Informazioni sulla regione Molise
Nel mosaico della penisola italiana il Molise è una tessera di dimensioni minime.
L'istituzione della regione Molise è piuttosto recente; risale infatti al dicembre 1963, quando questa terra fu separata da quella dell'Abruzzo; due sono le provincie che oggi la compongono, Campobasso e Isernia.
È delimitata a nord dall'Adriatico, dal Trigno e dall'Alto Sangro, a ovest dal Lazio, a sud dalla Campania, a est, lungo un tratto del medio corso del Fortore, dalla Puglia.
I rilievi appenninici caratterizzano sia la sezione nord-occidentale del territorio (monti della Meta, propaggini dell'Appennino abruzzese), sia quella meridionale, con i monti del Matese appartenenti all'Appennino campano, che assume nel Molise il nome di Appennino sannita.
Nelle terre molisane, e precisamente nei pressi di Iscarnia, è stata scoperta quella che è ritenuta la più antica testimonianza della presenza umana sulla nostra penisola. Si tratta di un gigantesco ossario, presumibilmente da riferirsi a un grande centro di macellazione. Esso risalirebbe, secondo i ricercatori, al paleolitico inferiore medio. Nulla si sa però circa l'attività dell'uomo in quell'epoca.
Il nome Molise compare solo nell'alto Medioevo come quello di una contea normanna, derivando da quello di un castello di Molise, oggi piccola borgata fra Torella e Duronia. Nel momento di massima espansione la contea si estese fino al Volturno, al Trigno, al Fortore, ai monti del Matese e all'Adriatico. Il territorio durante il X secolo fu conteso tra Bizantini e Longobardi, trovandosi poi nel secolo successivo le contee che lo costituivano a dover fronteggiare gli invasori normanni. Verso la metà del secolo si trova costituita un'unica contea normanna del Molise, il cui primo nucleo fu Boiano, che assorbì le contee di Isernia e Venafro e gran parte del territorio dei Borrelli sotto la signoria del normanno conte Rodolfo. Da Ugo I, conte nel 1095, le frontiere della contea furono estese verso l'alta valle del Volturno. Alla metà del XII secolo il Molise era il più forte ed esteso stato continentale della monarchia. Alla morte di Ugo II (1168) la contea fu conferita dalla corona a Riccardo di Mandra; al principio del XIII secolo il Molise è sotto la signoria dei conti di Celano. Ma presto la contea di Molise si estinse come unità feudale, venendo il territorio aggregato prima alla Terra di Lavoro, poi alla Capitanata fino al 1807, quando venne eretto in provincia autonoma con capoluogo Campobasso e successivamente annesso al Regno d'Italia. La storia di questa terra non conosce lo splendore delle corti; il Molise ha dunque tradizioni legate al suo popolo e questo fatto si può riscontrare anche nell'ambito dell'arte culinaria.
FONTE: www.emmeti.it
Il Molise contiene in sé un patrimonio naturalistico che è la diretta espressione delle condizioni ambientali ivi presenti e la varietà di situazioni geomorfologiche, altimetriche e climatiche fanno della Regione uno scrigno di bellezze inedite (come la definì lo scrittore molisano Franco Ciampitti).
Qui, infatti, troviamo stupende montagne, oasi, riserve naturali e le antiche vie dei tratturi.
Montagne
L'esplorazione naturalistica del Molise conduce il visitatore attraverso percorsi volti alla conoscenza di bellezze rare ed incontaminate come quelle presenti, per esempio, sulla catena delle MAINARDE, che si trova a cavallo tra Molise e Lazio, o sul massiccio del MATESE, a cavallo tra Molise e Campania, o, ancora, sulla Maiella. Le Mainarde, abitate fin da tempi antichissimi, come dimostrerebbero ritrovamenti paleontologici, sono formazioni rocciose calcaree nella parte superiore mentre nelle parti più basse sono costituite da formazioni marnose, argillose ed arenacee. La catena presenta chiari segni di glacialismo evidenti sia nei cerchi glaciali delle alte vette sia nelle valli glaciali dalla tipica forma ad U. In alcune zone è vistoso il modellamento carsico che ha dato vita a spelonche, grotte e cavità sotterranee, alcune delle quali ancora da esplorare La stessa erosione del vento e delle acque ha creato gole profonde e calanchi.
La catena delle Mainarde è ricoperta da vaste foreste di faggio cui si mescolano l'acero, il pioppo ed il sorbo montano.
Più in basso troviamo boschi di cerro ed acero insieme, mentre su in alto troviamo immense praterie d'altitudine dove, in primavera, fioriscono svariate specie di fiori tra cui il giglio martagone, l'epilobio, l'aquilegia e la genziana, per citarne solo alcuni.
Straordinaria e ricca è la fauna che popola le Mainarde. Qui è possibile imbattersi in timidi camosci, scovare tane di orsi e tracce di lupi, ammirare il volo delle aquile reali o dei falchi pellegrini.
Ma fra tutti imperante è la presenza dell' orso marsicano. E' proprio qui, infatti, che sopravvive ancora indisturbata la maggior parte degli esemplari esistenti in Appennino.
Il Matese, con i suoi 1500 Kmq, è una stupenda realtà appenninica del centro-sud Italia.
La montagna dal lato molisano presenta forme più dolci e arrotondate rispetto al versante campano anche se, per la sua natura calcarea, presenta fenomeni carsici che nell'arco dei millenni hanno portato alla formazione di gole, doline, canyons e corsi d'acqua sotterranei. Qui non di rado sono stati rinvenuti fossili datati al periodo Mesozoico ed a quello Cretaceo.
Da non trascurare, poi, per chi ama sciare, le località di Campitello Matese e Capracotta; due stazioni sciistiche attrezzate dove il visitatore può trovare divertimento e relax in ogni stagione.
Ma all'interesse paesaggistico si affianca quello per la fauna dovuto alla presenza di specie come il gatto selvatico, il lupo, il lanario e la salamandra dagli occhiali, tutte protette grazie all'entrata del Matese nel programma di protezione dell' oasi WWF di Guardiaregia.
Oasi
Nata nel 1997, in seguito ad un accordo tra il Comune stesso ed il WWF Italia con la consulenza scientifica del dipartimento SAVA dell'Università del Molise, l'Oasi, estesa attualmente anche al limitrofo Comune di Campochiaro, tutela un vasto territorio di circa 2000 ettari tra boschi, torrenti, cascate, canyons e montagne ed è la seconda Oasi WWF in Italia per estensione. Forte è la presenza di molte specie di piante ed animali, alcune anche piuttosto rare.
L' oasi interessa il lato orientale del Matese e si estende fino al Monte Mutria con una differenza altimetrica, che va dai 550 ai 1823 m/slm, dovuta proprio alle caratteristiche geomorfologiche dell'area che dal Mesozoico e Cenozoico sino a dieci milioni di anni fa era coperta da un mare tropicale con fondali bassi (ed infatti non è difficile rinvenire in loco esemplari di conchiglie fossili) che nel tempo, a causa delle spinte del blocco africano, hanno dato vita alla catena appenninica.
Nell'Oasi, divisa in due aree, quella delle gole del Torrente Quirino e quella di Monte Mutria, è possibile ammirare bellezze spettacolari come il profondo canyon del Quirino o la cascata di S. Nicola con un salto di circa 100 metri; lungo i percorsi non manca certo l'occasione di osservare più di trenta specie di orchidee spontanee o la Salamandra dagli occhiali o anche l'Ululone dal ventre giallo.
Avanzando in territorio di Campochiaro si osserva in primavera la splendida fioritura del Giglio di S. Giovanni, si incontrano alberi di Leccio e Tassi secolari mentre più su, salendo, ci si trova immersi nel silenzio di una fitta faggeta.
Inoltre, nelle umide giornate autunnali è facile imbattersi anche nella bellissima Salamandra pezzata, elemento caratteristico di questo ecosistema.
A Casacalenda troviamo, dotata di un'attrezzatissimo Ospedale, l'Oasi LIPU dove sovrana regna la Salamandra dagli Occhiali caratterizzata proprio da una vistosa macchia a forma di V sulla testa e da cui prende il nome. L'anfibio, in realtà, pare appartenesse ad una specie prevalentemente tirrenica e, perciò, la sua presenza in questa zona ha destato un interesse particolare che ha fatto di Casacalenda l'oasi di protezione dell'animale.
Riserva Mab
Si definisce MaB (Man and Biosphere) quella rete di riserve particolarmente significative voluta dall'UNESCO, a tutela di quei luoghi di grande interesse umano ed ambientale, centri di studio dei rapporti che intercorrono tra l'uomo e la natura. In tutto il mondo esistono solo 329 di cui 5 in Italia, tra queste una è in Molise.
La Riserva MaB di Collemeluccio e Montedimezzo, è ubicata nell'Alto Molise, in provincia di Isernia, e pur facendo parte della stessa riserva dal 1975 costituiscono, tuttavia, due nuclei distinti e separati non solo per la distanza che le divide, che è di circa venti km, quanto piuttosto per la vegetazione arborea che risulta assai diversa.
Collemeluccio è caratterizzato da aghifoglie resinose quale l' abete bianco, relitto della vegetazione appenninica giunto a noi superando l'era delle glaciazioni, Montedimezzo, invece, presenta piante latifoglie come il cerro ed il faggio.Entrambe, inoltre, sono state individuate dalla Regione come ZpS, cioè zone di protezione speciale in particolare per la presenza ornitologica di grande rilievo naturalistico.
Da citare anche la R.N.O. (Riserva Naturale Orientata) di Pesche, le F.D.R (Foresta Demaniale Regionale) di Bosco Pennataro, Bosco di Monte Capraro, Bosco di Monte Caruso e Monte Gallo ed il Parco Archeologico Naturalistico di Monte Vairano, attrezzato con strutture ricettive (camping e ristorante), culturali e didattiche (scavi archeologici, sala conferenze), espositive (museo archeologico e naturalistico) e sportive.
Riserva Mab e Orsetto della riserva.
Tratturi
Sin dai tempi antichi i pastori praticavano la transumanza, cioè lo spostamento bistagionale delle greggi lungo le verdi vie della lana chiamate Tratturi, essi, infatti, con i primi freddi di settembre, dalle montagne calavano giù a valle mentre a primavera ripetevano il percorso inverso, risalendo verso i monti (monticazione).
Le origini della transumanza sono molto antiche, risalenti al IV secolo a.C., quando i Sanniti edificarono un centro commerciale all'incrocio tra due piste armentizie, proprio là dove oggi sorge Altilia.
Ma il termine tratturo compare per la prima volta nel 1480 nelle istanze dei privati al re per l'uso privilegiato del corso pubblico mantenuto dal fisco.
Il Molise, situato tra l'Abruzzo ed il Tavoliere delle Puglie, si trova al centro di una capillare rete di tratturi che, con i tratturelli ed i bracci, formano un percorso di circa 3000 Km. di cui 454 solo nel Molise.
Lungo i tratturi, larghi ognuno 111,60 mt., si trovavano siti di sosta e riposo per i pastori, le greggi e le mandrie che volevano riposare durante gli spostamenti.
I tratturi più importanti sono quelli di Aquila-Foggia, Celano-Foggia, Castel di Sangro-Lucera e Pescasseroli-Candela.
Con decreti ministeriali del 1976 e 1980 i tratturi sono stati sottoposti alla Legge 1939 n.1089 che li considera beni di notevole interesse per l'archeologia, la storia politica, militare economica, sociale e culturale in genere. La stessa legge, poi, ha finanziato un progetto di recupero e conservazione dei tratturi molisani.
Mucche al pascolo lungo il percorso del tratturo.
FONTE: www.ospitamolise.it