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Piemonte

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Itinerari naturalistici della regione Piemonte

Il Tortonese: Valli Curone, Grue, Ossona

Scenari unici e incontaminati

VALLI CURONE, GRUE, OSSONA
Un territorio ideale per il totale contatto con la natura, con scenari unici e incontaminati. Queste vallate offrono possibilità escursionistiche di notevole interesse e sono altresì conosciute per le tradizioni gastronomiche che si riscontrano in veri luoghi di culto quali sono le osterie, trattorie e ristoranti specializzati in piatti tipici. Tartufi, funghi porcini, formaggi unici come il Montebore, salumi appetitosi come il salame crudo e i cacciatorini, gli impedibili agnolotti e i raffinati vini come il Timorasso e il Barbera, le castagne, la frutta, il miele. A tale proposito l’agenda delle manifestazioni dedicate all’enogastronomia della zona è ricchissima in tutte le stagioni; consolidata la manifestazione de "Le Stagioni Gastronomiche nelle Valli Curone, Grue, Ossona", come pure la Mostra Mercato del Tartufo che si svolge a San Sebastiano Curone, in novembre.



Alta Val di Lemme Alto Ovadese

itinerari lungo l’Alta Val di Lemme Alto Ovadese

Seppur poco note al grande pubblico dei turisti, queste due valli presentano caratteristiche ambientali e culturali in grado di suscitare interesse agli amanti del contatto con la natura. La Comunità Montana Alta Val di Lemme e Alto Ovadese, ha intrapreso importanti iniziative per offrire al visitatore occasioni di svago e per migliorare le strutture del proprio territorio e comprende i comuni di Fraconalto, Tagliolo Monferrato, Mornese, Bosio, Lerma, Casaleggio Boiro, Voltaggio, Belforte, Montaldeo e Parodi. Di rilievo i castelli, spesso ristrutturati, che testimoniano la funzione di presidio a vie di comunicazione o a difesa del territorio, come quelli di Tagliolo Monferrato, Lerma, Casaleggio Boiro e Mornese. Tra le aree più interessanti dal punto di vista della flora e della fauna è il Monte Tobbio, una delle montagne più alte più alte della Comunità Montana, individuabile dalla pianura alessandrina per la sua forma conica e la cappelletta sulla cima, N.S. di Caravaggio, 1897, da cui si gode un bellissimo panorama. La montagna è mèta di numerosi escursionisti che possono usufruire di suggestivi sentieri. A caratterizzare il paesaggio anche la presenza di laghi e corsi d’acqua, come i laghi della Lavagnina o i fiumi Piota, Lemme e Gorzente. Questi ultimi sono stati oggetto in passato anche di uno sfruttamento minerario iniziato già nel Medioevo. Nel cuore dell’Oltregiogo, fra Piemonte e Liguria, si trova l’altopiano di Marcarolo, oggetto nella storia di interessi logistici e per lo sfruttamento del legname. Tra i prodotti tipici della zona, l’uva e gli ottimi vini da tavola bianchi (Gavi, Cortese dell’Alto Monferrato) e i rossi (Dolcetto d’Ovada e Barbera del Monferrato). Altri prodotti rilevanti, il miele, i funghi porcini e le castagne.
Il nostro itinerario da Ovada, seguendo la SP 170 toccherà le località di Tagliolo Monferrato, Lerma e Mornese; da qui con una deviazione, sulla SP 175 e poi 168 in direzione di Gavi, si arriva a Parodi Ligure. Da Parodi si ridiscende, tramite la SP 168 e poi 169, per arrivare a Bosio. Per giungere a Voltaggio è consigliabile dirigersi verso Gavi e da qui imboccare la SP 160 percorrendola per circa 15 km. (dir. Genova).



Biella: parco degli "Arbo"

Il parco dei castagni e' stato realizzato, in collaborazione con la locale Pro Loco, a Riabella, frazione di San Paolo Cervo nella Comunita' Montana "La Bursch", terra da sempre nota per l'estensione e la qualita' dei suoi castagneti.
In localita' "Sa' di Vegge", a poche centinaia di metri dal paese, ad una altitudine di circa 850 metri, si sono conservati alcuni castagni plurisecolari, raggruppati in un'area di circa un ettaro, attraversata dalla mulattiera che conduce alle cave di sienite e poi a San Paolo Cervo.
Le dimensioni dei castagni sono notevoli: il piu' grande misura nel tronco oltre sette metri di circonferenza; un altro supera, alla base, gli undici metri. Anche gli altri "arbo" sono imponenti, tanto che l'insieme costituisce un esempio, ormai raro, del tipico ambiente biellese nell'epoca in cui la "civilta' del castagno", che si sta oggi riscoprendo, era vissuta quotidianamente.
Il parco degli "Arbo" e' collegato con il centro abitato da un itinerario lungo il quale sono evidenziati vari aspetti etnografici e ambientali quali i "casit", il maceratoio per la canapa, ecc.



Torino: Parco del Valentino

itinerari

Sulla riva sinistra del Po si estende il parco pubblico del Valentino, sistemato nel 1830 su un’area di circa 55 ettari. Al suo interno si possono visitare l’orto botanico, il palazzo Torino - Esposizioni, sede di importanti manifestazioni come il "Salone dell’Automobile", il castello del Valentino, costruito tra il 1630 e il 1660 da Carlo di Castellamonte, il borgo e il castello Medievale, complesso costituito da riproduzioni di edifici piemontesi di epoca medievale e castelli della Valle d’Aosta.



Itinerari ed escursioni in Valchiusella

La vallata presenta un paesaggio tipicamente montano, caratterizzato dalla presenza delle Alpi Graie. Lunga circa 25 km. la vallata presenta un andamento lineare, intagliato a "V" in direzione nord-ovest-sud per il tratto che dalla testata arriva a Traversella. Da qui, la valle si allarga all’altezza del territorio di Inverso in direzione Trausella e dell’omonimo Bric. A Vico termina la parte centrale della valle e inizia quella bassa, che a sua volta termina poco sotto Vidracco. Qui sono collocate le due valli antiche: quelle di Brosso, che procede verso la testata, e quella di Chy, più collinare. Sulla sinistra orografica del Chiusella, si possono identificare gli aspetti del paesaggio più rilevanti. Vidracco, sorge ai piedi del Truc del Tossico; da Vistrorio salendo verso Lugnacco e Pecco. si percorre il lato interno della morena destra che chiude la Valle. Proseguendo per Issiglio si vede il vallone del torrente Sovenca, il maggior affluente del Chiusella. Da Pecco la vista spazia sulla Cima Bossola e sull’altopiano di Rueglio; superata Àlice con il suo lago, si raggiunge il Lago Meugliano. Verso ovest appare la "Bella dormiente", profilo di donna distesa formato dalla cresta spartiacque che corre tra la Quinseina e la Cima Pal. A Brosso, il panorama si apre sulla piana e l’occhio spazia dall’imbocco della Valle d’Aosta fin oltre la collina torinese. Dalla testata della val Chiusella domina la punta del Monte Marzo, dal quale ha origine il Chiusella. Sopra Brosso: il Monte Gregorio e il Monte Cavallaria. Da segnalare ancora il Monfandì, la massima quota della Valle, sopra la borgata di Tallorno, e la Punta Dondogna sul versante opposto.

Escursioni
1) n° 7 Sentiero del Chiaromonte:Traversella-Pian Camp-Piana Crosa- rifugio di Chiaromonte. Ore: 3
2) n° 9 Sentiero delle Anime: Traversella-Piani di Cappia. L’attrattiva principale del sentiero è rappresentata dalle incisioni rupestri.
Discesa: Borgata Cappia-Località di Carbonella e Trauni-rientro rifugio Piazza. Possibilità di compiere un anello passando da Cappia.
3) n° 10 Sentiero di Valbornosa: Fondo-Tallora. Attraversamento delle borgate di Gaido e Perotto. Tempo di percorrenza 50 minuti.
4) n° 11 Sentiero del Vailet: borgata di Succinto-alpeggio Vaccares-alpeggio Pianezza-alpeggio Truch-alpeggio Vailet-cima Vailet. Ore 4,30.
5) n° 13 Sentiero dei Mufloni: Tallorno-alpe Rejaciossa-borgata Tissone-Fondo. Ore 5.
6) n° 14 Sentiero Vuargnei: Vaudanza-Gaido-Tallorno-Perotto-Fondo
7) Percorso G.t.a.: il percorso attraversa la testata nord della Valchiusella con provenienza da est da Quincinetto. Sotto il crinale spartiacque con il vallone di Scalaro si giunge al posto tappa del rifugio Chiaromonte; dopo aver toccato in quota gli alpeggi Binelli e Ranciuler, il sentiero scende ai piani di Cappia e raggiunge le borgate Succinto e Fondo. Da qui si sale attraversando la borgata Tallorno, gli alpeggi Pasquere, Gheia, Oche di sotto e sopra sino al colle delle Oche di collegamento con Pianprato in Valle Soana. Interessante la variante che raccorda il rifugio Chiaromonte ai Piani di Cappia lungo il sentiero n° 7 e prosieguo per il sentiero n° 9 delle anime.

Rifugi
1) Rifugio Piazza (mt. 1052): a mezz’ora di cammino da Traversella. Apertura marzo/dicembre e tutto l’anno nei fine settimana. Tel. 0125/749233-538356.
2) Rifugio Chiaromonte (mt. 2014): a 3 ore di cammino da Traversella. Apertura luglio/agosto. Tel. 0125/74824
3) Rifugio Succinto (mt. 1164): a 30 minuti dalla strada carrozzabile. Aperto giugno/settembre chiavi in loco. Tel. 0125/749080.

fonte:
Valle d'Aosta e Canavese - 1999


Canavese: Itinerari, escursioni e passeggiate lungo la Valle della Dora Baltea

Storicamente definita la "Porta Baltea" verso l’Europa nordoccidentale, al confine naturale tra la civiltà italica e quelle francogermaniche. la valle della Dora Baltea Canavesana ha un orientamento quasi perpendicolare alla catena alpina ed è aperta sia sulla Valle d’Aosta che sul Canavese. Caratterizzato da depositi alluvionali formati dalla Dora Baltea e da lievi dossi lasciati dai vari torrenti, il territorio comprende i comuni di Quincinetto, Tavagnasco e Quassolo, sul versante destro orografico, e i comuni di Carema, Settimo Vittone, Nomaglio e Andrate su versante sinistro. Il versante sinistro, meno ripido e con una altitudine più elevata, culmina nella Colma di Mombarone, un privilegiato punto di osservazione sulla pianura piemontese e sull’arco alpino occidentale. A rendere caratteristica questa valle è soprattutto la sua gente che ha saputo esprimere la loro creatività sul territorio che abitano, per esempio creando un imponente struttura di terrazzamento dei vigneti a pergola o le varie decina di chilometri di mulattiere e di strade selciate ricavate con grande perizia sui fianchi delle montagne. Ogni manufatto e intervento sul territorio da parte dell’uomo ha qui tenuto conto di un profondo rispetto per il patrimonio primitivo naturale. Ed è proprio in relazione a questo aspetto, che per il turista risulta interessante intraprendere una delle tante escursioni che offre la valle.

Escursioni e passeggiate:
Colma di Mombarone
1) San Giacomo-lago Pasci-Colle della Bocchetta-Rifugio Mombarone.
Possibili varianti sulle vette circostanti come al Bric Paglie o al Monte La Torretta.
2) Trovinasse-lago Mombarone
3) Maletto-vallone del Chiussuma-Colma in cresta passando da Punta Tre Vescovi o attraversando il Colle della Lace
Vallone di Scalaro
1) Scalaro-Valchiusella (Rifugio Chiaromonte)
2) Scalaro-Bec Renon



Itinerari nelle Valli Orco e Soana

nel Canavese il versante meridionale del Massiccio del Gran Paradiso

Con un’ampia varietà di paesaggi, il territorio delle Valli Orco e Soana si estende nella parte orientale delle Alpi Graie, al confine con la Valle d’Aosta e lungo il versante meridionale del Massiccio del Gran Paradiso. Di origine glaciale, come testimoniano la presenza di alcuni ghiacciai spettacolari come quelli sul versante nord delle Levanne in Valle dell’Orco, le valli Orco e Soana hanno la loro porta di ingresso nel borgo di Pont Canavese, situato allo sbocco degli omonimi torrenti. Come incastonati in questo splendido paesaggio naturale, undici località: Alpette, Ceresole Reale, Frassinetto, Ingria, Locana, Noasca, Pont Canavese, Ribordone, Ronco Canavese, Sparone e Valprato Soana. Con gran parte del territorio compreso nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, le valli Orco e Soana rientrano nell’area linguistica francoprovenzale, in particolare in valle Soana il francoprovenzale è parlato da quasi tutta la popolazione, mentre nella valle Orco è principalmente diffuso nella parte alta. Al fine di conservare il francoprovenzale e diffonderne la cultura, nel 1981 è nata l’associazione di studi e ricerche Effepi, con sede a Ronco. Un ipotetico itinerario alla scoperta di queste valli e delle loro antiche tradizioni potrebbe partire dal cuore della valle di Ribordone, ove nelle immediate vicinanze sorge il monumento in ferro dedicato al Montanaro; imboccando la Val Soana e facendo tappa a Ronco si ammira il monumento ai Vetrai, ove su una superficie di cristallo spicca la figura di un artigiano, in cammino con i suoi attrezzi sulle spalle. Importante aspetto che caratterizza la Val Soana, l’attività dei vetrai nacque nella seconda metà dell’Ottocento e gli abili posatori usavano spostarsi a piedi per le vie delle città, spesso conquistando una clientela fissa e quindi stabilendosi in una bottega. Continuando la passeggiata e risalendo la valle sino a Piamprato, frazione di Valprato Soana, si può ammirare il monumento ai Rüga, cioè agli stagnini, gli artigiani del rame, comunemente chiamati in piemontese "magnin". Nel comune di Alpette per preservare la tradizione di questa lavorazione artigianale ha istituito una scuola, una mostra degli oggetti realizzati dagli allievi nonchè una apposita festa. A Pont, nel mese di maggio si svolge la Mostra dell’Artigianato, in occasione della quale si ha l’opportunità di assistere alla lavorazione del metallo. Proseguendo lungo la strada che risale la Valle dell’Orco, nei pressi di Locana, accanto alla borgata Giroldi, si trova il monumento al "Gògn", termine dialettale che identifica lo spazzacamino. Questa attività prese avvio agli inizi dell’Ottocento, interessando soprattutto Noasca e Locana. A fine ottobre molti uomini, "borna", partivano portando con sè un aiutante, il "gògn", e non facevano ritorno fino alla fine di aprile. Durante questi mesi avrebbero pulito i camini di tante abitazioni per evitare che la fuliggine cadesse in tegami e paioli. La parte più difficile del lavoro veniva svolta dal bambino che doveva arrampicarsi all’interno del camino raschiando le pareti e una volta giunto in cima mettendo fuori la testa gridava tre volte "Spaciafurnel". Nei primi tempi gli spazzacamini si spostavano a piedi, in seguito utilizzarono la bicicletta. A Ceresole Reale si trova un poetico monumento dedicato alla Donna Rurale, figura di rilievo nella vita e nell’economia familiare di queste valli.


Locana

Capitale della valle dell’Orco

Al centro di una bella conca verdeggiante è da sempre la capitale della valle dell’Orco, sia per la sua posizione e sia per la sua importanza commerciale riconosciuta sino dalla metà del secolo scorso quando era per popolazione, quarto comune canavesano. Tra i comuni più vasti d’Italia, suddiviso in quartieri chiamati con l’espressione medievale di "ducati", Locana annovera origini lontanissime risalenti all’epoca preromana. il suo toponimo deriverebbe dal composto "Leuc-anna", il cui termine Leuc si riferirebbe al colore chiaro dello sperone roccioso che sorge a ridosso del centro abitato. Il centro è caratterizzato da case antiche con balconi in ferro battuto e comignoli tortili che sono stati presi ad esempio per realizzare il Monumento allo Spazzacamino, nella frazione Giroldi. La Chiesa di San Pietro in Vincoli, risale al XVII secolo ed è affiancata da un campanile in stile romanico; l’interno è a tre navate ed unisce elementi di romanico con altri di stile barocco. Locana è anche ideale punto di partenza per interessanti passeggiate nelle vicine frazioni di Montepiano, in posizione particolarmente soleggiata, e Foere, ove si erge un altare sacrificale risalente con tutta probabilità all’epoca celtica. Altri itinerari conducono al Lago di Buaret e alla Conca di Prato Fiorito. Tra i principali itinerari naturalistici che offre il territorio di Locana è senza dubbio quello verso il Vallone di Piantonetto, appartenente al Parco Nazionale del Gran Paradiso e raggiungibile in auto dalla frazione Rosone. Oltre i 1.800 mt. di altitudine si incontra il lago artificiale di Teleccio e salendo ancora si giunge al Rifugio Pontese a 2.200 mt.



Meugliano

Con il suo lago posto a 750 mt. di altitudine

Lungo la provinciale che risale la valle, fino a confondersi con le prime case di Vico Canavese, Meugliano presenta alcuni esempi di costruzioni settecentesche su due o tre piani, con bei loggiati affacciati ai cortiletti e scale d’ingresso. Il centro è caratterizzato dalla presenza della parrocchiale di San Bartolomeo, datata 1818, dalla fontana in pietra posta sulla piazza e poco più a valle da un lavatoio ancora in uso. Si segnala anche Palazzo Ricardi, un edificio nobiliare dell’Ottocento. Nelle vicinanze del paese è visibile il complesso dell’ex fucina, reperto di archeologia industriale legato all’attività estrattiva. Il Lago di Meugliano risale ha origini glaciali e occupa una conca del Monte Pianure a 750 mt. di quota. Lungo circa 690 mt. ha rive piuttosto ripide attorno alle quali corre un sentiero che permette di apprezzarne gli scorci paesaggistici. Il lago è riserva di pesca ed è servito da uno chalet ristorante con camere.


Itinerari a Sparone

Escursione alla Punta d’Arbella, paesaggi verso Vasario ed altri


Percorrendo la strada verso Ribordone si incontra il bivio per Frachiamo. Nel tragitto si incontra la valle del Rio Pissa dove si può ammirare la cascata che si immette nel fiume Orco. Giunti a 980 metri d’altitudine si raggiunge Frachiamo che ospita manciate di rustici casolari con le pareti di pietra, i tetti di "lose" ed i ballatoi in legno. Da qui è possibile intraprendere un’importante escursione alla Punta d’Arbella.

Percorrendo la strada che porta a Vasario è possibile ammirare la maestosa montagna, godendo oltre che un piacevole clima anche di un meraviglioso paesaggio.



Tavagnasco

Inserito in un paesaggio ricco di flora e fauna alpina

Tranquillo centro rurale posto sul fondovalle, offre al visitatore la vista di vigneti terrazzati, boschi e pascoli d’alta quota, immersi in un paesaggio di flora e fauna alpina. La visita al centro interessa l’elegante chiesa dell’Annunziata, di origine settecentesca, con a fianco il campanile, la cappella di San Bernardo del 1710, posta sopra l’abitato, e la cappella di S. Germano, circondata da vigneti. La Parrocchiale di S. Margherita, affiancata da un quattrocentesco campanile, si affaccia sulla piazzetta di fronte al Municipio; ultimata nel 1770, presenta decorazioni interne di grande pregio e affreschi. Tra le escursioni principali che si possono effettuare in territorio di Tavagnasco quella per Li Piani e da qui per alpeggi circostanti quali Gian Piovano; inoltre dal Col di Naverano, salendo al Monte Gregorio ed al Cavallaria ci si può collegare con la vicina conca di Scalaro. I più esperti potranno intraprendere la discesa semialpinistica del rio Piovano. Tra le manifestazioni ricorrenti da non perdere la rassegna di Tavagnasco Rock.


Verbania: da vedere


Zona interessante dal punto di vista naturalistico, comprende parte del lago da cui prende il nome: il Lago Verbano con le famose Isole Borromee ed anche i piú piccoli lago di Mergozzo e lago d'Orta.

Parte del territorio è però montagnosa ed oltre a comprendere il Parco Nazionale della Val Grande ed il Parco dell'Alpe Veglia e dell'Alpe Devero offre altre valli affascinanti, tra le quali la Val Formazza. Notevole anche il Monte Rosa che affaccia su Macugnaga il suo versante piú spettacolare ed impegnativo.


Da Wikipedia. org


Vercelli: la Valsesia

È la Valsesia la zona della provincia di Vercelli maggiormente interessata dalle attività turistiche, grazie alla presenza del Sacro Monte di Varallo, al fiume Sesia, uno dei più importanti corsi d'acqua in Italia per gli sport fluviali, e ad alcune località sciistiche, in particolare Mera e Alagna Valsesia

La Valsesia è una valle alpina della provincia di Vercelli, di cui occupa la parte settentrionale, le cui acque confluiscono nel fiume Sesia, da cui la valle prende il nome. La Valsesia si estende dal Monte Rosa fino alle pianure vercellesi e comprende diverse valli laterali, le acque dei cui torrenti confluiscono nel fiume Sesia.

La valle principale, chiamata Val Grande, ha forma di S sdraiata e finisce con l'abitato di Alagna Valsesia. Numerose valli laterali si aprono da questa e in particolare la Val Mastallone e la Val Sermenza, che prendono il nome dai rispettivi torrenti.

I comuni principali della valle sono Varallo Sesia, Borgosesia, Gattinara, Scopello, Alagna Valsesia, Quarona, Fobello, Rimella, Rima San Giuseppe, Rimasco Carcoforo, Romagnano Sesia, Vocca, Balmuccia, Scopa, Campertogno, Piode, Cravagliana, Serravalle Sesia.

L'economia della Valsesia poggia in prevalenza su industria, specialmente negli abitati di Varallo, Borgosesia, Quarona, Serravalle, nonché sull'artigianato e sul turismo, diffuso nella parte alta della valle.

Nei comuni della bassa Valsesia, fino a Varallo, sono presenti imprese industriali che operano nel settore tessile, della rubinetteria e della meccanica di precisione, nonché aziende agricole. Famoso è il vino Gattinara che prende il nome dall'omonima città.

Nell'alta Valsesia, il cui confine è posto a Varallo Sesia, le attività industriali lasciano spazio al turismo estivo e invernale.

Accanto al turismo religioso che ha nel Sacro Monte di Varallo, il più antico sacro monte piemontese, con oltre 500 anni di vita, la sua massima espressione, si è sviluppato nei decenni scorsi un turismo legato alla montagna, grazie alle stazioni sciistiche di Scopello - Alpe di Mera e soprattutto di Alagna Valsesia, e, più recentemente, un turismo acquatico: il fiume Sesia è infatti uno dei migliori fiumi in Italia per gli sport canoistici, arrivando ad ospitare nel 2001 i campionati europei di kayak e nel 2002 i campionati mondiali della stessa specialità. Lungo il fiume sono sorte alcune scuole di canoa, che organizzano corsi e discese.


da wikipedia.org


Vercelli: Sacro Monte di Varallo

Il Sacro Monte di Varallo Sesia, in Valsesia, è il più antico e il più interessante dei sacri monti piemontesi.

La sua fondazione risale al 1491 ad opera del frate Bernardino Caimi e si trova a circa 600 metri d'altezza su un monte collocato sopra l'abitato di Varallo Sesia. L'originale intenzione dei costruttori era di ricostruire i luoghi sacri in Terra santa allo scopo di fornire ai fedeli un luogo in cui svolgere un pellegrinaggio virtuale. Dopo un secolo le 50 cappelle ospitarono statue e affreschi che rappresentano la vita di Gesù. Alla realizzazione del santuario ha contribuito l'artista valsesiano Gaudenzio Ferrari.

Oggi il Sacro Monte è luogo di turismo religioso e al contempo è riserva naturale della Regione Piemonte. Il complesso comprende 45 cappelle, una basilica, luoghi destinati a pic nic, alberghi e ristoranti.

È raggiungibile attraverso una strada, una mulattiera e una funivia che in due minuti con il costo di 2 € (andata e ritorno) collega il Sacro Monte con la città superando un dislivello di oltre 100 metri.


da wikipedia.org

FONTE: http://vacanze.itinerarionline.it/vercelli_pr_10.htm

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