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Toscana

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Itinerari artistici della regione Toscana

MATRICE ETRUSCA

A partire dalle città situate sulla costa (Cosa, Populonia, Vetulonia) e dai primi insediamenti dell'entroterra (Chiusi e Volterra), gli Etruschi avanzarono lungo tutto il territorio della Toscana, giungendo sino all'Umbria e nella parte settentrionale del Lazio. Essi fondarono la città di Ruma (Roma) e si spinsero in alcune zone della Liguria e dell'Emilia Romagna. Un alone di mistero circonda ancora oggi le origini e in parte la religione e la lingua degli etruschi. Vi sono più tesi su questo: secondo Erodono gli etruschi sarebbero emigrati in Toscana dalla Lidia (costa occidentale dell'Asia Minore/Anatolia occidentale); secondo un'altra versione sarebbero autoctoni, si sarebbero cioè sviluppati autonomamente nel territorio della Toscana; la terza ipotesi più probabile, essi deriverebbero dalla fusione tra un popolo emigrato dall'Asia Anteriore e ceppi italiani, che unirono le rispettive conoscenze ed esperienze al fine di ampliare la propria cultura.
Di sicuro gli etruschi si distinsero per la loro abilità e intraprendenza nel commercio e nella navigazione. Le figure distese sui sarcofagi e le pitture murali all'interno delle tombe, testimoniano le loro spiccate doti artistiche, mentre le loro conoscenze tecniche sono confermate dall'estrazione dei minerali di ferro all'Elba e la lavorazione presso Populonia, dalla "tagliata etrusca" e dalle mura cittadine di Vetulonia.
Gli etruschi avevano una religione di tipo politeista e la volontà degli dei veniva letta nelle viscere degli animali, nei fulmini e in altri fenomeni naturali. Le iscrizioni etrusche rivelano una scrittura che si rifà all'alfabeto greco occidentale; inoltre scrivevano da destra a sinistra.
Ruolo importante nella civiltà etrusca lo aveva l'artigianato artistico, con l'oreficeria, la lavorazione del bronzo, l'intaglio dell'avorio e la ceramica.
Nel periodo di massimo splendore in Etruria governava la Decadopoli costituita da dodici lucumonie, ovvero le città di Perugina e Orvieto (oggi in Umbria),Veio, Cerveteri, Vulci e Tarquinia (oggi nel Lazio), Arezzo, Chiusi, Volterra, Populonia, Vetulonia e Roselle (oggi toscane), nonché piccole località minori destinate a crescere di importanza.



IL ROMANICO: IL PERIODO AUREO DELLE PIEVI

Intorno all'anno 1000 si sviluppò una tendenza artistica al Romanico toscano, concretizzatasi con la costruzione di numerose piccole chiese autoctone, decorate sobriamente e costruite con materiali semplici, quali pietra, legno e terracotta. Queste chiese parrocchiali chiamate "pievi", prive di alte torri e arredi sfarzosi, volevano rispecchiare e rendere tributo alla mentalità rurale toscana. Intorno al 1050 si sviluppò un nuovo genere tipicamente toscano delle decorazioni delle facciate: sulla parete veniva costruita in aggetto una facciata ricoperta di lastre di marmo policrome. Grandi maestri di scultura furono i comaschi Guido e Guidetto Bigarelli e Nicola Pisano (prima vera personalità del Medioevo). Ad allontanarsi per primo dall'influenza bizantina fu il pittore Giovanni Cimabue.

 

 

IL GOTICO: PREDOMINIO DI SIENA

A Siena, che si può considerare la città gotica x eccellenza, in questo periodo si diffuse la pittura. Duccio da Buoninsegna è il massimo interprete della pittura gotica senese; altri autori importanti furono Simone Martini, Pietro e Ambrogio Lorenzetti ed infine Giotto, il cui stile rivela modi desunti da Cimabue.


FIRENZE ROCCAFORTE DEL RINASCIMENTO

L'arte toscana visse il suo periodo di massimo splendore nel Rinascimento, specialmente a Firenze. Il concetto di Rinascimento indica la rinascita delle arti e dell'uomo, che riacquista valori e virtù dimenticate abbandonando il Medioevo rozzo e puerile: l'uomo rinascimentale apprezza la gioia di vivere, la bellezza, la libertà dello spirito e i valori umanistici.

 

 

I DUE GRANDI MAESTRI DEL RINASCIMENTO

Il Rinascimento trovò nel XVI secolo massimo splendore con i suoi rappresentanti Michelangelo e Leonardo Da Vinci.
Michelangelo Buonarroti è universalmente considerato uno dei più grandi artisti e una delle persone più geniali del mondo. Architetto (diresse i lavori per San Pietro a Roma), scultore (David, Galleria dell'Accademia a Firenze) e pittore (ciclo di affreschi nella Cappella Sistina in Vaticano), con le sue opere pose le basi per i successivi sviluppi dell'arte europea.
Leonardo da Vinci fu architetto, scultore e pittore, ma anche ricercatore e costruttore. Arte e scienza si fondono nelle sue opere. Egli lavorò a Firenze, a Milano, a Roma e in Francia (al Louvre di Parigi si può ammirare la Monna Lisa (La Gioconda)).



Nei Capoluoghi

Firenze conserva un eccezionale patrimonio d'arte, testimonianza della sua secolare civiltà. A Firenze vissero Cimabue e Giotto, padri della pittura italiana; Arnolfo e Andrea Pisano, rinnovatori dell'architettura e della scultura; Brunelleschi, Donatello e Masaccio, iniziatori del Rinascimento; Botticelli e Paolo Uccello, e i geni universali di Leonardo e Michelangelo. Monumenti della civiltà artistica fiorentina: il Battistero con i suoi mosaici; il Duomo con le sue sculture; le chiese medioevali con i cicli di affreschi; i palazzi pubblici e privati - Palazzo Vecchio, Palazzo Pitti; i monasteri e i chiostri; i conventi e i cenacoli; la Certosa.

"Città ideale" del Rinascimento italiano, Livorno svela la sua storia nei quartieri solcati dai canali e cinti da mura fortificate, nell'intrico di strade che ricamano il rione antico della Venezia, nel porto mediceo dominato da torri e fortezze. Palazzi signorili, edifici neoclassici, parchi alberati, ville stile liberty rivelano la città vivace ed aperta che si è sviluppata nel 700 e nell' 800. I borghi medievali, addossati alle colline e ricchi di una storia millenaria, hanno viuzze lastricate, chiese raccolte, pievi e castelli, facendo rivivere un tempo passato che qui sembra così vicino.

Collocata ai piedi dell'Appennino, Pistoia presenta un gradevole mix turistico di storia, arte, folklore, monumentalità, naturalismo, gastronomia.

Caratterizzano Lucca le sue intatte Mura dal perimetro di Km 4250, con 10 baluardi, una piattaforma e gli spalti ancora in parte conservati e restaurati. Nel tessuto medioevale della città-murata emergono i monumenti d'arte e di storia delle varie epoche, come l'Anfiteatro Romano, la Basilica di S. Frediano, la piazza e la Chiesa di S.Michele, il Duomo di S. Martino, la Torre dei Guinigi, il Palazzo Ducale in piazza Napoleone.

Carrara, il più grande e importante centro mondiale per la escavazione, la lavorazione e il commercio del marmo. Il nome della città, deriva dalla radice "kar" (pietra) e ne testimonia le antichissime origini. Per la sua posizione strategica, particolarmente favorevole, e per la sua naturale ricchezza economica offerta dal marmo, fu oggetto di continue contese.

Pisa, nota in tutto il mondo per la sua torre pendente, vanta una storia millenaria che vede il suo maggiore splendore all' epoca delle Repubbliche Marinare. È uno scrigno di tesori artistici le cui chiese romane e gotiche, le piazze e i palazzi esaltano i quartieri tracciati dai Lungarni e dalle antiche strade. Importante sede universitaria ha mantenuto ad oggi un primato grazie alle numerose facoltà e alla Scuola Normale Superiore sita nella Piazza dei Cavalieri.

Nel reticolo della città moderna si disegna il centro storico, chiuso dall'esagono verde dei bastioni. Grosseto è mercato e capoluogo della Maremma Toscana, fervidamente agricola. Da visitare, il Duomo di fine '200, il Museo Archeologico e d'arte, le mura e la Chiesa di San Francesco, nei dintorni il Parco Naturale della Maremma e le rovine Etrusche di Roselle.

Siena è il primo Comune d' Europa a chiudere il suo centro al traffico già nel 1966. Luogo internazionale di cultura, che vanta una Università di 750 anni ed ospita Istituzioni di prestigio quali l' Accademia Musicale Chigiana, l' Università per Stranieri, l' Accademia dei Fisiocritici e quella degli Intronati.

Luminosa città collinare della Toscana orientale, Arezzo vanta un'origine antichissima. Fu una delle maggiori lucumonie etrusche e successivamente città romana d'importanza strategica. Fu centro di fiorenti attività economiche, e ricco di pregevoli monumenti fra i quali ricordiamo l'Anfiteatro con i suoi cospicui resti.



Grandi Artisti in Toscana


Michelangelo Buonarroti


Il Rinascimento trovò nel XVI secolo massimo spelendore a Firenze e in Toscana con la poliedricità dei suoi principali rappresentanti, Michelangelo Buonarroti e Leonardo Da Vinci.

Michelangelo Buonarroti (1475-1564) è universalmente considerato uno dei più grandi artisti e una delle persone più geniali al mondo.

Architetto (diresse i lavori per San Pietro a Roma, progettò la scala della Biblioteca Laurenziana a Firenze e fu incaricato di trasformare una cappella di San Lorenzo in cappella funeraria dei Medici).

Scultore (David, Galleria dell'Accademia a Firenze).

Pittore (Ciclo di affreschi nella Cappella Sistina in Vaticano), con le sue opere pose le basi per i successivi sviluppi dell'arte europea).



Leonardo Da Vinci


Il Rinascimento trovò nel XVI secolo massimo spelendore a Firenze e in Toscana con la poliedricità dei suoi principali rappresentanti, Michelangelo Buonarroti e Leonardo Da Vinci.

Leonardo Da Vinci (1452-1519) fu architetto, scultore e pittore, ma anche ricercatore (naturalista, nonché precursore delle tecniche di autopsia medica) e costruttore.

Arte e Scienza si fondono nell'opera di Leonardo come in nessun'altra personalità di spicco del Rinascimento.

Egli Lavorò a Firenze, a Milano, a Roma e in Francia. Al Louvre di Parigi si puo' ammirare, tra le altre opere, la Monna Lisa (La Gioconda).

VISITA AGLI UFFIZI
Questo itinerario è stato disegnato da un mio carissimo amico, Piero Onfiani. La pubblicazione di questo testo è un omaggio che desidero fare a Piero, sperando che lo renda felice. (Claudio Ciardi)

VISITA AGLI UFFIZI VISTA DA PIERO ONFIANI
Moltissime volte sono stato in galleria e molte volte ho fatto da guida ad amici o personalità che venivano in visita ufficiale, ho sempre spiegato a tutti che non ero una guida nè tantomeno uno storico d'arte e che quindi avrei fatto loro vedere la Galleria degli Uffizi vista con i miei occhi e con il mio sentimento, in altre parole la avrei loro mostrata come se la rivedessi io stesso.
Entrando in galleria la prima cosa che colpisce la mia attenzione sono le grottesche del I° corridoio, opere queste dai colori pastello, caldi e morbidi, sono affascinato dal verde pisello, dal giallo oro, ma soprattutto dal rosso sinopia tipico colore usato nella preparazione di questi affreschi che tanto mi ricordano lo stile pompeiano.
(Sala 2) Seguendo il classico percorso della galleria, si accede alla sala Giotto e la prima cosa che si nota è la grandezza della sala stessa con quelle ariose arcate a capriate che sorreggono il soffitto con tale slancio da sembrare la navata centrale di una chiesa.
Posta su una base in pietra serena al centro della sala, la Madonna in trono con Bambino di Giotto, domina le altre opere in maniera superba.
L'opera è una tavola di legno definita pala d'altare proprio per la forma a pala e normalmente veniva posta sopra un altare come un crocifisso.
Molta attenzione veniva prestata nella preparazione della tavola, costituita da più assi tenute unite con colla di pesce e rinforzate con incastri a coda di rondine.
Quando la tavola era pronta, l'artista incollava sulla facciata anteriore una tela e su questa cospargeva un leggero strato di gesso reso in un secondo tempo il più liscio possibile, quindi veniva disegnato il soggetto e dipinto con colori che normalmente l'artista stesso preparava, usando materiale minerale o vegetale, poi veniva applicata la parte in oro.
Finita la parte tecnica, che effettivamente è quella meno interessante si può iniziare ad osservare la parte artistica.
Per meglio comprendere questa tavola si può usare come pietra di paragone La Madonna in trono di Cimabue che si trova alla destra di Giotto.
Nella prima (Cimabue) gli angeli sono raffigurati uno sopra l'altro, nella seconda (Giotto) sono posizionati uno dietro l'altro: nella prima sia il seno che le gambe sono visibili dalle linee del disegno, nella seconda, avendo l'artista usato il chiaro-scuro, le forme prendono corposità, le gambe si modellano, il seno della Vergine lo si vede prorompente e florido, proprio di una madre che allatta il figlio. Il collo della prima risulta piatto, nella seconda si ha la sensazione di poterlo quasi accarezzare anche sulla nuca. Ma quello che più mi ha colpito nell'osservare queste due Madonne è che la prima mi dà la sensazione di osservare un'immagine Sacra piena di simboli (stile bizzantino), mentre nella seconda mi pare di vedere soprattutto una madre che si preoccupa di proteggere il proprio figlio, visto anche che lo tiene in grmbo reggendolo per una gambina, gesto questo che mi conferma l'idea che Giotto abbia voluto dirci che la cosa più importante da tramandare era quella di rappresentare la realtà umana propria del verismo moderno.
Ovviamente dovendo visitare la Galleria degli Uffizi, siamo costretti a fare una certa selezione, perchè a mio giudizio, sarebbe impensabile anche il solo scorrere tutte le opere che vi si trovano esposte.
Non credo che possa esistere mente umana capace di recepire un così gran numero d'opere d'arte in una sola visita.
(Sala 6) La seconda opera a cui mi piace soffermarmi è "L'adorazione dei Magi" di Gentile da Fabriano, opera questa di soggetto religioso, come d'altronde quasi tutte le opere di questo periodo visto che i committenti erano quasi tutte congregazioni religiose.
Interessante è il lato storico di questa pittura: infatti, se si osserva i vari costumi, gli oggetti, o gli animali si può comprendere che usi e costumi vi fossero durante un viaggio nel 1400.
Immaginiamo appunto cosa potesse necessitare a dei ricchi signori che intraprendessero un viaggio in quel periodo.
Giunti a destinazione il servo si doveva subito preoccupare delle comodità del signore: non a caso si può notare che il servolascia appena il tempo al signore di smontare da cavallo che subito gli slaccia gli sperono.
Se prestiamo attenzione possiamo osservare che vi sono alcuni animali: un falco, un cammello, due scimmie e due leopardi.
E' naturale che un attento osservatore si ponga una domanda: perchè questi animali ?
Le ipotesi possono essere molteplici: simbolismo, semplice decorazioni ecc. Ma a me piace pensare alla più naturale delle ipotesi, cioè: le semplici praticità. Il falco con le zampette dorate era sicuramente un falco cacciatore serviva al signore per l'approvvigionamento di carne fresca, il cammello veniva semplicemente usato per il trasporto dei bagagli, le scimmie servivano per allietare le serate al campo di sosta, i leopardi erano addestrati per la guardia personale del signore. Oltre a ciò in questo quadro si possono vedere altri fattori storiografici. Ben si conosce l'arte orafa Fiorentina e non di meno quella del ricamo: appunto osservando questo quadro si possono vedere gli speroni del signore, le corone o l'elsa della spada in rilievo, finemente lavorata a cesello o i mantelli dei Re Magi riccamente ricamati.
Ma la cosa che più mi colpisce è il bambino Gesù, le sue manine, i suoi piedini non sono certo in posizione di "Benedicere" ma quelle di un bambino che gioca con il vecchio nonno che gli ha appena fatto un regalo gradito.
Pensando bene a quanto appena detto mi sembre che da questo quadro scaturisca lo stesso messaggio trasmessoci da Giotto, cioè la cosa più importante di una pittura sia raffigurare la naturalità delle cose e delle persone.
(Sala 8) Non so quanto mi sono soffermato ad ammirare la bellezza di questo volto, ed ogni volta si rinnova in me lo stesso sentimento di meraviglia per tanta delicatezza, sono certo che il volto della Madonna di Filippo Lippi suscita in qualsiasi visitatore la stessa sensazione.
Questa Madonna, e in questo caso uso la parola madonna alla vecchia maniera fiorentina, è di una finezza eterea, il velo che le acconcia il capo è di una leggerezza più unica che rara, le perle che dolcemente le adornano la fronte di una perfezione tale da invidiare il più abile dei gioiellieri, l'abito da cortigiana fa sicuramente invidia al miglior sarto di ogni tempo.
Si dice che Filippo Lippi, un frate, si innamorò della sua modella a tal punto da chiedere la dispensa dei voti per poterla sposare. Ebbero un figlio, "Filippino Lippi" e proprio questi è il Gesù Bambino raffigurato nel quadro.
(Sala 9) Una particolare curiosità si può notare nel quadro di Piero del Pollaiolo "La Carità".
Come si sa nella scuola Fiorentina era molto importante il disegno preparatorio di un quadrotantoche l'artista usava ripetere il disegno del quadro stesso più volte, fino a che non fosse soddisfatto del suo operato.
Se noi osserviamo "La Carità" del Pollaiolo possiamo notare che il disegno del dipinto risulta fortemente marcato, in maniera quasi eccessiva, distaccato dalla parte pittorica a tal punto da richiamare la tecnica tipica della scuola Fiorentina, ed è proprio questa la curiosità che si prova a guardare il retro di quest'opera, un disegno preparatorio della "Carità" ma, a mio giudizio più che una prova di disegno risulta un opera a se stante.
(Sala 10) Questo è il primo quadro che incontriamo su tela ed è "La Nascita di Venere" del Botticelli ed è anche un quadro a soggetto profano. Il motivo che il quadro non sia il soggetto biblico è da ritenersi nel fatto che il committente fu la famiglia dei Medici, che volle la "Nascita di Venere" e "La Primavera" per abbellire la propria casa.
Normalmente i commenti erano chiese, conventi, ordini religiosi ecc.
La Sala n°10, sala meravigliosamente ampia ed accogliente con bellissime arcate a capriata in legno di cedro di una robustezza quasi titanica ma nel contempo di una struttura così armonica da renderle quasi evanescenti. In questo gioiello d'architettura vi si trovano alcuni capolavori di Sandro Botticelli.
La Nascita di Venere: la mitologia dice che Venere nacque adulta, sorgendo dalle acque del maree sopra una conchiglia fu sospinta verso terra da un leggero vento primaverile: al suo approdo tutta la natura si ridestò in uno sbocciare di fiori e di maturare di frutti.
Notevole la fantasia del Botticelli nel dipingere questo quadro. Un turbinio di fiori usciti dalla bocca di Clori (la ninfa dei fiori) avvolge Zaffiro soffiante che sospinge Venere su una fantastica imbarcazione la cui prua fende le onde, proprio come nella realtà. Il corpo piegato come una vela gonfiata dal vento, i capelli fluttuanti come un gran pavese, la nudità di Venere simbolo spirituale dell'amore puro.
Sulla riva Flora (Dea della primavera) in attesa di coprire il corpo di Venere di un manto floreale. La primavera, anche per questo quadro, Botticelli ha attinto dalla mitologia.
Narra la mitologia che oltre Atlantide esisteva un isola magica in cui era impossibile che vi potessero essere gelo, vento impetuoso e temporali e nella quale vivessero in perfetta armonia con la natura Ninfe, Dee e Dei. Sempre la mitologia narra che Zeffiro si invaghi di una ninfa Clori, la sedusse e quindi la sposò trasformandola in Dea. Questo quadro è da definirsi come un'elogio alla primavera.
I personaggi di questo quadro sono Zeffiro, Clori, Flora, Venere, le tre Grazie, Mercurio ed in alto Cupido.
Interessante è osservare il colore plumbeo di Zeffiro soffiante nell'atto di cingere Clori, le vesti di questa che sventolano verso sinistra, mentre Flora ornata con tre ghirlande di fiori cosparge dei petali sul terreno proprio come facevano le damigelle matrimoniali al passaggio degli sposi.
Se si osserva le vesti di Flora queste sono mosse dal vento verso destra, proprio a chiarire un tempo successivo al contatto di Clori e Zeffiro.
Notevole è l'eleganza delle tre Grazie nella danza, se si osserva con attenzione, si può notare che queste non calpestano l'erba su cui poggiano i piedi, ma sono tanto leggere che danno la sensazione di librarvisi sopra.
Giuliano dei Medici, qui raffigurato nelle vesti di Mercurio sta allontanando delle nuvole temporalesche da questa scena di perfetta armonia silvestre. Purtroppo molti visitatori, forse perche non hanno molto tempo a disposizione o forse per la stanchezza che si accumula a fare il turista, trascurano una parte importante di questo quadro, cioè la parte tloreale. Infatti, se si osserva attentamente, si può vedere che l'artista ha dipinto molti tipi di fiori di notevole bellezza, per esempio in basso a destra si può apprezzare la bellezza di un ciuffo d'iris di un blu così intenso che sembra fatto di broccato di velluto, non meno interessanti sono i garofani sulla veste di Flora, gli anemoni o le margherite ai piedi della Venere, i papaveri, le rose o le zagare, tutti eseguiti con stupenda maestria.
Anche la " Madonna del Melograno " è uno dei quadri che apprezzo, per il semplice motivo che il Bambino Gesù è di una bellezza di cui tutte le mamme dovrebbero essere gelose, guardandolo cresce in noi quasi la voglia di mangiarlo tanto è bello: il suo sguardo ti scruta con quegli occhioni grandi e profondi tipici dei bambini che ispirano tanta tenerezza.
Gli angeli sono di una bellezza eterea, forse mistica, certamente è molto arduo capire che modelli o modelle abbia usato l'artista, visto che è molto diftlcile detemlinarne il sesso e non so se questa sia stata una pura casualità nell'esecuzione dell'opera, ma a me piace pensare che il Botticelli abbia proprio voluto farli così, visto I'asessualità degli angeli.
( Sala 15 ) Quando entro nella sala n° 15 amo pensare che Giotto, Filippo Lippi , Botticelli furono grandi pittori, Michelangelo, Donatello furono grandi scultori ma, pensando a questo personaggio non so come definirlo. Dire che fu pittore, scultore, architetto è molto riduttivo, egli fu tutto, quindi quando parlo di lui dico semplicemente Leonardo, forse nel peggiore dei casi per qualcuno devo dire Leonardo Da Vinci.
In questa sala vÌ sono due opere di Leonardo " L 'adorazione dei Magi " e " L' annunciazione ". L'adorazione dei Magi non è esattamente un quadro ma più propriamente la bozza o il disegno preparatorio per una successiva pittura che poi I' artista non ha portato a termine.
Non si conosce il motivo perche quest'opera non sia stata terminata ma sicuramente possiamo ringraziare Leonardo di questo dono, perche da tale bozza possiamo comprendere ( in minima parte) la personalità di Leonardo. Infatti al centro dell'opera è posta la Madonna con il Bambino, tutto intorno dei personaggi che osservano l'evento, commentano o reagiscono in vari modi: un volto osserva curioso quanto accade, un altro guarda interessato a tal punto da porsi una mano sulla fronte, come a proteggersi da un eccesso di luce, altri discutono osservando, altri ancora guardano , altrove quasi distratti, sembra di assistere ad un evento così vero, 1 così naturale che sembra di vedere un qualcosa che potrebbe accadere nella realtà di ogni giorno e quando ciò accade i presenti incuriositi si avvicinano a guardare e a commentare l' accaduto stesso.
Ma la cosa che più mi affascina in quest'opera è la mancanza del colore, l'incompletezza stessa che dà la possibilità a chiunque osservi quest'opera di terminarla a suo più completo gradimento. L 'annunciazione è forse il più completo dei quadri per capire la vera personalità di Leonardo o per meglio dire chi egli fosse.
Architetto: guardando la casa alle spalle della Madonna si può ben capire che Leonardo fosse un architetto. Gli angoli, in pietra serena tipici delle case fiorentine del quattordicesino secolo, il punto di fuga della porta da la sensazione di potervi entrare, tanto è profonda la prospettiva. Botanico: i cipressi dello sfondo dietro l'angelo, già nel 1400 Leonardo sapeva che i cipressi potevano essere sia di genere maschile che femminile, gli alberi che si vedono accanto sembrano potati come quelli dei giardini, sono in effetti sono tipici del litorale tirrenico. La mazza di S. Giuseppe che l'angelo tiene in mano è di una perfezione quasi fotografica, segno questo non solo di osservazione ma anche di studio della flora, il ciuffo di trifoglio ladino è di una leggerezza delicata, di un celeste cosi tenue da scomparire tra i fili d'erba. Inconfondibili sono le foglie di malva, talmente nitide quelle del gelsomino che vi si possono notare le stesse venature.
Che Leonardo fosse un perfezionista, lo si apprezza in maniera inequivocabile dal libro sul leggio: infatti basta un minimo d' attenzione per poter vedere che sulle pagine del libro vi è effettivamente scritto qualcosa, naturalmente nel tipico stile leonardesco cioè da destra verso sinistra.
Le mattonelle di cotto rosato tipiche dello stile fiorentino ti danno la sensazione di poterle toccare. Storico: Il vestito della Madonna con il classico scollo tipico degli abiti rinascimentali fiorentini, gli sbuffi alle maniche di una semplicità e nello stesso tempo di una eleganza raffinata, il blu cupo, il rosso porpora, la fascia a tortiglione posta a cintura.
Tutto ciò fa di questo abito una descrizione storica da sembrare quasi un trattato sull ' abbigliamento femminile dell ' epoca. Non meno interessante è l' espressione della Vergine, interrotta nella lettura da un evento a dir poco fantastico: provate ad immaginarvi assorti in una lettura ad essere improvvisamente interrotti.
Il minimo della reazione sarebbe di sorpresa e di timore, quindi il vostro primo gesto sarebbe di proteggervi ed automaticamente di porre un segno alla vostra lettura.
Anche la Madonna qui compie gli stessi atti, cioè una mano si alza quasi a proteggersi e l'altra segna il punto sul libro in cui è stata interrotta. Alla luce di queste mie osservazioni mi sento di potere dire che Leonardo fosse anche psicologo.
Zoologo, guardando le ali dell'angelo si può comprendere quanto Leonardo fosse avanti nel volo umano, ovvero nelle programmazione delle macchine volanti, nel progetto dell ' elicottero o nella costruzione del paracadute ovviamente tenendo conto di materiali a disposizione in quell ' epoca. Che Leonardo avesse studiato I' anatomia del corpo umano 10 si sa ma, guardando la Vergine, si può vedere che le gambe di questa si dipartono dal corpo in maniera quasi anomala come se gli arti stessi fossero attaccati ai lati delle anche ( come nelle bambole) ma se si pensa che in questo dipinto la Vergine è in stato interessante si può dire che la figura è perfetta.
(Sala 18) Forse una delle sale più importanti è proprio la sala chiamata Tribuna. Già i primi componenti della famiglia Medici amarono collezionare opere d'arte, quindi era logico pensare che prima o poi avrebbero fatto costruire un qualcosa destinato ad essere considerato un museo. Questo avvenne proprio con la costruzione '! della tribuna, sala questa di forma ottagonale con al centro della I cupola le lettere T -M-S-O-L-G-A-P tramontana, maestrale scirocco, orientale, libeccio, grecale, australe, ponente, la rosa dei venti quindi, il simbolo dell ' aria.
Nella volta della cupola vi sono incastonate circa 12.000 conchiglie ! di madreperla e nella fascia sottostante affrescata in blu lapislazzuli ; e con pezzi di conchiglie ( simboli questi dell ' acqua. ) Le pareti tappezzate di seta rossa simbolo di fuoco. Aria, acqua e fuoco simboli della vita, il pavimento con vari colori ! rappresenta la terra e al centro della sala si trova un tavolo finemente lavorato con pietre preziose e pietre dure. Topazi, coralli, perle, amatiste, agate, marmo nero ,lapislazzuli e tante altre pietre fanno di questo tavolo ottagonale anch ' esso un vero capolavoro, basti vedere che ogni lato è la perfetta copia del suo opposto.
Al centro di questo tavolo una ghirlanda sempre a mosaico di conchiglie e di draghi veramente di una fattura meravigliosa fanno da cornice allo stemma Mediceo cioè quello con le cinque palle in pietra serena e la sesta posta in alto di colore blu con i fiordalisi. Lascia certamente stupefatti la scultura (originale greca) "Il satiro musicante". La perfezione anatomica ha de] fantastico: il p,iede destro contratto per sollevare lo strumento tenuto sotto il piede fa si che i tendini lungo tutta la gamba traccino un solco di contrazione muscolare che si diparte dalla parte interna del polpaccio e su lungo tutta la coscia, i muscoli pettorali evidenziano 10 sforzo del movimento per percuotere i piatti: le vene, ed i tendini delle mani sono talmente precisi da dare I' illusione di osservare un vero essere umano.
Si dice che Michelangelo ammirasse la perfezione di questa statua. Non so quanto questa dichiarazione sia vera ma, qualunque sia la verità, posso solo dire che io non ho mai visto una scultura meglio eseguita.
(Sala 20) Fantastici, meravigliosi. Sembra di ripetere le stesse cose ed in effetti ripeto gli stessi aggettivi ma, non potrebbe essere altrimenti. Quando in un museo si decide di vedere le opere più importanti e soprattutto se si tratta di vedere opere di Albrecht Durer la meraviglia e 10 stupore prevalgono su tutte le sensazioni.
Guardare il ritratto del padre ed accorgersi dei peli della barba solo quando ci si trova vicini, è una sorpresa che lascia attoniti. Nell'opera "L 'adorazione dei Magi", la bocca dell'asino che raglia ti da quasi l'impressione di udirne il verso, la farfalla dalle ali bianche con i puntini neri è sicuramente una cavolaia, il piccolo insetto sulla sinistra una lucciola, ma sicuramente guardando questo quadro non si può fare a meno di stupirsi della perfezione del cervo volante che si trova in basso a destra.
Sicuramente Albrecht Durer fu uno dei più grandi maestri nel campo dell'acqua forte e della miniatura, la sua precisione la si può apprezzare nell ' esecuzione dei due Santi Apostoli Filippo e Giacomo le cui barbe sono di una precisione che rasenta il parossismo. Ma che Albrecht Durer fosse un 'amante ed un osservatore della natura 10 si percepisce in tutta la sua pienezza nel quadro " Adamo". Nel cervo, qui raffigurato, si può notare che tutto il pelame segue le pieghe del corpo, le ciglia degl ' occhi sono curve come nella realtà, le screziature dell'iride danno l'idea di vedere un vetro di murano. Si è talmente attratti dal suo magnetismo che è molto difficile trattenersi dall'allungare una mano per accarezzarlo.
( Sala 25 ) Certamente uno dei più famosi artisti del rinascimento fu Michelangelo Buonarroti. In questa sala vi è forse l'unico quadro di Michelangelo, " La Sacra Famiglia " o più ancora il meglio conosciuto " Tondo Doni ". Questo quadro fu commissionato al Michelangelo dal Doni per il matrimonio della figlia e proprio da questo il nome " Tondo Doni " da questo quadro si capisce che il Michelangelo era soprattutto uno scultore. I colori così vivi, il disegno così nitido, i muscoli dei corpi così accentuati, fanno risultare questa tempera quasi una scultura, così plastica da apparire quasi tridimensionale.
Interessante è osservare il modo con cui I' artista unisce la parte profana con la parte sacra. Nel quadro possiamo vedere un muretto al di ta del quale si vede un fanciullo, chiaramente S. Giovanni Battista, che guarda l' altra parte, e di fatto le riunisce come le Sacre Scritture ci dicono con il Sacramento del Battesimo. Oltremodo interessante è il fatto che anche la cornice è stata fatta da Michelangelo. In alto a sinistra si può notare lo stemma dei Doni, cioè le tre mezze lune legate insieme ed inoltre una delle testine laterali è l"autoritrat1to dell'artista stesso.
( Sala 26 ) Raffaello Sanzio; questo in assoluto è l'artista che preferisco. Non saprei dire quale sia il motivo di questa mia preferenza; forse dipenderà dalla tonalità dei colori, forse dalla morbidezza delle linee o dalla dolcezza delle espressioni dei personaggi o forse da tutto l' insieme di questi elementi. Sta di fatto che quando mi trovo davanti ad un quadro di Raffaello perdo la cognizione del tempo estasiato da tanta bellezza. "La madonna del Cardellino": Guardando questo quadro mi viene da pensare a quanto detto circa il messaggio di Giotto sulla naturalezza dei personaggi. Qui la Madonna è proprio una madre che trascorre del tempo in un parco con i bambini per far si che possano svagarsi. Si può capire che il più grande trova un cardellino e quindi, dopo che lo ha mostrato alla madre, lo vuol far vedere anche al fratellino. La madre interrotta nella lettura sospinge con dolcezza il grandicello a mostrarlo anche al piccolo, il quale come per essere autorizzato a toccarlo si appoggia a lei toccandola con un piedino. Questa scena esprime tutta l'umanità e l'amore che una madre può dare ai propri figli.
Potrebbero essere molte altre le opere da vedere nella Galleria ma giunti a questo punto non oso andare oltre perchè le cose preziose vanno gustate lentamente. (Piero Onfiani) Biografia: Piero Onfiani è nato a Firenze il 09 Aprile 1940. Persona amante della cultura viene agevolato anche dal proprio lavoro, visto che il tempo maggiore della giornata è passato tra le mura degli Uffizi. Diverse sono le opere che Piero realizza, tra le quali, nel 1984, "Uno strano processo" (Narrativa), "Briciole" e "Briciole2" (Raccolta di poesie) .


MICHELANGELO A FIRENZE
Michelangelo "l’artista più grande di tutti i tempi" nacque a Caprese il 6 Marzo 1475 e morì a Roma il 18 Febbraio del 1564.
Tra le famose opere di Michelangelo ricordiamo quelle che sono state svolte a Firenze e tuttora custodite.

BACCO
Fu scolpito a Roma nel 1497 per Jacopo Galli, la statua e alta duemetri ed è stata la prima svolta manualmente da Michelangelo. Questa statua rappresenta un personaggio mitologico ubriaco che avanza barcollando, in quel periodo era la più grande aspirazione degli scultori. L’opera è conservata nelmuseo nazionale del Bargello a Firenze in Via. Del Prroconsolo. 

 

 

DAVID
La scultura altaquattro metri e stata creata nel periodo tra il 1501 e il 1503, ora custodita nel museo dell’accademia in via Ricasoli a Firenze. la statua del David venne collocata per decisione di una commissione davanti a palazzo della signoria dove ci rimase fino al 1873 quando venne scambiata con una copia e messa a riparo nel museo. 


LA PIETA'
Secondo alcuni scrittori la pietà di Michelangelo emana diversi significati. Alcuni pensano che fosse fatta per la morte di Leone X o per Clemente VII mentre altri pensano che era stata ideata per il sepolcro dello scultore. La pietà girò molto prima di arrivare dove si trova tuttora, venne acquistata da Francesco Bandini che la mise nei suoi giardini romani, poi nel 1674 per mezzo di Cosimo III venne portata a Firenze e collocata nel duomo dietro l’altare maggiore.

 

 LA MADONNA DELLA SCALA
Questa opera è stata eseguita con la tecnica dello stiacciato e ricorda esempi romani e greci. Il tema a cui si riferisce Michelangelo è Rinascimentale dove l’arte aveva significato sacro. Ia Madonna della scala nel 1556 venne regalata dal nipote di Michelangelo a Cosimo e poi restituito alla famiglia e deposto dove si trova in questo momento cioè nella Casa Buonarroti.

DIO FLUVIALE
Anche questa opera fa parte dei bozzetti di Michelangelo eseguita nel 1524 per delle tombe medicee, la statua è lunga un metro e ottanta centimetri visitabile in via Ghibellina nella Casa Buonarroti a Firenze.

 

BRUTO
Michelangelo decide di svolgere questa opera in onore dell’assassinio di Alessandro dei Medici, anchese le sembianze del busto risalgono a quelle di Lorenzino il cugino. Venne scolpito per Niccolò Ridolfi nell’arco del 1474 - 1584 acquistato poi da Francesco dei Medici e deposto nel museo del Bargello a Firenze.



LA SACRESTIA NUOVA
I lavori iniziarono nel1520, per ospitare le tombe dei Medici. Nel 1524 comincia ilritocco della cupola e alla palla dorata che si trova sulla lanterna, il lavoro venne interrotto per colpa dell’assedio di Firenze. l’inspirazione di Michelangelo riprende la sacrestia vecchia del Brunelleschi.

BIBLIOTECA LAURENZIANA
Dopo l’elezione di papa Clemente VII Michelangiolo venne incaricato di costruire la biblioteca per contenerci i codici medicei. Tramite le lettere che ci ha lasciato Michelangiolo possiamo seguire le fasi della costruzione, all’interno ci sono delle vetrate che risalgono al 1568, l’inscrizione del 1571. la biblioteca Laurenziana e visitabile in S. Lorenzo.


TONDO DONI
Questa opera di Michelangelo è l’unico dipinto rimasto ed ora e visitabile nella galleria degli uffizi a Firenze. Nella tela è rappresentato il bambino, Maria e Giuseppe che sono paragonate alle tre età della vita. Si pensa che la pittura sia stata fatta in onore del matrimonio di Maddalena Strozzi con Agnolo Doni nel 1503 anche se alcuni studiosi pensano che risalga a una datazione più tarda considerando che lo stile utilizzato è uguale a quello della Cappella Sistina.

 

LA BATTAGLIA DEI CENTAURI
Agnolo Polizziano per mettere alla prova Michelangelo gli fece rappresentare con un rilievo la battaglia tra Ercole e i Centauri. Questa opera venne svolta nel 1491 e ci fa capire che siamo in un età più matura per Michelangelo, le figure rappresentate rotondeggianti, appena sbozzate sembrano come agitarsi nel marmo. La battaglia dei centauri si trova in casa Buonarroti in Via Ghibellina a Firenze.


TONDO PITTI
Dopo aver finito l’opera del David Michelangelo comincia a svolgere questo rilievo che rappresenta la Madonna col Bambino e S. Giovannino questo motivo viene definito sacro e familiare. Come molte altre opere anche questa a fatto molti giri in case di famiglie molto importanti, venne ordinato da Bartolomeo Pitti, poi fece parte della famiglia Guicciardini dopo di che venne deposto nel Museo Nazionale del Bargello in Via del Proconsolo a Firenze dove si trova tuttora.


SAN MATTEO
Nel 1503 gli venne ordinato a Michelangelo di scolpire gli apostoli, ma dopo due anni il progetto venne annullato. In questo periodo lo scultore era preso dalla sepoltura di Giulio II, fino a che non scappo da Roma ritornando a Firenze per dei conflitti con il Papa. Tornato a casa diede inizio a uno degli apostoli che purtroppo non riuscì a finire e la lascio appena abbozzata. Tuttora l’opera e visitabile tramite il Museo dell’Accademia in Via Ricasoli a Firenze.

DAVID APOLLO
L’opera è alta un metro e quarantasei centimetri e fu fatto prima del 1530. dalla camera del granduca Francesco fino alla fine del 500 giunge passando da l’anfiteatro di Boboli e dagli Uffizi al museo del Bargello dove è deposto. Il nome David - Apollo deriva da due diverse teorie una del Vasari e una di un inventore mediceo, questa incertezza è dovuta al non- finito dell’opera.



QUATTRO PRIGIONI
I quattro prigioni vennero scolpiti per la tomba di Giulio II in seguito al terzo contratto del 8 luglio 1516. queste opere non vennero utilizzate e quindi furono lasciate nella bottega fino alla morte di Michelangiolo quando furono regalati a Cosimo I tramite l’erede dello scultore, collocati a Boboli da dove vennero trasferiti al museo dell’accademia dove si trovano ora.

 

 

LA VITTORIA
L’opera è collocata in palazzo vecchio, sembra che venne fatta per il progetto della tomba di Giulio II. I riferimenti con altre sculture ci determinano che l’opera fosse fatta nel 1523. Dopo la morte di Michelangiolo la Vittoria venne collocata nella bottega di via Mozza fino a che il Vasari convinse il nipote a regalarla a Cosimo I, e poi portata nel salone dei cinquecento nel 1565.


LE TOMBE MEDICEE
L’opera risale al 1524 e rappresenta il duca Giuliano di Nemours e Lorenzo duca d’Urbino entrambi figlio e nipote di Lorenzo il Magnifico. Essi erano personaggi insignificanti ma Michelangiolo gli rappresenta come degli eroi uno la forza concentrata nel pensiero e l’altro l’impeto di vita che la possiede ed anima

FONTE: www.itinerarintoscana.it

 

MUSEI

Arezzo e Provincia

Museo di Arte Medievale e Moderna
Il museo raccoglie dipinti dal XII al XVII secolo, con opere di Margaritone d'Arezzo, Luca Signorelli, Giorgio Vasari, Rosso Fiorentino, Niccolò da Sansepolcro, Ludovico Carracci ed altri. Inoltre maioliche, sculture, bronzi, monete, sigilli.
Opere dei Macchiaioli toscani: Fattori, Signorini, Cecioni.

Informazioni Utili:
Arezzo
Palazzo Bruni-Ciocchi, via San Lorentino, 8
Telefono: 0575/409050
Aperto dalle 8.30 alle 19.30 - chiuso lunedì

Museo Diocesano di Arte Sacra del Duomo
Il museo raccoglie affreschi staccati, sculture romaniche, dipinti su tavola, paramenti, codici miniati.

Informazioni Utili:
Arezzo
Cattedrale di S. Donato, piazzetta dietro il Duomo, 12
Telefono: 0575/23991
Aperto giovedì, venerdì e sabato dalle 10 alle 12, chiuso gli altri giorni


Pinacoteca Comunale
La pinacoteca conserva dipinti di Margaritone di Arezzo, Bartolomeo della Gatta, Taddeo Gaddi. Inoltre arredi, oggetti sacri, reperti etruschi.

Informazioni Utili:
Castiglion Fiorentino (Arezzo)
Chiesa di S. Angelo al Cassero, via del Cassero
Telefono: 0575/657466
Aperto dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30 (da aprile a settembre); dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18 (da ottobre a marzo) - chiuso lunedì

Museo dell'Accademia Etrusca di Cortona
Il museo colleziona reperti archeologici di varie provenienze, dipinti dal XV al XIV secolo con opere del Pinturicchio, L. Signorelli, A. Romano.

Informazioni Utili:
Cortona (Arezzo)
Palazzo Casali, p.zza Signorelli, 9
Telefono: 0575/630415-637235
Aperto dalle 10 alle 19 (dall'1/4 al 30/10); dalle 10 alle 17 (dall'1/11 al 31/3) - chiuso lunedì

Museo Diocesano
Il museo ospita opere pittoriche dal XIV al XVI secolo di scuola toscana, oggetti sacri, oreficeria. Tra gli artisti presenti il Beato Angelico, Luca Signorelli, Pietro Lorenzetti.

Informazioni Utili:
Cortona (Arezzo)
ex Chiesa del Gesù, p.zza del Duomo, 1
Telefono: 0575/62830
Aperto dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17 (dall'1/10 al 31/3); dalle 9.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 19 (dall'1/4 al 30/9) - chiuso lunedì

Museo Civico
Il museo espone dipinti dal XIII al XVII secolo, arredi sacri e oreficeria.

Informazioni Utili:
Lucignano (Arezzo)
Palazzo Comunale, p.zza del Tribunale, 22
Telefono: 0575/838001
Aperto dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30 (inverno); dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19 (estate) - chiuso lunedì


Museo Comunale
Il museo raccoglie oggetti in ceramica, in maiolica. Da segnalare un crocifisso ligneo del '300 di scuola senese.
Si allestiscono mostre temporanee.

Informazioni Utili:
Monte San Savino (Arezzo)
Cassero, p.zza Gamurrini
Telefono: 0575/843098
Aperto sabato e domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19, altri giorni a richiesta


Affresco di Piero della Francesca
La Madonna del Parto, celebre affresco di Piero della Francesca realizzato tra il 1450 e il 1478, è stata trasferita dalla Cappella del Cimitero in questa nuova sede, dove è anche allestita una mostra permanente che documenta l'attività dell'artista.

Informazioni Utili:
Monterchi (Arezzo)
via della Reglia, 1
Telefono: 0575/70713
Aperto dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 19 (estate); dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 (inverno) - chiuso lunedì

Museo di Arte Sacra della Collegiata
Il museo raccoglie oggetti liturgici, corali miniati, frammenti di affreschi e sculture.

Informazioni Utili:
Montevarchi (Arezzo)
via Isidoro del Lungo, 4
Telefono: 055/980468
Aperto martedì, giovedì e sabato dalle 10 alle 12, altri giorni a richiesta per gruppi

Museo Civico
Il museo espone terrecotte, affreschi, dipinti di scuola toscana e umbra dal XIV al XVI secolo. Opere di Pontormo, Bassano, Signorelli, Raffaellino del Colle. Di rilievo La Resurrezione e il Polittico della Misericordia di Piero della Francesca.

Informazioni Utili:
Sansepolcro (Arezzo)
Palazzo della Residenza, via Aggiunti, 65
Telefono: 0575/732218
Aperto dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18 (da ottobre a maggio); dalle 9 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 19.30 (da giugno a settembre)

Museo di Arte Contemporanea
Il museo raccoglie dipinti e sculture, tra gli artisti Piero Dorazio, Leonardo Savioli, Giò Pomodoro, Pietro Cascella.

Informazioni Utili:
Stia (Arezzo)
Palagio Fiorentino, via Vittorio Veneto
Telefono: 0575/583388
Aperto mart., giov., sabato e dom. dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 (da giugno a sett.) - chiuso altri giorni e mesi


Firenze e Provincia

Museo di Santa Verdiana
Il museo raccoglie dipinti dal XIII al XVI secolo, argenteria sacra, tessuti, codici miniati.

Informazioni Utili:
Castelfiorentino (Firenze)
Propositura Collegiata, p.zza Santa Verdiana
Telefono: 0571/64096
Aperto sabato dalle 16 alle 19, domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19, altri giorni su richiesta

Villa Medicea
La villa conserva arredi e dipinti dal XVI al XVIII secolo. È in allestimento una sezione sulle armi antiche.

Informazioni Utili:
Cerreto Guidi (Firenze)
p.zza Umberto I, 9
Telefono: 0571/55707
Aperto dalle 9 alle 19 - chiuso il II e III lunedì del mese

Museo di Palazzo Pretorio
Il museo conserva affreschi e sinopie e disegni di artisti contemporanei sull'opera di Boccaccio.
E' presente una raccolta archeologica.

Informazioni Utili:
Certaldo (Firenze)
p.zza del Vicariato, 4
Telefono: 0571/661219
Aperto dalle 10 alle 12 (estate); dalle 10 alle 19 (inverno)

Museo della Collegiata di Sant'Andrea
Il museo raccoglie opere d'arte toscana dal XIV al XVI secolo. Tra gli artisti segnaliamo Lorenzo Monaco, Filippo Lippi, Bicci di Lorenzo, Masolino da Panicale, Tino di Camaino, Mino da Fiesole, Andrea della Robbia, Benedetto Buglioni.

Informazioni Utili:
Empoli (Firenze)
piazzetta della Propositura, 3
Telefono: 0571/76284
Aperto dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19 - chiuso lunedì

Museo "Bandini"
Il museo raccoglie la collezione di Angelo Maria Bandini, sculture, dipinti, terrecotte. Tra gli autori, opere di Jacopo del Sellaio, A. Rico da Candia, Lorenzo Monaco, Agnolo e Taddeo Gaddi.

Informazioni Utili:
Fiesole (Firenze)
via G. Duprè, 1
Telefono: 055/59477
Aperto 9.30-18 (dall'1/10 al 31/10 e dall'1/3 al 27/3); 9.30-19 (dal 28/3 al 30/9); 9.30-17 (dall'1/11 al 28/2) - chiuso ogni I martedì del mese

Museo-Fondazione "P. Conti"
Il museo, dedicato a Primo Conti, raccoglie suoi lavori dal 1911 al 1985. Da segnalare una collezione di riviste e giornali futuristi.

Informazioni Utili:
Villa "Le Coste", via G. Duprè, 18
Telefono: 055/597095
Aperto dalle 9 alle 16 - chiuso domenica


Raccolta d'Arte Sacra
La raccolta consiste in dipinti dal XIV al XVIII secolo, arredi, paramenti sacri. Da segnalare i pannelli laterali della pala d'altare attribuita al Maestro di Figline e Due Angeli di Domenico del Ghirlandaio.

Informazioni Utili:
Figline Valdarno (Firenze)
Collegiata di S. Maria Assunta, p.zza Marsilio Ficino, 43
Telefono: 055/958518
Aperto a richiesta


Cappella Brancacci
La trecentesca cappella affrescata da Masolino da Panicale, Masaccio e Filippino Lippi, artisti rinascimentali.

Informazioni Utili:
Firenze
Chiesa del Carmine, p.zza del Carmine, 14
Telefono: 055/2625961
Aperto lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato dalle 10 alle 17, domenica dalle 13 alle 17- chiuso martedì

Cappelle Medicee
Decorazioni policrome, pannelli decorativi, reliquiari del tesoro di San Lorenzo, la Sagrestia Nuova, iniziata nel 1520 da Michelangelo e terminata dal Vasari e dall'Ammannati, ospita le tombe dei Medici.

Informazioni Utili:
Firenze
p.zza Madonna degli Aldobrandini, 6
Telefono: 055/2388602
Aperto da lunedì a domenica dalle 8.30 alle 17, festivi dalle 8.30 alle 13.50 - chiuso il I, III e ultimo lunedì e la II e IV domenica del mese


Casa Buonarroti
La casa di Michelangelo conserva alcune opere del grande come la Madonna della scala, il Crocifisso di Santo Spirito e la Battaglia dei Centauri, una collezione di disegni autografi costituita da oltre 200 preziosi fogli esposti a rotazione. E ancora maioliche, reperti archeologici.

Informazioni Utili:
Firenze
via Ghibellina, 70
Telefono: 055/241752
Aperto dalle 9.30 alle 13.30 - chiuso martedì

Cenacolo del Ghirlandaio e Museo di Ognissanti
Nel refettorio del convento di Ognissanti, costruito nel 1480, sono conservati le sinopie e l'affresco dell'Ultima Cena del Ghirlandaio. Nel museo si trovano codici miniati, argenterie e paramenti sacri, sculture in terracotta policroma dal XIV al XVI secolo.

Informazioni Utili:
Firenze
borgo Ognissanti, 42
Telefono: 055/2396802
Aperto lunedì, martedì e sabato dalle 9 alle 12 - chiuso gli altri giorni

Cenacolo di Sant'Apollonia
L'antico refettorio conserva gli affreschi dell'Ultima Cena e le Storie della Passione realizzati da Andrea del Castagno nel 1445-50. Sono esposti frammenti di affreschi di Domenico Veneziano e Piero della Francesca, affreschi staccati di Paolo Schiavo e Andrea del Sarto e una pala d'altare che rappresenta "La Vergine e i Santi" di Neri di Bicci

Informazioni Utili:
Firenze
via XXVII Aprile, 1
Telefono: 055/2388607
Aperto dalle 8.30 alle 13.50 - chiuso II e IV lunedì e I, III e V domenica del mese
Ingresso gratuito

Cenacolo di Santo Spirito e Fondazione Romano
L'antico refettorio degli Agostiniani di Santo Spirito conserva parti della Crocefissione e dell'Ultima Cena affrescati da Andrea Orcagna nel 1360. La collezione donata da Salvatore Romano comprende sculture ed elementi architettonici dal preromanico al rinascimentale: due figure di Santi attribuite a Donatello, la Cariatide e l'Angelo Orante di Tino da Camaino e altri

Informazioni Utili:
Firenze
p.zza S. Spirito, 29
Telefono: 055/287043
Aperto da martedì a sabato dalle 9 alle 14, domenica dalle 8 alle 13 - chiuso lunedì


Chiostro dello Scalzo
Il ciclo di affreschi con le storie della vita di San Giovanni Battista di Andrea del Sarto si possono ammirare nel chiostro della Compagnia dei Disciplinati di San Giovanni Battista.

Informazioni Utili:
Firenze
via Cavour, 69
Telefono: 055/2388604
Aperto lunedì e giovedì dalle 9 alle 13, altri giorni a richiesta

Collezione "Contini-Bonacossi"
La collezione consta di dipinti, sculture, mobili d'epoca, ceramiche. Da segnalare opere di Duccio da Buoninsegna, Bellini, Veronese, uno splendido affresco di Andrea del Castagno proveniente dal Castello di Trebbio, Tintoretto, Goya, Velazquez, il "San Girolamo" di Giovanni Bellini e il "Martirio di San Lorenzo" del Bernini.

Informazioni Utili:
Firenze
Complesso degli Uffizi, via Lambertesca
Telefono: 055/294883
Aperto da martedì a domenica dalle 8.30 alle 18.45 - chiuso lunedì

Collezione "Loeser"
La collezione è costituita da dipinti, sculture di scuola toscana dal XIV al XVI secolo.

Informazioni Utili:
Firenze
Palazzo Vecchio, p.zza della Signoria, 1
Telefono: 055/2768325
Aperto 9-19 lun., mart., merc., ven. e sab., 9-14 giovedì, 8-13 domenica

Crocefissione del Perugino
E' possibile ammirare l'affresco del Perugino (1493-1496) nella sala capitolare dell'antico Monastero dei Padri Cistercensi.

Informazioni Utili:
Firenze
Chiesa S. Maria Maddalena de' Pazzi, via Borgo Pinti, 58
Telefono: 055/2478420
Aperto da domenica a venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 19, sabato dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 18.30 (da settembre a giugno); dalle 17 alle 18.30 (luglio e agosto)

Galleria "Corsini"
Nel Palazzo Corsini sono esposti dipinti, sculture dal XV al XVIII secolo. Tra gli artisti: Pontormo, Signorelli, Lippi, Bellini, Sustermans, Salvator Rosa e Luca Giordano.

Informazioni Utili:
Firenze
Palazzo Corsini, via del Parione, 11
Telefono: 055/218994
Aperto a richiesta telefonando per appuntamento dalle 9.30 alle 12.30 il lunedì, mercoledì e venerdì


Galleria degli Uffizi
La stessa sede degli Uffizi è un capolavoro di architettura fiorentina del XVI secolo progettata da Giorgio Vasari.
Sono esposte opere di grande rilievo artistico, opere di Simone Martini, di Pietro e Ambrogio Lorenzetti, di Taddeo Gaddi, di Gentile da Fabriano, Masaccio e Masolino, del Beato Angelico, di Paolo Uccello, di Sandro Botticelli con la "Primavera", la "Nascita di Venere", la "Adorazione dei Magi", di Rosso Fiorentino, di Tiziano.

Informazioni Utili:
Firenze
p.le degli Uffizi, 6
Telefono: 055/23885 (Soprintendenza) 2388651-2 (Direzione) 294883 (Prenotazioni)
Aperto dalle 8.30 alle 18.50 - chiuso lunedì


Galleria dell'Accademia
La galleria di Belle Arti ospita opere di artisti, soprattutto toscani, dal XIII al XV secolo. Ricordiamo Pacino di Bonaguida, Alessio Baldovinetti, Andrea del Sarto. Notevole è la Pietà, capolavoro eseguito da Giovanni da Milano nel 1365 ed il famoso cassone Adimari (1420 circa), che rappresenta un corteo nuziale, opera del fratello di Masaccio, Giovanni di Ser Giovanni. Inoltre è presente una gipsoteca.
E' anche custodito il famoso David e la statua di San Matteo di Michelangelo oltre ad altri suoi capolavori.

Informazioni Utili:
Firenze
via Ricasoli, 60
Telefono: 055/2388612
Aperto dalle 8.30 alle 18.50 - chiuso lunedì

Galleria dello Spedale degli Innocenti
Lo Spedale degli Innocenti, edificato nel '400, è noto per lo splendido porticato del Brunelleschi, decorato dai tondi invetriati di Andrea Della Robbia nella seconda metà del XV secolo. Il museo conserva opere dal XV al XVI secolo, quali la Sacra Conversazione di Piero di Cosimo, la Adorazione dei Magi di Domenico Ghirlandaio e la Madonna col Bambino di Luca Della Robbia. Le collezioni comprendono anche una galleria che ospita affreschi staccati di Lorenzo Monaco, Bicci di Lorenzo e Matteo Rosselli.

Informazioni Utili:
Firenze
p.zza SS. Annunziata, 12
Telefono: 055/2491708
Aperto dalle 8.30 alle 13.30 - chiuso mercoledì

Museo "F. Stibbert"
Il museo ospita la ricchissima collezione di Frederick Stibbert (1838-1906), comprende armature, armi di varie provenienze, ritratti in costumi d'epoca, dipinti di Luca Giordano, Botticelli, Pietro Lorenzetti, Alessandro Longhi e Crivelli, ceramiche, costumi, arazzi, maioliche.

Informazioni Utili:
Firenze
via F. Stibbert, 26
Telefono: 055/486049
Aperto da lunedì a venerdì dalle 10 alle 14, sabato e domenica dalle 10 alle 18 - chiuso giovedì

Museo "M. Marini"
Il museo è dedicato a Marino Marini e ripercorre le tappe della sua produzione artistica con dipinti, sculture, incisioni dagli anni '20 agli anni '70.

Informazioni Utili:
Firenze
P.zza S. Pancrazio
Telefono: 055/219432
Aperto 10-17 da lunedì a sabato, 10-13 domenica, chiuso martedì (da ottobre a maggio); 10-17 da lunedì a sabato, 10-13 domenica, 10-23 giovedì (da giugno a settembre) - chiuso martedì e dal 7 al 26 agosto

Museo del Cenacolo di Andrea del Sarto
Il Cenacolo di Andrea del Sarto si trova nel refettorio dell'Abbazia Vallombrosiana di San Salvi (XVI sec.). Sono inoltre raccolti dipinti di artisti del '400 e '500.

Informazioni Utili:
Firenze
via di S. Salvi, 16
Telefono: 055/2388603
Aperto dalle 8.30 alle 13.45 - chiuso lunedì

Museo dell'Opera del Duomo
Il museo conserva paramenti sacri, oreficeria, codici miniati. Da segnalare la Pietà di Michelangelo; la Maddalena, statua lignea di Donatello; le sculture della facciata trecentesca di Arnolfo di Cambio; le Cantorie di Donatello e Luca della Robbia; le formelle provenienti dal Campanile di A. Pisano, A. Arnoldi, del Pollaiolo e altri; le formelle dorate del Ghiberti. Inoltre, sono esposti i modelli lignei della cupola e della lanterna e la maschera funeraria del Brunelleschi.

Informazioni Utili:
Firenze
p.zza Duomo, 9
Telefono: 055/2398796
Aperto da lunedì a sabato dalle 9.30 alle 18.30, domenica dalle 8.20 alle 14


Museo dell'Opera di Santa Croce
Il museo conserva affreschi, dipinti e sculture dal XIV al XVIII secolo. Da segnalare il Crocifisso di Cimabue, affreschi di Taddeo Gaddi, Andrea Orcagna e Domenico Veneziano, il San Ludovico da Tolosa, statua in bronzo dorato di Donatello e il Monumento funebre di Gastone della Torre, opera di Tino da Camaino; le terrecotte di Andrea della Robbia e Giuliano da Maiano.

Informazioni Utili:
Firenze
Convento di Santa Croce, p.zza S. Croce, 16
Telefono: 055/244619-2342289
Aperto dalle 10 alle 19 (da marzo a settembre); dalle 10 alle 18 (da ottobre a febbraio) - chiuso mercoledì


Museo della Fondazione "Horne"
Il museo conserva arredi opere d'arte di Bernardo Daddi, Pietro Lorenzetti, Simone Martini, Masaccio, Dosso Dossi, Filippino Lippi. Di rilievo il "S. Stefano" di Giotto, la "Deposizione" di Benozzo Gozzoli e la "Sacra Famiglia" di Domenico Beccafumi.
Inoltre oggetti d'uso domestico.

Informazioni Utili:
Firenze
Palazzo Corsi, via dei Benci, 6
Telefono: 055/244661
Aperto dalle 9 alle 13 - chiuso domenica

Museo di Palazzo Vecchio
Il museo le cui sale sono decorate dal Vasari ospita opere di Michelangelo, Gianbologna, Bronzino, ghirlandaio e altri.

Informazioni Utili:
Firenze
Palazzo Vecchio, p.zza della Signoria, 1
Telefono: 055/2768325
Aperto 9-19 lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato, 9-14 giovedì, domenica e festivi (dal 16/9 al 14/6); 9-19 martedì, mercoledì e sabato, 9-14 giovedì, domenica e festivi, 9-23 lunedì e venerdì (dal 15/6 al 15/9)


Museo di San Marco
Il museo conserva opere del Beato Angelico che soggiornò nel convento di San Marco (la Pala di Annalena e la Pala di San Marco, la Deposizione), del Ghirlandaio, di Paolo Uccello. Inoltre nella biblioteca sono raccolti Codici miniati. del XIII-XV secolo.

Informazioni Utili:
Firenze
p.zza S. Marco, 3
Telefono: 055/2388608
Aperto 8.30-13.50 da lunedì a venerdì, 8.30-18.50 sabato, 8.30-19 domenica, chiuso I, III e V domenica di ogni mese e alternativamente ogni II e IV lunedì del mese

Museo di Santa Maria Novella
Il museo, con affreschi di Paolo Uccello, raccogie tessuti, ricami, paramenti sacri e affreschi di Andrea Bonaiuti e affreschi staccati.

Informazioni Utili:
Firenze
p.zza Santa Maria Novella, 18
Telefono: 055/282187
Aperto da sabato a giovedì dalle 9 alle 14- chiuso venerdì

Museo Nazionale del Bargello
Il museo, ospitato nel medievale Palazzo del Bargello, conserva opere di scuola toscana, capolavori di Michelangelo, il Gianbologna, B. Cellini, Brunelleschi, Ghiberti, Luca della Robbia. Inoltre tappeti, tessuti, armi, gioielli e avori arabi, maioliche, terracotte invetriate, mobili e statue lignee.

Informazioni Utili:
Firenze
Palazzo del Bargello, via del Proconsolo, 4
Telefono: 055/2388606
Aperto dalle 8.30 alle 13.50 - chiuso II e IV lunedì e I, III e ultima domenica del mese

Palazzo "Medici-Riccardi" - Cappella dei Magi
Il palazzo è la residenza storica dei Medici, è visitabile la Cappella dei Magi con il ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli e la galleria degli Specchi con affreschi di Luca Giordano.

Informazioni Utili:
Firenze
via Cavour, 1
Telefono: 055/2760340
Aperto 9-12.45 e 15-17.45 lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato, 9-12.45 domenica (dal 28/9 a Pasqua); 9-12.45 e 15-17.45 da giovedì a martedì (da Pasqua al 27/9) - chiuso mercoledì

Palazzo Pitti
Palazzo Pitti ospita gli appartamenti reali nelle cui sale sono conservati arazzi, dipinti, mobili e affreschi. Da seganalare la stanza ovale "Toiletta della Regina" con il soffitto decorato a stucchi con pannelli di seta e ricami.
Nella galleria sono ospitati capolavori dal XVI al XVIII secolo, tra i più importanti Tiziano e Raffaello. Tra le opere di Tiziano si segnalano "Il Concerto" (1510), "La Bella" (1536), il "Ritratto di Giulio II" e quello di "Pietro Aretino" (1545); del Giorgione "Le tre età dell'uomo" (1510 circa). Tra quelle di Raffaello la "Madonna del Granduca" (1506), i ritratti di Agnolo Doni e di sua moglie Maddalena Strozzi, di particolare importanza la "Madonna della Seggiola" (1513-14). Ancora, opere di Andrea del Sarto, Veronese, Annibale Carracci, Domenichino, Artemisia Gentileschi, Guido Reni, del Guercino, Van Dyck e di Velasquez.
La galleria d'arte moderna, che occupa 30 sale del secondo piano, conserva opere di Bartolini, Benvenuti, Mussini, Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini.
Palazzo Pitti ospita altri musei specializzati

Informazioni Utili:
Firenze
p.zza Pitti, 1
Telefono: 055/294883 (Informazioni)
Aperto dalle 8.30 alle 18.50 - chiuso lunedì

Pinacoteca della Certosa di Firenze
La pinacoteca della Certosa di Galluzzo conserva dipinti dal XIV al XVII secolo. Da segnalare il ciclo di affreschi del Pontormo.

Informazioni Utili:
Firenze
loc. Galluzzo, Certosa di Firenze, via Buca di Certosa, 2
Telefono: 055/2049226
Aperto dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 (estate); dalle 9 alle 12 e dalle 15 ale 17 (inverno) - chiuso lunedì


Raccolta d'Arte Contemporanea "Alberto della Ragione"
La raccolta comprende dipinti di Depero, Carrà, Sironi, Donghi, Scipione e Mafai, Birolli, De Pisis, Casorati, Tosi, Rosai, Cassinari, Sassu, Morlotti, Guttuso, Vedova e opere grafiche di Mino Maccari. Di rilievo il "Cavallo" di Marino Marini e tre opere di Giorgio Morandi.

Informazioni Utili:
Firenze
p.zza della Signoria, 5
Telefono: 055/283078
Aperto dalle 9 alle 14 - chiuso martedì

Raccolta d'Arte dell'Arciconfraternita della Misericordia
Il museo raccoglie opere che testimoniano le attività della confraternita. Sculture, arredi, oggetti liturgici, dipinti.

Informazioni Utili:
Firenze
p.zza del Duomo, 20
Telefono: 055/287788
Aperto a richiesta


Villa Medicea della Petraia
Nella villa sono presenti affreschi del Volterrano, arredi ottocenteschi e intorno un parco con giardini all'italiana su più livelli.

Informazioni Utili:
Firenze
loc. Castello, via della Petraia, 40
Telefono: 055/451208-452691
Aperto dalle 9 alle un\'ora prima del tramonto - chiuso II e III lunedì del mese

Museo del Tesoro di Santa Maria all'Impruneta
Il museo, in tre sezioni, raccoglie argenti, codici miniati e paramenti sacri.

Informazioni Utili:
Impruneta (Firenze)
Basilica di Santa Maria all'Impruneta, p.zza Buondelmonti, 28
Telefono: 055/2011700
Aperto 9-13 merc. giov. ven.; 9-13 e 15-19.30 sabato e domenica - chiuso altri giorni

Museo Parrocchiale della Propositura
di S. Martino a Gangalandi
Dipinti di scuola toscana dal XIV al XVIII secolo, oreficerie, arredi, paramenti sacri.

Informazioni Utili:
Lastra a Signa (Firenze)
via Leon Battista Alberti, 37
Telefono: 055/8720008
Aperto a richiesta

Museo d'Arte Sacra
Il museo raccoglie dipinti, argenteria, paramenti sacri, messali.

Informazioni Utili:
Montespertoli (Firenze)
Pieve di S. Piero in Mercato, via S. Piero in Mercato, 233
Telefono: 0571/6001
Aperto 10.30-12.30 e 15.30-18.30 domenica, 15.30-18.30 sabato (da ottobre a marzo); 10.30-12.30 e 16.30-19.30 sabato e domenica (da aprile a settembre); altri giorni a richiesta per gruppi

Museo d'Arte Sacra
Il museo raccoglie oreficerie, paramenti sacri e dipinti di artisti fiorentini del XIV secolo.

Informazioni Utili:
San Casciano in Val di Pesa (Firenze)
Chiesa di Santa Maria del Gesù, via Roma, 31
Telefono: 055/8229444
Aperto 10-12.30 e 15-17.30 da martedì a domenica, chiuso domenica (dal 27/11 al 15/1); 17-19.30 sabato, 9-12.30 e 16-19.30 domenica, chiuso gli altri giorni (dal 16/1 al 26/11)
Ingresso gratuito

Raccolta d'Arte Sacra
Nel quattrocentesco Convento di Bosco ai Frati, si trova una raccolta d'arte sacra che riunisce dipinti (dal XVI al XVIII sec.), sculture (del XV e XVI sec.), paramenti liturgici e arredi sacri (dal XVI al XIX sec.). Di rilievo un crocefisso di Donatello.

Informazioni Utili:
San Piero a Sieve (Firenze)
loc. Bosco ai Frati, Convento di Bosco ai Frati, via di Luciliano, 1
Telefono: 055/848111
Aperto a richiesta
Ingresso gratuito

Museo d'Arte Sacra
Il museo raccoglie arredi, paramenti e argenterie sacre, inoltre ex voto e dipinti dal XIII al XVIII secolo.

Informazioni Utili:
Tavarnelle Val di Pesa (Firenze)
Pieve di S. Piero in Bossolo, via della Pieve
Telefono: 055/8076525
Aperto 15.30-18 sabato e domenica, altri giorni aperto a richiesta


Grosseto e Provincia

Pinacoteca "A. Modigliani"
La pinacoteca raccoglie dipinti di artisti contemporanei come Giuggioli, Bastianelli, Raddi, Pericci. Inoltre le collezioni di Walter Sabatelli ed Evrio Cicalini.

Informazioni Utili:
Follonica (Grosseto)
p.zza del Popolo, 2
Telefono: 0566/42412
Aperto da martedì a sabato dalle 16.30 alle 19.30- chiuso domenica e lunedì

Museo Archeologico e d'Arte della Maremma
Il museo raccoglie reperti archeologici di varie epoche.

Informazioni Utili:
Grosseto
p.zza Baccarini, 3
Telefono: 0564/488750-51-54
Aperto 9-13 e 16-18 da mart. a dom. (dall'1/3 al 30/4); 10-13 e 17-20 da mart. a dom. (dal 2/5 al 30/10); 9-13 da mart. a ven., 16-18 sab. e dom. (dall'1/11 al 28/2) - chiuso lunedì

Museo Diocesano d'Arte Sacra
Il museo raccoglie collezioni d'arte a partire del '300 di artisti senesi, inoltre oggetti liturgici, parati, codici miniati e testimonianze di culto popolare.

Informazioni Utili:
Grosseto
p.zza Baccarini, 3
Telefono: 0564/488750-51-54
Aperto 9-13 e 16-18 da mart. a dom. (dall'1/3 al 30/4); 10-13 e 17-20 da mart. a dom. (dal 2/5 al 31/10); 9-13 da mart. a ven., 16-18 sab. e dom. (dall'1/11 al 28/2) - chiuso lunedì


Museo Civico Archeologico
Il museo raccoglie corredi tombali e reperti di epoca romana, inoltre dipinti del XIV al XV secolo.

Informazioni Utili:
Massa Marittima (Grosseto)
Palazzo del Podestà, p.zza Garibaldi
Telefono: 0566/902289
Aperto 10-12.30 e 15.30-17 (da ottobre a marzo); 10-12.30 e 15.30-19 (da aprile a settembre) - chiuso lunedì

Museo Diocesano
Il museo raccoglie arredi sacri, sculture, dipinti, affreschi staccati. Da segnalare una Madonna col Bambino, scultura lignea policroma di Jacopo della Quercia e una tavola di Guidoccio Cozzarelli.

Informazioni Utili:
Pitigliano (Grosseto)
Fortezza Orsini, p.zza Fortezza Orsini
Telefono: 0564/615568
Aperto 10-13 e 15-18 sabato e domenica, altri giorni a richiesta (inverno); 10-13 e 15-19.30, chiuso lunedì (estate, agosto escluso); 10-13 e 15-19.30 tutti i giorni (agosto)

Raccolta d'Arte
La raccolta comrende paramenti sacri e dipinti dal XIV al XVII secolo.

Informazioni Utili:
Roccalbegna (Grosseto)
Chiesa del SS. Crocifisso, via del Crocifisso
Telefono: 0564/989122
Aperto a richiesta
Ingresso Gratuito


Livorno e Provincia

Museo Civico "G. Fattori"
Il museo custodisce opere di artisti italiani tra l'800 e il '900, tra gli artisti segnaliamo Fattori con una importante raccolta (135 opere), Pollastrini, Cappiello, Lega, i Tommasi, Signorini e tanti altri.
Informazioni Utili:
Livorno
Villa Mimbelli, via San Jacopo in Acquaviva, 63
Telefono: 0586/808001-804847
Aperto dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 (inverno); dalle 10 alle 13 e dalel 17 alle 23 (estate) - chiuso lunedì


Museo Napoleonico e Galleria "Demidoff"
Il museo, allestito nella residenza estiva di Napoleone, conserva arredi e opere neoclassiche, mentre la galleria colleziona stampe del periodo napoleonico.

Informazioni Utili:
Portoferraio (Livorno)
Isola d'Elba, loc. S. Martino, Villa S. Martino
Telefono: 0565/914688
Aperto da lunedì a sabato dalle 9 alel 19, domenica dalle 9 alle 13

Palazzina Napoleonica-Villa dei Mulini
Nella residenza napoleonica sono conservati arredi, dipinti e cilmeli. Da segnalare la biblioteca dell'imperatore proveniente da Fontainebleau e la bandiera napoleonica.

Informazioni Utili:
Portoferraio (Livorno)
Isola d'Elba, p.le Napoleone
Telefono: 0565/915846
Aperto da lunedì a sabato dalle 9 alle 19, domenica dalle 9 alle 13

Pinacoteca Comunale Foresiana
Una raccolta di dipinti, disegni, stampe e mobili nell'ex caserma De Laugier.

Informazioni Utili:
Portoferraio (Livorno)
Isola d'Elba, Centro Culturale "De Laugier", salita Napoleone
Telefono: 0565/937380-917649
Aperto 9.30-12.30, chiuso domenica (inverno); 9.30-12.30 e 16-19, chiuso domenica (da Pasqua a giugno); 10-24 da lunedì a sabato, 17-24 domenica (estate)


Lucca e Provincia

Raccolta Storica della Vita Materiale

dell'Antico Altopascio
La raccolta comprende reperti dall'età romanica al XVII, maioliche, ceramiche.

Informazioni Utili:
Altopascio (Lucca)
p.zza Ospitalieri
Telefono: 0583/216280 (Biblioteca Comunale) 216455 (Comune)
Aperto 14-20 lunedì, 8-14 e 16-20 martedì e giovedì, 8-13 e 14-20 mercoledì e venerdì, 8-14 sabato, a richiesta domenica
Ingresso Gratuito


Civica Raccolta e Ceramiche Rinascimentali
Il museo conserva ceramiche di varie epoche e maioliche rinascimentali.

Informazioni Utili:
Camporgiano (Lucca)
Rocca Estense, p.zza S. Giacomo
Telefono: 0583/618888
Aperto a richiesta
Ingresso Gratuito


Villa Mansi
La villa, costruita tra il XV e il XVI secolo, conserva gli arredi e gli affreschi realizzati da Stefano Tofanelli alla fine del XVIII secolo.

Informazioni Utili:
Capannori (Lucca)
loc. Segromigno in Monte, via delle Selvette, 257/259
Telefono: 0583/920096
Aperto 10-12.30 e 14.30-18 (inverno); 9.30-13 e 15-19 (estate) - chiuso lunedì

Villa Torrigiani
La villa conserva gli arredi originali e gli affreschi di Pietro Scorzini, inoltre una collezione di quadri del '600 e '700. Intorno alla villa un giardino barocco con giochi d'acqua.

Informazioni Utili:
Capannori (Lucca)
loc. Camigliano
Telefono: 0583/928041-928008
Aperto 10-12.30 e 15-18.30, chiuso martedì (dall\' 1/3 alla II dom. di novembre); a richiesta per gruppi (dalla III dom. di novembre al 31/12) - chiuso nel mese di gennaio e febbraio

Gipsoteca dell'Istituto d'Arte "A. Passaglia"
Ricca raccolta di calchi di statue classiche e rinascimentali.

Informazioni Utili:
Lucca
p.zza Napoleone, 29
Telefono: 0583/492776
Aperto a richiesta I lunedì del mese (da settembre a maggio) - chiuso gli altri mesi
Ingresso Gratuito

Museo della Cattedrale
Il museo raccoglie reperti lapidei, paramenti sacri, oreficerie, calici, dipinti, codici e messali. Da segnalare un dittico in avorio del VI secolo. Nella sacrestia una pala d'altare raffigurante la "Madonna col Bambino tra i Santi Pietro, Clemente, Sebastiano e Paolo" di Domenico Ghirlandaio (1449-1494).

Informazioni Utili:
Lucca
via dell'Arcivescovado
Telefono: 0583/490530
Aperto da lunedì a venerdì dalle 10 alle 14, sabato e domenica dalle 10 alle 18 (inverno); da lunedì a domenica dalle 10 alle 18 (estate)

Museo e Pinacoteca Nazionale di Palazzo Mansi
La pinacoteca raccoglie dipinti databili tra il XIV e il XVIII secolo di artisti come Pontormo, Tintoretto, Veronese, Bronzino, Beccafumi, Borgognone, Reni, Domenichino, Sustermans.
Da segnalare la camera degli sposi e il laboratorio artigianale di tessitura.

Informazioni Utili:
Lucca
Palazzo Mansi, via Galli Tassi, 43
Telefono: 0583/55570
Aperto da martedì a sabato dalle 9 ale 19, domenica solo visite guidate ogni ora dalle 8.30 alle 12.30 - chiuso lunedì

Museo Nazionale di Villa Guinigi
Il museo colleziona reperti archeologici, sculture, dipinti di artisti come Frà Bartolomeo, Vasari, Berlinghieri, Deodato Orlandi, Amico Aspertini, Matteo Civitali, Pietro Paolini. Sono anche collezionate monete.

Informazioni Utili:
Lucca
via della Quarquonia
Telefono: 0583/496033
Aperto da martedì a sabato dalle 9 alle 19, domenica dalle 9 alle 14 - chiuso lunedì

Museo dei Bozzetti
Il museo raccoglie bozzetti, modelli e studi di sculture di oltre 250 artisti contemporanei. Tra gli artisti compaiono César, Pomodoro, Botero, Cascella, Mitoraj, Consagra, Folon, Tommasi, Nivola.

Informazioni Utili:
Pietrasanta (Lucca)
ex Convento di S. Agostino, via Sant'Agostino, 1
Telefono: 0584/791122
Aperto 14.30-19 da mart. a ven., 14.30-18 sab., chiuso dom. e lun. (inverno); 18-20 e 21-24 da mart. a dom., chiuso lunedì (estate)


Massa Carrara e Provincia

Museo del Territorio dell'Alta Valle dell'Aulella
Il museo raccoglie reperti archeologici, arredi e paramenti sacri dal XVIII al XIX secolo e una documentazione sulle tradizioni contadine della Lunigiana.

Informazioni Utili:
Casola in Lunigiana (Massa Carrara)
p.zza della Torre
Telefono: 0585/90361
Aperto da martedì a sabato dalle 9 alle 12, domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 - chiuso lunedì


Pisa e Provincia

Museo Storico e Artistico della Certosa
Il museo conserva dipinti di scuola toscana dal XVI al XVIII secolo, inoltre sculture e affreschi dal XVII al XIX secolo.

Informazioni Utili:
Calci (Pisa)
Certosa di Calci, via Roma, 103
Telefono: 050/938430
Aperto 9-16 da martedì a sabato, 9-12 domenica (inverno); 9-18 da martedì a sabato, 9-12 domenica (estate) - chiuso lunedì

Castello e Museo Civico "F. Baldinucci"
Il museo raccoglie reperti di vari periodi. Da segnalare 98 stemmi in terracotta invetriata, in pietra tufacea e marmo attribuiti ai Della Robbia.

Informazioni Utili:
Lari (Pisa)
p.zza Umberto I, 9
Telefono: 0587/684126 (Privato) 684112 (Comune)
Aperto 15-18 domenica (da ottobre ad aprile); 15.30-19.30 domenica (da maggio a settembre) - altri giorni aperto a richiesta

Gipsoteca del Dipartimento di Scienze Archeologiche
La gipsoteca raccoglie calchi del XIX secolo di sculture classiche.

Informazioni Utili:
Pisa
Palazzo Ricci, via Santa Maria, 8
Telefono: 050/911650-911652
Aperto a richiesta - chiuso sabato e domenica
Ingresso Gratuito

Museo del Camposanto Vecchio
Il complesso del Camposanto Vecchio risale al 1278, conserva affreschi staccati, sarcofagi e statue romane.

Informazioni Utili:
Pisa
p.zza Duomo
Telefono: 050/560547
Aperto dalle 9 alle 16.45 (inverno); dalle 8 alle 19.45 (estate)


Museo dell'Opera del Duomo
Il museo raccoglie sculture del XII-XVI secolo di Nicola e Giovanni Pisano, di Tino di Camaino, di Andrea Guardi e Matteo Civitali, reperti archeologici di varie provenienze, il tesoro del Duomo, dipinti, arredi, paramenti sacri.

Informazioni Utili:
Pisa
p.zza Duomo
Telefono: 050/560547
Aperto dalle 9 alle 16.45 (inverno); dalle 8 alle 19.45 (estate)


Museo delle Sinopie
Il museo, allestito nei duecenteschi ambienti dell'ospedale di Santa Chiara, espone sinopie del XIV-XV secolo.

Informazioni Utili:
Pisa
p.zza San Matteo, 1, lungarno Mediceo
Telefono: 050/541865
Aperto da martedì a sabato dalle 8.30 alle 19.30, domenica dalle 9 alle 14, ultimi 4 giorni del mese dalle 8.45 alle 23 - chiuso lunedì

Museo Diocesano di Arte Sacra
Il museo custodisce opere di scuola toscana dal XIII al XVIII secolo, messali, codici miniati.

Informazioni Utili:
San Miniato (Pisa)
p.zza Duomo
Telefono: 0571/418071
Aperto 9-12 e 15-18, chiuso lunedì (da Pasqua a ottobre); 9-12 e 15-18 sabato e domenica, chiuso gli altri giorni (inverno)


Museo Diocesano di Arte Sacra
Il museo all'interno del Palazzo Vescovile espone dipinti, sculture, frammenti archeologici dal IX al XVI secolo, arredi, paramenti sacri.

Informazioni Utili:
Volterra (Pisa)
Palazzo Vescovile, via Roma, 13
Telefono: 0588/86290
Aperto dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 (dal 16/3 al 2/11); dalle 9 alle 13 (dal 3/11 al 15/3)

Pinacoteca e Museo Civico
La pinacoteca espone dipinti di scuola toscana dal XIII al XVII secolo, sculture, ceramiche, monete e medaglie. Tra gli artisti presenti: Rosso Fiorentino, Taddeo di Bartolo, Francesco di Valdambrino, il Ghirlandaio. Si organizzano inoltre mostre ed esposizioni temporanee.

Informazioni Utili:
Volterra (Pisa)
Palazzo Minucci Solaini, via dei Sarti, 1
Telefono: 0588/87580
Aperto 8-14 (dal 3/11 al 14/3); 9-19 (dal 15/3 al 2/11)



Pistoia e Provincia
Museo dell'Opera di S. Niccolao
Il museo raccoglie oggetti d'arte sacra, arredi, tessuti e sculture lignee. Da segnalare una Croce astile attribuita al Pollaiolo.

Informazioni Utili:
Buggiano (Pistoia)
loc. Buggiano Castello, p.zza Pretorio, 3
Telefono: 0572/32047
Aperto a richiesta
Ingresso Gratuito


Museo Parrocchiale del Santuario del SS. Crocifisso
Il museo conserva paramenti sacri, arazzi, reliquiari, arte sacra.

Informazioni Utili:
Buggiano (Pistoia)
loc. Borgo a Buggiano, c.so Indipendenza, 56
Telefono: 0572/32047
Aperto a richiesta
Ingresso Gratuito

Museo del Santuario di Fontenuova
La raccolta comprende oggetti d'arte sacra, arredi, paramenti, oreficerie, ex voto, dipinti.

Informazioni Utili:
Monsummano Terme (Pistoia)
p.zza G. Giusti, 38
Telefono: 0572/51102
Aperto a richiesta
Ingresso Gratuito

Museo Diocesano d'Arte Sacra
Il museo conserva paramenti sacri, statue e dipinti, oreficeria, corali miniati del XIV secolo.

Informazioni Utili:
Piteglio (Pistoia)
loc. Popiglio, Pieve di Santa Maria Assunta
Telefono: 0573/374247
Aperto 10-12 e 16-19 sabato, 16-19 domenica (dall\'1/4 al 30/6); 16-19 martedì e domenica, 9.30-12,30 e 16-19 da merc. a sab. (luglio e agosto); 15-18 sabato e domenica (sett. e ott.); 15-18 dom. (nov); altri mesi a richiesta
Ingresso Gratuito

Il centro conserva opere dello scultore Marino Marini (sculture, grafiche, incisioni).

Informazioni Utili:
Pistoia
Palazzo del Tau, c.so Fedi, 72
Telefono: 0573/30285
Aperto da martedì a sabato dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, domenica dalle 9 alle 12.30 - chiuso lunedì

Museo "C. Rospigliosi"
Il museo, all'interno di un palazzo del '500 ricco di affreschi e decorazioni, conserva arredi, dipinti del XVII secolo. Tra gli artisti: G. Gimignani, L. Lippi e Ficherelli.

Informazioni Utili:
Pistoia
Palazzo Rospigliosi, via Ripa del Sale, 3
Telefono: 0573/28740
Aperto 10-13 e 16-19 martedì, giovedì e venerdì, 10-13 mercoledì e sabato - chiuso gli altri giorni

Museo Civico
Il museo raccoglie dipinti e sculture dal XIII al XIX secolo. Da segnalare la pala di S. Francesco di autore ignoto del '300. Tra gli artisti del '600 Jacopo da Empoli, G. Pagani, il Cigoli e G. Gimignani.

Informazioni Utili:
Pistoia
Palazzo Comunale, p.zza Duomo, 1
Telefono: 0573/371214-371296
Aperto 10-19 da martedì a domenica - chiuso lunedì


Museo della Cattedrale di S. Zeno
Il museo conserva arredi, argenti, paramenti sacri, reliquiari e codici miniati. Inoltre affreschi del '300 della cappella di S. Niccolò.
Opere moderne di G. Boldini, Marino Marini.

Informazioni Utili:
Pistoia
Palazzo dei Vescovi, p.zza Duomo
Telefono: 0573/369272
Aperto a richiesta martedì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17 (solo visite guidate) - chiuso gli altri giorni

Museo Diocesano
Il museo espone oggetti liturgici, paramenti sacri, arredi.

Informazioni Utili:
Pistoia
Palazzo Rospigliosi, via Ripa del Sale, 3
Telefono: 0573/28740
Aperto martedì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, mercoledì e sabato dalle 10 alle 13 - chiuso gli altri giorni


Prato e Provincia

Museo Archeologico Comunale di Artimino
Il museo conserva reperti etruschi dal VII al I secolo a.C. In altre sale sono raccolti manufatti di ceramica medievale e rinascimentale.

Informazioni Utili:
Carmignano (Prato)
loc. Artimino, Villa Medicea "La Ferdinanda", via Papa Giovanni XXIII, 5
Telefono: 055/8718124
Aperto dalle 9 alle 13 - chiuso mercoledì

Villa Medicea di Poggio a Caiano
Il museo nella villa di Lorenzo il Magnifico (1480-1485) conserva dipinti, affreschi (di Andrea del Sarto, Franciabigio, Pontormo e Allori) e arredi originali.

Informazioni Utili:
Poggio a Caiano (Prato)
p.zza de' Medici, 14
Telefono: 055/877012
Aperto aperto 9-15.30 (da novembre a febbraio); 9-16.30 (marzo); 9-17.30 (da aprile a maggio e settembre); 9-18.30 (da giugno a agosto) - chiuso II e III lunedì del mese

Galleria di Palazzo degli Alberti
La galleria espone dipinti di scuola toscana, sculture di Lorenzo Bartolini, opere di Caravaggio, Spadini, Bellini, Carlo Dolci.

Informazioni Utili:
Prato
Cassa di Risparmio di Prato, via degli Alberti, 2
Telefono: 0574/6171
Aperto 8.30-13.30 e 15.00-17.00 a richiesta da lunedì a venerdì - chiuso sabato e domenica
Ingresso Gratuito


Museo Civico: Quadreria di Palazzo Comunale
Il museo raccoglie dipinti e affreschi. Una sala è dedicata all'artista pratese Alessandro Franchi (XIX secolo).

Informazioni Utili:
Prato
p.zza del Comune, 2
Telefono: 0574/616385
Aperto da lunedì a sabato dalle 9 alle 13 - chiuso domenica
Ingresso Gratuito

Museo dell'Opera del Duomo
Il museo conserva arredi liturgici, paramenti sacri, oreficeria, dipinti dal '200 al '400. Da segnalare bassorilievi di Donatello e opere di Paolo Uccello, Filippo Lippi, Carlo Dolci.

Informazioni Utili:
Prato
p.zza Duomo, 49
Telefono: 0574/29339
Aperto 9.30-12.30 e 15-18.30 lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato, 9.30-12.30 domenica - chiuso martedì


Siena e Provincia

Museo d'Arte Sacra
Il museo conserva dipinti e sculture di artisti senesi del XIV-XV secolo tra i quali Valdambrino, e Duccio di Buoninsegna.

Informazioni Utili:
Asciano (Siena)
p.zza Fratelli Bandiera
Telefono: 0577/719510
Aperto a richiesta
Ingresso Gratuito


Museo d'Arte Sacra della Val d'Arbia
Il museo espone dipinti, oreficerie, arredi sacri, sculture, pergamene.

Informazioni Utili:
Buonconvento (Siena)
via Soccini, 17
Telefono: 0577/806012-6
Aperto 10-12 e 15-17 da martedì a sabato, 10-12 domenica (inverno); 10-12 e 16-19 da martedì a sabato, 10-12 domenica (estate) - chiuso lunedì

Museo Archeologico e della Collegiata
Il museo espone opere d'arte legate alla Collegiata e alle chiese del territorio, dipini dal '300 al '600, argenterie, arredi, paramenti sacri. Inoltre sono raccolti reperti archeologici.

Informazioni Utili:
Casole d'Elsa (Siena)
p.zza della Libertà, 1
Telefono: 0577/948705
Aperto 10-12 e 16-19 (primavera ed estate); 15-18 da martedì a sabato, 10-12 e 15-18 domenica (autunno e inverno) - chiuso lunedì

Sale d'Arte Antica
Nell'antica Canonica di S. Giovanni Battista sono riuniti dipinti di scuola senese e fiorentina, oreficerie, paramenti e arredi sacri dal XIV al XIX secolo, provenienti dalla cattedrale e da chiese e conventi del territorio. Da segnalare i corali miniati del XV-XVI secolo e i dipinti del Gerini e del Beccafumi.

Informazioni Utili:
Chianciano Terme (Siena)
via Solferino, 38
Telefono: 0368/3531212
Aperto 10-12 e 15-18 da martedì a sabato, chiuso domenica e lunedì (estate); inverno aperto a richiesta


Museo della Cattedrale
Il museo custodisce corali e codici del '400 con miniature di Venturino Mercati, Sano di Pietro, Giorgio Martini, inoltre, arredi, paramenti sacri, dipinti, sculture.

Informazioni Utili:
Chiusi (Siena)
p.zza Duomo
Telefono: 0578/226490
Aperto 9.30-12.45 da lunedì a sabato, 9.30-12.45 e 16.15-18.30 domenica (inverno); 9.30-12.45 e 16.15-18.30 tutti i giorni (estate)

Museo Civico e d'Arte Sacra
Il museo conserva dipinti di scuola toscana dal XII al XVII secolo, arredi sacri, oreficerie, sculture, affreschi.

Informazioni Utili:
Colle di Val d'Elsa (Siena)
Palazzo dei Priori, via del Castello, 32
Telefono: 0577/923888
Aperto 10-12 e 15.30-18.30 sabato e domenica, chiuso gli altri giorni (da novembre a marzo); 10-12 e 16-19 da martedì a domenica, chiuso lunedì (da aprile a ottobre)

Museo Civico e Diocesano d'Arte Sacra
Il museo conserva opere di pittura senese dal '300 al '500, tra gli artisti Simone Martini, Luca di Tommè, Bartolo di Fredi, sculture lignee, paramenti, oreficeria sacra, manifatture locali.

Informazioni Utili:
Montalcino (Siena)
ex Convento di Sant'Agostino, via Ricasoli, 31
Telefono: 0577/846014
Aperto 10-15 da martedì a domenica (da gennaio a marzo); 10-18 da martedì a domenica (da aprile a dicembre) - chiuso lunedì

Museo di Palazzo "Piccolomini"
Nel rinascimentale palazzo Piccolomini sono custoditi dipinti, incisioni, mobili, arredi, armi. Notevole la biblioteca con libri rari, incunabolo, bolle papali.

Informazioni Utili:
Pienza (Siena)
Palazzo Piccolomini, p.zza Pio II, 2
Telefono: 0578/748503
Aperto 10-12.30 e 15-18 (da ottobre a giugno); 10-12.30 e 16-19 (da luglio a settembre) - chiuso lunedì


Museo Diocesano
Il museo raccoglie paramenti sacri, arredi, dipinti, arazzi fiamminghi del XV secolo, reliquie. Tra i pittori segnaliamo la "Madonna con Bambino" di Pietro Lorenzetti.

Informazioni Utili:
Pienza (Siena)
Palazzo Vescovile, c.so Rossellino, 30
Telefono: 0578/749905
Aperto dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18 - chiuso martedì

Museo della Pieve di Staggia
Il museo conserva dipinti, arredi sacri, oreficerie liturgiche e frammenti di affreschi provenienti dall'antica pieve. Da segnalare la "Comunione di Maria Maddalena", di Antonio del Pollaiolo.

Informazioni Utili:
Poggibonsi (Siena)
loc. Staggia Senese, p.zza Grazzini, 4
Telefono: 0577/930901
Aperto sabato dalle 15 alle 17, altri giorni a richiesta
Ingresso Gratuito

Museo d'Arte Sacra
Il museo conserva paramenti sacri, oreficerie, dipinti e reperti archeologici.

Informazioni Utili:
San Gimignano (Siena)
p.zza Pecori, 1
Telefono: 0577/942226
Aperto 9.30-17 da lunedì a domenica (dall'1/3 al 31/3 e dall'1/11 al 20/1); 9.30-20 da lunedì a domenica (dall'1/4 al 31/10) - chiuso dal 21/1 al 28/2


Museo "A. Castelli"
Il museo conserva sculture, dipinti, stampe, incunaboli, paramenti e arredi sacri.

Informazioni Utili:
Siena
Basilica dell'Osservanza, via dell'Osservanza, 7
Telefono: 0577/280250
Aperto dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18 a richiesta - chiuso domenica
Ingresso Gratuito


Museo Civico
Il museo espone opere di scuola senese, sculture, oreficerie, arazzi, monete, maioliche, armi, ceramiche.
Si possono ammirare opere di Lorenzetti, Simone Martini, Beccafumi, Sano di Pietro, Martino di Bartolomeo, Taddeo di Bartolo, Guido da Siena.

Informazioni Utili:
Siena
Palazzo Comunale, p.zza del Campo, 1
Telefono: 0577/292263
Aperto da lunedì a sabato dalle 10 alle 18, domenica dalle 9.30 alle 13.30

Museo dell'Opera Metropolitana
Il museo conserva dipinti di artisti senesi databili tra il XIII ed il XVII secolo di Giovanni Pisano, Duccio di Buoninsegna, Pietro e Ambrogio Lorenzetti, Jacopo della Quercia, Sano di Pietro e altri. Inoltre, paramenti sacri, reliquiari e oreficerie, sculture.

Informazioni Utili:
Siena
Duomo, p.zza Duomo, 8
Telefono: 0577/283048
Aperto dalle 9 alle 19.30 (dal 16/3 al 31/10); dalle 9 alle 13.30 (dal 1/11 al 15/3)

Museo della Società di Esecutori di Pie Disposizioni
Il museo raccoglie opere di scuola senese databili dal XIV al XVIII secolo.

Informazioni Utili:
Siena
via Roma, 71
Telefono: 0577/284300
Aperto dalle 9 alle 13 a richiesta - chiuso domenica
Ingresso Gratuito

Museo Diocesano e Oratorio di S. Bernardino
Il museo comprende una raccolta di tavole di Bartolomeo Bulgarini, Luca di Tommè e Taddeo di Bartolo, affreschi di Pietro e Ambrogio Lorenzetti, opere del '500 di Beccafumi, di Sodoma, di Ventura Salimbeni e di Bernardino Mei.

Informazioni Utili:
Siena
p.zza San Francesco, 9
Telefono: 0577/283048
Aperto dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 17.30 (dal 15/3 al 31/10) - chiuso gli altri mesi

Pinacoteca Nazionale
La pinacoteca, la cui raccolta di opere d'arte senesi sono tra le più importanti dalle origini al XVIII secolo, espone dipinti di Giovanni Antonio Bazzi (il Sodoma) e Domenico Beccafumi, Duccio, Simone Martini, Pietro Lorenzetti, Giorgio Martini, Jacopo della Quercia e Matteo di Giovanni.

Informazioni Utili:
Siena
Palazzo Buonsignori e Brigidi, via San Pietro, 29
Telefono: 0577/286143-281161
Aperto lunedì dalle 8.30 alle 13.30, da martedì a sabato dalle 8.15 alle 19.15, domenica e festivi dalle 8.15 alle 13.15

Sala d'Arte di S. Maria in Portico in Fontegiusta
Il museo conserva dipinti, sculture, arredi sacri, oreficerie liturgiche.

Informazioni Utili:
Siena
Palazzo dei Priori, via del Castello, 32
Telefono: 0577/923888
Aperto 10-12 e 15.30-18.30 sabato e domenica, chiuso gli altri giorni (da novembre a marzo); 10-12 e 16-19 da martedì a domenica, chiuso lunedì (da aprile a ottobre)

FONTE: www.greenholiday.it
















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