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Natività e Bambinelli in cera della regione Sicilia: oggetti da collezione
 Già a partire dal medioevo l'arte di lavorare la cera - o ceroplastica - era particolarmente diffusa nella Sicilia orientale, soprattutto nella regione iblea dove l'apicultura era molto praticata. Attività esercitata prevalentemente nei conventi e nei monasteri, dalla seconda metà del '600 divenne una vera e propria arte eseguita da artigiani conosciuti e richiesti in tutta Europa. Caposcuola riconosciuto di quest'arte fu il siracusano Gaetano Zummo che, dopo l'iniziale apprendistato fatto nell'Isola, venne chiamato alle migliori corti dell'epoca per eseguire i suoi raffinati lavori: così a Napoli si può oggi ammirare la sua Peste, a Firenze alcune delle sue opere più famose come il Trionfo del Tempo e la Corruzione dei corpi, a Bologna le teste anatomiche che realizzò per uno dei più famosi centri di anatomia umana dell'epoca. Ma la sua produzione più celebre è rappresentata senz'altro dal gruppo della Natività esposto al Victoria and Albert Museum di Londra che l'acquistò nel 1953. La tradizione artistica dei ceraiuoli siciliani, d'altra parte, è strettamente connessa alla riproduzione di immagini sacre, in particolare la Natività e il Bambino Gesù: a partire dalla fine del XVII secolo, infatti, la rappresentazione scenica del presepe non è più un'esclusiva delle chiese ma viene commissionata anche dalle più ricche famiglie dell'Isola. Immagini di Santi, la scena della Natività o il più famoso Bambinello diventano così non solo oggetto di culto ma anche di semplice ammirazione artistica, tanto da essere racchiusi in teche di legno - le altrettanto pregiate scaffarate - che godevano di un posto d'onore nelle case. Tra gli stessi -cirari- ci furono quelli che si specializzarono nella produzione del Bambino Gesù: i cosiddetti bbamminiddari - cui è dedicata a Palermo proprio la via Bambinai ,dove operavano fino a qualche decennio fa i ceraiuoli - realizzavano bambinelli nelle più diverse pose. Addormentato su un cuscino, seduto con le braccia aperte e il cuore rosso in mano, sdraiato in mezzo a ghirlande di fiori e frutta, nudo o vestito con abiti ricchissimi, di seta e ricamati in oro, il piccolo Gesù in cera spesso rappresentava un ex-voto per il figlio guarito o il neonato tanto atteso. Eseguite con il gusto per i più minuti particolari queste statuine, la cui produzione si è andata perdendo nel tempo, rappresentano oggi dei veri e propri pezzi da collezione. A parte gli esemplari conservati nei vari Musei dell'Isola, una produzione non indifferente di questi piccoli capolavori appartiene all'eredità, tramandata di generazione in generazione, di molte famiglie siciliane che li hanno gelosamente custoditi quasi fossero divinità che proteggono la casa.

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