Accesso Agriturismo
Agriturismo, Agriturismo Umbria, Agriturismo Toscana Agriturismo Toscana
Sei un Agriturismo?
Entra nel libro degli Agriturismo
Pubblicità Agriturismo  
   



Molise

Percorso Navigazione
Agriturismo Scopri l'ItaliaMoliseItinerari della Regione MoliseItinerari Naturalistici della Regione Molise

Itinerari naturalistici della regione Molise

Itinerario I
Capo d'acqua - Campo dell'arco - Capo d'acqua

Comune di: S. Massimo - S. Gregorio Matese
Lunghezza del percorso: 7 km circa
Tempi di percorrenza: 4 ore

Quota partenza: 1450 m.
Quota arrivo: 1450 m.
Quota massima: 1650 m.

Acqua: Capo d'Acqua

Indice di difficoltà: Itinerario rosso

Partenza: raggiungere Località Capo d'acqua con l'automezzo e parcheggiarlo nei pressi delle sorgenti.

Descrizione
Un itinerario interamente sul versante Sud del Miletto. Superate le prime rampe, percorrendo un sentiero ben evidente, si raggiunge, con un piccolo sforzo, Campo dell'Ortica: un pianoro abbastanza grande e stretto, che si sviluppa in direzione Est-Ovest. Il toponimo non deve ingannare; le ortiche sono abbondanti ma il percorso è agevole su un morbidissimo tappeto erboso.
Sulla destra i piccoli canyon del Miletto e stazzi di pastori con "casella" ancora efficiente. A sinistra i 1706 mt. s.l.m. di Colle del Monaco, un perfetto cono naturale. Superato il successivo valico ci si trova a ridosso della vallata di Campo dell'arco.


Pianura di Campo dell'Arco: la tartaruga "Isabella"

Si attraversa un caratteristico bosco di faggi con ampie radure e ci si porta verso sinistra sulle colline che sovrastano il lago del Matese. Panorami ed immagini stupende; sulla sinistra Colle dell'Esule (o Monte Crocetta) e, in direzione Sud, il lago con tutte le sue pertinenze.
Facendo un giro ad arco, visitando i caratteristici pianori, si ridiscende in direzione dell'arco naturale, ormai ben visibile in fondo alla pianura. A questo punto una piacevolissima sorpresa; una grande roccia a forma di tartaruga: la tartaruga "Isabella".
L'arco è ormai raggiunto; la natura ci dà un esempio straordinario di architettura! Alla base dell'arco l'ingresso evidente di una grotta carsica, non molto profonda e visitabile con un pò di prudenza ed attenzione. La grotta-inghiottitoio costituisce una delle vie dell'acqua che alimenta il lago sottostante.
L'itinerario di ritorno è lo stesso dell'andata con libera scelta di piccole varianti alternative.

Campo dell'Arco: l'arco naturale ai margini della piana

Consigli
Attraversato l'arco, il terreno è piuttosto scosceso e si consiglia una certa prudenza.
Si sconsiglia fortemente di salire sull'arco perché è pericoloso e perché si potrebbe arrecare danno a quest'opera straordinaria realizzata dall'erosione.
La maggior parte dell'itinerario è allo scoperto; un copricapo per proteggersi dal sole potrebbe far comodo. Sul posto non c'è acqua per cui, se si è a corto di bibite, è opportuno tornare a Capo d'acqua per consumare la colazione.
Straordinarie occasioni fotografiche.


Itinerario II
Sella del Perrone - Costa del Carpine - Grotte - Valle Uma - Fonte Francone

Comune di: Campochiaro
Lunghezza del percorso: 8 km circa
Tempi di percorrenza: 4 ore

Quota partenza: 1250 m.
Quota arrivo: 1077 m.
Quota massima: 1400 m.

Acqua: Fonte Francone

Indice di difficoltà: Itinerario rosso

Partenza: farsi accompagnare con un automezzo in località Sella del Perrone.

Descrizione
Un itinerario stupendo che, utilizzando comode stradine, consente di valicare il Matese.
I primi 2 km in leggera salita. Lungo il cammino, sulla destra, si gode la splendida vista di Monte Mutria (1853 m.). Una miriade di fiorellini variopinti (fin dal mese di marzo) ai margini del sentiero. Si possono ammirare esemplari bellissimi di agrifoglio, abbandonando il percorso solo per una cinquantina di metri (sempre sulla destra).
Superato il "passo" a quota 1400 la strada è tutta in leggera discesa ed in falsopiano. Il piccolo stupendo pianoro di piscina "Cul di Bove" con il pozzo e l'abbeveratoio al centro, tutto in pietra.

Monte Mutria (1823 m.)
Un piccolo capolavoro di "arte povera" che testimonia l'importanza del pascolo montano.
Alla fine del pianoro, in direzione Est-Nord-Est, l'ingresso dell'importantissima grotta di "Cul di Bove".
Procedendo nella medesima direzione si incontra prima l'ingresso artificiale (poco visibile sul terreno) e poi l'ingresso principale della straordinaria grotta di "Pozzo della Neve".
La sensazione che si prova dinanzi all'ingresso è piuttosto forte.
Si consiglia una certa prudenza. Si procede per la stradina che si trova a Sud dell'ingresso e dopo qualche centinaio di metri si incontra un bivio. Si consiglia il sentiero a sinistra, più comodo e più in ombra. In questa zona si possono ammirare diversi esemplari di Ginepro Matesino. Si giunge quindi nella bellissima Valle Uma, anch'essa dotata di piscina-abbeveratoio. Si possono osservare sul posto tracce di mura megalitiche di epoca sannitica. Si procede poi in direzione Ovest, attraversando l'intera valle e percorrendo un comodo e panoramicissimo sentiero, e si giunge a Fonte Francone, una sorgente perenne di acqua freschissima.

Ilex opaca
Consigli
Si consiglia di proseguire ancora per qualche centinaio di metri e di sistemarsi in prossimità della "casetta"; per consumare la colazione. Il panorama che si gode è straordinariamente bello. Sia Valle Uma che la "Casetta" di Fonte Francone sono ottimi punti per lanciarsi con il parapendio o deltaplano. Nei giorni festivi è facile trovare degli sportivi che provano l'ebrezza del volo.
Si potrebbe procedere a piedi per raggiungere l'abitato di Campochiaro, ma si consiglia di concordare con gli accompagnatori della mattina un appuntamento per il rientro nel medesimo sito di Fonte Francone, perché la strada in discesa è troppo ripida e "stronca" le gambe mentre, invece, è agevolmente percorribile in macchina.


Itinerario III
Serra - Valle S. Giovanni - Pozzilli - S. Egidio

Comune di: Bojano - S. Polo Matese
Lunghezza del percorso: 7 km circa
Tempi di percorrenza: 3 ore

Quota partenza: 1050 m.
Quota arrivo: 1075 m.
Quota massima: 1250 m.

Acqua: S. Egidio

Indice di difficoltà: Itinerario rosso

Partenza: raggiungere in macchina la località Serra, nei pressi dei Pozzilli.

Descrizione
Si attraversano numerose pianurette circondate da boschi di faggio. Nella prima pianura sulla Serra si incontra una casetta diroccata costruita negli anni "Trenta" (la buona volontà ed un po' di collaborazione costruttiva potrebbero ridare agli appassionati di montagna un comodo e suggestivo rifugio. Procedendo in direzione Est si attraversano altri pianori fino a raggiungere il Lacone.

Pianoro del Lacone
Percorrendo le creste delle colline circostanti si possono ammirare panorami stupendi: veduta dall'alto di S. Polo Matese, del Fosso della Foce e della Fonte Malmerunte.
Risalendo la collina in direzione Sud e percorrendo un leggero arco in direzione Ovest, si raggiungono le Valli San Giovanni: un susseguirsi di piccoli, rotondeggianti pianori erbosi circondati da faggi. In un passato non molto remoto venivano coltivati per la produzione di patate, in prossimità dei recinti per le greggi. Si esce allo scoperto presso la fonte dei Pozzilli, con i suoi caratteristici abbeveratoi in pietra (Lontri). Il panorama sulla vallata è del tutto scoperto ed è particolarmente suggestivo.
Si risale successivamente a Colle Falcone, percorrendo la strada tracciata, per poi ridiscendere comodamente a S. Egidio su un sentiero curato da un gruppo di encomiabili volontari Bojanesi. A S. Egidio una meravigliosa sorgente di acqua fresca; la chiesetta; il rifugio; il porticato; veduta straordinaria sulla piana e del monte Crocella (1040 mt.).

Eremo di S. Egidio

Consigli
La struttura del rifugio di S. Egidio consente anche di cucinare sul posto ma, trattandosi di una escursione "itinerante", conviene consumare la solita colazione al sacco, questa volta però, preparata con più gusto e generosità.
Si richiama l'attenzione sul rispetto della "cosa comune" e sulla solidarietà che occorre dimostrare da parte di tutti, nel tutelare valori ambientali affidati unicamente alla sensibilità, all'apporto, ed alla collaborazione, nonché alla buona educazione dei visitatori. A titolo di curiosità si ricorda che la località di S. Egidio è molto cara ai Bojanesi e che il primo di settembre vi si svolge una festa tradizionale e popolare di remotissima istituzione che vede la partecipazione di migliaia di persone.


Itinerario IV
Civita - Valle Gaia - Colline verdi - Crocella

Comune di: Bojano
Lunghezza del percorso: 7 km circa
Tempi di percorrenza: 3 ore

Quota partenza: 740 m.
Quota arrivo: 1040 m.
Quota massima: 1040 m.

Acqua: no

Indice di difficoltà: Itinerario rosso

Partenza: raggiungere in macchina, sulla strada per S. Egidio, località Valle Gaia.

Descrizione
Attraverso Valle Gaia si raggiunge una bellissima zona pianeggiante che è un meraviglioso parco naturale. Numerose vallette e piccoli pianori, un sottobosco straordinario percorribile in tutte le direzioni e zone scoperte che evidenziano una notevolissima frequentazione del sito in tempi passati.
Notevole anche la presenza di rosa canina e di alberi da frutta ormai inselvatichiti. Ci si inerpica a vista in direzione della Crocella, procedendo un pò a "zig-zag" per rendere meno impegnativa la salita.

Castello Medioevale di Civita di Bojano
A mezza costa, usando come riferimento un melo selvatico e delle rocce caratteristiche, si incontra una piccola spianata dalla quale si gode uno straordinario panorama. Da questo punto si procede, con il balzo finale, alla conquista della vetta.
Interessanti i roccioni sporgenti nei quali è possibile identificare profili di persone o somiglianze con animali. La cima del monte è costituita da enormi massi, sulla cui sommintà svetta una croce di ferro. Il panorama sulla vallata è stupendo, particolarmente suggestivo quello di Bojano, di Civita e del castello medioevale.
Quasi sulla cima del monte, a pochi metri di distanza dalle rocce, in direzione Est, è presente una piccola cisterna utilizzata in tempi remotissimi per raccogliere e conservare acqua piovana. A venti metri dalla croce, in direzione Nord-Nord-Ovest i resti evidenti di mura poligonali di epoca sannitica. Seguendone la direzione ad angolo giro ci si rende conto che la Crocella, in tempi remoti, era una piccola rocca. Probabilmente la Terza Rocca della Bojano Sannitica secondo la descrizione di storici latini.

Le rocce della Crocella (1040 mt.)

Consigli
Per la colazione di rito si consiglia di ridiscendere lungo il costone in direzione Est.
Panorami sempre stupendi e possibilità di raggiungere rapidamente il parcheggio delle macchine per poi spostarsi a Civita ed usufruire anche dell'acqua o delle attività di ristorazione presenti sul posto.


Itinerario V
Piana Vallatari - Piana Marianella - Tre Sogliette - Sogliette degli abeti

Comune di: Campochiaro
Lunghezza del percorso: 9 km circa
Tempi di percorrenza: 4 ore

Quota partenza: 1350 m.
Quota arrivo: 1250 m.
Quota massima: 1400m.

Acqua: no

Indice di difficoltà: Itinerario azzurro

Partenza: raggiungere in macchina località "Piana Vallatari", nel tratto Sella del Perrone - Campitello Matese

Descrizione
Sicuramente tra gli itinerari più belli del Matese. Per chi sa apprezzare la bellezza della montagna e le piccole, meravigliose cose della natura è questo il caso in cui l'osservazione e la contemplazione possono diventare "estasi".
Maggio e giugno i mesi dell'anno più adatti. Mantenendosi sulla sinistra di Piana Vallatari, si percorre un breve sentiero "canalizzato" che immette nella straordinaria Piana Marianella. Nel periodo 15 maggio - 20 giugno si presenta come un vero e proprio "mare giallo".

Controluce ai margini di Piana Marianella
Una distesa omogenea e compatta di fiori gialli in una conca pianeggiante, circondata da faggi.
Si punta in direzione Est e, superando la piana, si percorre un comodo sentiero in leggera salita. Si procede poi in leggera discesa e si possono osservare esemplari di faggio straordinari per dimensioni e forma.
Si giunge alla Pianura a "lambda", un altro meraviglioso mare giallo con un isolotto verde al centro (una collinetta con faggi) che può essere, al ritorno, il luogo dove consumare la colazione.
Attraversando l'intera pianura sempre in direzione Est, si possono osservare delle piccole depressioni e fenditure nel terreno che costituiscono alcune delle vie dell'acqua ai serbatoi naturali del Matese.
Alla fine della piana si converge a sinistra, in direzione Nord, su un sentiero in leggera salita. Superata la collinetta il sentiero diventa un viale alberato e comodissimo che conduce alle altre meravigliose pianurette più a valle e, finalmente, alle sogliette degli abeti.
Caratteristica la forma "a ballerina" di alcuni cespugli modellati dal vento.

Piana Tre Sogliette

Consigli
Ci si può avvalere del supporto di un fuoristrada per il trasporto di cose. Il fuoristrada, se utilizzato, deve comunque salire da Campochiaro, precisamente da Fonte Francone.
E' indispensabile la macchina fotografica!

fonte: www.montidelmatese.it

Migliori agriturismi - Vai alla top del libro degli agriturismi

   
Area Riservata del tuo agriturismo