Le province della regione Toscana
BREVE STORIA DI FIRENZE

Di origine romana, l'attuale città sorse sui luoghi in cui fu costruito, sulla via Cassia, un abitato per le necessità dei traffici commerciali da e per Roma. Acquistò subito notevole inportanza e nel 287 divenne capoluogo della regione "Tuscia et Umbria". Mantenuta costante per molti secoli la propria influenza, interrotta solo dall'arco di tempo in cui capoluogo fu Lucca (con Bizantini, Longobardi, Franchi), Firenze riprende ad accrescere il proprio potere in Toscana a partire dalla vittoriosa guerra contro Fiesole (1125), fino alla conquista di praticamente tutta la regione con Cosimo I de' Medici, divenuto granduca nel 1569. Con i Medici Firenze si arricchisce di numerose opere d'arte e vede modificarsi il proprio aspetto architettonico ed urbanistico; le modifiche proseguiranno anche con i governi dei Lorena, grazie ai quali tutta la Toscana ebbe una decisa ripresa economica. Nel 1860 Firenze venne annessa al regno di Sardegna e dal 1865 al 1871 fu capitale d'Italia. Oggi firenze è una città di 370.000 abitanti, famosissima in tutto il mondo per le sue opere d'arte monumentali e museali e per il suo artigianato, mete di numerosissimi turisti provenienti da tutto il mondo.
La Provincia di Firenze confina con quelle emiliano-romagnole di Bologna, Ravenna e Forlì, con quelle toscane di Arezzo, Siena, Pisa, Lucca, Prato e Pistoia. Il territo rio prevalentemente collinare include il medio bacino dell'Arno, da Figline a Fucecchio. Il Confine con l'Emilia-Romagna va dal Passo della Futa al Monte Falterona (mt.1654). Nel territorio è compresa; l'alta valle del Sillaro, ed i bacini del Santerno, del Senio e del Lamone.Il Fiume Arno raccoglie le acque dei fiumi Sieve, Bisenzio, Greve, Pesa ed Elsa. Al centro della provincia è situata la conca di Firenze dove si inseriscono la piana dell'Ombrone, fiume proveniente dalla provincia di Pistoia. Ad ovest si raggiunge la zona bonificata del padule di Fucecchio. Il clima mite favorisce l'agricoltura in pianura e nella media collina, mentre sulle cime più alte dell'Appennino l'economia è silvo-pastorale. Quasi il 50% della popolazione della provincia risiede nel capoluogo e nel suo entroterra. I centri principali per l'industria ed il commercio sono: Empoli, per il vetro, i laterizi e l'abbigliamento. Bagno a Ripoli, Campi, Castelfiorentino, Fucecchio, Pontassieve e Scandicci per le attività artigianali dalle quale provengono oggetti artistici destinati anche all'esportazione. Per il turismo la provincia di Firenze è ai primi posti nazionali ed internazionali, grazie alle attrattive storiche, artistiche e culturali del capoluogo e dei suoi dintorni, ma anche per le bellezze naturali del territorio e per i valori artistici ed ambientali di molti centri minori.
I COMUNI DELLA PROVINCIA
Bagno a Ripoli
Barberino di Mugello
Barberino Val d'Elsa
Borgo San Lorenzo
Calenzano
Campi Bisenzio
Capraia e Limite
Castelfiorentino
Cerreto Guidi
Certaldo
Dicomano
Empoli
Fiesole
Figline Valdarno
Firenze
Firenzuola
Fucecchio
Gambassi Terme
Greve
Impruneta
Incisa Valdarno
Lastra a Signa
Londa
Marradi
Montaione
Montespertoli
Montelupo Fiorentino
Palazzuolo_sul Senio
Pelago
Pontassieve
Reggello
Rignano sull'Arno
Rufina
San Casciano Val di Pesa
San Godenzo
San Piero a Sieve
Scandicci
Scarperia
Sesto Fiorentino
Signa
Tavarnelle Val di Pesa
Vaglia
Vicchio
Vinci
BREVE STORIA DI PRATO
Dopo le civiltà preistoriche, gli Etruschi abitarono la terra di Prato fino al V secolo a.C. In età romana sorse il "Pagus Cornius" nell'area del "prato" attorno al quale, una volta caduto l'Impero Romano, sosterranno le milizie e i mercanti fino a formare un quartiere che nell' XI secolo diventerà il fortilizio del Conte Alberto. Gli Alberti saranno poi, per investitura imperiale, Conti di Prato. Il vasto feudo albertino, che si estende dalla Maremma all'Appennino bolognese, viene conquistato dalla Marchesa di Canossa dopo un feroce assedio. Divenuta un Libero Comune, Prato sconfigge Pistoia alla fine del XII secolo. Arti e mestieri fioriscono e si organizzano militarmente in una Società del Popolo. La Società pesa a favore dei Guelfi riuniti a Prato nella Lega dei Comuni Toscani. Dominata dagli Angioini prima, dai Guazzalotti poi, la città, stremata da un'epidemia di peste, si arrende nel 1350 ai fiorentini che l'assediano. Nel 1512 subisce il "Sacco" da parte degli spagnoli. Il passaggio alla Repubblica fiorentina, nel 1531, non limita la crescita economica, culturale e artistica della città. Dalla metà del XIX secolo, lo sviluppo di una moderna industria tessile comporta una notevole espansione economica, demografica ed urbanistica. Il lavoro non ha però assorbito tutte le energie intellettuali della città, che oltre alla ricchezza del suo patrimonio storico-artistico offre notevoli e caratterizzate occasioni culturali che ne testimoniano la vivacità
La Provincia di Prato confina con quelle di Bologna, Firenze e Pistoia. A nord il confine corrisponde all'incirca al crinale dell'Appennino, dal Poggio di Valigella al Monte Tronale; a est al il crinale del Monte Calvana, i torrenti Marina, Vignone e Ombrone e il fiume Arno; a sud con il crinale del Montalbano; a ovest al Sasso Regina alla confluenza del torrente Calice nell'ombrone e i torrenti Calice, Agna e Limentra. I centri principali, oltre a Prato, sono Montemurlo, Vaiano, Poggio a Caiano, Carmignano, Seano, Vernio e Montepiano. Le attività produttive principali sono l'industria tessile (il Distretto Industriale tessile di Prato è il più importante in Europa) e le attività ad essa connesse, ma sono ben sviluppate ed in crescita le società di servizi e della new economy e l'artigianato. Anche il turismo nella provincia di Prato sta conoscendo un ottimo sviluppo ed è in continua crescita. Le attrattive più importanti sono i monumenti, i musei, l'arte contemporanea e l'archeologia (soprattutto etrusca) di Prato, le ville medicee, le pievi e le necropoli etrusche del Montalbano, le rocche, le pievi, le ville e le badie di Montemurlo e della Valdibisenzio.
I COMUNI DELLA PROVINCIA
CANTAGALLO
CARMIGNANO
MONTEMURLO
POGGIO A CAIANO
PRATO
VAIANO
VERNIO
BREVE STORIA DI PISTOIA
Di origine romana, Pistoia divenne con i Longobardi un importante centro amministrativo e militare. Divenuto Comune alla fine dell'XI secolo, la città fu vittima delle mire espansionistiche di Lucca e Firenze, alla quale si sottomise definitivamente nel 1329, perdendo ogni autonomia anche economica a causa dei fallimenti delle attività bancarie cittadine. Nei secoli della dominazione medicea e lorenese venne favorita la ripresa economica e Pistoia riacquistò anche un certo peso politico. La città ha beneficiato dello sviluppo industriale di cui tutta la Toscana ha beneficiato, sia a cavallo tra '800 e '900, sia nel dopoguerra. È oggi sede di industrie metalmeccaniche con prevalenza dell'industria ferroviaria, ma le attività più importanti e quelle per cui Pistoia è conosciuta sono le agricole floro-vivaistiche, fra le più importanti, di questo settore, in Europa. La città e la provincia di Pistoia offrono anche apprezzabili beni artistici monumentali e museali.
La Provincia di Pistoia si estende sul versante meridionale dell'Appennino Tosco-Emiliano e confina con le province di Modena, Bologna, Prato, Firenze e Lucca. Il territorio è prevalentemente montagnoso e collinare. La zona di montagna si estende intorno all'Abetone, frequentata località turistica estiva ed invernale dell'Appennino, e culmina con i i 2165 mt. del Monte Cimone. In questa zona il clima è decisamente continentale, con inverni freddi e nevosi ed estate fresche, mentre nella zona collinare ed in pianura, che risentono dell'azione del mare, gli inverni sono meno freddi e le estati più calde.
In montagna prosperano immensi boschi di castagni , cerri, larici e faggi. Ben sviluppata l'agricoltura specie in pianura, dalla quale si ricavano frumento ortaggi, foraggi, ecc.. In collina sono diffusi gli oliveti, i frutteti ed i vigneti. Nella piana di Pescia vengono praticati su larga scala la floricoltura ed il vivaismo ed a Pescia a sede il maggior mercato floristico d'Italia ed uno dei maggiori d'Europa.
L'economia provinciale oltre che su l'agricoltura, la floricoltura e le attività forestali, si basa anche sul commercio, sui trasporti, sul terziario, sull'industria, su di un artigianato selezionato e qualificato, e sul turismo. L'industria è rivolta ai settori metallurgico, metalmeccanico, chimico, dei mobili, delle calzature e dell'abbigliamento. I centri principali, oltre al capoluogo, sono Pescia, Montecatini, Quarrata, Monsummano e Agliana.
Il richiamo turistico è esercitato dalle località sciistiche che fanno capo all'Abetone, dalle amene località climatiche estive della montagna Pistoiese, e dalle stazioni termali di Montecatini e Monsummano.
I COMUNI DELLA PROVINCIA
ABETONE
AGLIANA
BUGGIANO
CHIESINA UZZANESE
CUTIGLIANO
LAMPORECCHIO
LARCIANO
MARLIANA
MASSA E COZZILE
MONSUMMANO TERME
MONTALE
MONTECATINI TERME
PESCIA
PIEVE A NIEVOLE
PISTOIA
PITEGLIO
PONTE BUGGIANESE
QUARRATA
SAMBUCA PISTOIESE
SAN MARCELLO PISTOIESE
SERRAVALLE PISTOIESE
UZZANO
BREVE STORIA DI PISA
Pisa deve la sua origine di città ai romani che ne fecero un porto. Numerose furono le imprese guerresche e le conquiste, delle quali la più memorabile è quella contro le Baleari; contemporanemente all'espansione territoriale si svilupparono i commerci e la città stessa. Nel XII secolo nasce il Comune, si risolve il contrasto con Lucca e viene conquistata la Val d'Era, ma la rivalità più impegnativa è quella con Genova per il controllo della Sardegna e della Corsica. A cavallo tra XII e XIII secolo Pisa rinuncia alla Corsica in favore di Genova, perde la Sardegna per opera di Papa Bonifacio VIII e vede decadere la repubblica comunale e aprirsi una pesante crisi economica. Seguiranno varie signorie di varie famiglie fino alla conquista di Pisa da parte di Firenze il 9 ottobre 1406 dopo otto mesi di assedio; seguì un secondo periodo di crisi economica e alcuni tentativi di ribellarsi a Firenze. Pisa troverà un nuovo periodo economicamente favorevole durante i governi medicei e lorenesi e troveranno nuova vita anche l'arte e la cultura. Oggi Pisa è una città che svolge il ruolo di centro dei commerci di una vasta area dove sono ben sviluppate l'agricoltura e l'industria, insieme alle quali va considerata l'attività turistica che sfrutta le opere d'arte e i monumenti presenti sul suo territorio.
La Provincia di Pisa è contornata dalle province di Lucca, Firenze, Siena, Grosseto e Livorno e si affaccia sul Mar Tirreno per un breve tratto.
Il territorio comprende il Valdarno inferiore, il bacino del Cecina ed il tratto terminale del Serchio, e si presenta quasi tutto pianeggiante o leggermente collinoso. Le massime altezze sono costituite dai Monti Pisani (mt.918) a nord, e dall'Aia dei Diavoli (mt.875) a sud.
L'aspetto paesaggistico varia con il variare della natura del suolo e va dai boschi pascoli dei Monti Pisani alle sabbie ed alle marne delle Colline Metallifere, ai calanchi del Volterrano coperti di vigneti e oliveti, alle piane dell'Era e dell'Elsa dove le terre rosse argillose si alternano alle superfici sabbiose, alle fasce costiere orlate di dune e pinete.
Il clima mite è reso umido dalla vicinanza del mare. I corsi d'acqua hanno carattere torrentizio e risentono del regime pluviale. I terreni sono intensamente coltivati a cereali, foraggi, vigneti e oliveti, a barbabietola da zucchero, tabacco, ortaggi e frutta. L'allevamento zootecnico riguarda bovini, ovini, suini, equini e animali da cortile. L'industria è rivolta alla trasformazione e conservazione dei prodotti agricoli, alla lavorazione del legno, alla produzione di motoveicoli, abbigliamento, pellami, tessuti, vetrerie e ceramiche, ecc..
I soffioni boraciferi di Larderello sono una caratteristica fonte di energia per l'industria.
Oltre al capoluogo i centri principali sono Casciana, nota per la produzione dei mobili, Montecatini in Val di Cecina e Pontedera, centri agricolo-industriali e commerciali, San Miniato, ricca di valori storico-artistici e paesaggistici, Volterra, antica lucumonia etrusca, San Giuliano Terme. Notevole il movimento turistico, sia nei centri ricchi di interessi storici ed artistici come la stessa Pisa, Volterra, San Miniato e Ponsacco, sia nelle stazioni di cura di Bagni di Casciana, Uliveto Terme e San Giuliano Terme.
I COMUNI DELLA PROVINCIA
BIENTINA
BUTI
CALCI
CALCINAIA
CAPANNOLI
CASALE MARITTIMO
CASCIANA TERME
CASCINA
CASTELFRANCO DI SOTTO
CASTELLINA MARITTIMA
CASTELNUOVO VAL DI CECINA
CHIANNI
CRESPINA
FAUGLIA
GUARDISTALLO
LAJATICO
LARI
LORENZANA
MONTECATINI VAL DI CECINA
MONTESCUDAIO
MONTEVERDI MARITTIMO
MONTOPOLI IN VALDARNO
ORCIANO PISANO
PALAIA
PECCIOLI
PISA
POMARANCE
PONSACCO
PONTEDERA
RIPARBELLA
SAN GIULIANO TERME
SAN MINIATO
SANTACROCESULL'ARNO
SANTA LUCE
SANTA MARIA A MONTE
TERRICCIOLA
VECCHIANO
VICOPISANO
VOLTERRA
BREVE STORIA DI AREZZO
Arezzo, che faceva parte della dodecapoli etrusca, nel IV-III secolo a. C. fu avversaria di Roma e successivamente sua alleata contro i Galli e contro Annibale. Colonia durante l'impero romano, Arezzo divenne diocesi cristiana già nel IV secolo e con i vescovi si avviò l'espansione dei possedimenti della città. Arezzo già agli inizi dell'XI secolo era divenuta libero Comune, ma vide la sua espansione interrompersi con la battaglia di Campaldino (1289) in cui fu sconfitta da Firenze, che nel 1384 acquistò Arezzo dal capitano di ventura Enguerrand de Coucy. Più volte gli aretini tentarono di ribellarsi a Firenze, ma la città perse comunque l'importanza avuta in passato. Arezzo è oggi una città che sta vivendo un nuovo "risveglio" artistico-culturale, forte anche dei successi economici delle sue industrie e soprattutto dell'attività orafa, importantissima e apprezzata sia a livello nazionale che internazionale.
La Provincia di Arezzo, la più orientale delle province della Toscana e confina con quella di Siena, Firenze, Forlì, Pesaro-Urbino e Perugia.
Il territorio è collinare e montagnoso, essendo a ridosso dell'Appennino Tosco-Emiliano. La provincia comprende l'alta Valle dell'Arno (Casentino), che si estende dal Pratomagno all'Appennino, e l'alta Valle del Tevere. L'Arno e la Val di Chiana separano l'Appennino dal Preappennino Toscano. In alcuni punti il territorio scavalca l'Appennino e sconfina nel Montefeltro (Urbino).
Il clima è continentale. Il sistema idrografico è formato dall'Arno, con i suoi affluenti ed il Tevere. Il Canale Maestro della Chiana raccoglie le acque delle zone bonificate e le scarica, parte in Arno, e parte nel Lago di Montepulciano ed in quello di Chiusi.
Città notevoli, oltre al capoluogo, sono Bibbiena, principale centro del Casentino, Castiglion Fiorentino, che domina la Val di Chiana, Cortona, ricca di vestigia etrusche, Montevarchi, centro tessile, San Giovanni Valdarno, centro industriale e siderurgico, Sansepolcro, popolosa cittadina dall'Alta Val Tiberina, nota per l'industria ed il commercio.
L'agricoltura, la pastorizia e l'allevamento dei bovini con l'industria, i traffici commerciali e l'artigianato artistico di oreficeria sono le attività principali della provincia.
Il centro turistico più importante è Arezzo, non solo per i suoi valori storici, artistici ed ambientali, ma anche per il fiorente mercato dell'antiquariato che vi si svolge la prima domenica di ogni mese.
I COMUNI DELLA PROVINCIA
ANGHIARI
AREZZO
BADIA TEDALDA
BIBBIENA
BUCINE
CAPOLONA
CASTEL FOCOGNANO
CASTELSAN NICCOLO'
CASTIGLION FIBOCCHI
CASTIGLION FIORENTINO
CASTELFRANCO DI SOPRA
CAVRIGLIA
CHITIGNANO
CHIUSI DELLA VERNA
CIVITELLA
CORTONA
LATERINA
FOIANODELLACHIANA LORO CIUFFENNA
LUCIGNANO
MARCIANO DELLA CHIANA
MONTESANSAVINO
MONTEMIGNAIO
MONTERCHI
MONTEVARCHI
ORTIGNANO RAGGIOLO
PERGINE VALDARNO
PIAN DI SCO'
PIEVE SANTO STEFANO
POPPI
PRATOVECCHIO
SAN GIOVANNI VALDARNO
SANSEPOLCRO
SESTINO
STIA
SUBBIANO
TALLA
TERRANUOVA BRACCIOLINI
BREVE STORIA DI LUCCA
Il territorio di Lucca, abitato sin dalla preistoria, fu conquistato dagli etruschi e fu colonia latina nel 180. È probabile che fosse sede di vescovado già dal IV secolo. Con i Longobardi Lucca fu capoluogo della Tuscia; nella lotta tra papato e impero Lucca fu sempre schierata con quest'ultimo ricevendone incompenso numerosi benefici. Lucca divenne libero Comune nel 1162. Già nel XII secolo iniziarono le lotte con Pisa, che si ripeteranno nel XIII e nel XIV secolo. Sempre nel XIV secolo Lucca ebbe i primi contrasti con Firenze, che si ripeteranno continuamente per secoli. Lucca mantenne la propria autonomia e indipendenza per molti secoli ed arrivò ad ottenere la dignità di principato nel 1805 con Felice Baciocchi ed Elisa Bonaparte. Nel 1847, il 4 ottobre, Carlo Ludovico di Borbone, con il trattato di cessione anticipata alla Toscana, segnò la fine dell'indipendenza di Lucca. La città e la sua provincia sono oggi sede di industrie alimentari, tessili e cartarie, ma il ruolo di maggiore importanza è ricoperto dalle attività commerciali legate anche a quelle agricole della provincia. Un ruolo importantissimo è quello del turismo balneare della Versilia che attira migliaia di turisti tutte le estati.
La Provincia di Lucca si affaccia ad ovest sul Mar Tirreno ed è circondata da quelle di Massa Carrara, Reggio Emilia, Modena, Pistoia, Firenze e Pisa.
Il territorio è prevalentemente montagnoso con alcune zone pianeggianti e comprende la bassa costiera apuana, la piana che si estende fra i Monti Pisani e Le Pizzorne, parte delle Alpi Apuane, parte del versante sud-orientale dell'Appennino Tosco-Emiliano e l'intero bacino del Serchio. La fascia litoranea, che fa parte della Versilia, si estende per una ventina di chilometri orlata da una bella spiaggia bassa e sabbiosa talvolta contornata da dune.
Fra la zona montana e quella costiera, un tempo palustre, rimane il Lago di Massaciuccoli. Dopo un'attenta e lunga operazione di bonifica. Le Alpi Apuanee fanno cornice con la sua vetta più alta il Monte Pisanino (1946 mt).
Il clima risente della morfologia del territorio. La Versilia, protetta dalle Apuanee, gode di un clima temperato, il bacino del Serchio ha un clima continentale con sbalzi termici nel corso dell'anno, mentre nelle zone montane il clima è rigido in inverno e fresco in estate.
I fiumi che attraversano la provincia sono: il Serchio e i suoi affluenti il cui principale è la Lima.
Notevole il richiamo turistico, a livello internazionale e nazionale, in Versilia e nella Garfagnana.
Oltre che sul turismo, l'economia si basa sull'agricoltura, sulla pesca, sull'industria nautica e sull'allevamento.
I COMUNI DELLA PROVINCIA
SILLANO
GIUNCUGNANO
P.ZA AL SERCHIO
SAN ROMANO
VILLA COLLEMANDINA
MINUCCIANO
CAMPORIGGIANO
CASTIGLIONE GARFAGNANA
PIEVE FOSCINA
VAGLI
CASTELNUOVO GARFAGNANA
FOSCIANDORA
BARGA
MOLAZZANA
CAREGGINE
SERAVEZZA
SAZZEMA
VERGEMOLI
GALLICANO
COREGLIA
BAGNI DI LUCCA
BORGO A MOZZANO
FABB.DI VALLICO
PESCAGLIA
VILLA BASILICA
PIETRASANTA
FORTE DEI MARMI
CAMAIORE
MASSAROSA
LUCCA
CAPANNORI
MONTECARLO
ALTOPASCIO
PORCARI
VIAREGGIO
BREVE STORIA DI SIENA
Di origine romana, Siena durante le invasioni barbariche, grazie anche alla sua posizione facilmente difendibile, si accrebbe. Nel medioevo, preceduto dal governo dei vescovi, si sviluppò il Comune, pienamente costituito nel 1179. in precedenza, nel 1137, Siena avviò la sua espansione con l'acquisto del castello di Staggia e arrivò pochi anni dopo al primo contatto con Firenze, con la quale fu in continuo contrasto, per questioni di confini, sin dal XIII secolo. Nel frattempo Siena si espandeva a sud, arrivando alla conquista di Grosseto e della Maremma. Il conflitto con Firenze culminò nella famosa battaglia di Monteaperti (1260) vinta dai senesi, a cui seguì però l'ascesa sul trono di Napoli della dinastia Angioina (1266), che pose fine al predominio ghibellino anche in Toscana: la ghibellina Siena venne travolta dal ritorno del Guelfi e la repubblica cadde sotto i colpi delle lotte intestine. Seguì un prosperosissimo periodo per la città, che si abbelliva dei suoi più importanti monumenti e per lo Studio con il suo periodo di maggior fama. A questo seguì un periodo con alterne vicende, fino alla conquista ispanico-medicea del 1555. Il dominio dei Medici prima e dei Lorena dopo favorirono a Siena la ripresa economica e politica, comuni a tutta la Toscana, della quale la città del Palio seguirà i destini sino ai giorni nostri.
La Provincia di Siena è circondata dalle province di Firenze, Arezzo, Perugia, Terni, Viterbo, Grosseto e Pisa. La provincia di Siena comprende nel suo territorio i bacini superiori dell'Elsa, del Norcia, del Paglia e dell'Ombrone il cui affluente Arbia è il principale corso d'acqua interamente senese.
Il suolo, prevalentemente collinare, comprende i Monti del Chianti a nord, il Monte Amiata a sud, le Colline Metallifere ad ovest e la Val di Chiana ad est.
Le Crete Senesi si trovano a sud-est di Siena, terreno argilloso dovuto da fenomeni di erosione.
I fondo valle sono di origine alluvionale e si pratica l'agricoltura, favorita dal clima mite. Sulle colline, invece, si pratica la coltura dell'olivo e della vite. L'attività zootecnica è molto sviluppata.
L'industria è rivolta alle produzioni farmaceutiche, meccaniche, alimentari e minerarie nella zona di Abbadia San Salvatore dove si estrae il cinabro.
A Siena, città ricca di storia, prevale il turismo come anche in altre località della provincia, ad esempio Montalcino, Montepulciano, Buonconvento, ecc.
Rinomate anche le località termali, come Chianciano Terme, San Casciano dei Bagni, Rapolano Terme, Terme di Montepulciano, Bagni di San Filippo e Bagno Vignoni.
I COMUNI DELLA PROVINCIA
San Gimignano
Poggibonsi
Colle di Val D'Elsa
Castellina in Chianti
Radda in Chianti
Casole d'Elsa
Monteriggioni
Gaiole in Chianti
Radicondoli
Sovicille
Siena
Chiusdino
Monteroni d'Arbia
Asciano
Rapolano Terme
Monticiano
Murlo
Buonconvento
S.Giovanni d'Asso
Sinalunga
Trequanda
Pienza
Montalcino
S.Quirico d'Orcia
Montepulciano
Chiusi
Chianciano Terme
Torrita di Siena
Sarteano
Radicofani
Abbadia S.Salvatore
Pian Castagnaio
Cetona
S.Casciano dei Bagni
Castiglione d'Orcia
Castelnuovo Berardenga
BREVE STORIA DI GROSSETO
Sorse intorno al IX secolo come castello dell'antica Roselle. Dall'XI secolo feudo degli Aldobrandeschi, Grosseto fu conquistata da Siena nel 1336 e ne seguì le sorti. Durante tutto il precedente XIII secolo la città svolse il ruolo di capoluogo ghibellino in Maremma. Nel 1559 fu conquistata da Cosimo de' Medici, mentre con i granduchi iniziò la ripresa economica grazie soprattutto alle opere di bonofica. Ma l'epidemia di malaria spopolò la città e la fece decadere. Risorse coi Lorena nel XVIII secolo e ancor più si sviluppò nel XIX secolo con la progressiva bonifica. Ancora oggi Grosseto è il centro amministrativo e commerciale della Maremma ed è presente anche un certo numero di attività industriali. Importante è anche l'attività turistica balneare di tutta la costa della provincia e dell'isola del Giglio.
La Provincia di Grosseto è la più estesa e la meno popolata della Toscana. E' racchiusa fra le province di Livorno, Pisa, Siena e Viterbo. Occupa la zona della Maremma Toscana che si affaccia sul mar Tirreno da Follonica alla foce del Chiarone, con 125 Km di costa. La pineta di Tombolo, i lidi di Orbetello e di Burano fanno parte delle dune che costeggiano il litorale sabbioso. Sul promontorio dell'Argentario la costa diventa alta e rocciosa e ne fanno da cornice i monti dell'Uccellina e del Poggio Peroni fino a Punta Ala. A settentrione, il versante meridionale delle Colline Metallifere e la valle dell'Ombrone, la separano dal M.Amiata, al confine della provincia di Siena.
Il basso bacino dell'Ombrone e i bacini del Bruna e dell'Albenga con l'alto bacino del Fiora, compongono il sistema idrografico della provincia.
L'isola del Giglio e di Giannutri con le Formiche e l'isoletta di Burano fanno parte della provincia stessa.
Oltre al capoluogo, i principali centri della provincia sono: Orbetello, il centro minerario di Massa Marittima, Roccastrada, Gavorrano con i suoi giacimenti di pirite, Porto Ercole e Porto Santo Stefano, frequentate località balneari dell'Argentario, Follonica e Castiglione della Pescaia.
Il clima è continentale nelle zone interne, mediterraneo e ventoso sulla costa. L'economia, oltre che sul turismo balneare si basa sul turismo termale, per la presenza delle terme di Saturnia e Bagnore. L'industria, l'agricoltura e la pesca completano l'economia della provincia.
I COMUNI DELLA PROVINCIA
Monterotondo Marittimo
Montieri
Massa Marittima
Follonica
Scarlino
Gavorrano
Roccastrada
Civitella - Paganico
Castiglione della Pescaia
Grosseto
Campagnatico
Cinigiano
Castel del Piano
Seggiano
Arcidosso
Scansano
Roccalbegna
Santa Fiora
Semproniano
Castell'Azzara
Sorano
Pitigliano
Manciano
Capalbio
Orbetello
Monte Argentario
Magliano in Toscana
BREVE STORIA DI LIVORNO
Nel XIV secolo Livorno era un villaggio e piccolo porto a poca distanza da Porto Pisano. Dopo la conquista di Pisa da parte di Firenze, Livorno fu possesso di Genova fino al 1421, quando fu acquistata da Firenze. Intorno alla metà del XVI secolo, quando il porto di Pisa cominciò ad interrarsi, Cosimo I de' Medici volle far sì che Livorno divenisse il maggior porto dello stato mediceo: fu perfezionato il sistema di fortificazioni, venne completato il canale navigabile che la collegava a Pisa e venne attirata nuova popolazione con forti sgravi ed incentivi fiscali (nel 1560 si contavano 800 abitanti; nel 1609 erano 8200). Cosimo II ultimò il porto mediceo e istituì un deposito merci con porto franco; successivamente si avviò lo sviluppo economico della città. Con l'Unità d'Italia Livorno perse la prerogativa di porto franco ed acquistò la funzione di porto regionale, portando comunque avanti il suo sviluppo. Oggi Livorno vive ancora del suo porto ed è ancora il porto e il suo indotto l'attività più importante, ma vi sono anche industrie della ceramica e dei materiali da costruzione. Importante è anche l'attività turistica balneare di tutta la costa della provincia livornese e dell'arcipelago toscano, con l'isola d'Elba in testa.
Una delle province più piccole della Toscana è la Provincia di Livorno con circa 1000Kmq. E' costituit da una striscia di territorio bagnata dal mar Tirreno ad ovest e contornato a nord e a est dalle province di Pisa e Grosseto. Inoltre fanno parte della propria provincia alcune isole dell'Arcipelago Toscano, oltre alla piana del fiume Fine e del basso Cecina, più ad est le Colline Metallifere ed infine la piana di Piombino formando a sud il Golfo di Follonica.
Nel tratto settentrionale l'Appennino sfiora il mare determinando coste alte, il litorale diviene poi basso nel tratto centro-meridionale fino al monte Massoncello e poi di nuovo alto. Oltre il Canale di Piombino sorge l'isola d'Elba, la maggiore dell'Arcipelago Toscano, montagnosa con coste alte e frastagliate in cui si inseriscono baie e spiagge.
Le isole che fanno parte della provincia sono: Capraia, Pianosa, Montecristo, Gorgona, lo Scoglio d'Africa e gli isolotti Cerboli e Palmaiola.
Il clima è marittimo temperato con bassa escursione termica annuale.
I fiumi della provincia hanno regime torrentizio, con magre lunghe e improvvise e brevi piene. I centri principali, dopo il capoluogo, sono: Piombino, Cecina, Rosignano Marittimo, Campiglia Marittima, Collesalvetti e Portoferraio nell'isola d'Elba.
L'economia si basa sull'industria e sul terziario, oltre all'agricoltura in Maremma, e la pesca a livello industriale. L'industria estrattiva è presente sull'isola d'Elba (ferro, manganese e pirite) e sul continente (granito, calcare, talco, magnesite, zinco e stagno). Le industrie principali sono quelle siderurgiche, meccaniche, chimiche, alimentari e per la raffinazione del petrolio. Notevole il richiamo turistico per le località balneari della costa e delle isole.
I COMUNI DELLA PROVINCIA
Collesalvetti
Livorno
Rosignano Marittimo
Cecina
Bibbona
Castagneto Carducci
Sassetta
San Vincenzo
Suvereto
Campiglia Marittima
Piombino
Rio Marina
Rio nell'Elba
Porto Azzurro
Capoliveri
Campo nell'Elba
Cavo
Marciana
Marciana Marina
Portoferraio
Isola di Capraia
BREVE STORIA DI MASSA
L'origine romana è documentata dalla presenza di una stazione "Tabernas Frigidas" sulla via Emilia Scauri. La città di Massa si forma pienamente nel '500 quando Alberico I del casato Cybo-Malaspina organizzò diversi abitati, di origine romana e medievale, in forma di città, la Massa Cibea. I Cybo-Malaspina, con Alberico I, riorganizzarono lo stato, favorendo il commercio e le importanti attività di estrazione del marmo e del rame e incentivando anche l'artigianato. Massa assunse sempre più importanza fino ad ottenere dall'impero la dignità di principato. Con la morte di Alberico I inizia un periodo di crisi, che fece perdere alla città buona parte del prestigio sino allora avuto. Successivamente fu governata dai Baciocchi e dal Ducato Estense, che assorbì la città nel 1829. Con l'unificazione nazionale venne riconosciuto a Massa il ruolo di capoluogo della provincia di Massa e Garfagnana, denominata poi Massa-Carrara quando nel 1923 la Garfagnana passò alla provincia di Lucca in "compenso" della perdita della Valdinievole aggregata alla neonata provincia di Pistoia. Oggi la città e la provincia di Massa-Carrara sono apprezzate per le loro attività estrattive del marmo e anche per il turismo balneare.
BREVE STORIA DI CARRARA
Originata dalla "curtis de Cararia", divenne feudo nel 963 e libero Comune nel 1261. Fu poi governata dalla signoria di Castruccio Castracani dal 1322 e dalla città di Lucca dal 1328. Nel 1343 possò ai Visconti ai quali rimase sino al 1402; dal 1473 fu governata dai Malaspina e da allora Carrara vedrà legati i suoi destini a quelli di Massa. La città di Carrara è da molti considerata il capoluogo economico della provincia di Massa-Carrara, essendo il centro più importante dell'attività estrattiva del marmo che dalla città ha preso la denominazione di "marmo di Carrara".
La Provincia di Massa Carrara è costituita dall'antico omonimo ducato e dalla sub-regione della Lunigiana. Confina con le province di La Spezia, Parma, Reggio Emilia e Lucca. La costa è bagnata dal Mar Tirreno.
Dalla zona litoranea della Versilia, il territorio si estende nella parte nord-occidentale della regione con una fascia di origine alluvionale sulla quale incombe il versante nord-occidentale delle Alpi Apuane. Il Magra, fiume dove vengono raccolte le acque di numerosi torrenti, attraversa la provincia percorrendo la Lunigiana. Zona con clima decisamente continentale, al contrario della zona costiera dove il clima è mediterraneo, con inverni miti ed estati calde. In conseguenza del clima e dell'industrializzazione, la costa è la zona più popolata. Oltre al capoluogo Massa, i centri più importanti sono: Carrara, nota per le cave di marmo, Pontremoli, Fivizzano ed Aulla.
Il territorio è quasi tutto montuoso con molti boschi e pascoli, mentre l'agricoltura viene praticata nella piana costiera ed in parte in collina. Le cave di marmo, le più importanti del mondo, sono dislocate nei comuni di Carrara, Massa, Fivizzano e Montignoso, dove si estrae il bianchissimo "Statuario", l'azzurro "Bardiglio", il variopinto "Paonazzo", il "Fior di Pesco" e il "Cipollino".
Il turismo è rivolto alla balneazione nelle località di Marina di Massa, Marina di Carrara e del Cinquale.
I COMUNI DELLA PROVINCIA
Pontremoli
Zeri
Mulazzo
Filattiera
Bagnone
Comano
Licciana Nardi
Tresana
Podenzana
Aulla
Fivizzano
Fosdinovo
Carrara
Casola
Villafranca
Massa
Montignoso
FONTE: www.itinerarintoscana.it