Informazioni della regione Trentino Alto Adige
Provincia Autonoma di Trento
Popolazione: 940.016 abitanti (*)
Superficie: 13.607 kmq
Province: Trento e Bolzano
Pil: 27.307,6 milioni di euro (*)
Abitanti per kmq: 70 (*)
Numero imprese: 77.111 (*)
Importazioni: 4.563.148.453 milioni di euro (*) (anno 2003)
Esportazioni: 4.689.956.616 milioni di euro (*) (anno 2003)
(*) Fonte ISTAT
Nonostante sia una regione di montagna, o forse proprio per questo, il Trentino può vantare una tradizionale propensione per la bicicletta. La gente di questa terra ha sempre seguito con grande passione le gesta dei suoi campioni, fin sulla cima dei più famosi valichi alpini; queste mete sono ambite anche da innumerevoli patiti delle due ruote, che confermano che la passione per la bicicletta, oltre al tifo per i propri beniamini, può diventare anche un eccellente passatempo per rimanere in forma. Il mutare delle tecnologie ha ampliato questa passione, portandola fin sui sentieri dei monti e sulle vette, mete frequentate, oramai, anche in mountain bike.
Ma non solo di scalatori è fatto il popolo dei ciclisti. La passione per i grandi tour in bicicletta è diventata una interessante alternativa alle tradizionali vacanze e sempre più numerosa è la schiera dei cicloturisti, veri e propri globetrotter, armati di intelligente curiosità verso ciò che è possibile vedere e scoprire solamente con il lento incedere della pedalata di una bicicletta. Con queste prerogative è nato il progetto provinciale di dotare le valli del Trentino di piste ciclabili protette, utilizzabili da tutte le categorie di ciclisti, sia allenati agonisti, che pedalatori della domenica. L'idea di costruire una rete di piste ciclabili, collegate fra loro per quanto possibile, vuole essere l'inizio per una nuova proposta che il Trentino cerca di avviare nel campo del turismo in bicicletta. Come già è avvenuto soprattutto nei Paesi del centro e nord Europa, dove il cicloturismo è a tutti gli effetti una risorsa turistica di rilievo, anche in Trentino la predisposizione di vie di comunicazione alternative a quelle per le automobili apre una possibilità in più per dare spazio ad una nuova forma, almeno per la nostra regione, di turismo ecocompatibile.
"Pietra: antichi e nuovi percorsi della pietra trentina". Per scoprire l'attualità, la forza e la bellezza di una tradizione millenaria.
Il Trentino è terra di montagne, di boschi, di laghi, di paesaggi rocciosi. E' terra di rocce. In Trentino la pietra parla il linguaggio della natura e il linguaggio antico delle tradizioni, testimoniate dall'arte e dall'attività edificatoria del passato: il duro e secolare lavoro delle maestranze impegnate nell'estrazione, la fantasia, la perizia di scultori, scalpellini e lapicidi. Pietra è il materiale delle case nelle città e nei paesi trentini, dei castelli abbarbicati sulle pendici delle montagne, delle pievi isolate. In pietra sono scolpite epigrafi romane e capitelli romanici, portali rinascimentali, altari barocchi. Tracce indelebili e preziose che la storia ci ha lasciato. Ma la storia della pietra trentina non è rivolta solo all'indietro, nei secoli remoti. C'è una storia più recente che parla di modernità, che guarda all'architettura e al design contemporaneo. È una storia che coinvolge grandi architetti del '900 italiano e i protagonisti del progetto d'oggi.
Per raccontare tutto questo, per rilanciare in termini nuovi il valore di una tradizione millenaria, ha preso il via nel 2003 il programma "Pietra: antichi e nuovi percorsi della pietra trentina": un progetto ambizioso, attento alle sollecitazioni di artisti, progettisti e teorici e in dialogo con istituti, scuole, riviste di design, istituzioni museali a livello europeo. Un progetto che stimola gli stessi produttori a riconoscere in questo orizzonte ampio, internazionale e culturalmente avanzato potenzialità inedite per promuovere il prodotto "pietra trentina".
GEOGRAFIA FISICA
Geologia. Il territorio della regione, che è la più settentrionale fra quelle italiane, si estende sul versante meridionale dell'arco alpino, appoggiandosi allo spartiacque principale della catena, ed è interamente montuoso. Predominano le formazioni di rocce metamorfiche (scisti, micascisti, gneiss) nel settore settentrionale della regione lungo un ampio arco, che si stende dal gruppo dell'Ortles-Cevedale lungo le Alpi Venoste, Breonie e Aurine fino alle Vedrette di Ries. Immediatamente più a sud, in un vasto settore compreso tra la Conca di Merano e il Passo Rolle, si stende la piattaforma porfirica atesina che presenta una morfologia piuttosto dolce, in netto contrasto con l'asperità di forme della regione a rocce metamorfiche. Se si escludono poi il gruppo dei Monzoni e i massicci dell'Adamello-Presanella e della Cima d'Asta, l'intero settore meridionale della regione è interessato da formazioni rocciose sedimentarie risalenti al Mesozoico e al Cenozoico , in prevalenza dolomie e calcari; si innalzano qui alcuni dei più noti gruppi dolomitici, quali la Marmolada, il Catinaccio e il Gruppo di Brenta, dalle forme fantastiche con altissime pareti a picco emergenti d'improvviso da dolci ondulazioni boscose.
Morfologia. Dal punto di vista morfologico, la regione comprende la sezione alpina del bacino dell'Adige, l'intero bacino del Sarca, che tributa al Lago di Garda, e i bacini superiori del Chiese e del Brenta, il primo affluente dell'Oglio, il secondo tributario direttamente del Mar Adriatico. Il fiume di gran lunga più importante è dunque l'Adige, che nasce presso il Passo di Resia, percorre la longitudinale Val Venosta fino a Merano, dove piega a sud-est; a Bolzano riceve da sinistra l'Isarco, che gli convoglia anche le acque della Rienza (Val Pusteria), e percorre con direzione sud-ovest un lungo e profondo solco v allivo trasversale all'orientamento della catena alpina, ricevendo da destra il Noce (valli di Sole e di Non) e da sinistra l'Avisio (valli di Fassa, di Fiemme e di Cembra); il solco vallivo a sud di Trento prende il nome di Val Lagarina. Appartiene alla regione l'estremità settentrionale del Lago di Garda; degli altri laghi, quasi tutti piccoli e d'origine glaciale o morenica, i principali o più noti sono quelli di Molveno, di Ledro, di Levico, di Caldonazzo, di Braies, di Carezza, di Tovel e quello di sbarramento artificiale di Santa Giustina. I ghiacciai più estesi si trovano sui versanti dell'Adamello-Presanella, dell'Ortles-Cevedale, delle Alpi Venoste, delle Alpi Aurine e, nella regione dolomitica, sulla Marmolada.
Clima. Il di verso orientamento vallivo e le differenze di altitudine e di esposizione danno luogo a condizioni climatiche assai varie. Nell'area del Garda e in alcune conche più riparate, come quella di Merano, si hanno regimi termici submediterranei, mentre nelle zone più elevate le condizioni termiche sono quelle tipiche della media e dell'alta montagna con inverni freddi e nevosi, estati fresche e ventilate e rilevanti escursioni termiche giornaliere. Le precipitazioni variano molto da zona a zona; sono più copi ose sui rilievi più elevati dei settori meridionali e sud-occidentali, più esposti all'afflusso degli umidi venti, che giungono dalla pianura, e diminuiscono in misura vistosa nelle più ampie conche dell'interno e nelle valli più larghe.
GEOGRAFIA UMANA
Per densità demografica, il Trentino-Alto Adige è la regione meno popolata d'Italia dopo la Valle d'Aosta e la Basilicata; ma la popolazione è in aumento grazie al saldo positivo del movimento naturale, assai superiore al flusso emigratorio. Estremamente ineguale è la distribuzione della popolazione, che si raccoglie in grande prevalenza nei fondovalle più ampi, dove più sviluppate sono le attività agricole più redditizie. Il fenomeno dello spopolamento montano inte ressa un po' tutta la regione ed è rallentato solo in quei comuni nei quali accanto alle tradizionali attività si è sviluppato il turismo.
Confina con l'Austria a nord, con la Svizzera e la Lombardia a ovest e con il Veneto a sud e a est. Comprende le province di Bolzano e di Trento; il capoluogo regionale è Trento. Il Trentino-Alto Adige costituisce dal 1948 (insieme al Friuli-Venezia Giulia, alla Sardegna, alla Sicilia e alla Valle d'Aosta) una regione autonoma a statuto speciale. È infatti una regione divisa in due aree con caratteri linguistici e culturali diversi: in Trentino si parla l'italiano, mentre in Alto Adige vi è l'assoluta prevalenza del tedesco, oltre a una minoranza che parla il ladino in alcune vallate delle Dolomiti. Tra le garanzie regionali vi è quella di assicurare il mantenimento del plurilinguismo: il tedesco è equiparato all'italiano a tutti gli effetti.
La doppia denominazione di Trentino-Alto Adige denota chiaramente che la regione è formata da due sezioni ben distinte, già austriache ed entrate a far parte del Regno d'Italia nel 1918 col nome di Venezia Tridentina, per distinguerle da quella che allora era la Venezia Euganea, ovvero l'odierno Veneto. Il Trentino, di lingua e cultura italiane, deriva il suo nome da quello del capoluogo. L'Alto Adige, rimasto essenzialmente di lingua e cultura tedesche, trae il nome dal fiume Adige, di cui occupa la sezione superiore del bacino idrografico; più propriamente storico-geografica è la denominazione Sud Tirolo.
Il Trentino-Alto Adige si estende per 13.607 km2 e ha una popolazione, relativamente scarsa, di 922.209 abitanti (1997); la densità è pari a poco più di un terzo della media nazionale (68 abitanti per km2 contro 191). I confini corrispondono quasi ovunque a sezioni o sistemi montuosi delle Alpi (Alpi Retiche, Alpi Noriche, Dolomiti). A sud, dove trapassa all'area prealpina, la regione include l'estremità settentrionale del lago di Garda.
Il territorio, situato quasi al centro della regione alpina, è interamente montuoso; l'unica altra regione italiana totalmente alpina è la Valle d'Aosta. I lineamenti del rilievo sono complessi. Lungo la linea di spartiacque che separa la regione dall'Austria si sviluppa in più dorsali una sezione delle Alpi Noriche: a ovest, a partire dal passo di Resia (1508 m), include le Alpi Venoste, che formano un bastione erto e compatto, sovrastato da varie cime di oltre 3000 m e culminante nella Palla Bianca (3736 m); verso est si elevano, non meno compatti, i rilievi delle Alpi Aurine o Alpi dello Zillertal, che però si estendono soprattutto in Austria. Queste cinte montuose sovrastano importanti e popolose vallate, con la loro rete di valli laterali minori. Le principali sono la Val Venosta e la valle dell'Isarco con la Val Pusteria, che confluiscono presso Bolzano nella valle dell'Adige, che da qui in avanti ha sviluppo meridiano. Il Trentino-Alto Adige è ricco di piccoli laghi di montagna (circa 600), alcuni dei quali hanno, per la loro bellezza, meritata notorietà, così come i centri turistici che sorgono sulle loro sponde: in provincia di Bolzano, si ricordano i piccoli laghi di Braies, di Carezza e di Dobbiaco; in provincia di Trento, i più estesi sono i laghi di Levico (1,05 km2), di Molveno (2,5 km2) e di Caldonazzo (5,38 km2) e, in area prealpina, di Ledro (2,1 km2).
Regione a reddito medio-basso sino a tutti gli anni Sessanta, il Trentino-Alto Adige ha saputo successivamente realizzare uno straordinario sviluppo economico; con più di 32 milioni annui di reddito per abitante la regione oggi si colloca ai primissimi posti su scala nazionale. La disoccupazione, pari al 4% della popolazione attiva (al 3% per l'Alto Adige), è la più bassa d'Italia (la media nazionale supera il 12%).
La regione, che ospita l'1,5% della popolazione italiana, contribuisce per il 2,5% alla produzione agricola nazionale. In Trentino le aziende sono frazionate e quindi di dimensione non sempre ottimale, mentre in Alto Adige il sistema detto del "maso chiuso" (cioè della fattoria indivisa), in virtù del quale la proprietà agricola passa interamente in eredità al solo figlio primogenito, comporta una superficie agraria delle aziende superiore, consentendo una più elevata produttività. Un'efficiente organizzazione di cooperative (casse rurali di prestiti e risparmi, consorzi di produttori e distributori, latterie e cantine sociali ecc.) sopperisce agli effetti negativi dell'eccessivo frazionamento del settore. È inoltre diffusa, specie in Alto Adige, la proprietà collettiva, in genere comunale, di pascoli e di boschi, per assicurare un minimo sostentamento alle più isolate comunità montane.
Nonostante la già ricordata ricchezza di energia elettrica, la regione ha scelto in generale di adottare una particolare politica economica: vendere il surplus prodotto, piuttosto che sviluppare una grande industria locale. Uno dei motivi di questa condotta è sicuramente la volontà di non creare effetti negativi per l'ambiente naturale e, di conseguenza, per il turismo.
Circa tre quarti del reddito prodotto nella regione provengono dalle attività terziarie, soprattutto dal commercio e dal turismo. L'attrezzatura alberghiera, ricettiva e sportiva in genere, è tra le migliori d'Italia; le sole Dolomiti possono offrire più di 1000 km di piste da sci e circa 500 impianti di risalita. Località di villeggiatura estiva e di sport invernali come Madonna di Campiglio, San Martino di Castrozza, Corvara, Canazei, Alpe di Siusi, Val Gardena, Val Badia e tantissime altre hanno fama meritata. Il Trentino dispone inoltre di stazioni climatiche sul lago di Garda (Riva del Garda). L'Alto Adige ha la massima concentrazione italiana di aziende attrezzate per l'agriturismo. L'apporto fornito dalla regione al complessivo reddito italiano proveniente dal turismo è pari al 12%; considerato in proporzione al numero di abitanti è un assoluto primato nazionale.
L'Alto Adige è più esteso del Trentino (7400 km2 contro 6207) e ha un minor numero di abitanti; ne deriva una minore densità della popolazione. Tuttavia è un divario che si va attenuando; l'Alto Adige è una delle pochissime zone dell'Italia settentrionale che registra una, se pur lieve, crescita demografica, mentre il Trentino si è allineato al resto del Nord Italia nel crollo delle nascite.
La regione ha una distribuzione urbana equilibrata: ogni provincia ha una città principale, il capoluogo, che si aggira sui 100.000 abitanti, e una città secondaria, sui 35.000 abitanti (precisamente Merano in provincia di Bolzano e Rovereto in provincia di Trento). Le vallate rappresentano le aree di popolamento ed è nel loro ambito che si sviluppa la vita regionale, basata su un'organizzazione territoriale unitaria ed efficiente, favorita dai buoni collegamenti stradali.
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