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Trentino Alto Adige

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Itinerari enogastronomici della regione Trentino Alto Adige

Nella regione convivono due cucine, la trentina e la bolzanina, entrambe cucine di montagna, caratterizzate da pochi prodotti, semplici e nutrienti, adatti a combattere il freddo dei lunghi inverni. La trentina ha però una base prettamente veneta (basti pensare alla preponderanza della polenta), mentre la bolzanina è più fedele alla tradizione asburgica, tedesca e slava, da cui deriva la propensione per le spezie e per combinazioni insolite.
Esistono tra le due punti di contatto, primo fra tutti la scarsità di piatti asciutti, rappresentati quasi esclusivamente dalla polenta nel Trentino, preparata con farina di mais o di frumento o di grano saraceno (polenta nera) o mista, e servita come accompagnamento al baccalà, ai salumi crudi e formaggi, o cotta con patate, con olio e vino bianco, condita con intingoli a base di burro e acciughe, coratella, selvaggina ecc.
La regione è il regno delle zuppe, specie nell'Alto Adige dove ne esistono infinite ricette: zuppa di crostini di milza, di frittata, d'orzo, di crauti, di farina tostata, di trippa acida ecc., mentre i diffusissimi canederli o Knödel sono serviti sia in brodo sia asciutti come contorno.

FONTE: http://viaggi.repubblica.it/?p=regione&s=gastronomia&code=TAA


Un viaggio alla scoperta dei sapori tipici del Trentino

Gustare, per davvero, il Trentino. È possibile, se in una vacanza a stretto contatto con la natura e con le tradizioni di questa provincia si dedica il giusto tempo alla scoperta dei suoi prodotti tipici.
Chi visita per la prima volta il Trentino e chi non ha ancora assaporato tutte le delizie che offre questa terra, non avrà che l’imbarazzo della scelta offerta da ristoranti e osterie tipiche: sì, perché sono tante le "anime" gastronomiche di un territorio che spazia fra laghi e montagne, fra clima mediterraneo e ambiente alpino.

La frutta, famosa e pregiatissima, e i genuini ortaggi che nascono nelle valli o sulle pendici, sono un vero e proprio simbolo dell’identità trentina. Ma sono anche l’incipit ideale per un appetitoso percorso culinario: dalle celebri mele (quattro milioni e mezzo di quintali di prodotto e 10000 aziende, dicono i numeri del mercato) ai piccoli frutti, dalla susina di Dro, agli ortaggi biologici della Valle di Gresta, ai broccoli di Torbole, perfetti per accompagnare piatti ricchi come la "carne salada", fino al mais di Storo, dalla cui farina si ottiene una polenta dal gusto inimitabile.

Gustare, per davvero, il Trentino. È possibile, se in una vacanza a stretto contatto con la natura e con le tradizioni di questa provincia si dedica il giusto tempo alla scoperta dei suoi prodotti tipici.


Piccoli frutti
Chi visita per la prima volta il Trentino e chi non ha ancora assaporato tutte le delizie che offre questa terra, non avrà che l’imbarazzo della scelta offerta da ristoranti e osterie tipiche: sì, perché sono tante le "anime" gastronomiche di un territorio che spazia fra laghi e montagne, fra clima mediterraneo e ambiente alpino.

La frutta, famosa e pregiatissima, e i genuini ortaggi che nascono nelle valli o sulle pendici, sono un vero e proprio simbolo dell’identità trentina. Ma sono anche l’incipit ideale per un appetitoso percorso culinario: dalle celebri mele (quattro milioni e mezzo di quintali di prodotto e 10000 aziende, dicono i numeri del mercato) ai piccoli frutti, dalla susina di Dro, agli ortaggi biologici della Valle di Gresta, ai broccoli di Torbole, perfetti per accompagnare piatti ricchi come la "carne salada", fino al mais di Storo, dalla cui farina si ottiene una polenta dal gusto inimitabile.


Formaggi
Proprio la polenta, regina incontrastata di un menu all’insegna della tradizione, accompagna superbamente i prodotti trentini più golosi (e decisamente nutrienti). Che dire, per esempio, di un piatto di polenta fumante con la Tosèla, morbido formaggio a pasta fresca? Ma questo non è l’unico latticinio capace di suscitare "entusiasmi": una volta assaggiato il Puzzone di Moena è difficile scordarne l’odore intenso e il gusto deciso, da vero protagonista della tavola. E ancora, da non perdere è la Spressa delle Giudicarie, altro formaggio tipico degli alpeggi: in una provincia con 1800 aziende casearie e 45000 vacche da latte, è del tutto naturale ritrovare il sapore genuino delle oltre 500 malghe trentine.

E lì, sugli alpeggi, è senz'altro il caso di dedicarsi anche a carne e salumi, senza i quali non si può dire di aver sperimentato un vero pranzo tutto trentino. Se in Valsugana, infatti, primeggiano i "moretti", gustose salsicce stagionate con l’aggiunta di anice dei boschi, la Val di Non offre ai più golosi le "mortandele", ovvero polpette di suino da consumare crude o cotte: naturalmente è la polenta il loro accompagnamento ideale, ma anche le verdure di campo sono in grado di esaltarne la sapidità. È però certamente la "carne salada" ad attirare l’attenzione di trentini e non. Le fettine di manzo scelto, diventate una specialità dei Comuni di Varone e Tenno, vengono trattate in salamoia con alloro, pepe nero, bacche di ginepro, aglio e rosmarino: un trionfo di sapori che fa di questo piatto, buono sia crudo sia cotto, un simbolo della cucina tradizionale contadina.

E poi, l’olio d’oliva dell’Alto Garda e della Valle di Ledro, le trote, i funghi, i marroni, i dolci tipici: in Trentino tutto, anche il cibo, è essenzialmente natura.


Da nord a sud tre "Strade del vino e dei sapori" disegnano itinerari per conoscere i prodotti tipici, la natura e la storia del Trentino

Vino, formaggi e salumi, ma anche ortaggi e frutta. Un patrimonio di sapori e profumi che caratterizza il Trentino, ne differenzia le valli, ne narra la storia. Per valorizzare questo tessuto enogastronomico sono nate le "Strade del vino e dei sapori", percorsi geografici che seguendo le tradizioni agroalimentari dei diversi territori ne tutelano le specificità. Sono tre i percorsi enogastronomici riconosciuti in Trentino. A sud la "Strada del vino e dei sapori della Vallagarina", un tracciato di oltre 200 chilometri per scoprire vigneti e campi coltivati, in un itinerario tra storia, arte e agricoltura. Prodotto principe di questa area è il Marzemino, vino rosso autoctono. Ma anche il Marrone di Castione, gli ortaggi biologici della Val di Gresta e i formaggi prodotti nella malghe sull’Altipiano di Brentonico.

Da non perdere una tappa a Rovereto, vivace cittadina che ospita il Mart, museo di arte moderna e contemporanea. Stretta tra il Lago di Garda e le dolomiti si snoda l’omonima strada dei sapori. Con quasi quattromila metri di dislivello questo territorio è uno dei bacini agroalimentari più variegati del Trentino. Si parte dal lago dove si produce l’olio extravergine d’oliva del Garda trentino Dop. E poi frutti ed ortaggi come la susina di Dro e il broccolo di Torbole e Santa Massenza. Immancabile il vino con la coltivazione del bianco autoctono Nosiola, da cui si ricava anche il pregiato Vino Santo Trentino. E ancora la carne salada e la ciuìga. Proseguendo verso le Dolomiti del Brenta è la volta della Spressa della Giudicarie Dop. Accanto alla produzione enogastronomica non mancano siti termali, spazi dove praticare sport e testimonianze storiche come chiese e castelli. Nel Trentino nord-occidentale è invece protagonista la mela con "Strada della mela e dei sapori delle valli di Non e Sole". Infinite distese di meleti conferiscono a questo territorio un fascino unico. La proposta enogastronomica si arricchisce di formaggi come il Trentingrana, il Casolèt, ma anche ortaggi e saporiti insaccati. A fare da cornice una natura rigogliosa ed incontaminata, protetta anche dai Parchi naturali Adamello-Brenta e dello Stelvio.


Il Trentino, il posto giusto per innamorarsi di un vino

È qui, infatti, che molti vitigni autoctoni ed internazionali trovano la propria collocazione ideale, fatta di microclimi che variano da quello submediterraneo a quello alpino e capaci di dare vita a uve d’eccezione.
Per chi visita il Trentino è perciò d’obbligo - un obbligo piacevole, s’intende - prestarsi a un tour enogastronomico che, insieme ai prodotti più tipici della tradizione trentina, potrà rivelare anche tutte le doti dei suoi famosi vigneti. Sì, perché ogni valle, ogni pendio, ogni angolo di questa terra regala un suo vino particolare che, del luogo in cui l’uva nasce e cresce, prende sempre il meglio.

Il grande patrimonio vinicolo del Trentino comprende naturalmente i vitigni autoctoni, particolarmente interessanti per chi voglia "portare a casa" l’essenza del gusto trentino. Fra i bianchi spicca il Nosiola, dall’omonimo vitigno coltivato nell’ambiente collinare della Valle dei Laghi e della Val di Cembra: il suo sapore delicato lo rende il vino più caratteristico di questa provincia. Fra l’altro, dall’appassimento delle sue uve si ottiene il prezioso Vino Santo Trentino.
Fra i rossi, invece, due i nomi più tipici e noti: Marzemino "gentile" e Teroldego. Se il primo - rosso giovane e fruttato dal gusto amarognolo - dà il meglio di sé sui terreni basaltici della Vallagarina, il secondo può certo essere definito il grande rosso trentino. È solo nella Piana Rotaliana che le caratteristiche di sapidità e robustezza di questo vitigno possono svilupparsi pienamente, fino a produrre un vino corposo, ottimo con pietanze quali la carne salada, la selvaggina e i formaggi stagionati.


Valle dei Laghi

Per chi visita il Trentino è perciò d’obbligo - un obbligo piacevole, s’intende - prestarsi a un tour enogastronomico che, insieme ai prodotti più tipici della tradizione trentina, potrà rivelare anche tutte le doti dei suoi famosi vigneti. Sì, perché ogni valle, ogni pendio, ogni angolo di questa terra regala un suo vino particolare che, del luogo in cui l’uva nasce e cresce, prende sempre il meglio.

Il grande patrimonio vinicolo del Trentino comprende naturalmente i vitigni autoctoni, particolarmente interessanti per chi voglia "portare a casa" l’essenza del gusto trentino. Fra i bianchi spicca il Nosiola, dall’omonimo vitigno coltivato nell’ambiente collinare della Valle dei Laghi e della Val di Cembra: il suo sapore delicato lo rende il vino più caratteristico di questa provincia. Fra l’altro, dall’appassimento delle sue uve si ottiene il prezioso Vino Santo Trentino.
Fra i rossi, invece, due i nomi più tipici e noti: Marzemino "gentile" e Teroldego. Se il primo - rosso giovane e fruttato dal gusto amarognolo - dà il meglio di sé sui terreni basaltici della Vallagarina, il secondo può certo essere definito il grande rosso trentino. È solo nella Piana Rotaliana che le caratteristiche di sapidità e robustezza di questo vitigno possono svilupparsi pienamente, fino a produrre un vino corposo, ottimo con pietanze quali la carne salada, la selvaggina e i formaggi stagionati.


Incontri...
Ecco anche i grandi vitigni provenienti dall’estero che qui hanno trovato terreno fertile per esprimere e potenziare le proprie qualità. Dal Reno viene il bianco Müller Thurgau, che qui prospera sui terreni porfirici di alta collina; dalla Francia lo Chardonnay, fresco bianco fruttato adatto ad accompagnare antipasti e piatti a base di pesce, il Pinot bianco e il Pinot grigio, dalla delicata colorazione ramata.
Fra i "rossi" d’Oltralpe, perfetti anche per essere prodotti in Trentino, impossibile non nominare il Pinot nero, dalle uve dell’omonimo vitigno della Borgogna, il Cabernet Franc e il Cabernet Sauvignon, vini dalla personalità decisa (le loro uve, se vinificate insieme, costituiscono il Trentino D.O.C. Cabernet), oltre al Merlot, vino dal gusto pieno che si è adattato al clima più che favorevole delle zone collinari trentine.
Fiore all’occhiello della produzione vinicola trentina, infine, il prestigioso Trento D.O.C. Metodo Classico, spumante prodotto (secondo rigorose regole stabilite dalI’Istituto Trento D.O.C. Metodo Classico) con i circa 1200 ettari di Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero.

Una vertigine di varietà, qualità e ricchezza di produzione, insomma, che fanno del Trentino un paradiso per aspiranti sommelier.


Grappa

La produzione della grappa, che in Trentino vanta un’antica tradizione, è strettamente legata al settore vinicolo. Punto di forza del distillato di vinaccia locale sono l’alta qualità ottenuta da un’attenta scelta della materia prima, da una successiva ottima conservazione, dall’uso di un particolare sistema di distillazione - il metodo discontinuo a bagnomaria "Tullio Zadra" - e dall’esperienza tecnica dei distillatori. I distillatori sono rappresentati dall’Istituto Tutela Grappa del Trentino, che raggruppa le principali aziende produttrici.


FONTE: www.visittrentino.it


 

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