Itinerari artistici della regione Umbria
I grandi cicli rinascimentali
Montefalco, Spoleto, Orvieto, Perugia, Spello
In Umbria è possibile ammirare alcuni capolavori assoluti della pittura italiana quattro-cinquecentesca. A Montefalco, nel 1452, il guardiano del convento francescano Fra Jacopo chiamò il pittore fiorentino Benozzo Bozzoli per la decorazione dell’abside della chiesa di San Francesco. Soggetto del ciclo di affreschi è La vita di San Francesco, illustrata in dodici episodi disposti in tre registri sovrapposti ed eseguiti con uno stile ricco di influssi giotteschi. Proprio agli affreschi di Giotto ad Assisi sembrano infatti ispirarsi le scene della Cacciata dei diavoli da Arezzo e il Sogno di Innocenzo III.
Già collaboratore di Beato Angelico ad Orvieto, Benozzo riscosse in Umbria un notevole successo, tanto che la sua presenza è documentata in molte città: Assisi, Foligno, Narni, nella cui Pinacoteca è conservata una bellissima Annunciazione, e naturalmente Montefalco, dove realizzò diverse opere anche per il Monastero di San Fortunato.
La Chiesa di San Francesco, abbandonata dai frati già dal 1863, è oggi sede del Museo Civico di Montefalco, articolato in tre spazi espositivi: la ex chiesa, cui si è tentato di conferire l’aspetto originario; la Pinacoteca, con tele e affreschi provenienti da altre zone del territorio; la Cripta, dove sono esposti reperti archeologici di varie epoche.
A Spoleto lasciò invece il suo ultimo lavoro un altro grande artista fiorentino: Filippo Lippi. Nel 1467 l’Opera del Duomo di Spoleto, su consiglio di Cosimo dei Medici, affidò all’ormai vecchio Filippo la decorazione dell’abside del Duomo, con Storie della Vergine (nel tamburo: Annunciazione, Transito della Vergine e Natività; nel catino: Incoronazione di Maria). Quando Filippo Lippi morì nel 1469, il grandioso ciclo di affreschi non era ancora terminato e i suoi collaboratori, tra cui Fra Diamante e Pier Matteo d’Amelia, finirono la scena della Natività.
Lo scadere del XV sec. Vide il cortonese Luca Signorelli impegnato nella decorazione della Cappella di San Brizio del Duomo di Orvieto, appena iniziata nella volta dal Beato Angelico e Benozzo Bozzoli cinquant’anni prima. Capolavoro dell’arte di tutti i tempi, gli affreschi orvietani ruotano intorno al tema apocalittico della fine del mondo, incentrato sulle vaste rappresentazioni della Predica dell’Anticristo, del Finimondo, della Resurrezione della carne, del Giudizio Universale, dell’Inferno. Bellissima e giustamente famosa è la scena della Resurrezione della carne nella quale i corpi umani sono resi con una forza ed energia tali da far pensare che lo stesso Michelangelo, per la realizzazione della Cappella Sistina, abbia avuto presente gli affreschi del Signorelli.
Negli stessi anni a Perugia aveva fatto ritorno Pietro Perugino incaricato dal Collegio del Cambio di lavorare agli affreschi della Sala delle Udienze, una delle stanze facenti parte della sede cittadina della potente corporazione dei cambiavalute ed oggetto, tra il 1491 e il 1500, di un vasto intervento decorativo.
Il Perugino riuscì in questi affreschi a tradurre in immagini l’armonia tra la cultura classica, rappresentata dal Trionfo delle quattro Virtù Cardinali e la cultura cristiana espressa nelle Allegorie delle tre Virtù Teologali, lasciandoci anche un suo autoritratto che egli "appese", a mo’ di quadro, sulla parete sinistra.
A Spello, infine, nel 1501, Bernardino di Betto detto il Pinturicchio venne ingaggiato da Troilo Baglioni per decorare la cappella di famiglia (detta anche Cappella Bella) nella Chiesa di Santa Maria maggiore. Gli affreschi, che rappresentano nelle pareti L’Annunciazione, La Natività e il Cristo tra i Dottori e, nelle volte, le quattro Sibille, sono tra gli esiti più felici del pittore perugino.
I luoghi dell’arte contemporanea
Città di Castello, Perugia, Spello, Trevi, Spoleto, Terni
Se siete appassionati di arte contemporanea l’Umbria può regalarvi piacevoli sorprese. Iniziamo da Città di Castello che ospita la collezione del suo cittadino più illustre: Alberto Burri. La collezione si è formata attraverso le donazioni dell’artista alla Fondazione Palazzo Albizzini ed è oggi esposta nelle due sedi di Palazzo Albizzini, in Via Albizzini, 1, e degli ex seccatoi del tabacco, in via Pierucci.
Burri, una delle personalità più importanti del panorama artistico del secondo dopo guerra, a partire dagli anni ’50 abbandona il medium tradizionale del colore ad olio e sceglie la materia come protagonista assoluta della sua arte. Con le serie dei Sacchi, dei Ferri, delle Plastiche, del Legno, dei Cretti, l’artista evidenzia tutte le possibilità espressive della materia presa di per se stessa: una materia povera e inconsueta.
Se da Città di Castello ci si sposta a Perugia, si scoprirà come la storia dell’arte del ‘900 abbia lasciato un segno anche nel capoluogo. Nei primi anni del XIX sec,, infatti, un gruppetto di giovani artisti presero esplicitamente a contestare gli insegnamenti dell’Accademia di Belle Arti e, insofferenti dell’asfissiante clima cittadino, mostrarono interesse per le teorie di Filippo Tommaso Martinetti, padre del Futurismo, i cui echi ancorché confusamente stavano giungendo anche in provincia.
Leader indiscusso del gruppo perugino fu Gerardo Dottori, uno dei protagonisti del futurismo italiano, tra i primi fondatori dell’aeropittura. L’originalità dell’arte di Dottori sta nell’aver saputo coniugare il futurismo con la rappresentazione del paesaggio: il paesaggio umbro, naturalmente, che rimase fonte e fulcro principale d’ispirazione dell’artista. Palazzo Penna, un palazzo signorile nel cuore di Perugia, recentemente ristrutturato, ospita al suo interno alcuni tra i capolavori di Gerardo Dottori, come il celebre "Trittico della Velocità".
Interessante e insolita è anche la collezione d’arte contemporanea di Villa Fidelia a Spello. La bella palazzina cinquecentesca, entrata in possesso della Provincia di Perugia, è sede di interessanti mostre temporanee.
Nel cuore di Trevi, cittadina poco distante da Spoleto, all’interno del cinquecentesco Palazzo Lucarini si trova invece il Trevi Flash Art Museum of Contemporary Art, museo che organizza mostre temporanee, personali o collettive, dei più interessanti artisti della scena italiana e internazionale.
Nato nel 1992 da un accordo tra il Comune di Trevi e Giancarlo Politi, il Museo propone un calendario di sei-sette mostre l’anno.
Lasciata Trevi, il nostro viaggio prosegue alla volta di Spoleto dove si può visitare la Galleria civica di arte moderna e contemporanea. La Galleria dal 2000 è ospitata negli splendidi locali del Palazzo Collicola, antica residenza cittadina della nobile famiglia dei Collicola.
Quattro delle 15 sale del museo sono dedicate allo scultore spoletino Leoncillo. Il nucleo centrale della raccolta è costituito tuttavia dalle opere del "Premio Spoleto", un’importante rassegna artistica che si svolse nella città tra il 1953 e il 1968. In questa sezione rientrano i lavori di Mario Ceroli, con le sue sagome di legno, e di Pino Pascali, presente con una delle sue più celebri installazioni: "Il Mare" del 1966. Un’intera sala è infine dedicata a Sol Le Witt, artista concettuale americano che amò particolarmente la città umbra tanto da risiederci più volte.
Da Spoleto ci dirigiamo a Terni dove è possibile visitare due diversi tipi di musei: il primo, la Pinacoteca Comunale "Orneore Metelli", racchiuso entro le mura del settecentesco Palazzo Gazzoli, ripercorre attraverso quadri e sculture la vita artistica della città; il secondo, a cielo aperto, è inerente all’archeologia e al patrimonio industriale ternano. La Pinacoteca, dedicata al pittore naïf ternano Orneore Metelli, custodisce le opere più importanti dell’arte locale tra il XIX e il XX secolo, con particolare riferimento alla fortunata stagione artistica ternana degli anni Trenta.
Terni è inoltre connotata dalle testimonianze archeologico-industriali; quello ternano infatti è un paesaggio che nel corso degli ultimi due secoli ha conosciuto modificazioni territoriali dovute a differenti tipologie industriali: la protoindustria, le industrie tessili e meccaniche, la siderurgia, le industrie chimiche ed elettriche.
L’idea perseguita dalla Provincia di Terni e dalla Regione dell’Umbria è quella di realizzare, sull’esempio di esperienze europee ed italiane già avanzate, un ecomuseo, cioè un museo a cielo aperto dell’archeologia e del patrimonio industriale, attraverso il recupero e il riutilizzo del suo patrimonio industriale.
Molto è stato già fatto: basti pensare all’ex stabilimento elettrochimico di Papigno, sulla sponda sinistra dl Nera, alle pendici del Monte Sant’Angelo, i cui capannoni più antichi, una volta restaurati, sono serviti da set cinematografico per i film di Roberto Benigni (vi sono stati realizzati "La vita è bella" e "Pinocchio").
Umbria dai mille volti
I luoghi minori
Ciò che rende unica l'Umbria non sono solo i luoghi di eccellenza, bensì la diffusione capillare sul suo territorio di innumerevoli siti di grande valenza culturale: i "luoghi minori", che in realtà, quando accostati con la preparazione e la sensibilità giuste, si rivelano fonte di grandissima ispirazione ed arricchimento personale.
Da questa considerazione si è pensato di proporre sei itinerari indirizzati a chi sente l'esigenza e il piacere di fare un viaggio culturale e accostarsi ai luoghi d'arte.
Itinerari consigliati:
Perugia - Gualdo Tadino - Foligno - Assisi - Perugia
Perugia - Città di Castello - Gubbio - Gualdo Tadino - Perugia
Terni - Spoleto - Foligno - Norcia - Cascia - Terni
Perugia - Spoleto - Terni - Todi - Perugia
Perugia - Fratta Todina - Orvieto - Ficulle - Perugia
Perugia - Città della Pieve - Castiglione del Lago - Passignano sul Trasimeno - Perugia
Perugia - Umbertide -Montone -Città di Castello -Gubbio - Costacciaro -Perugia
Partendo da Perugia, da Piazza Grimana (di fronte all'Università per Stranieri), si percorre Corso Garibaldi e si prende Via Monte Ripido attraverso un percorso caratterizzato da colline verdi e da piccoli paesini e si arriva a Colle Umberto dove una strada a destra sale alla antica badia camaldolese di S. Salvatore di Monte Corona (693 m.), fondata da S. Romualdo nel 1008. Proseguendo lungo la strada principale si trova l'Eremo di Monte Corona, del 1530.
Percorrendo la valle del Tevere troviamo Umbertide, dominato dalla Rocca con i suoi torrioni merlati di forma circolare e da una torre quadrata. Da poco tempo restaurata e aperta al pubblico, è possibile visitarla dai sotterranei fino alla cima più alta delle sue torri; all'interno della Rocca si trova una interessante Collezione d'Arte Contemporanea.
Sulla piazza S. Francesco è ubicata la chiesa di S. Croce, del 1651, al cui interno si può vedere un ricco altare barocco e un dipinto del Signorelli.
I dintorni sono ricchi di castelli, in particolare il Castello di Montalto e il superbo castello di Civitella Ranieri (secolo XV-XVI) di notevole bellezza naturalistica.
Si prosegue verso nord lungo la statale n. 3 bis e all'altezza di Montecastelli (l'antico castello è oggi una fattoria) si devia a destra per Montone, arroccata su un colle, che conserva ancora intatta le origini medievali con il suo patrimonio artistico e culturale. Interessante è la chiesa di S. Francesco, del secolo XIV, ricca di dipinti di Bartolomeo Caporali (secolo XV).
Tra le manifestazioni segnaliamo a Montone a maggio la Rassegna dei Maestri Fabbri Forgiatori e ad agosto la Festa del Ricevimento della Sacra Spina che risale al 1473 quando Carlo Fortebraccio al servizio della Serenissima Repubblica di Venezia, avendo ricacciato i turchi che minacciavano le coste veneziane, ebbe in dono una Spina della Corona che trafisse il Capo di Cristo. La spina fu poi donata al popolo montonese dallo stesso Carlo. Il complesso delle rievocazioni si articola in una serie di giochi popolari fra i tre rioni cittadini che si contendono il Palio.
Tornando all s.s. 3 bis in direzione nord si raggiunge Città di Castello, la Tifernum dei Romani. Il più importante centro dell'Alta Val Tiberina è un vivace snodo commerciale ed industriale, ricca di monumenti e palazzi di notevole interesse architettonico.
Il centro è caratterizzato da una possente cinta muraria del '500 che lo circonda quasi interamente e al centro, in piazza Matteotti, sorge il gotico Palazzo del Podestà, costruito tra il 1324 e il 1328 con facciata del 1686. Nella piazza centrale si trovano i monumenti maggiori: il Palazzo Comunale gotico (1334-1352), il Palazzo Vescovile e la Torre Civica, detta del Vescovo. La Torre fu eretta nel secolo XIII e sulla facciata si trovava un affresco del Signorelli i cui frammenti oggi sono custoditi presso la Pinacoteca Comunale, seconda per importanza in Umbria, al cui interno si trovano numerosi capolavori di Raffaello, Luca Signorelli, ed altri ancora.
Il Duomo (secolo XI) con annesso il prezioso Museo del Duomo custodisce la "Madonna" del Pinturicchio e il Tesoro di Canoscio un corredo liturgico di epoca paleocristiana.
Altri luoghi da visitare sono: la grandiosa chiesa gotica di S. Domenico, del 1424, il Palazzo Vitelli alla Cannoniera, in piazza Garibaldi, eretto da Antonio da
Sangallo il Giovane nel 1521-1532 su volere di Alessandro Vitelli, sede oggi della ricca Pinacoteca Comunale; la rinascimentale chiesa di Santa Maria Maggiore, la chiesa di S. Francesco, del 1273, con la cappella Vitelli, opera del Vasari (1564).
Nei quartieri settentrionali, la scenografica chiesa di S. Maria delle Grazie, del '300, restaurata nel 1587.
Città di Castello diede i natali ad Alberto Burri (1915-1995), uno dei più grandi maestri dell'arte contemporanea. Di formazione medico, divenne pittore durante la prigionia nelle carceri americane durante la seconda guerra mondiale. La sua arte fatta di materiali poveri rappresenta l'emblema delle lacerazioni dell'anima umana e le sue opere sono presenti nei più prestigiosi musei del mondo. A Città di Castello è presente la sua più importante collezione presso Palazzo Albizzini e negli Ex Seccatoi del Tabacco.
Tra le manifestazioni segnaliamo il Festival delle Nazioni di musica classica e da camera (da agosto a settembre); la Mostra nazionale del Cavallo (settembre); la Mostra mercato del Tartufo (novembre) e la Mostra del Mobile in Stile (aprile).
Presso la città sorge lo stabilimento termale di Fontecchio, con acque alcalino-sulfuree.
A sud di Città di Castello, a sinistra della statale diverge una strada deserta che dopo un lungo e tortuoso tratto (di grande interesse paesaggistico) raggiunge il paese di Pietralunga, che conserva l'aspetto di un borgo medievale, dove si possono ammirare i resti della Porta di Accesso al Castello che conserva il basamento pentagonale e il Palazzo Comunale. Segnaliamo una passeggiata all'Oasi di Candeleto, interessante dal punto di vista naturalistico.
La statale n. 219 porta a Gubbio, antichissimo e nobile centro umbro, glorioso di storia, d'arte e di tradizioni, che dal neolitico ai giorni nostri narrano la sua storia millenaria.
Sulla vasta piazza ai piedi della città si trova la grande chiesa gotica di S. Francesco, del 1259-1292, il cui progetto esecutivo è attribuito a Fra Bevignate.
Sempre sulla piazza Quaranta Martiri vi è il Loggiato dei Tiratori dell'Arte della Lana del '300, così chiamato perchè era il luogo dove la corporazione dei tiratori della lana stendevano ad asciugare le loro stoffe; e la chiesetta di S. Maria dei Laici, del 1313.
Poco distante si incontra la chiesa di S. Giovanni Battista, del secolo XIII. In alto si apre la magnifica piazza della Signoria, con il Palazzo dei Consoli, uno dei più bei edifici civici medievali, eretto nel 1332-1337, con la scalinata, il portale e le bifore realizzate da Angelo da Orvieto, ed ospita il Museo Civico e la ricca Pinacoteca Comunale.
A sud si trova il gotico Palazzo Pretorio, eretto nel 1349 dal Gattapone da Gubbio. Via dei Consoli porta al gotico Palazzo del Bargello, del secolo XIII, il cui nome deriva dal "Bargello", che, in età comunale, era una specie di magistrato ma con funzioni di polizia.
Nella parte più alta della città domina il Duomo gotico, del secolo XIV, con il Museo Capitolare.
Frontalmente si trova il bellissimo Palazzo Ducale di epoca longobarda, probabilmente progettato da Francesco Laurana e forse ultimato da Francesco di Giorgio Martini (dopo il 1476). Altre chiese degne di nota sono: S. Maria Nuova, ristrutturata nel'600; la chiesa di S. Agostino e la chiesa di S. Pietro del secolo XIII. Risale al I secolo d.C. il grande Teatro Romano che si trova fuori dalle mura urbiche e poteva ospitare fino a 6.000 spettatori.
Grazie alla funivia si può salire velocemente alla Basilica di S. Ubaldo, ricostruita nel 1514, ove vengono custoditi i tre "Ceri" (Sant'Ubaldo patrono della città e della Corporazione dei Muratori e Scalpellini; San Giorgio, patrono della Corporazione dei Merciari; Sant'Antonio Abate, patrono dei Contadini e degli Studenti) che una volta l'anno, il 15 maggio, sono i protagonisti della Festa dei Ceri, una delle tradizioni più emozionanti e singolari in Europa che si svolge lungo le strade della città di Gubbio.
Il radicale legame degli egubini al proprio passato rivive anche attraverso il Palio della Balestra (durante l'ultima domenica di maggio).
Tra le produzioni tipiche ed artistiche segnaliamo la lavorazione del ferro battuto e delle ceramiche, quest'ultima è legata al nome di Mastro Giorgio, vero fiore all'occhiello della città.
Da Gubbio la statale n. 298 porta a Scheggia e Pascelupo, comune immerso nella pineta dove si segnala l'Abbazia di S. Maria di Sitria, fondata da S. Romualdo all'inizio del secolo XI.
Per le sue caratteristiche montane, caratterizzate da picchi rocciosi è particolarmente apprezzata dagli escursionisti e dagli appassionati di mountain-bike che qui potranno trovare itinerari adatti ad ogni difficoltà.
Da Scheggia si prosegue sulla statale n. 3 (Flaminia) verso Gualdo Tadino, toccando Costacciaro, caratterizzato dalla Torre della Roccaccia che faceva parte del sistema difensivo e i resti delle mura civiche; bella la gotica chiesa di S. Francesco, costruita con la pietra calcarea del Monte Cucco, con rosone ed affreschi di Matteo da Gualdo, del secolo XIV.
Da qui si sale, attraverso un breve percorso, alla Grotta di Monte Cucco, a 1390 metri, caverna carsica, quinta nel mondo per profondità (922 m.). Per coloro che non se la sentono di avventurarsi nella grotta consigliamo la visita al Centro per la Didattica Ambientale, istituito dal Comune, che permette un viaggio virtuale nelle grotte ed è possibile vedere anche le immagini del territorio del Parco del Monte Cucco.
Proseguendo per la statale troviamo Sigillo, centro d'artigianato, che conserva i resti di un grande Ponte Romano sulla via Flaminia, sopra il torrente Fonturci.
Alla caduta dell'impero romano subì le distruzioni dei Goti di Totila ed in seguito l'egemonia bizantina e solo nel XV secolo entrò a far parte dello Stato della Chiesa ottenendo gli Statuti propri.
Lungo la via Flaminia si può visitare l'interessante chiesa di S. Anna al cimitero, ornata di affreschi votivi, con l'antico Oratorio della metà del quattrocento, al cui interno sono custoditi gli affreschi di Matteo da Gualdo e di suo figlio Girolamo.
Si continua fino a Gualdo Tadino e da qui si ritorna a Perugia.
Perugia - Gualdo Tadino - Foligno - Assisi - Perugia
Perugia sorge su un colle tra il bacino del Trasimeno e la Valtiberina sul quale era possibile controlla le grandi vie di comunicazione. Di origine etrusca nel IV secolo a.C., Perusia, poi Augusta e poi, con l'imperatore Vibio Treboniano Gallo (251 - 253 d.C.) qui nato, colonia Vibia Augusta Perusia, era una città forte e potente che contrastò a lungo l'espansione di Roma nella vallata del Tevere ed ha continuato fino all'ot
tocento il suo lungo splendore.
Il cuore della città è Piazza IV Novembre (l'antica piazza Grande), caratterizzata dalla fontana più bella e più grande del mondo: Fontana Maggiore che venne realizzata tra il 1275 e il 1278, da Nicola e Giovanni Pisano con la collaborazione tecnica di frà Bevignate da Perugia e la consulenza dell'ingegnere idraulico Boninsegna da Venezia. Nata dall'esigenza di portare acqua alla città, fu posta al centro della piazza e costituì il monumento al quale i perugini vollero affidare tutta la loro storia sacra e profana, il loro passato e il loro presente.
Sulla piazza sorge l'imponente tempio gotico della Cattedrale di S. Lorenzo (1345-1490), ricca di numerose opere d'arte come il coro ligneo intarsiato da Giuliano da Maiano e Domenico del Tasso.
Nella Cappella del Santo Anello è custodito il legendario Anello Nuziale della Vergine che il frate Winter di Mengoza portò a Perugia nel 1473 dopo averlo sottratto a Chiusi.
Nel chiostro, un piccolo ma prezioso Museo Capitolare che custodisce interessanti opere tra cui la "Pietà" di Bartolomeo Caporale del 1486 e una "Madonna in Trono" di Luca Signorelli.
Girando dalla Cattedrale verso sinistra, si scorge il loggiato fatto eseguire nel 1423 da Braccio Fortebracci da Montone, signore di Perugia, con il palazzo del Seminario del tardocinquecento; fa quindi seguito, a sinistra di Via Maestà delle Volte, il palazzo Arcivescovile, ove è ospitato il Museo delle Scienze Naturali.
Via Maestà delle Volte è una delle più suggestive di Perugia, dove in uno slargo irregolare è stata collocata nel 1927 una fontana "in stile" progettata da Pietro Angelini e cui fa da fondale la chiesina medievale della Maestà delle Volte. Tornando sulla piazza, di grande impatto visivo è il Palazzo dei Priori, in stile gotico, iniziato nel 1293 da Giacomo di Servadio e Giovanello di Benvenuto e terminato nel 1443. Qui si concentravano le funzioni pubbliche, giudiziarie e amministrative e tutt'ora sede del Comune.
Oltre alla sala dei Notari, affrescata alla fine del'200, si consiglia la visita alla Galleria Nazionale dell'Umbria, ricca di opere d'arte del Perugino. L'ambiente più noto del palazzo è la sala del Collegio della Mercanzia, elegantissima costruzione del '400.
Se piazza IV novembre è il cuore della città, Corso Vannucci ne è l'arteria principale caratterizzato dal Palazzo Comunale e dal Collegio del Cambio del 1452-1457, al cui interno si trova l'elegante sala dell'Udienza del Cambio, affrescata dal Perugino (1498-1500).
Arrivando alla fine del Corso si può ammirare uno dei paesaggi più suggestivi dell'Umbria e la spettacolare Rocca Paolina, la fortezza voluta dal Pontefice Paolo III Farnese tra il 1540-1543 al fine di sedare la rivolta dei cittadini che avevano rifiutato nel 1540 di pagare la tassa sul sale.
Parallellamente a Corso Vannucci, si trova Piazza Matteotti caratterizzata dal Palazzo dell'Università Vecchia (1453-1483) e il Palazzo del Capitano del Popolo, capolavoro rinascimentale dei lombardi Gasparino di Antonio e Leone di Matteo (1472-1481).
Nella parte nord della città meritano una visita le Chiese di S. Severo (secolo XV), con un affresco di Raffaello, la gotica Chiesa di S. Agata, del 1290-1341, la Chiesa barocca di S. Filippo Neri, del 1627-1634, la chiesetta rinascimentale della Madonna della Luce, del 1512-1518 (con accanto l'arco di S. Luca, già Porta Etrusca), l'Oratorio rinascimentale di S. Bernardino, di Agostino di Duccio (1457-1461).
Sulla Piazza Braccio Fortebraccio, cui fa da sfondo il solenne Arco Etrusco (o di Augusto), sorge il Palazzo Gallenga Stuart, del 1758, sede dell'Università per Stranieri. Ancora interessanti sono la singolare chiesa paleocristiana di S. Angelo (secolo V), la Chiesa di S. Maria Nuova (secolo XIV) con coro ligneo del 1456, e la Chiesa di S. Maria di Monteluce (secolo XIV).
Per visitare la zona meridionale di Perugia si esce dalla Porta Marzia (II-I secolo a.C.), da cui parte la sotterranea Via Bagliona, di grande effetto scenografico. Da vedere, inoltre sono la Chiesa di S. Ercolano (1297-1326), la magnifica basilica gotica di S. Domenico con l'annesso Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria, ricchissimo di ritrovamenti etruschi, e la preziosa chiesa di S. Pietro, eretta nel secolo X, con opere del Perugino e il superbo coro ligneo del 1526-1535. Bella è anche la chiesa romanico-gotica di S. Giuliana, del 1253.
Oltre all'Università per Stranieri, Perugia vanta anche l'Università di Stato, fondata nel 1307 e restaurata nel 1811, nell'ex convento degli Olivetani, disegnato nel 1740 dal Vanvitelli.
Nei dintorni di Perugia, percorrendo la SS. 75 in direzione di Ponte S. Giovanni immediatamente prima di un passaggio a livello, sulla sinistra si può visitare il famoso Ipogeo Etrusco dei Volumni (II-I secolo a.C.) un edificio ottocentesco decorato con motivi desunti dal repertorio ornamentale delle urne etrusche e che protegge l’ingresso all’Ipogeo, sepolcro di maggior rilievo all’interno della vasta zona della Necropoli del Palazzone con le sue 38 tombe scavate nella roccia.
Da Perugia si segue la Stada Statale n. 318 in direzione di Gualdo Tadino. Poco dopo Pianello si consiglia di fare delle escursioni a San Gregorio e Rocca S. Angelo, ove sorgono un castello medievale e la chiesa francescana di S. Maria in Arce, ricca di affreschi del '300 e '400 (alcuni di Bartolomeo Caporali).
Altro castello interessante si trova a Tordibetto, a qualche chilometro verso Assisi. Proseguendo per la statale si tocca Valfabbrica, cui le mura e le torri duecentesche del Castello conferiscono un aspetto assai pittoresco: la pieve romanica conserva affreschi del primo '300.
Riprendendo la ss 318 si giunge a Gualdo Tadino, antico borgo medievale nel cui centro si trovano il Duomo, costruito nel secolo XIII da maestri longobardi, e la ex-chiesa gotica di S. Francesco, consacrata nel 1315, oggi sede della ricca Pinacoteca Comunale.
Recentemente restaurata e aperta al pubblico, la Rocca Flea del XII secolo e ricostruita da Federico II nel 1247 e ulteriormente modificata nel tempo, si erge sopra l'urbe e costituisce uno degli esempi più significativi di architettura militare difensiva umbra. Anticamente circondata da un fossato e delimitata da un imponenete cinta muraria, con ponte levatoio, ha al suo interno un corpo centrale addossato al mastio alla cui base è stata ritrovata la cappella con pareti affrescate.
Guando Tadino è rinomata per la produzione di ceramiche artistiche, riconoscibili dalla ricca policromia e dai riflessi metallici; nei mesi di luglio e agosto si svolge la Mostra Concorso Internazionale della Ceramica.
Le manifestazioni: Giochi delle Porte (settembre) rievocazione medievale nel centro storico con i Rioni illuminati dalle sole torce.
Da Gualdo Tadino si scende per la via Flaminia, ss 3 che porta a Nocera Umbra, nota soprattutto per le acque mediominerali, carbonato-calciche, della fonte Angelica e quelle oligo minerali della fonte del Cacciatore. Entrando nel centro storico si trova l'originale portico S. Filippo, una strada porticata che conduce alla quattrocentesca ex-chiesa di S. Francesco, tarsformata oggi in Pinacoteca Comunale.
Proseguendo, si arriva alla Palombara, torre di avvistamento bizantina, che testimonia l’importanza della città in quel periodo.
Il percorso termina in alto, sul colle, dove si trova il Duomo di S. Maria Assunta con l’alto e stretto portale romanico decorato con motivi vegetali. L’interno rinnovato nel 1448 subì ulteriori rifacimenti che diedero forme barocche. Interessante il pavimento maiolicato della sacrestia.
Proseguendo sulla Flaminia incontriamo Foligno, fondata dagli Umbri nel II secolo a.C.. Il centro è dominato dal Duomo, iniziato nel 1133 ma profondamente trasformato nel '500 e poi nel '700; bellissima la facciata secondaria col portale romanico (1202) e di fronte si erge il Palazzo Comunale, del secolo XIII, poi rinnovato tra il 1546 e il 1620. Unito a questo è il Palazzo dei Trinci, edificato nel 1389-1407 (la facciata è neoclassica), è il risultato dall'accorpamento di case e torri preesistenti, realizzato da Ugolino Trinci che creò a Foligno una vera e propria signoria cittadina. Oggi è la sede dell'importante Pinacoteca Civica. Altre chiese notevoli sono quelle di Santa Maria Infraportas, dei secoli XI-XIII; S. Nicolò, di origine trecentesca (conserva opere di Nicolò Alunno); S. Giacomo, del 1402; la Nunziatella del 1494; del SS.Salvatore, del '300.
Tra le manifestazioni folcloristiche, celeberrima la Giostra della Quintana, una gara a cavallo e in costume risalente al '600 (seconda domenica di settembre), la Mostra Fotografica dei centri storici (in settembre) e il Concorso Nazionale di cinematografia a passo ridotto e fotografia (in ottobre).
A qualche chilometro da Foligno, sulla superstrada n. 75, si trova Spello dove vi si accede per la romana Porta Consolare e subito si è alla chiesa romanica di S. Maria Maggiore (secolo XII-XIII), con la stupenda Cappella Baglioni, affrescata dal Pinturicchio. Vista la chiesa romanica di S. Andrea (secolo XII) si raggiunge l'altra porta romana, Porta Venere, del tempo di Augusto e proseguendo si arriva al sommo del colle dove si può ammirare il magnifico belvedere.
Si giunge infine ad Assisi, la seconda capitale religiosa d'Italia, tutta raccolta intorno alle Basiliche del Santo, imponente complesso del secolo XIII, ricco di capolavori di Giotto ma anche di numerosi altri grandi maestri come Cimabue, Sermei, Pietro Lorenzetti e tanti altri che hanno dato splendore al complesso architettonico.
Lungo la strada principale, l'Oratorio dei Pellegrini del 1431, il Museo Civico, che ha sede in una cripta del secolo XI, e il tempio romano di Minerva, trasformato in chiesa nel 1539. Di fronte a quest'ultimo il Palazzo Comunale, del 1337, che opsita la ricca Pinacoteca Civica. In posizione elevata è il poderoso Duomo, del 1140-1253, rinnovato all'interno nel 1571 da Galeazzo Alessi. Vi fanno parte una cisterna romana e il Museo capitolare. Dal Duomo si può salire alla Rocca Maggiore, cittadella del secolo XII.
L'altro gioiello di Assisi è la chiesa gotica di S. Chiara (1257-1265), con il Crocifisso del secolo XIII che avrebbe parlato a S. Francesco.
Interessanti sono pure la chiesa di S. Maria Maggiore (secolo XI), il Palazzo del Vescovado (secolo XIII), la chiesa romano-gotica di S. Pietro, fondata nel 970, e il moderno, grandioso Osservatorio Cristiano, con una Galleria d'Arte Sacra Contemporanea. Non si può lasciare Assisi senza visitare l'Eremo delle Carceri , il Monte Subasio, l'Abbazia di S. Benedetto (splendida la cripta del secolo XI) e il duecentesco convento di S. Damiano.
Tra le cerimonie più suggestive di carattere religioso: la Funzione della Corda Pia (ogni venerdì al tramonto durante la Quaresima, nella Basilica);
l'Ascensione, il lunedì della Pentecoste; la Festa del Voto (il 22 giugno); il Corpus Domini con la processione delle Piante Belle su strade infiorate; il Perdono di Assisi (31 luglio/2 agosto); la Festa di S. Rufino (11 agosto nel Duomo); la Festa di S. Chiara (12 agosto a S. Chiara e a S. Domenico); la Festa del ritorno di S. Francesco (prima domenica di settembre); la Festa di S. Francesco (3/4 ottobre). Segnaliamo inoltre l'antichissima Festa del Calendimaggio.
Dirigendosi verso Perugia si incontra ai piedi di Assisi, la grande Basilica di Santa Maria degli Angeli, costruita dal 1569 su progetto di Galeazzo Alessi per custodirvi la Cappella della Porziuncola, del secolo X-XI, luogo in cui partì la predicazione francescana. Tutto l'annesso convento è un ricordo del santo e dell'ordine (Museo e Museo Etnografico e Folcloristico).
Si riprende la ss 75 e passando per Bastia Umbra, si fa ritorno a Perugia.
FONTE: www.itinerari.umbria2000.it
Perugia - Todi - Orvieto - Narni - Amelia - Monte Cucco

Un' Umbria meno nota, meno conosciuta, sotto il rumore dei nostri passi, l'Umbria sotterranea. Possiamo percorrere numerosi percorsi in grado di svelarci molteplici informazioni storiche e archeologiche che si vanno a sommare al già ricco patrimonio che abitualmente viene visitato. Partendo dal capoluogo umbro, troviamo la "Perugia sepolta" visitabile con un percorso meccanicizzato che penetra e attraversa nell'edificio della Rocca Paolina, tra i resti del quartiere medievale appartenuto alla Famiglia Baglioni. La roccaforte venne fatta erigere da Paolo III Farnese nel 1540/43 su disegno modificato in corso d'opera di Antonio da Sangallo il Giovane come fortezza sul Colle Landone. La poderosa fortificazione fu demolita nel 1860 dopo l'annessione della città al Regno d'Italia. Oggi di quella poderosa struttura rimangono i resti del quartiere medievale con le antiche strutture abitative, alcune strade come ad esempio la Via Bagliona, cortili e piazzette, forni, botteghe e la duecentesca casa di Gentile Baglioni con la torre intatta e l'isolato di Ridolfo e Braccio Baglioni.
Anche Orvieto presenta un mondo sotterraneo, "Orvieto underground" un labirinto di cavità scavate nel corso di tremila anni nel masso su cui sorge la città. Si può conoscere l'etrusca "Velzna", l'Ovieto medievale e rinascimentale in uno straordinario viaggio a ritroso nel tempo. La visita guidata alla "Orvieto Underground" rappresenta, perciò, lo strumento più appropriato per entrare in contatto con questo nuovo, particolarissimo aspetto culturale di una città estremamente ricca di storia e di gioielli artistici.
Oltre 5 Km di cunicoli e gallerie, più di trenta cisterne, preromane, romane e medievali, cinquecento pozzi di varie epoche formano il ricchissimo patrimonio sotterraneo della città di Todi. La datazione dell'intero sistema è riferibile al I secolo a.C., quando la città di Todi divenne prima municipium, quindi Splendissima Colonia.
Differente è la natura del massiccio del Monte Cucco: estesissimi fenomeni carsici sotterranei infatti scavati per milioni di anni da imponenti corsi d'acqua animano come veri e propri mondi chiusi il cuore della montagna raggiungendo dimensioni davvero considerevoli.
Narni con le strutture ipogee di S. Domenico offre l'occasione per un viaggio particolare della chiesa ipogea a navata unica coperta da volta a botte, con pareti scavate direttamente nella roccia e ricoperte da intonaco affrescato; oppure nell'ambiente in pietra bianca e rosa, sede in origine del Tribunale della Santa Inquisizione.
Di suggestivo interesse è anche Amelia che con i sotterranei di Piazza Matteotti presenta dieci sale di origine romane edificate nel III secolo a.C.
Assisi - Museo Capitolare della Cattedrale di San Rufino

Il Museo Capitolare della Cattedrale risale al 1941 e raccoglie reperti archeologici, capitelli, suppellettile liturgica e dipinti di notevole interesse storico-artistico.
La visita al Museo si conclude con la Cripta di San Rufino (XI secolo). Una visita che permette varie chiavi di lettura, storico-civile e culturale della Città della pace nel mondo con affreschi del XII secolo e il sarcofago romano (III secolo d. C.) che servì da sepolcro a san Rufino.
Il Museo capitolare, permette una lettura della storia spirituale e culturale della diocesi e della città, secondo un arco temporale dal paleocristiano ad oggi. Le opere più significative sono: gli affreschi di Puccio Capanna con la Flagellazione, la Crocifissione e la Deposizione nel sepolcro (1347); il polittico con la Madonna con Gesù Bambino in trono e i Santi e le Storie di San Rufino(1470) di Nicolò di Liberatore detto l’Alunno; Inoltre, l’ingresso al Museo comprende la visita della Cripta di San Rufino(XI secolo), suggestivo ambiente posto sotto la facciata della Cattedrale, con affreschi del XII secolo e il sarcofago romano (III secolo d. C.) che servì da sepolcro a San Rufino.
FONTE: www.umbriaearte.it
I teatri dell'Umbria
Teatro Morlacchi
.: 06123 Perugia - Piazza Morlacchi, 12
Biglietteria: tutti i giorni feriali dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 17:00 alle 20:00
tel. 075.5722555
Teatro della Sapienza
.: 06123 Perugia - via della Sapienza, 6
Informazioni: 075.5731041
Teatro Verdi
.: 05100 Terni - Corso Vecchio
Biglietteria: da una settimana prima dello spettacolo dalle 18:00 alle 21:00
tel. 0744 419100
Banca telefonico regionale tutti i giorni feriali dalle 16:00 alle 19:00 tel. 075 57542222
Teatro Politeama Clarici
.: 06034 Foligno (Pg) - via Garibaldi, 147
Biglietteria: da una settimana prima dello spettacolo tel. 0742 352232
Banca telefonico regionale tutti i giorni feriali dalle 16:00 alle 19:00 tel. 075 57542222
Auditorium San Domenico
.: 06034 Foligno (Pg) - Piazza F. Frezzi
Teatro Comunale
.: 06024 Gubbio (Pg) - piazza del popolo, 17
il giorno prima dello spettacolo dalle 9:00 alle 13:00
il giorno dello spettacolo dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 21:00.
Tel. 075 9275551
Banca telefonico regionale tutti i giorni feriali dalle 16:00 alle 19:00.
Attualmente, il Teatro costituisce la suggestiva cornice per una stagione di rappresentazioni classiche all'aperto nel periodo luglio-agosto. Tel. 075 57542222
Teatro Romano
.: Gubbio (Pg)
Le belle rovine del Teatro Romano di Gubbio sono la testimonianza del glorioso passato della città in epoca romana. Edificato tra il 55 ed il 27 a.C
Teatro Comunale
.: 05035 Narni (Tr) - via Garibaldi
Biglietteria: il giorno dello spettacolo dalle 20:00. Tel. 0744 726362
Ufficio Cultura, Teatro Comunale, 1° piano nei due giorni antecedenti lo spettacolo (sabato e festivi esclusi) dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00 lunedì e mercoledì dalle 15:00 alle 18:00. Tel. 0744 726362
Banca telefonico regionale tutti i giorni feriali dalle 16:00 alle 19:00. Tel. 075 57542222
Teatro Nuovo
.: 06049 Spoleto (Pg) - via Vaita S. Andrea
Botteghino del Teatro il giorno dello spettacolo dalle 16:00. Tel. 0743 40265
Banca telefonico regionale tutti i giorni feriali dalle 16:00 alle 19:00. Tel. 075 57542222
Teatro Caio Melisso
.: 06049 Spoleto (Pg) - Piazza Duomo
Informazioni: tel 0743.222209
Teatro Comunale
.: 06059 Todi (Pg) - via Mazzini
Ufficio Stampa del Teatro Comunale
il giorno prima dello spettacolo dalle 16:00 alle 19:30
il giorno dello spettacolo dalle 18:00
tel. 075 8956240
Banca telefonico regionale tutti i giorni feriali dalle 16:00 alle 19:00. Tel. 075 57542222
Teatro Sociale
.: 05022 Amelia (Tr) - via del Teatro
A.P.T. dell’Umbria S.T.T. IAT di Amelia, via Orvieto 1
da una settimana prima dello spettacolo
dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:30
sabato dalle 9:00 alle 13:00 tel. 0744 981453
Banca telefonico regionale tutti i giorni feriali dalle 16:00 alle 19:00. Tel. 075 57542222
Teatro Francesco Torti
.: 06031 Bevagna (Pg) - Piazza Filippo Silvestri
Pro Loco di Bevagna
da due giorni prima dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 19:00
il giorno dello spettacolo dalle 20:00
tel. 0742 361667
Banca telefonico regionale tutti i giorni feriali dalle 16:00 alle 19:00. Tel. 075 57542222
Teatro Don Bosco
.: 06023 Gualdo Tadino (Pg) - viale Don Bosco, 50
Teatro Mengoni
.: 06063 Magione (Pg) - via del Teatro, 1
Ufficio Servizi Sociali del Comune di Magione
il giorno dello spettacolo (sabato e festivi esclusi) dalle 8:30 alle 13:30
tel. 075 8477061
Botteghino del teatro
il giorno dello spettacolo dalle 16:00 alle 21:00 tel. 075 8472403
Banca telefonico regionale tutti i giorni feriali dalle 16:00 alle 19:00. Tel. 075 57542222
Teatro Concordia
.: 06055 Marsciano (Pg) - largo Goldoni, 9
Ufficio Servizi Sociali del Comune di Marsciano
da quattro giorni prima dello spettacolo
dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 12:00
martedì e giovedì dalle 15:00 alle 18:00
tel. 075 8747247
Botteghino del teatro mercoledì e venerdì dalle 17:00 alle 19:00
e durante l’orario di proiezione cinematografica tel. 075 874803
Banca telefonico regionale tutti i giorni feriali dalle 16:00 alle 19:00. Tel. 075 57542222
Teatro Cesare Caporali
.: 06064 Panicale (Pg) - via Caporali, 16
Botteghino del Teatro
il giorno feriale prima dello spettacolo dalle 17:00 alle 19:00
il giorno dello spettacolo dalle 19:00
tel. 075 837710
Banca telefonico regionale tutti i giorni feriali dalle 16:00 alle 19:00. Tel. 075 57542222
Teatro Clitunno
.: 06039 Trevi (Pg) - Piazza del Teatro
Botteghino del Teatro
a sera dello spettacolo dalle 20:00 tel. 075 381768
Banca telefonico regionale tutti i giorni feriali dalle 16:00 alle 19:00. Tel. 075 57542222
Teatro dei Riuniti
.: 06019 Umbertide (Pg) - Piazza Fortebraccio
Botteghino del Teatro
due giorni prima dello spettacolo dalle 17:00 alle 19:00
il giorno dello spettacolo dalle 17:00 alle 19:00 e dalle 20:00 in poi
tel. 075 9412697
Banca telefonico regionale tutti i giorni feriali dalle 16:00 alle 19:00. Tel. 075 57542222
Teatro della Concordia
.: 06057 Monte Castello di Vibio - Piazza del Teatro, 1
è aperto il sabato, la domenica e festivi:
da ottobre a maggio: dalle ore 10,00 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30
da giugno a settembre: dalle ore 10,00 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 19,30
inoltre resta aperto nel periodo dal 24 dicembre al 6 gennaio, il martedì dopo Pasqua, nei mesi di luglio e agosto e dal 1° al 11 settembre
In altri giorni previo appuntamento
telefonando ai n. 075.8780737 / 328.9188892
Musei
Il sistema museale dell'Umbria. Principali musei dell'Umbria.:
La vitalità della cultura e dell'Arte umbra si dipana oggi in un capillare sistema museale, uno dei più all'avanguardia in Italia con più di cento musei che distribuisce nelle città e nei piccoli centri numerose ed eterogenee strutture, proponendo interessanti opportunità che trasformano un consueto soggiorno in terra umbra in un intelligente ed emozionante viaggio tra passato e futuro. Di seguito l'elenco dei principali musei presenti in Umbria in ordine di comune. Nei link correlati l'elenco completo per singolo comune per le due rispettive province di Perugia e Terni.
Elenco principale del sistema museale umbro.
Assisi
Museo del Convento della Chiesa di Santa Maria degli Angeli - Santa Maria degli Angeli.
Foro Romano e collezione archeologica - Assisi
Bettona
Museo Comunale - Bettona
Bevagna
Museo delle Città - Bevagna
Cascia
Museo di Palazzo Santi
Città di Castello
Collezione Burri - Ex Seccatoi Tabacco - Città di Castello
Pinacoteca Comunale - Palazzo Vitelli - Città di Castello
Museo del Duomo - Città di Castello
Corciano
Museo della Casa contadina - Corciano
Deruta
Museo Regionale della Ceramica - Ex convento di San Francesco
Ferentillo
Museo delle Mummie - Ex Chiesa di Santo Stefano - Loc. Precetto
Foligno
Museo della Città - Palazzo Trinci - Foligno
Fossato di Vico
Museo delle Tradizioni popolari ed artigiane - Fossato di Vico
Gubbio
Pinacoteca Comunale - Gubbio
Museo archeologico - Gubbio
Magione
Museo della pesca - San Feliciano - Magione
Marsciano
Museo del Laterizio - Museo itinerante - Marsciano
Montefalco
Museo della Chiesa di San Francesco - Montefalco
Pinacoteca Comunale - Montefalco
Montone
Montone - Museo etnografico "Il Tamburo parlante" - Montone
Museo Comunale - Montone
Narni
Raccolta Paleontologica e preistorica - Narni
Biblioteca diocesana - Narni
Norcia
Museo Civico diocesano "La Castellina" - Norcia
Orvieto
Museo Archeologico - Orvieto
Museo "E. Greco" - Orvieto
Pozzo di San Patrizio - Orvieto
Museo dell'opera del Duomo - Ovieto
Museo C. Faina - Palazzo Faina - Orvieto
Panicale
Museo delle Tulle - ex chiesa di Sant'Agostino - Panicale
Perugia
Galleria Nazionale dell'Umbria - Palazzo dei Priori - Perugia
Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria - Ex convento della Chiesa di San Domenico
Collezione Beuys - Palazzo Penna - Perugia
Pietralunga
Museo ornitologico naturalistico - Loc. Candeleto - Pietralunga
Spello
Pinacoteca Civica - Villa Fidelia - Spello
Spoleto
Pinacoteca Comunale - Spoleto
Galleria comunale d'Arte moderna - Spoleto
Casa Romana - Spoleto
Laboratorio di Scienze della Terra - Spoleto
Terni
Pinacoteca Comunale "O. Metelli" - Terni
Raccolta archeologica - Terni
Todi
Museo Pinacoteca - Todi
Museo delle Tradizioni Contadine - Todi
Torgiano
Fondazione Lungarotti - Torgiano
Museo del Vino - Torgiano
Museo dell'Olivo e dell'Olio - Torgiano
Trevi
Raccolta d'Arte di San Francesco - Trevi
Museo della Civiltà dell'Ulivo - Trevi
Flash Art Museum - Trevi
Pinacoteca Comunale -Trevi
FONTE : www.umbriaearte.it