Le Candelore della regione Sicilia, misto di fede e folklore per celebrare la festa di Sant'Agata

Meravigliosi e pregiati candelabri artigianali, con chiare espressione barocche, le Cannalore aprono la festa di Sant'Agata a Catania. L'offerta della cera per Sant'Agata è una tradizione che risale al Trecento, ufficializzata nel 1435 dal re Alfonso che dispose alle Maestranze l'offerta di un cero per la Santa. Il numero delle Candelore è variato con gli anni: nel 1514 erano 22, nel 1674 erano 28 per divenire 15 alla fine dell'Ottocento, mentre attualmente sono undici. Espressione popolare del culto della Santuzza, le Candelore sono manifatture lignee, con decorazioni barocche, puttini, capitelli, fiori e bandiere. Brillano tra la folla per il loro colore dorato e per le annacate, le ballate e le piroette che i portatori (da 4 a 12 a seconda del peso del candelabro) fanno compiere alla Cannalora in una competizione amichevole che ha l'obiettivo di glorificare la Santuzza. Ogni Candelora è diversa dalle altre, nella manifattura, nelle forme, negli addobbi, perfino nell'andatura e nei movimenti in accordo con la marcia che i suonatori emettono dagli strumenti. Le Candelore, di proprietà delle diverse categorie di lavoratori, sfilano sempre nello stesso ordine. Apre la processione il cero del monsignore Ventimiglia, piccolo e semplice. Segue quella dei -Rinoti- dono degli abitanti del quartiere di San Giuseppe la Rena. E dopo quella dei fiorai, quella dei pescivendoli, dei fruttivendoli, dei macellai e cosi via. In uno sfavillio di ori, luci e bandiere le Candelore scuotono gli animi di tutti i Catanesi, che incitano i portatori ad esibizioni particolari, ad annacate strepitose, facendosi notare nella folla e preannunciando l'arrivo del fercolo con il busto della bella Agata.