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Toscana

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Itinerari storici - culturali della regione Toscana

Pisa
La città della "Torre Pendente" è tra i più importanti centri storici d’Italia, ricca di monumenti ed opere d’arte, ma anche qualificato centro culturale grazie alla presenza dell’Università e della Scuola Normale Superiore ed attivo polo industriale e commerciale.


ALLA SCOPERTA DELLA CITTA'
Il primo itinerario alla scoperta di Pisa parte da Piazza del Duomo, meglio conosciuta con il nome di Piazza dei Miracoli, il cuore della città, dove sono custoditi i suoi monumenti più rappresentativi.

Lo stile che caratterizza i monumenti di Piazza dei Miracoli - Duomo, Battistero, Torre Pendente, Cimitero Monumentale - è il mirabile romanico pisano, creato dai geniali architetti della piazza decisi ad innovare con creatività ed originalità i linguaggi artistici della tradizione. Il romanico pisano nasce infatti dalla contaminazione tra stili diversi, in esso si fondono con risultati radicalmente nuovi le forme e le decorazioni delle basiliche romane, spunti architettonici e decorativi provenienti dalla tradizione islamica, torna l’uso del marmo come materiale privilegiato. Dall’XI al XIII secolo la piazza fu uno dei più grandi cantieri d’Europa e gli artisti che lavoravano alla costruzione del complesso monumentale lasciarono il segno anche su numerosi altri edifici della città, divenuti oggi altrettanti testimoni della rivoluzione da loro operata in campo architettonico, pittorico e scultoreo.
Piazza dei Miracoli.
Il Duomo di Pisa fu realizzato tra l’XI e il XII secolo e restaurato nel XVII in seguito ad un devastante incendio. Splendida è la facciata, articolata in quattro ordini di logge e impreziosita da colonne e statue. Bellissimi anche i portali in bronzo eseguiti dal Portigiani e con rilievi degli allievi del Giambologna. Le arcate caratterizzano anche i fianchi del Duomo, coronato da una cupola che tradisce l’influenza islamica. L’interno a croce latina è superbo, imponente, specialmente grazie alle cinque navate, all’impareggiabile soffitto a cassettoni, al movimento geometrico di tarsie e pavimenti. Le arcate cieche caratterizzano il Battistero, una superba costruzione romanica a pianta circolare sormontata da un giro di bifore con elementi decorativi di suggestione orientale e dalla calotta, dominata dalla statua bronzea del Battista. Il Battistero fu realizzato tra il 1152 e il 1260 dal progettista Diotisalvi e, successivamente, da Andrea Pisano. La Torre Pendente è uno dei simboli dell’arte italiana più noti nel mondo. Sorprendente per coerenza stilistica e perfezione costruttiva, la torre fu realizzata tra il 1173 e la metà del Trecento: giunti al terzo piano, i lavori furono interrotti in seguito ad un cedimento strutturale che portò la torre ad inclinarsi. I lavori ripresero nel 1275 e si continuò a seguire il progetto originale. In otto secoli la torre ha accumulato una pendenza di circa due metri e mezzo e recentemente è stata sottoposta ad un periodo di chiusura al pubblico, durante il quale il campanile è stato imbracato con tiranti d’acciaio e si è scavato il basamento sul lato opposto a quello del cedimento per compensarlo. Il Camposanto Monumentale è un lungo muro di cinta in marmo che chiude Piazza dei Miracoli sul lato sinistro. Realizzato nel XIII secolo, mostra elementi gotici sovrapposti all’impianto romanico pisano, evidenti specialmente nel Chiostro che la leggenda vuole racchiuda la Terra Santa, trasportata qui dalle flotte pisane rientrate dalla Crociata del 1200. Le pareti del portico erano interamente affrescate ma purtroppo le opere andarono in gran parte distrutte sotto i bombardamenti dell’ultima guerra. I disegni preparatori degli affreschi sono oggi visibili nel Museo delle Sinopie, ospitato nello Spedale Nuovo della Misericordia, davanti al Cimitero Monumentale. Per concludere la visita di questa zona della città, si può visitare il Museo dell’Opera del Duomo sistemato nell’ex Convento delle cappuccine: conserva tarsie in legno, arredi sacri, reperti archeologici, reliquiari e pregevoli opere pittoriche.
Lasciando Piazza dei Miracoli si imbocca via della Faggiola, per ritrovarsi in Piazza dei Cavalieri, trasformata da Giorgio Vasari per volere della famiglia Medici in uno scenografico spazio celebrativo del Nuovo Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano. La mano del Vasari si vede soprattutto nel Palazzo della Carovana, o Palazzo dei Cavalieri, completato nel 1562, e nella chiesetta omonima dall’elegante facciata in marmo e mattoni. Il Palazzo dell’Orologio era l’ospedale dei Cavalieri di Santo Stefano ed è passato agli onori della storia grazie al genio di Dante Alighieri che, nel XXXIII Canto dell’Inferno, narrò la storia del Conte Ugolino, lasciato morire di fame nella torre della Muda. Percorrendo via San Francesco si incontrano la chiesa omonima e il palazzo neorinascimentale che ospita la prestigiosa Università di Pisa, una delle più antiche d’Italia, attiva fin dal XII secolo. Da qui si giunge sul Lungarno Pacinotti, fiancheggiato da edifici signorili, come il Palazzo reale e il Palazzo Agostini.

Arezzo
ALLA SCOPERTA DELLA CITTA'
La visita della città parte da Piazza San Francesco, cuore di Arezzo, sulla quale si affaccia l’omonima chiesa. Di origine duecentesca, la Chiesa di San Francesco subì nel XIV secolo profonde trasformazioni che la adeguarono ai sobri canoni del gotico francescano. Al suo interno conserva un patrimonio pittorico straordinario: il coro è adornato dalla "Leggenda della Croce" di Piero della Francesca, maestro del rinascimento fiorentino. La cappella Guasconi, a destra del coro, è interamente affrescata da Spinello Aretino, mente la cappella Tarlati conserva un’"Annunciazione con profeti e santi" di Neri di Bicci. Proseguendo lungo la strada che conduce al Duomo, si incontra la Pieve di Santa Maria, superbo esempio di architettura romanica innalzata nel XII secolo. CORTONA

Alle sue spalle si apre una delle più scenografiche e suggestive piazze italiane, Piazza Grande, palcoscenico insostituibile della "Giostra del Saracino", la più celebre festa tradizionale aretina, dove la prima domenica di settembre si rievoca un torneo cavalleresco medievale. Il Duomo di Arezzo sorge sulla sommità di una bellissima scalinata del Cinquecento: una poderosa costruzione gotica (XIII sec.) incorniciata da una facciata moderna, realizzata solo nel 1914. Le splendide vetrate che danno luce alla cattedrale, sono opera del pittore cinquecentesco Guillaume de Marcillat, autore anche di numerosi affreschi. Vero e proprio forziere, il Duomo di Arezzo, ospita anche la "Maddalena" di Piero della Francesca, opere pittoriche del Vasari e le preziose maioliche di Andrea Della Robbia che adornano la Cappella del Soccorso. Percorrendo via Madonna Laura si raggiunge la Chiesa di San Domenico che conserva un inestimabile Crocifisso del Cimabue (XIII sec), dipinto su tavola e collocato sull’altare maggiore. Poco distante è visitabile la Casa del Vasari, edificata nel XVI secolo per l’artista aretino. La Casa testimonia ancora della bottega tipica dell’artista rinascimentale e al suo fianco sorge oggi il Museo Vasariano. Tornando verso Piazza San Francesco, merita una visita la Badia, luogo di culto benedettino edificato nel 1200 ed ampliato dal Vasari nel Cinquecento. Poco distante dalla stazione si trova il Museo Archeologico Mecenate, chiuso dentro l’anfiteatro romano risalente al II secolo d.C. Ospita collezioni che testimoniano dal Paleolitico all’Età del Bronzo, dal periodo etrusco all’epoca romana.


Livorno
ALLA SCOPERTA DELLA CITTA' 
 Il volto più suggestivo di Livorno è quello mediceo che la vuole "città ideale" con il suo patrimonio di fortezze e bastioni, torri e mura fortificate, nell’intrico che strade e canali disegnano nel rione antico della Venezia. Parchi, ville liberty ed edifici signorili testimoniano della vivacità di Livorno nel Settecento e nell’Ottocento, quando vennero aperti i primi "bagni", chiamati ad inaugurare il fenomeno del turismo balneare in Italia.

La città medicea.
L’itinerario alla scoperta delle fortificazioni medicee parte dalla Fortezza Vecchia che domina il Porto Mediceo. Elemento di spicco è il Mastio di Matilde, sorto su antichi resti romani e successivamente inglobato nella cosiddetta Quadratura dei Pisani, una fortificazione costruita nella seconda metà del XIV secolo assieme alla rocca. Proseguendo lungo la Cinta Esterna si raggiunge la Fortezza Nuova, eretta fra il 1590 e il 1594 dal Buontalenti per ampliare il complesso dei bastioni della città. Ai primi del Seicento furono scavati i Fossi Medicei, caratteristica urbanistica tipica di Livorno, che ancora oggi la circondano.

Effetto Venezia.
All’interno delle fortificazioni pentagonali si trova l’autentica anima marinara di Livorno: un intrico seicentesco di strade e canali, ponti e quartieri un tempo sede di fervide attività mercantili e commerciali ed oggi teatro nei mesi estivi di una delle più suggestive manifestazioni cittadine, "Effetto Venezia". Il quartiere della Venezia Nuova conserva intatto il fascino architettonico ed urbanistico del reticolo di stradine strette, canali e ponti.

Foto APT di Livorno.


Grosseto
ALLA SCOPERTA DELLA CITTA':
Il primo suggestivo itinerario alla scoperta di Grosseto, è quello che predilige le fortificazioni costruite per difendere la sua posizione strategica. Le mura sono indubbiamente l’elemento caratteristico dell’urbanistica di Grosseto e racchiudono il cuore storico della città.
Di forma esagonale e con sei possenti bastioni, le mura iniziarono ad essere costruite nel 1574 per volere di Francesco I de’ Medici e compiute nel 1593 sotto Ferdinando I. Nell’Ottocento, venute meno le esigenze strategiche e difensive, si decise di trasformare le mura e i bastioni in giardini pubblici per lo svago degli abitanti. Sono ancora visibili il Baluardo della Fortezza, anch’essa costruita nel Cinquecento sotto i Medici, e i Bastioni di Santa Lucia e della Vittoria, innalzati ad ulteriore rafforzamento della cittadella. Percorrendo le mura della città si possono ammirare anche tutti gli altri Baluardi, detti di Maiano, della Cavallerizza, del Molino a vento, che offre anche splendidi giardini, Rimembranza e Garibaldi.

Firenze
ALLA SCOPERTA DELLA CITTA':
Primo itinerario:
Piazza del Duomo, San Lorenzo e Cappelle Medicee
Il primo itinerario che vi proponiamo si sofferma sul cuore di Firenze, Piazza del Duomo, che vanta un patrimonio architettonico davvero invidiabile concentrato in uno spazio relativamente molto piccolo. Il grandioso complesso del Duomo e del Campanile racconta nel migliore dei modi la potenza e la ricchezza della Firenze di fine Duecento e vi offre subito il miglior saggio dell’armonia delle linee compositive e cromatiche del linguaggio artistico fiorentino, potente e sobrio, grandioso e sempre a misura di uomo e di cittadino.

Sommo esempio del gotico italiano, il Duomo di Firenze, venne innalzato sull’antica chiesa di Santa Reparata seguendo il progetto di Arnolfo di Cambio. Alla direzione dei lavori, inaugurata dal progettista, si susseguirono Giotto, Andrea Pisano e Francesco Talenti, mentre a partire dal 1420 Filippo Brunelleschi lavorò alla cupola, realizzando una sua intuizione tecnica davvero straordinaria. La cupola autoportante fu completata nel 1436 e la lanterna fu posizionata nel ’61. L’esterno del Duomo fu rivestito con marmi colorati, sull’esempio del vicino e più antico Battistero: rimase incompiuta la facciata che trovò la sua veste attuale solo nell’Ottocento.
All’esterno, merita una sosta la bella porta "della Mandorla" (a nord) così detta dalla grande aureola che circonda la figura dell’Assunta, esempio illuminante del passaggio dai canoni gotici a quelli rinascimentali. L’interno, austero e solenne, è illuminato dalle splendide vetrate del Ghiberti e conserva molte opere d’arte di grande importanza, tra le quali spiccano i due affreschi staccati eseguiti da Paolo Uccello nel 1436 e da Andrea del Castagno nel 1456. A Paolo Uccello si deve anche la decorazione dell’orologio sulla facciata interna. La splendida Pietà di Michelangelo è stata rimossa e trasferita al Museo dell’Opera del Duomo, mentre restano nella Cattedrale il Mosaico con l’Incoronazione di Maria di Gaddo Gaddi, il busto del Brunelleschi eseguito da Andrea Cavalcanti, gli affreschi della cupola, iniziati dal Vasari ed ultimati dallo Zuccai, il Crocifisso ligneo sull’altare, opera di Benedetto da Maiano.
Il Campanile di Giotto conserva il nome dell’artista che ne elaborò il progetto, benché sia stato ultimato da Andrea Pisano e Francesco Talenti. L’esterno del Campanile, sublime esempio di architettura trecentesca alto 85 metri, è rivestito in marmo policromo sulle stesse delicate tonalità del vicino Duomo. Ad impreziosire la prima fascia sono i bassorilievi di Andrea Pisano e Luca della Robbia, mentre in alto si distinguono le statue con profeti e sibille dello stesso artista, Donatello e Nanni di Bortolo. La parte alta del campanile è alleggerita da bifore e tifore slanciate ed ariose.
Senza allontanarvi da Piazza del Duomo, potete visitare il Museo dell’Opera del Duomo, istituito alla fine dell’Ottocento per conservare tutte le opere che venivano rimosse dalla Cattedrale di Santa Maria del Fiore e dal Battistero. Vi si trovano le bellissime sculture che Arnolfo aveva eseguito e destinato alla facciata del Duomo, i modelli realizzati dal Brunelleschi quali lavori preparatori per la costruzione della cupola, le cantorie di Donatello e di Luca della Robbia, la Pietà di Michelangelo, che da sola vale la visita al Museo, oltre a capolavori di pittura, crocifissi e arredi sacri. Fanno parte della raccolta altre sculture del Cinquecento e del Seicento di scuola toscana, mentre in una saletta a parte ha trovato collocazione una serie di strumenti e materiali di lavoro, recuperati nel corso dei lavori di restauro del Duomo e della Cupola, che documentano l’impegno e l’abilità tecnica delle maestranze all’epoca del cantiere brunelleschiano.
Gli studiosi continuano a discutere sull’origine del Battistero, uno dei monumenti più antichi di Firenze, che nel Medio Evo era ritenuto un tempio pagano di età augustea dedicato al culto di Marte. L’esterno è caratterizzato dai motivi geometrici disegnati dalle bicromie del marmo, bianco e verde di Prato, ed è una felice sintesi di motivi architettonici paleocristiani e romanici. Autentici capolavori in bronzo sono le tre porte: la porta Nord, ultimata nel 1424, è opera del Ghiberti che raccontò episodi del Nuovo Testamento. La porta Sud è la più antica e sulle formelle Andrea Pisano istoriò le Scene di Vita del Battista. Celeberrima è infine la cosiddetta Porta del Paradiso, quella che si apre ad est, capolavoro assoluto del Ghiberti che vi realizzò gli Episodi del Vecchio Testamento, unendo elementi tardo gotici a reminescenze del linguaggio classico.
L’originale della Porta è stato rimosso per essere restaurato e sostituito con una copia, mentre alcune formelle restaurate si trovano nel Museo dell’Opera del Duomo. All’interno potrete vedere lo splendido pavimento intarsiato e i grandi mosaici del soffitto e dell’abside, tutti su fondo oro, eseguiti tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento sotto l’esperta guida di artisti di formazione bizantina provenienti da Venezia.
Imboccando via Cavour in direzione di Piazza San Lorenzo, troverete sul lato destro l’ingresso di Palazzo Medici - Riccardi, splendido esempio di architettura rinascimentale, realizzato da Michelozzo che lavorò su incarico di Cosimo il Vecchio, patriarca della famiglia Medici. E’ il primo palazzo di impronta chiaramente rinascimentale realizzato a Firenze, caratterizzato dall’austero bugnato nella parte inferiore della facciata e da eleganti bifore ai piani superiori. Dalle due porte asimmetriche di ingresso si entra in un cortile costruito secondo moduli brunelleschiani e decorato originariamente a graffiti, e di qui in un tipico giardino all’italiana. Nel Seicento il palazzo divenne di proprietà dei marchesi Riccardi che all’interno realizzarono un salone affrescato da Luca Giordano, uno dei più significativi esempi di arte barocca a Firenze. Da visitare anche la Cappella del Palazzo, arricchita da uno splendido affresco di Benozzo Bozzoli, dedicato alla Cavalcata dei re magi. Proseguendo lungo via Cavour, oltrepassato di poco l’ingresso di Palazzo Medici Riccardi, svoltate sulla sinistra per dirigervi verso la Chiesa di San Lorenzo.
La Chiesa di San Lorenzo si raggiunge attraversando il pittoresco e vivace mercato che porta lo stesso nome, il più amato dai fiorentini che qui trovano sia un vasto campionario dell’artigianato di casa loro che un’atmosfera popolare particolarmente chiassosa e burlona. La Chiesa di affaccia su una piccola piazza pittoresca e si contraddistingue per essere ancora oggi priva del rivestimento esterno della facciata. La realizzazione definitiva dell’interno seguì il progetto di Filippo Brunelleschi, che affidò le decorazioni ai migliori artisti dell’epoca. Molto bella anche la Sagrestia Vecchia, impreziosita da opere di Donatello e dei suoi allievi. Oltrepassato il suggestivo cortile interno vi ritroverete nella Biblioteca Medicea Laurenziana, un vero e proprio forziere colmo di codici miniati, che vi permetterà anche di vedere da vicino la straordinaria scalinata realizzata da Michelangelo, al quale si deve la progettazione di tutto l’edificio. Poco distanti dalla Chiesa di San Lorenzo si trovano le Cappelle Medicee, da non perdere assolutamente per via dell’inestimabile patrimonio artistico che conservano. Dalla cripta del Buontalenti si accede alla Cappella dei Principi, splendido saggio del barocco fiorentino. Al suo interno si trovano le tombe di Donatello, di Cosimo il Vecchio e dei Lorena, mentre la Sagrestia Nuova, in pietra serena e intonaco bianco, è uno dei massimi capolavori di Michelangelo. Michelangelo realizzò gli incomparabili sepolcri dei defunti e le figurazioni allegoriche di Aurora, Crepuscolo, Giorno e Notte.

Secondo itinerario:
Via de’ Calzaioli, Museo del Bargello, Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio, Galleria degli Uffizi

Se avete poco tempo a disposizione ma non volete perdervi nessuno degli scorci di Firenze che si vedono sulle cartoline illustrate, potete seguire questo secondo percorso che privilegia i monumenti più noti della città, a parte ovviamente il complesso della cattedrale di Santa Maria del Fiore.
Anche il secondo itinerario parte da Piazza del Duomo, ma raggiunge Piazza della Signoria percorrendo via de’ Calzaioli, forse la più famosa di Firenze. Una strada pavimentata in porfido e fiancheggiata da negozi e palazzi eleganti, lungo la quale si incontra la Chiesa di Orsanmichele, originariamente costruita come loggia per il grano e trasformata in luogo di culto nel Trecento. All’interno, oltre ad opere di Donatello, Lorenzo Ghiberti e altri, conserva lo splendido Tabernacolo dell’Orcagna, capolavoro di Andrea di Cione. Se all’altezza della chiesa fate una deviazione a destra verso via de’ Tavolini, vi troverete senza difficoltà nei pressi del Museo Nazionale del Bargello. Il Museo ospita una delle collezioni di scultura e arti decorative più importanti al mondo: è praticamente impossibile dare conto del suo immenso ed inestimabile patrimonio, ma tanto per darvi un’idea citiamo il sommo Michelangelo Buonarroti, Donatello e il Giambologna, il Verrocchio e Cellini, Bernini e i Della Robbia. Se invece non amate i musei, proseguite dritto lungo via de’ Calzaioli che al termine sbocca in Piazza della Signoria. Non esistono descrizioni efficaci per Piazza della Signoria, star della cartolina illustrata e dei servizi televisivi, ma la cui atmosfera rimasta intatta nel corso dei secoli si respira solo facendoci due passi. Imponenti costruzioni medievali si affacciano su una delle piazze più belle al mondo, conferendole un aspetto austero che incute rispetto. A dominarla si erge Palazzo Vecchio, ancora oggi sede del municipio, definito da bozze di pietra squadrata e coronato dai merli, sui quali svetta la Torre di Arnolfo. L’interno di Palazzo Vecchio merita sicuramente una visita, ed ospita ambienti prestigiosi come il salone dei Cinquecento, ornato da arazzi, tappeti, ottimi esempi di pittura trecentesca e dalla statua del Genio della Vittoria di Michelangelo. Meritano di essere visitati anche il Salone dei Dugento, lo Studiolo di Francesco I, la sala dell’Udienza e quella delle Carte Geografiche, gli appartamenti di Eleonora da Toledo.
Alla sinistra dell’ingresso di Palazzo Vecchio si trova la fontana dedicata a Nettuno, chiamata Biancone dai fiorentini, opera tardocinquecentesca dell’Ammannati. Alla destra di Palazzo Vecchio si trova invece la Loggia de’ Lanzi, o della Signoria. Una costruzione tardogotica realizzata sul finire del Trecento sotto la quale si trovano il Perseo del Cellini, il Ratto delle Sabine e Ercole e Nesso del Giambologna, il Ratto di Polissena di Pio Fedi.
Passando accanto alla Loggia della Signoria vi trovate nel vasto spazio prospiciente l’ingresso principale degli Uffizi. Prima di entrare nella Galleria per eccellenza, proseguite camminando dritti ed attraversate la strada. A questo punto voltate le spalle all’Arno, il Ponte Vecchio è alla vostra sinistra e davanti a voi si apre uno degli scorci scenografici più belli al mondo, una cartolina di Firenze che difficilmente riuscirete a scordare. Adesso potete anche entrare agli Uffizi, tenendo presente che un’intera giornata sarà appena sufficiente per farsi un’idea del patrimonio artistico che qui è custodito. Il complesso degli Uffizi, progettato dal Vasari e ultimato dal Buontalenti, si articola in 45 sale al terzo piano, mentre al secondo piano si trova la sala dei disegni e delle stampe. Nella seconda sala si trovano le opere di Giotto, Cimabue e Duccio di Buoninsegna, la sala successiva accoglie Simone Martini, Piero e Ambrogio Lorenzetti per giungere con la quarta sala alla pittura fiorentina del Trecento. Le sale si snodano segnando un sentiero completo nella storia della pittura e dell’arte italiana: Piero della Francesca, Paolo Uccello, Masaccio, Beato Angelico, Botticelli, Antonio del Pollaiolo, Leonardo, Mantengna, Pontormo, Raffaello, Tiziano, Caravaggio e Tintoretto sono solo alcuni dei nomi più noti. Insomma un patrimonio inestimabile che fa di Firenze la punta di diamante della conservazione artistica mondiale, un tesoro inestimabile che forse potrà spiegarvi, almeno in parte, per quale ragione i fiorentini sono un popolo tanto orgoglioso.
Per completare una visita brevissima di Firenze, ma che non escluda nessuno dei suoi simboli più celebri ed affascinanti, raggiungete con pochi passi il Ponte Vecchio. E’ un ponte antichissimo, forse addirittura di origini etrusche, ma che ha assunto le sembianze attuali solo nel corso del Trecento grazie al lavoro di Neri di Fioravante. Gravemente danneggiato dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e dall’alluvione del 1966, Ponte Vecchio è stato successivamente restaurato ed ancora oggi ospita le caratteristiche botteghe orafe e due terrazze panoramiche che si affacciano sull’Arno. Il ponte è sovrastato dal Corridoio Vasariano che collega Palazzo Vecchio, sede tradizionale dei governi cittadini, con Palazzo Pitti, residenza dei governati a partire dall’età del Granducato.

Siena
ALLA SCOPERTA DELLA CITTA'
Il primo itinerario alla scoperta di una delle
città più ricche sotto il profilo storico - artistico, parte da Piazza del Campo, emblema di Siena, per raggiungere il Duomo.

Piazza del Campo, il nucleo più antico della città e polo dell’attività civile, sorge sui resti del foro romano. Si tratta di un ampio spazio aperto dalla caratteristica forma a conchiglia che nel 1347 fu divisa in nove spicchi da linee di marmo bianco, per simboleggiare il governo guelfo detto dei Nove.
A cingere Piazza del Campo, teatro insostituibile del Palio di Siena, sono palazzi sobri di architettura medievale e gotica, mentre al centro si trova la splendida Fonte Gaia, capolavoro di Jacopo della Quercia. Sempre al prosperoso periodo del Governo dei Nove risalgono i monumenti più belli che si affacciano sulla piazza, il Palazzo Pubblico con la Torre del Mangia e il merlato Palazzo Sansedoni. Il Palazzo Civico e la Torre del Mangia, simbolo del potere esercitato a Palazzo, risalgono al Trecento e costituiscono uno dei più alti esempi italiani di architettura gotica. Attraverso il cortile del Palazzo si entra nel Museo Civico, un vero e proprio forziere che custodisce opere di Simone Martini, Ambrogio Lorenzetti, Pinturicchio, Salimbeni, e di pittori fiamminghi, olandesi e spagnoli.
Percorrendo via Pellegrini si raggiunge il Battistero di Siena, nato come pieve battesimale della città nel corso del Trecento. Possiede una bellissima fonte battesimale di Jacopo dalla Quercia, con bassorilievi in bronzo ai quali lavorarono anche Donatello, Lorenzo Ghiberti e Giovanni di Turino. Splendido anche l’affresco del Quattrocento che illustra gli articoli del Credo ed altre storie sacre.
Salendo lungo una scalinata quattrocentesca si raggiunge piazza del Duomo, dominata dalla poderosa cattedrale con facciata in marmo a liste bianche e nere. Il Duomo di Siena meriterebbe una visita anche solo per lo splendido pavimento , un’opera mirabile realizzata dal 1373 al 1547. Esempio unico al mondo, il pavimento del Duomo, è diviso in 52 riquadri e completamente decorato con tarsie in marmo a colori e a graffito. Vi lavorarono artisti del calibro di Pinturicchio, Matteo di Giovanni, Francesco di Giorgio e Domenico Beccafumi. La costruzione del Duomo di Siena prese avvio nel 1150 per terminare solo nel corso del Trecento. La splendida facciata è opera di Giovanni Pisano e sul fianco destro ospita uno splendido tondo di Donatello dedicato alla Madonna del Perdono. L’interno della cattedrale, ancora di impianto romanico, conserva splendidi capolavori, come le statue di Michelangelo ai lati dell’altare e la Madonna col Bambino di Jacopo dalla Quercia. All’interno del Duomo si trova anche la Libreria Piccolomini, un grande complesso architettonico realizzato a partire dal 1492 per volontà del Cardinale Francesco Piccolomini in onore di Pio II, del quale doveva custodire il patrimonio librario. La Libreria venne interamente affrescata dal Pinturicchio che tra il 1505 e il 1507 illustrò in dieci riquadri la vita di Pio II. Piazza del Duomo, cuore religioso della città, è fiancheggiata da altri edifici di notevole pregio come la Prefettura, l’Arcivescovado e lo Spedale di Santa Maria della Scala, che ospita anche il Museo Archeologico.
Lo Spedale di Santa Maria della Scala è un vasto complesso che raccoglie i capolavori dei più grandi artisti senesi. Si tratta del primo esempio europeo di ospedale che, una volta esaurita la funzione sanitaria, è stato trasformato in vivace polo culturale. Da visitare, la grande sala dell’infermeria, detta il Pellegrinaio, che ospita un ciclo di affreschi sulla vita quotidiana dell’ospedale e la Chiesa di Santa Maria della Scala, fondata nel 1200 e profondamente rimaneggiata in periodo rinascimentale. All’interno del complesso, trova alloggio anche il Museo Archeologico Nazionale che con sezioni e reperti che spaziano dal Paleolitico all’età etrusco - romana, offre un interessante percorso nell’evoluzione storica e archeologica del territorio senese.
Assieme allo Spedale di Santa Maria della Scala, il Museo dell’Opera Metropolitana rappresenta l’eccellenza del sistema di conservazione artistica della città di Siena. Costituito nel 1879 per iniziativa del Rettore Cavaliere Ferdinando Rubini, il Museo centra l’obiettivo di raccogliere il patrimonio di opere d’arte proveniente dal Duomo e dai Conventi disseminati sul territorio senese, per i quali era stata decretata la soppressione. Il Museo dell’Opera Metropolitana si articola in 13 sale e il suo fiore all’occhiello è la “Maestà” di Duccio di Buoninsegna. Vi si conservano anche capolavori della scuola senese, i marmi di Giovanni Pisano, una bellissima raccolta di oggetti di oreficeria e la maestosa statuaria di Nicola Pisano, Donatello, Urbano da Cortona, Jacopo della Quercia. Dal “Facciatone” del Museo si ammira un superbo panorama sulla città e la campagna circostante.


Lucca
ALLA SCOPERTA DELLA CITTA'
La visita di Lucca comincia indubbiamente dalle imponenti mura che garantiscono una splendida vista di insieme sulla città. Lucca romana e medievale

La prima cinta muraria, della quale ben poco si è conservato, risale al periodo romano, mentre la seconda cerchia fu realizzata fra l’XI e il XII secolo. L’ultima cerchia di mura, conservatasi fino ad oggi, fu edificata per ragioni strettamente militari, per difendersi dalle mire espansionistiche delle potenze immediatamente vicine. I lavori per l’edificazione delle mura iniziarono nel 1544 per concludersi oltre un secolo dopo: dopo aver svolto al meglio la loro funzione difensiva, sotto i Borboni le mura vennero trasformate in pubblico passeggio e circondate dagli alberi che ancora oggi le abbelliscono. Dopo aver percorso le mura, si può proseguire in direzione del Duomo di San Martino che offre una superba facciata decorata, risalente al 1200. La chiesa, di origini antichissime, divenne cattedrale nell’VIII secolo: conserva una scultura lignea del Volto Santo e la splendida tomba di Ilaria del Carretto, capolavoro di Jacopo della Quercia. Merita una visita anche la Chiesa di San Giovanni e Santa Reparata, che oggi mostra il volto seicentesco, pur essendo di impianto medievale. Recenti scavi archeologici hanno rivelato il volto bizantino della Chiesa di San Giovanni, ma alcuni studiosi ipotizzano addirittura un’origine pagana. La visita di Lucca prosegue con una sosta immancabile in Piazza Napoleone, detta anche Piazza Grande e cuore della vita cittadina: uno spazio alberato progettato e realizzato nell’800 sul quale si affacciano i palazzi simbolo dell’attività municipale. Poco distante da Piazza Grande si trova l’edificio del Palazzo Pretorio, ultimato nel XVI secolo ed abbellito nel secolo successivo da un orologio tuttora conservato sulla sommità della facciata. I loggiati e le finiture in pietra serena sulle mura intonacate, conferiscono al Palazzo Pretorio una sobria e misurata eleganza. Sulla piazza nata dove un tempo sorgeva il Foro Romano, si affaccia oggi la splendida chiesa di San Michele in Foro, terminata nel corso del Trecento ed innalzata su una precedente costruzione del VIII secolo. Il prospetto è ornato da quattro ordini di logge e da un bel campanile, mentre all’interno si conservano alcune preziose ceramiche di Andrea Della Robbia, un Crocifisso del 1200 e un dipinto di Filippino Lippi. L’itinerario alla scoperta di Lucca prosegue verso la Chiesa di San Paolino, un edificio rinascimentale progettato da Baccio da Montelupo nel XVI secolo che offre una bella facciata rivestita in marmo bianco e numerose opere d’arte custodite al suo interno. Meritano una visita anche i più celebri palazzi lucchesi, primo fra tutti Palazzo Mansi, una dimora patrizia del Cinquecento acquistata dallo Stato negli anni ’60 e divenuta sede di uno dei Musei nazionali più importanti della città. Al suo interno si conservano gli appartamenti monumentali con gli arredi originali e splendidi affreschi, tra i quali segnaliamo quelli fiamminghi seicenteschi della Camera degli Sposi. Palazzo Mansi è sede della Pinacoteca Nazionale che conserva molti capolavori, tra i quali il -Ritratto di gentiluomo- del Tintoretto e il -Ritratto di Alessandro de’ Medici- del Pontormo. Originale la collezione permanente di sete lucchesi e costumi dei secoli XVIII e XIX ospitata all’interno di Palazzo Pfanner, un bell’edificio del Seicento dove è visitabile anche il suggestivo giardino all’italiana popolato da numerose statue. Questo itinerario per le vie di Lucca termina alla Basilica di San Frediano, affascinante costruzione del XII secolo sorta sui resti di un tempio paleocristiano ancora parzialmente visibili. La Basilica ha subito nel corso dei secoli numerose trasformazioni, la più significativa nel XIII secolo, quando venne aggiunto anche lo splendido mosaico che adorna la facciata. La chiesa accoglie numerose opere di pregio, tra le quali spicca il polittico in marmo all’altare dell’ultima cappella, capolavoro di Jacopo della Quercia. Nella Cappella a lei dedicata, è conservato anche il corpo di Santa Zita, molto venerato dai cittadini di Lucca.

Pistoia
ALLA SCOPERTA DELLA CITTA'
L’itinerario alla scoperta di Pistoia parte inevitabilmente da Piazza del Duomo, cuore artistico e storico della città, dove oltre alla Cattedrale si possono ammirare il Battistero, il Palazzo Vescovile, il Palazzo Pretorio e il Palazzo Comunale.
Il Duomo di Pistoia, intitolato a San Zeno, è documentato fin dal X secolo. Fu soggetto a rimaneggiamenti nel periodo romanico, mentre risalgono al Trecento la facciata con tre ordini di logge e il portico. Il curioso campanile è di epoca longobarda, venne trasformato in Torre Civica nel Duecento ed assunse l’aspetto attuale nel XVI secolo. Il Duomo di Pistoia conserva testimonianze artistiche di grande valore, primo fra tutte il prezioso Altare di San Jacopo, visibile nella cappella omonima. A fianco della Cattedrale si trova il Battistero di Pistoia, progettato da Andrea Pisano ed ultimato nel XIV secolo. Si tratta di un sobrio edificio rivestito con fasce di marmo bianco e verde che conserva un bel fonte battesimale romanico risalente al 1200. Su piazza del Duomo si affaccia il Palazzo Vescovile, recentemente restaurato e sicuramente meritevole di una visita. In particolare è degno d’interesse il Museo Capitolare ospitato al suo interno che offre una vasta collezione di oreficerie gotiche, arredi sacri di età rinascimentale e barocca, reliquiari ed oggetti religiosi. Risale al Trecento anche la costruzione del Palazzo Pretorio, antica sede della giustizia cittadina. Percorrendo la Ripa del Sale, si raggiungono il cinquecentesco Palazzo Rospigliosi, sede del Museo omonimo che offre una vasta collezione di opere d’arte barocche, e il Museo Diocesano. Quest’ultimo conserva arredi sacri, testi religiosi, codici miniati e pregiati pezzi di oreficeria, confluiti a Pistoia da tutto il territorio della diocesi. Poco distante èvisitabile la Chiesa di San Bartolomeo in Pantano costruita, come bene indicato dal nome stesso, su un’antica palude: assai suggestiva è la facciata romanica, caratterizzata da arcate cieche e rilievi in marmo. Una breve passeggiata per via delle Pappe conduce all’Ospedale del Ceppo, centro di cura apprezzato e noto specialmente nel corso del Trecento. La splendida loggia fu aggiunta solo nel Cinquecento ed è impreziosita dalle ceramiche provenienti dalla bottega dei Della Robbia. Un curioso tuffo nel passato della scienza lo promette l’Accademia medica, ospitata all’interno dell’Ospedale, dove sono esposti antichi ferri e strumenti chirurgici. Per visitarlo dovrete chiedere l’autorizzazione alle direzione dell’Ospedale. Proseguendo lungo la stessa strada, troverete la Chiesa di Sant’Andrea, risalente all’VIII secolo ma profondamente rimaneggiata nel corso del Duecento, quando assunse l’aspetto definitivo con la bellissima facciata bicroma. Al suo interno si conservano il pulpito, capolavoro di scultura trecentesca, e il Crocifisso ligneo di Giovanni Pisano, al quale si attribuisce anche il fonte battesimale. L’itinerario prosegue lungo via Curtatone e Montanara, che si percorrono fino al termine per imboccare poi via della Madonna. Qui si trova la splendida Basilica dedicata alla Madonna dell’Umiltà, sorta sui resti della più antica Chiesa di Santa Maria Forisportam. Si tratta di un pregevole edificio cinquecentesco, dove Antonio del Pollaiolo ha curato le decorazioni mentre il Vasari e l’Ammannati hanno realizzato la cupola, punto di riferimento visibile da ogni angolo della città. A questo punto dovete tornare indietro per imboccare via degli Orafi e poi via dei Fabbri, al cui termine si apre lo spazio di Piazza della Sala: è il maggiore lascito della cultura longobarda, tutt’oggi molto amato e frequentato dai pistoiesi che amano ritrovarsi intorno al pozzo del Quattrocento. Dalla piazza prendete una delle stradine che si dirigono verso via Cavour per visitare la Chiesa di San Giovanni Fuoricivitas, edificio completato fra il XII e il XIII secolo, la cui facciata principale è rimasta incompiuta. Splendido è invece il fianco che si affaccia su via Cavour, in marmo bianco e verde, ornato da un duplice loggiato ad arcate cieche. Se volete completare l’itinerario nei luoghi di culto della città di Pistoia, potete visitare anche la Chiesa di Sant’Antonio Abate, impreziosita da un pregevole ciclo di affreschi, la Chiesa di San Domenico dominata da un portale centrale attribuito a Giovanni Pisano e la Chiesa di San Paolo, un edificio di impianto romanico con aggiunte gotiche. La visita di Pistoia si conclude alla Fortezza di Santa Barbara, costruita sui resti di un antico castello innalzato dai fiorentini e distrutto dagli stessi pistoiesi nel 1345.


Prato
ALLA SCOPERTA DELLA CITTA'
Da piazza San Marco si raggiunge Santa Maria delle Carceri, che offre al visitatore la possibilità di scoprire sia il Castello dell’Imperatore, esempio unico di architettura sveva nell’Italia centro - settentrionale, che la Chiesa omonima, capolavoro architettonico di armonia e sobrietà costruito nel 1485 sui resti di un’antica prigione, per volere di Lorenzo de’ Medici.
Proseguendo si incontrano la Chiesa di San Francesco, una bella costruzione del tardo Duecento con la facciata in marmo verde pratese e, poco distante, Palazzo Datini, un raro esempio di dimora privata tardogotica sorto alla fine del Trecento come residenza del mercante e banchiere Francesco Datini. Piazza del Comune è il centro geometrico e simbolico dell’antico nucleo urbano di Prato, racchiuso da poderose mura esagonali. Sulla piazza si affaccia il Municipio che conserva, nel Salone del Consiglio, una Quadreria di ritratti di benefattori e governanti. Sotto le logge del Palazzo Comunale si trova il Museo del Tessuto, l’unico in Italia interamente dedicato all’arte e alla tecnologia tessile.
L’imponente Palazzo Pretorio ospita il Museo Civico che raccoglie vaste collezioni di capolavori del Trecento, del Cinquecento e del Tardo Barocco.
Percorrendo via Manzoni si raggiunge il Duomo di Prato, sorto sull’antica Pieve di Santo Stefano. Si tratta di uno splendido esempio di architettura romanico - gotica, arricchito da un campanile del tardo Duecento. La facciata bicroma, realizzata con alberese chiaro e marmo verde pratese, è impreziosita dal bellissimo pulpito di Donatello e Michelozzo, utilizzato per l’ostensione della Sacra Cintola della Madonna, la reliquia più venerata dai pratesi.
Niente meglio della Sacra Cintola, una cintura tessuta in lana finissima, poteva svolgere meglio il ruolo di reliquia per Prato che la conserva all’interno del Duomo in una cappella omonima. La leggenda della Sacra Cintola, secondo la quale fu San Tommaso a riceverla direttamente dalle mani di Maria al momento dell’Assunzione, è narrata in due serie affrescate di Agnolo Gaddi e Bernardo Daddi, visibili in Duomo.
Il Palazzo vescovile ospita il Museo dell’Opera del Duomo dove si conservano capolavori pittorici, arredi sacri, miniature e da qui si imbocca via Garibaldi, ricca di negozi e locali pubblici. Da via Convenevole si raggiunge la Chiesa di San Domenico, edificio gotico sorto fra il XIII e il XIV secolo con annesso il convento che ospita il Museo di Pittura Murale nel quale si ammirano sinopie, affreschi e graffiti.

MASSA
La visita di Massa parte da Piazza Aranci, che conserva un obelisco ed una fontana CARRARA

dell’800, e dall’attiguo Palazzo Cybo Malaspina. Imboccando via Dante, si raggiunge la Cattedrale, costruita nel XIV secolo e rimaneggiata nel XVII, ma con una facciata moderna, del 1936. L’interno della cattedrale è barocco e vi si conservano opere di Benedetto Buglioli e "Sant’Anna con Maria Bambina" del Pinturicchio. A fianco della Cattedrale si trova il Museo storico di arte sacra, dove si possono ammirare arredi sacri,pregiati pezzi di oreficeria e numerose opere d’arte. Entrando da Porta Quaranta, si segue l’antica fortificazione muraria fino alla Rocca panoramica, un castello medievale che custodisce all’interno il palazzo cinquecentesco dei Malaspina. Nei dintorni, al limitare delle Alpi Apuane e in posizione panoramica, si trova la piccola stazione termale di San Carlo: qui si imbottiglia l’Acqua Aurelia e si possono imboccare diversi itinerari trekking alla scoperta delle montagne circostanti.


CARRARA
La visita di Carrara parte dal Duomo della città, costruito tra l’XI e il XIV secolo: MASSA

la struttura che mescola elementi romani e gotici, è immancabilmente ornata da una facciata rivestita con liste di marmo bianco e grigio e decorata da uno splendido rosone marmoreo. Moltissime opere d’arte, tra le quali alcuni lavori in gesso del Canova, sono conservate in Palazzo Cybo Malaspina, donato nel 1805 all’Accademia delle Belle Arti. La principale attrattiva di Carrara restano comunque le cave di marmo e le attività di lavorazione della preziosa pietra bianca. Il marmo delle Apuane, estratto fin dall’epoca dei romani, ha fornito ai maestri toscani la materia prima per tanti inestimabili capolavori ma è sempre stato utilizzato per impieghi di ogni genere, compresa la realizzazione di semplici oggetti d’uso quotidiano. Meritano una visita, oltre al Museo civico del marmo, i principali agri marmiferi: Fantiscritti, Torano e il pittoresco villaggio di Colonnata, dove potrete soddisfare anche il palato. La specialità gastronomica per eccellenza di questa zona di Toscana è infatti il prelibato "lardo di Colonnata", speziato e condito con ricette diverse, probabilmente una per ciascuna famiglia carrarese, e poi stagionato in mezzo a lastre di marmo bianco. Nei dintorni di Carrara, merita una visita il paese di Fosdinovo, bellissimo borgo medievale sovrastato dal Castello dei Malaspina. Fosdinovo conserva anche la chiesa di San Remigio, di origine romanica e rimaneggiata in periodo barocco.

FONTE: www.portale-toscana.it

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