio nella regione Molise
La lavorazione artigianale dell’acciaio in Molise e, soprattutto, a Campobasso e Frosolone vanta una storia plurisecolare che affonda le origini nelle tradizioni e nella cultura del posto. Tale arte, in passato, ha avuto una notevole rilevanza per l’economia di una regione come il Molise, impervia e montuosa, ai margini delle vie di comunicazione e costretta a cercare l’autosufficienza in ogni settore, dall’agricoltura all’artigianato.
Tralasciando i ritrovamenti di armi sannitiche e bronzi pre-cristiani, essa si può far risalire per Campobasso al XIV secolo, quando fu introdotta nella città dai Monforte. Gli artigiani si specializzarono nella lavorazione di armi, soprattutto, spade, di ottima qualità e di tempra particolare grazie, secondo il Masciotta, anche alla qualità dell’aria e alla bontà dell’acqua, ma soprattutto grazie alla perizia ed all’abilità degli artigiani campobassani. La fama delle lame da combattimento di Campobasso si era diffusa tanto che lo scrittore Walter Scott in una sua opera le descrive minuziosamente.
Nel 1750, in un periodo di grande fioritura della lavorazione dell’acciaio, l’Editto di Carlo III di Borbone proibì la lavorazione delle armi. Con esso si obbligarono gli artigiani a trasformare le proprie botteghe, collocate in Campobasso prevalentemente nel borgo dei "Ferrari", l’odierna Via Ferrari, in laboratori per la realizzazione di strumenti domestici e arnesi da lavoro.
Per l’artigianato dell’acciaio di Frosolone non si conoscono notizie storiche certe sull’introduzione dell’arte nella città. Sembra, però, che furono dei Veneziani i primi ad introdurre le attività di lavorazione dell’acciaio a Frosolone.

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