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Agriturismo Scopri l'ItaliaMoliseEventi, Tradizioni, Folklore della Regione Molise

Eventi, tradizioni, folklore della regione Molise

Isernia
Caccia al Cervo a Castelnuovo al Volturno
Morte e vita intorno al fuoco

Un rito antico, misterioso e seducente, si ripete ogni anno all'imbrunire: in un silenzio attento scendono le spaventose Janare, ovvero delle streghe, preannuncio di un maggiore terrore incombente; infatti, preceduti dal suono dei loro campanacci, irrompono nella scena due cervi, feroci e aggressivi, che distruggono tutto e cercano di aggredire il pubblico.
L'intervento di Martino, che ingaggia una lotta furibonda con le due bestie, sembra avere la meglio.
Ma ecco che i due cervi si liberano e avanzano minacciosi fino a quando...

Il resto della storia, fino al bellissimo falò e ballo finale, venite a scoprirlo a Castelnuovo Volturno!


Isernia
Carnevale a Bagnoli del Trigno
Francische e il calendario

La rappresentazione dei mesi dell'anno, che scorrono in corteo come il tempo che passa, nell'immaginario del Carnevale italiano è un topos ricorrente e ricco di significati.
Il Carnevale di Bagnoli del Trigno, vede una straordinaria partecipazione della popolazione, che sente 'suo' l'evento e contribuisce alla sua realizzazione e promozione.
Francische il giullare, un Pulcinella locale che sembra coincidere con il carnevale vero e proprio, chiama a raccolta i Mesi, che riproducono le dodici tappe dell'anno viste attraverso la prospettiva contadina, quindi dei cicli della vita rurale.
Recentemente sono stati recuperati dei canti della tradizione popolare molisana, tra i quali uno che si intitola 'Sanghe de Serinella', che parla appunto di Francische lu giullere, il mattatore del Carnevale.


Campobasso
Carnevale di Tufara
Al diavolo il carnevale!

Nel piazzale dello splendido castello di Tufara, da cui si gode di uno stupendo panorama, si tiene un triste processo allegro: il processo tradizionale al Carnevale.
L'immancabile condanna coinvolge in prima persona nientedimeno che il diavolo, che eseguirà la sentenza in maniera singolare. Il fantoccio Carnevale, infatti, verrà scaraventato giù dal castello, raccolto dal tenebroso spirito - che per tutto il carnevale si è divertito a molestare la gente - e lo precipiterà definitivamente giù dalla rupe.


Campobasso
Carnevale di Cercepiccola
Signore e Signori: i Mesi

Il solenne Carnevale caratterizzato dal corteo dei dodici Mesi, si tiene a cadenza pluriennale e vede protagonisti una trentina di personaggi, rigorosamente maschi, che rappresentano non solo i dodici Mesi e le quattro Stagioni, ma anche altri illustri personaggi come i Pulcinella, gli straccioni, il direttore d’orchestra, il presentatore e diversi musicisti.
In groppa a degli asini e cavalli bardati e addobbati ben bene, i personaggi danno luogo ad uno spettacolo teatrale e canoro, che viene replicato in diversi luoghi ed orari. Alcuni personaggi indossano dei corpetti magnifici, intessuti d’oro, di grande valore.
A chiudere viene intonato quello che è considerato l’inno di Cercepiccola: ‘Siam fieri e baldi, siam pien d'ardore, di Cercepiccola noi siamo il fiore, e con la musica e l'armonia cantiamo tutti in compagnia’.


FONTE: www.inyourlife.it


Il costume tradizionale Sanpolese

La varietà delle fogge che caratterizza il costume tradizionale delle donne della fascia matesina, dimostra che l'adozione del costume ha origini remote, risalente forse all'epoca sannitica o romana, e, come sembra più probabile, a quella della invasione bulgara di Altzek.

A San Polo le donne calzano scarpe nere e calzamaglie di color viola; il vestito, tutto d'un pezzo, comprende le bretelle, il corpetto e la gonna, il tutto di panno nero, preparato a mano.
Alle bretelle vengono allacciate le maniche. Il corpetto che stringe alla vita e sostiene il seno, viene allacciato sotto le ascelle e, al di sotto, una camicetta bianca che fa da sfondo meraviglioso.

Il Costume tradizionale Sanpolese
Foto: archivio De Socio

La vita viene stretta da una fascia chiamata "mantera", larga circa 10 cm., tutta pieghe, che protegge i reni e si annoda davanti.
Dalla vita, ancora, scende il grembiule (lo zinale), pur esso di panno nero, che arriva fin sotto le ginocchia.
L'ultimo pezzo dell'ornamento femminile è la mappa cioè il copricapo, che assume l'aspetto di una piramide rovesciata, la cui parte più lunga, sovrastante, viene ravviata dietro le spalle per tener saldo tutto il grosso fazzoletto.
Questo appena descritto, è l'abito che veniva usato tutti i giorni: quasi tutte le donne, però, possedevano un secondo abito, quello festivo.
Nei confronti del primo, risulta più vario e più riccamente ornato di ricami, eseguiti a mano, specie sulla parte anteriore dello zinale.

Per quanto riguarda il vestito maschile esso risulta così composto: gli "zampitti", calzature formate da cuoio d'asino con concio, con cordicelle annodate alle gambe; un paio di calzettoni bianchi che si congiungono con le estremità dei pantaloni, un paio di pantaloni di panno scuro, orlati di rosso, che terminano ad imbuto (alla zombafuosse = saltafossi), spaccati, appena sotto il ginocchio; il panciotto di panno dello stesso colore, con bottoni dorati e, sotto, una camicetta bianca, annodata al collo con un fazzoletto di color rosso; infine il cappello nero con le falde piegate ai lati, portato dai più giovani, alla "novantanove".

Tratto da: San Polo Matese Testi di: Angelo Spina

FONTE : www.montidelmatese.it


SAGRE

Il Molise pur essendo una piccola regione, ha una storia ricca di antiche tradizioni. In ognuno dei suoi piccoli o grandi centri troviamo una festa una sagra o una manifestazione da scoprire. In questo piccolo calendario di feste e tradizioni vogliamo proporre solo alcune delle tante manifestazioni del patrimonio folcloristico molisano.

LARINO
Da non perdere i festeggiamenti del patrono San Pardo il 25-26-27 maggio. Nel primo giorno ha luogo la processione verso il monte Arona per prendere la statua di San Priamo. Si ritorna, in tarda sera con la suggestiva fiaccolata. Nel secondo giorno 80 carri trainati da buoi giungono davanti alla cattedrale per la benedizione e la tradizionale processione dove l'ultimo carro ha il compito di trasportare i resti di San Pardo. Nel giorno successivo le statue dei santi vengono riportate nelle loro sedi. La festa ha termine con un grande banchetto all'aperto .

JELSI
Il 26 luglio, S. Anna, Jelsi celebra la festa del grano. Per la tradizione detta delle TRAGLIE si addobbano dei carri con sculture fatte di grano, con cui si percorrono le vie del paese. Alcuni di questi arrivati all'aia scaricano il grano che verrà benedetto, altri partecipano all'assegnazione di un premio per il carro più originale.

FOSSALTO
Il 1 maggio ha luogo a Fossalto la festa della PAGLIARA. Un uomo inserito in un' intelaiatura conica rivestita di rami, foglie e fiori, percorre le vie del paese accompagnato da canti di maggio. Le famiglie attendono l'arrivo della PAGLIARA per gettarle addosso secchi di acqua, rito dal valore propiziatorio.

ISERNIA
Le MAITUNATE, tra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio, aprono il calendario delle tradizioni nella caratteristica zona del CODACCHIO dove viene anche messa in scena la Fine del carnevale. Il 13 giugno la comunità degli zingari festeggia S.Antonio con una sfilata di cavalli bardati con nastri coloratissimi.
Altra manifestazione molto sentita è la fiera delle cipolle il 28 e 29 giugno in occasione dei festeggiamenti dei SS.Pietro e Paolo.

PORTOCANNONE
E' caratteristico il CARNEVALE DI PORTOCANNONE dove un personaggio che impersona Bacco Re Carnevale seguito da un lungo corteo, percorre le vie del paese per sfuggire alla Moglie Quaresima. Il corteo fa sosta a piazza Skanderberg, da dove, dopo aver ballato, bevuto e gustato dolci tipici, Bacco viene condotto alla porta principale del paese e da qui, con l'arrivo della Moglie Quaresima, viene scacciato.
A Portocannone come in altri paesi di etnia Albanese il 19 maggio si svolge la corsa dei carri: su un percorso di 3 Km, con carri a due ruote trainati da buoi pungolati da uomini a cavallo, le squadre si sfidano per avere l'onore di portare l'immagine della Madonna di Costantinopoli in processione. Replica il 6 agosto per i turisti.

BAGNOLI DEL TRIGNO
Il 24 dicembre si può assistere alla processione con le N'DOCCE, un'antica tradizione con la quale la notte di Natale si accompagnano la Madonna e S. Giuseppe prima della nascita di Gesù.
Caratteristico il carnevale, costituito di un corteo di carri che rappresentano i dodici mesi dell'anno.

AGNONE
Nei giorni precedenti il 24 dicembre la gente costruisce grandi torce fatte con rami o tronchi d'abete lunghi fino a 4 mt: le N'DOCCE.
Nel pomeriggio del 24 dicembre oltre mille portatori si radunano alla periferia del paese. Quando suona la campana del campanile piu' alto delle 21 chiese di Agnone le N'DOCCE vengono accese e portate a spalla oppure trascinate per terra, formando un lungo fiume di fuoco fino alla piazza principale dove arderanno fino al mattino.
In questo modo si vuole allontanare con il fuoco gli spiriti maligni che si oppongono alla nascita di Gesu'.

CAPRACOTTA
L' 8 settembre, ogni tre anni, si festeggia la Madonna di Loreto con una processione e una cavalcata notturna fino alla chiesa della Vergine sita fuori l'abitato. Un tempo si salutava la partenza dei pastori per la transumanza.
A Prato Gentile (1600 slm) manifestazioni popolari per gustare la PEZZATA.

CAMPOBASSO
Nel giorno di giovedi' santo si svolge una suggestiva processione con uomini in costume d'epoca che impersonano gli apostoli. Il giorno dopo, il venerdi' santo, ha luogo la tradizionale processione del Cristo Morto e della Madonna Addolorata con il suggestivo canto Teco vorrei. Nella domenica del CORPUS DOMINI si tiene la LA SAGRA DEI MISTERI, una sfilata di ingegni (strutture d'acciaio e legno) sui quali trovano posto persone sospese in aria che rappresentano scene bibliche e alcuni santi.

CERCEPICCOLA
Per tutto il carnevale e fino alla domenica successiva al mercoledì delle ceneri (carnevaletto), squadre di uno o più giocatori (esclusivamente di sesso maschile) nelle prime ore del pomeriggio giocano alla PEZZOTTA con lancio di forme di pecorino.
Altra tradizione molto sentita è la rappresentazione dei dodici mesi che vede i mesi, le stagioni e l'anno rappresentati in uno spettacolo con vari personaggi variamente addobbati, e che cavalcando asini e cavalli intonano canti di antica tradizione locale. Questo ha luogo ogni 7 anni l'ultima domenica di carnevale.


SAN MARTINO IN PENSILIS
Il 29 aprile si tiene la corsa dei carri in onore di S.Leone. Durante l'anno i partecipanti scelgono e preparano i buoi migliori e piu' adatti alla gara. La sera del 29 si recano dietro la porta della chiesa di S.Pietro a LAUDARE,cioè cantare un antico canto detto CARRESE.
La mattina, dopo la benedizione, i due carri (dei giovani e dei giovanotti) disputano la gara su un percorso di 9 Km. Il carro vincitore, il primo maggio, dopo un giro di questua porta l'effige del santo in processione.

TUFARA
Nell'ultimo giorno di carnevale si tiene a Tufara un vero e proprio processo al carnevale. Partecipano gruppi mascherati che rappresentano il diavolo vestito di nero, altri con tuniche nere e catene del focolare impersonano le anime dei defunti e altri ancora in veste bianca.
Tutti fingono di molestare i passanti che li placano con offerte di cibo o di denaro.
Alla fine viene celebrato il processo al carnevale: un fantoccio viene giustiziato e consegnato al diavolo che lo porterà all'inferno.

SEPINO
Di antica tradizione la festa della patrona S.Cristina si tiene il 23-24-25 luglio.
Caratteristica la processione con bambine vestite di bianco (verginelle) e addobbate con gli ori di famiglia.
Per l'aspetto profano si tengono fiere e merci di bestiame.

VASTOGIRADI
Nella prima domenica di luglio grande attrazione in questo piccolo paesino è senza dubbio la sagra denominata IL VOLO DELL'ANGELO. Rappresenta una rievocazione dell'annunciazione: una bambina, assicurata con una fune ad una carrucola, compie un volo nello spazio compreso tra la chiesa della Madonna delle Grazie e il palazzo di fronte distribuendo doni.

URURI
Il 2 e 3 maggio tradizione del luogo è la corsa dei carri in onore del Legno della Croce.
Quattro carri detti partiti trainati da buoi pungolati da uomini a cavallo disputano una veloce corsa.
Ai vincitori l'onore di trasportare il Legno della Croce.

fonte: www.ospitamolise.it














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