Itinerari storici - culturali - artistici della regione Piemonte
Torino: Piazza Castello e San carlo
itinerari
Piazza Castello
Progettata da Ascanio Vitozzi nel 1584 su incarico di Carlo Emanuele, è il cuore della città. Circondata da uniformi palazzi a portici, vi sorge isolato, nel mezzo Palazzo Madama. Di fronte si trova la bella chiesa di San Lorenzo e sul lato est la facciata settecentesca del Teatro Regio, ricostruito in forme moderne.
Piazza San Carlo
E’ la più bella piazza di Torino, unita a Piazza Castello da Via Roma, la strada principale del centro. Il suo aspetto attuale risale al XVII secolo; al centro si erge il monumento a Emanuele Filiberto, opera di Marochetti del 1838; ai lati il magnifico palazzo seicentesco Solaro del Borgo,progettato da Castelamonte, e le chiese barocche di Santa Cristina e San Carlo.
Torino: Palazzi storici
itinerari
Palazzo Madama
Il palazzo, situato al centro di piazza Castello, è interessante per il suo aspetto in parte medievale e in parte barocco. Il grande edificio incorpora infatti i resti di un'antica porta romana trasformata nel Medioevo in Castello, ampliato nel Quattrocento dai Savoia. Nel XVII secolo divenne la residenza di Madama Reale Maria Cristina, vedova di Vittorio Amedeo I. Nel Settecento il palazzo fu ristrutturato da Filippo Iuvarra, a cui si deve la bella facciata barocca. Attualmente ospita il Museo Civico di Arte Antica, che raccoglie oggetti d'arte prevalentemente piemontese dal Medioevo al XIX secolo.
Palazzo Reale
Costruito nel 1660, Palazzo Reale fu la residenza dei Savoia fino al 1865. Le sale interne, riccamente arredate, sono ornate con decorazioni del XVII - XIX secolo e conservano preziosi vasi dell’Estremo Oriente. Di particolare interesse il Gabinetto Cinese,ornato di lacche antiche, e lo Scalone delle Forbici, progettato nel 1720 da Filippo Juvarra.
Palazzo Carignano
Progettato dal Guarini alla fine del Seicento, è un magnifico esempio di edificio barocco, con una notevole facciata balconata a doppio ordine, un maestoso atrio e un bel cortile. Qui vi nacquero Carlo Alberto (1798) e Vittorio Emanuele II (1829). In un padiglione provvisorio, nel cortile, il 14 marzo 1861, fu proclamato il Regno d'Italia, vi si riunirono la prima camera dei deputati (1848-1860) e il primo parlamento italiano (1860-1865). Al primo piano è allestito il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano (Via Accademia delle Scienze 5 Tel. 011 5621147 Fax 011 5624695), la maggiore collezione di documenti, cimeli, bandiere, ritratti e quadri del periodo in cui fu compiuta l'unità d'Italia.
Palazzo dell'Accademia delle Scienze
Il grandioso edificio, progettato nel 1678 dal Guarini, ospita le più importanti raccolte artistiche della città: la Galleria Sabauda e il Museo Egizio.
La Galleria Sabauda (Via Accademia delle Scienze 6 Tel. 011 547440 Fax 011 549547) sistemata al secondo piano, è una preziosa collezione di pittura che vanta notevoli dipinti di scuola fiamminga e olandese, oltre a pitture di artisti locali, toscani e veneti. Tra i maggiori pittori ricordiamo Rembrandt, A. van Dick, Jean van Eyck, Botticelli, Veronese, Daddi, Beato Angelico, Pollaiolo, Bronzino, Mantegna, Tiepolo e Tintoretto.
Il Museo Egizio (Via Accademia delle Scienze 6 Tel. 011 5617776 Fax 011 5623157), uno dei più importanti d'Europa, occupa l'ala destra del pianterreno e il primo piano. Sono raccolti sarcofagi, vasi, armi, papiri, statuette e dipinti che documentano i vari aspetti della civiltà egizia. Tra le opere più importanti la statua di Ramesse II e la tomba dei coniugi Kha e Mirit che risale al 1430 - 1375 a.C..
Agliè
Con il bel Castello e Villa Meleto
Già esistente all’epoca dei romani, con funzione di spartiacque tra la Dora Baltea e l’Orco, l’insediamento pare fosse originariamente ubicato dov’è oggi situata la frazione di Santa Maria delle Grazie. L’attuale paese risale all’epoca medievale, quando gli abitanti si posero sotto la protezione del castello costruito dai conti di San Martino di Rivarolo. Lo stesso nome del paese pare derivi da Alladium o Ala Dei, dalla forma ad ala spiegata verso oriente della pianta del castello. Agliè non prese parte alla guerra antifeudale dei Tuchini che sconvolse il Canavese nel XIV secolo, ma nello stesso periodo subì le lotte tra le fazioni guelfe dei conti di San Martino e quelle ghibelline dei conti di Valperga; Nel 1448 Agliè ricevette i primi statuti comunali. Il patrimonio artistico di Agliè comprende innanzitutto il Castello, antica dimora dei conti di San Martino. Edificato nel XII secolo e trasformato in seguito in elegante residenza, presenta un vastissimo e pittoresco parco attraversato da 7 km. di viali e sentieri e ornato con piante centenarie, fontane e sculture. Gioiello di arte barocca è la Chiesa di Santa Maria, eretta nel 1760 su disegno di Costanzo Michela, progettatore anche del Santuario di Santa Maria delle Grazie, originario del XVIII secolo e meglio conosciuto come "Tre ciochè" perchè adornato da due campanili e una cuspide. Successivamente interamente ricostruito, il santuario custodisce un antico affresco che ornava il pilone al tempo sul sito dell’attuale chiesa. A un paio di km. dal paese vi è Villa Meleto, la casa museo del poeta crepuscolare Guido Gozzano. Tra le altre interessanti visite sono quelle alla Chiesa parrocchiale di Santa Madonna della Neve e San Massimo, alla Chiesa di San Gaudenzio (XVIII sec.), al Santuario di Santa Maria della Rotonda, di pianta circolare probabilmente costruita su un tempio romano dedicato a Diana, alla Chiesa di Sant’Anna, risalente al 1650. Tra le manifestazioni: la Sagra del dolce tipico piemontese e del torcetto di Agliè in aprile; Giugno Musicale presso la Chiesa di Santa Maria; Settembre in coro, rassegna musicale corale con la partecipazione di cori nazionali ed esteri.
Il Canavese
Contesto ambientale, culturale, artistico e storico del bacino canavese
L’area territoriale si individua per l’estensione "Canavese" che segue i toponimi delle località. Il comprensorio include 132 comuni estendendosi dalla pianura di Chivasso, comprendendo le colline d’Erbaluce di Caluso, verso i centri di Rivarolo, Castellamonte e Cuorgnè, per salire ad ovest lungo l’Orco fino al Parco Nazionale del Gran Paradiso; comprende la valle di Soana e quella del Chiusella , mentre a nord, oltre Ivrea e il grande anfiteatro morenico che s’allarga a oriente tra la Serra e Masino, giunge a ricomprendere Nebbiolo e Carema. Fertile e boscosa pianura, in tempi antichi il Canavese accoglieva coloro che scendevano dai valichi alpini o o quelli che si accingevano nell’impresa. Una terra punteggiata da cittadine e paesi ricchi di scorci suggestivi e tradizioni; boschi pianure, colline sono rimasti, ancor’oggi la cornice per una terra prosperosa e piena di attrattive d’interesse culturale, artistico e storico, depositaria di monumenti antichi e moderni. Diversi sono i contesti ambientali del bacino canavese: dalla pianura del Chivasso, passando attraverso la collina morenica della Serra che racchiude i laghi glaciali di Candia ed Ivrea, per risalire la Valchiusella, la Valle Sacra, Orco e Soana fino alle vette del Parco, in un perpetuo intreccio tra storia e natura. Numerose le personalità illustri che ebbero qui i natali come Costantino Nigra, politico e celebre ricercatore di canti popolari, Massimo d’Azeglio, statista e scrittore, Giuseppe Giacosa, studioso di vicende e costumi medievali, Alberto d’Andrade, disegnatore, architetto e pittore di immagini del Canavese. A conservare le vestigia di una lunga vita del Canavese sono i segni dell’arte rupestre, dei resti romani e soprattutto la presenza di numerosi castelli che con le loro caratteristiche architettoniche e le loro ubicazioni raccontano di lotte tra grandi signori, il sogno unificatore di Re Arduino, le ribellioni dei Tuchini e le insurrezioni dell’Ottocento. Al binomio turismo e cultura rientrano anche aspetti quali la gastronomia, la viticoltura e l’artigianato che qui, in terra canavesana, infondono insegnamenti e valori tanto quanto si potrebbe assimilare consultando libri di storia, scritti illustri o scrutando i monumenti.
Itinerario Arduinico, Itinerari Artistici ed altri
Un percorso tra chiese e palazzi delle principali località del Canavese sono un’ulteriore chiave di lettura per conoscere più a fondo questo territorio. Si può partire da Chivasso, con la sua cattedrale dedicata all’Assunta di impianto gotico e con una interessante "Deposizione" di D. Ferrari; proseguire ad Ivrea visitando il Duomo, con i suoi due campanili romanici e la cripta protoromanica, per continuare verso Agliè, con la barocca S. Maria, e a Rivarolo con la chiesa di S. Michele le cui architetture sono state disegnate da Bernardo Vittone. A Montanaro il complesso abbaziale, offre due notevoli esempi di architettura religiosa: la parrocchiale di San Nicolao di Bari, edificata nel 1644 e ampliata nel 1757 e la Chiesa della Confraternita di Santa Maria. A Ozegna, è la Chiesa della Trinità, dell’inizio del ‘600, che riflette caratteri di stile rinascimentale. A Settimo Vittone, la Chiesa e il Battistero di San Lorenzo sono considerati uno dei complessi più interessanti per quanto concerne l’architettura preromanica in Piemonte. A Rocca Canavese, la Chiesa di Santa Croce, risalente al 1250, presenta affreschi e porzioni di questi in stile tardo gotico, Interessante anche il Duomo di Ciriè, riportante una facciata gotica con portale a rilievi in cotto e colonnine verticali e un affresco del ‘400. A Ivrea è interessante una visita alla Chiesa di S. Bernardino con all’interno splendidi affreschi cinquecenteschi dello Spanzotti. Da non tralasciare la vista degli organi che in alcune delle chiese parrocchiali sono veramente di grande pregio. Sempre ad Ivrea si ricorda ancora la Biblioteca Capitolare Diocesana, contenente codici miniati, incunaboli e cinquecentine di alto valore. Opera unica è il Sacramentario del Vescovo Warmondo, della fine del X secolo, che riporta un valore inestimabile. Altre chiese interessanti e caratteristiche sono quelle di montagna, cariche di storia e tradizioni; sopra Campiglia, ad esempio, vi è S. Besso. Tra gli edifici, a Ivrea ricordiamo Palazzo Giusiana, Villa Farina a Rivarolo, Palazzo Palma a Cesnola, La Rotonda Antonelliana a Castellamonte.
Itinerari nel Canavese
LUNGO LA VIA FRANCIGENA
La Via Francigena individua un itinerario che i pellegrini medievali seguivano per giungere a Roma, sede del Papato e dei maggiori santuari della cristianità. Con il termine "Francigena" non si indicava una strada unica, ma un territorio-percorso che frequentavano anche mercanti e soldati. L’attuale itinerario si sviluppa per una trentina di chilometri lungo case campestri, vigne, sentieri e mulattiere. Da Carema si toccano le località di Settimo Vittone, Nomaglio, Andrate, Borgofranco d’Ivrea, Montalto Dora, Chiaverano, Cascinette d’Ivrea, Burolo, Bollengo Palazzo, Piverone.
Au long de la rue Francigena
Cette route fait partie des itinéraires que les pèlerins médievales souivaient pour arriver à Rome, siège du Pape et des plus importantes sanctuaires de la cristianité. L’itinéraire est 30 km de longueur et commence à Carema; il include: Settimo Vittone, Nomaglio, Andrate, Borgofranco d’Ivrea, Montalto Dora, Chiaverano, Cascinette d’Ivrea, Burolo, BollengoPalazzo, Piverone.
Mazzè
Con nucleo antico risalente all’epoca romana
Situato in zona collinare, a 40 km. da Torino, sulla destra orografica della Dora Baltea, il centro di Mazzè ha un nucleo antico risalente all’epoca romana circondato da boschi e vigneti di Erbaluce. Il paesaggio è dominato dal castello, posto su di un poggio con nucleo originario risalente con tutta probabilità al XII secolo. Sempre al centro dei conflitti tra le opposte fazioni dei conti canavesani, fu più volte attaccato, perso e riconquistato. Il feudo passò più volte sotto il dominio dei Savoia, dei marchesi del Monferrato, e dei Valperga che ne conservarono il possesso fino al 1840. Merlato alla ghibellina e munito di torri e torricelle, il complesso è costituito da due castelli: uno più piccolo risalente al XIV secolo, che conserva caratteri tardo-gotici, e uno più grande del secolo successivo. Nel 1850 il castello subì i rimaneggiamenti in stile romanico che ne caratterizzano l’attuale fisionomia; i lavori furono affidati dal conte Edoardo Brunetta D’Usseaux all’architetto Velati Bellini, che trasformò radicalmente gli antichi edifici, ingentilendo l’aspetto di casaforte e rendendo funzionali ed accoglienti gli interni: notevoli sono lo scalone rinascimentale del ‘400, le sale di Enrico IV e Luigi XVI, le salette dei Putti, i Saloni delle Spade e delle Armi e la splendida Sala del trono. Nel castello soggiornarono gli ultimi Savoia e vi passarono un pò tutti i grandi d’Europa. Sempre qui venne trattata la resa dei sessantamila tedeschi e dei fascisti presenti nell’Italia nord occidentale. Oggi ha funzioni di Centro Incontri di elevato livello. Nelle immediate vicinanze del paese si notano la chiesa parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio (secc. XIV-XVI e XIX), le Ville Mons Repos, la Torretta e Maria Luisa. A pochi km. il lago di Candia, uno dei tipici laghi morenici del Canavese.
Itinerari a Pavone Canavese
Paraj Auta, Il Castello e il Ricetto, Le Chiese
Il Monte Appareglio comunemente definito "Paraj Auta" (parete alta) è un’area collinare che si protende da Pavone verso Banchette e Ivrea (Bellavista). Gran parte della zona è sfruttata a bosco ed è ricca di piante secolari, scendendo verso il Paese troviamo invece ancora diversi vigneti. La zona è particolarmente interessante dal punto di vista naturalistico, dalla cima si può ammirare l’arco morenico di Ivrea, percorrendo i sentieri ci si imbatte in piccole paludi, in specie arboree interessanti e si possono osservare le enormi rocce levigate dall’azione dei ghiacciai e la vegetazione che in parte le ricopre. Numerose sono le tracce e le testimonianze di antiche presenze: incisioni rupestri, torri di avvistamento e la chiesa medioevale di S. Grato con annesso Romitorio. Recentemente, al fine di valorizzare tali caratteristiche, è stato allestito, con una adeguata segnaletica un percorso guidato. Quattro bacheche posto nei punti di accesso, riportano la cartina con il percorso e le icone che evidenziano gli aspetti che si possono osservare nel tragitto. Dei paletti direzionali, posti lungo i sentieri, guidano la passeggiata.
Il Castello e il Ricetto
Il castello, situato in posizione dominante sulla cima di un colle, ha origine antiche. Fu acquistato nel 1885 da Alfredo D’Andrade (famoso architetto dell’800) che intraprese una notevole opera di ristrutturazione riportandolo agli antichi splendori. Secondo lo stesso D’Andrade il castello trae origine da una cinta fortificata innalzata nel IX sec., nel periodo delle invasioni degli Ungari e dei Saraceni. All’interno delle mura merlate che lo circondano di particolare bellezza sono il cortile con pozzo, il giardino e la chiesetta romanica di San Pietro. Dopo l’ultimo e recente restauro, oggi il castello è sede di un ristorante, di un albergo e di un centro congressi. Le sale e le camere ripropongono un’atmosfera che animò per secoli questa dimora nobiliare. Addossato alla cinta muraria del castello, protetto da ulteriori fortificazioni e dalla stessa conformazione naturale del terreno, troviamo il Ricetto che, seppur in parte trasformato in epoche successive, conserva ancora l’antico fascino del tessuto medievale. Il termine ricetto deriva dal latino "receptum" ossia rifugio, ricovero, luogo fortificato. Lungo le pendici rocciose le case, in pietra da spacco proveniente dallo stesso colle, si articolano su tre assi viari paralleli. L’accesso al borgo avveniva da una torre-porta, ancora oggi visibile, chiudibile con una antona a saracinesca.
Le Chiese
Come a contrapporsi allo scenografico castello, dal sapore fiabesco, e alla suggestiva atmosfera che si percepisce percorrendo le vie del ricetto, ai piedi del borgo antico, nel centro del paese si erge la maestosa Parrocchiale di Sant’Andrea. Numerosi furono gli artisti e i tecnici che si avvicendarono nell’attuazione di questa opera neoclassica. L’imponente facciata, preceduta da una scalinata, è caratterizzata da quattro alte colonne che reggono un timpano; l’interno a croce greca con cupola centrale è riccamente ornato con decorazioni policrome, stucchi e affreschi. Tra gli edifici religiosi di Pavone, oltre alla chiesetta di San Grato sita sul colle e quella di San Pietro all’interno della mura del Castello, meritano di essere segnalate la Chiesa di San Rocco, caratteristica per la facciata in mattone rosso e la barocca Chiesa della Natività. Inoltre degne di nota sono le numerose cappelle votive, piloni, alcune delle quali recentemente restaurate.
fonte:
Valle d'Aosta e Canavese - 1998
Novi Ligure
è attivo centro turistico, commerciale e industriale
NOVI LIGURE
Antica Curtis Nova, poi Novae, è attivo centro commerciale e industriale. Punto di partenza per una visita è piazza Dellepiane, dove si affacciano Palazzo Negrone Costa, dallo scenografico prospetto affrescato arricchito da due meridiane di epoca napoleonica, Palazzo Durazzo, con il suo giardino ubicato ai piedi del castello, Palazzo Negrotto Cambiaso, seicentesco oggi sede comunale; la struttura dell'edificio documenta due distinte fasi di costruzione: il nucleo piú antico, contraddistinto da chiare influenze genovesi, che confina con via Paolo da Novi e l'ampliamento eseguito intorno alla metá del secolo XVIII che si sviluppa sul fronte piazza. Nel cortile del corpo piú antico del Palazzo si conserva un fondale ad elementi architettonici dipinti ubicato in asse al nel androne di ingresso.. A delimitare il perimetro della piazza è la Collegiata di S. Maria Assunta, del XIII sec., totalmante trasformata nei secoli XVII e XVIII. Nell'interno, a tre navate, sono conservate importanti opere pittoriche tra le quali si distinguono "L'Annunciazione" di D. Fiasella e una pala di A.Pozzo, mentre in sacrestia si possono ammirare alcuni sovraporta di A. e G. Muratori eseguiti nella seconda metá del secolo XVIII. Di notevole interesse anche il gruppo ligneo costituito da sei statue riproducenti la scena del Calvario: Nicodemo, Maria di Cleofa, la Crocefissione, San Giovanni, Maria Maddalena, La Madonna. Di altrettanto interesse é l'organo Serassi. Il percorso continua per via Girardengo, cuore dello shopping e del passeggio cittadino, lungo la quale si distinguono importanti edifici storici quali Palazzo Adorno, il Teatro Romualdo Marenco e la chiesa di S. Nicolò; la via termina con i Portici Vecchi. L’oratorio di S. Maria Maddalena ospita un gruppo di statue in terracotta policroma del primo Cinquecento e un plastico in legno della città datato 1750. Lungo il tratto superstite delle mura (XV sec.) sono visibili due delle venti torri originarie; la rocca (X sec.) conserva l’alta torre quadrata e una torretta di guardia. I resti del castello sono inglobati in un grande parco che costituisce il polmone verde del centro storico. Si hanno notizie dell'esistenza del Castello giá nel 1135 e probabilmente la Torre risale al secolo XIII, ma fu piú volte ristrutturata. Nel secolo XVIII gli edifici del Castello vengono quasi completamente smantellati ed oggi, nei pressi di quanto resta dell'antica costruzione, sono ancora rintracciabili alcune parti delle mura urbane che delimitavano l'antico borgo e che vennero abbattute nella seconda metá del secolo XIX per consentire lo sviluppo urbanistico della cittá.Legata al castello era la chiesa di S. Andrea, di origine medioevale. In periferia, il parco Aurora offre divertimenti per i più piccoli e relax per i grandi. Nei dintorni, la chiesetta della Madonna della Pieve (XIII sec.).
fonte:
Alessandria e Asti - 2001
Torino
Museo delle Antichità Egizie di Torino
Tre secoli di studi sui misteri dell’Egitto
Il Museo Egizio di Torino è una tappa obbligatoria per chi decida di visitare la città piemontese; si tratta di una esposizione colossale, di immenso valore storico, archeologico, culturale, artistico ed etnografico, riguardante millenni di storia di una delle più grandi ed affascinanti civiltà del mondo antico.
Il Museo è disposto su tre piani e abbraccia un arco di tempo che va dai primordi della civiltà egizia (IV millennio a.C.) fino al VI secolo d.C. La collezione ebbe inizio alla metà del ‘600, allorché i Savoia acquistarono la cosiddetta Tavola Isiaca. All’epoca, la storia dell’Egitto non appassionava gli studiosi e i curiosi come nel nostro tempo. Fu dalla decifrazione del sistema geroglifico, avvenuta nel 1822 ad opera del francese Champollion, che l’interesse verso gli antichi abitatori del corso del Nilo crebbe enormemente.
Nel museo sono esposti tesori e capolavori straordinari, come i gruppi statuari, i sarcofagi, gli oggetti funerari, i papiri, le stele, le immagini votive e le mummie.
Torino, Fraz. Pessione - Chieri
Museo Martini di Storia dell’Enologia
L’arte che viene da lontano
Il Museo espone in maniera estremamente interessante, esauriente e godibile la lunga storia del vino, a partire dalle più antiche civiltà che abbiano abitato la nostra Penisola fino ai giorni d’oggi.
Sono conservati preziosi reperti archeologici, come anfore e vasi etruschi, attici e romani, macchine da lavoro, carri agricoli ed attrezzature; è esposta in maniera chiara la tecnica di lavorazione delle uve e del vino e la sua evoluzione lungo i secoli.
Del resto, la collezione è targata Martini, che nel settore alcolico, non è un nome qualsiasi. A Pessione si può visitare la vecchia cantina dove la Martini ha dato vita ai suoi stabilimenti.
Cuneo - Grinzane Cavour
Castello di Grinzane Cavour
Ricordi cavouriani
Il grande statista Camillo Benso, Conte di Cavour, soggiornò in questo castello per un breve periodo; egli infatti, appassionato enologo, studiava nuovi metodi di vinificazione, nella terra del Barolo.
Il Castello, dall’aspetto imponente, conserva ed espone, in un museo permanente, importanti cimeli legati al famoso Ministro degli Esteri dei Savoia, ed un museo etnografico.
Dall’alto del castello si gode, come è facile immaginarsi, di uno stupendo panorama.
Torino - Venaria Reale
La Reggia di Venaria Reale
La Versailles dei Savoia
La Villa è di una tale bellezza, grandiosità ed eleganza, da togliere il fiato.
La splendida residenza di caccia dei Savoia, iniziata nel XVII secolo e ingrandita e abbellita fino al termine del XVIII, ha una superficie calpestabile di 80.000 mq (!) e, dopo il doveroso restauro che ha messo fine all’incuria cui era stata lasciata, è tornata agli antichi splendori.
Le meraviglie da visitare sono innumerevoli; segnaliamo, brevemente, la straordinaria Galleria di Diana, il bellissimo Giardino e " capolavoro nel capolavoro" il modellino realizzato da Carlo Costantini, che riproduce fedelmente la complessità della Villa, con tutti i dettagli.
FONTE: www.inyourlife.it