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Agriturismo Scopri l'ItaliaValle d'AostaInformazioni sulla Regione Valle d'Aosta

Informazioni sulla regione Valle d'Aosta

Capoluogo: Aosta
Zona: Italia Nord Occidentale
Numero Comuni: 74
Numero Province: 1

Popolazione Residente
Totale:119.356
Maschi: 58.632
Femmine: 60.724

Sigla Regione: VDA
Informazioni Utili
Denominazione: Abitanti valdostani
Superfice Territoriale
Kmq 3.263
Montagna 100,0%
Collina 0,0%
Pianura 0,0%

fonte:www.comuni-italiani.it


La natura della Valle d'Aosta

L'approccio con la natura della Valle d'Aosta, è un incontro impetuoso con un mondo del quale sovente si è auspicata l'esistenza, avvolgente come una fuga dalla realtà. La morfologia è senz'altro invasa dalla maestosità delle Alpi Graie e delle Pennine, le quali ostentano rispettivamente, le prime, il Monte Bianco (4.807 mt.), il Gran Paradiso (4.061 mt.), la Grivola (3.968 mt.), il Ruitor (3.486 mt.), il Mont-Maudit (4.468 mt.); al secondo gruppo appartengono il Rosa (4.527 mt.) e il Cervino (4.478 mt.) contornati dalla Piramide Vincent, dal Gran Combin di oltre 4.000 mt. e da altre caratteristiche montagne come il Mont-Velan, Les Jumeaux, la Becca de Leseney, la Tersiva e il Mont-Emilius che raggiungono tutte un'altezza superiore ai 3.500 mt. Esse ospitano ghiacciai per circa 190 Kmq. molti dei quali accessibili al grande pubblico. Il contatto dell'uomo con la natura e i suoi grandi monti è qui attento e rispettoso, consapevoli di una grandezza sovrastante e di silenzi infiniti interrotti solo dal rotolio di massi dalla discesa di un seracco o dall'eco delle acque torrentizie. Tra i cumuli di detriti di falda, fatta di sassolini anonimi si possono ammirare meraviglie del mondo minerario. Nel gruppo del Monte Bianco si trovano: l'adularia, l'epidoto, la fluorite rosa ed azzurrina, il quarzo affumicato e l'ametista; a St. Marcel è stato rinvenuto il violano, varietà del diopside, dove furono scoperti i più grandi cristalli di braunite. Tra i solfati la slavikite. sono inoltre presenti vestigia di miniere di ferro, rame, amianto, carbone ed oro, quest'ultimo è stato recentemente trovato allo stato nativo o incastonato in cristalli di quarzo.


Turismo in Valle d'Aosta

Grazie alla sua grande varietà di offerte, la Valle d'Aosta è in grado di soddisfare ogni tipo tipo di turista, tenendo inoltre presente che è facilmente raggiungibile in auto, in treno e in aereo e da ogni parte del mondo grazie ai vicini aeroporti di Milano, Torino e Ginevra. Gli accessi autostradali, del tunnel del Monte Bianco e del Traforo del Gran S. Bernardo la collegano rispettivamente con la Francia e la Svizzera. Tutte le valli sono servite dalla linea ferroviaria. Aosta, inoltre vanta una aeroporto turistico particolarmente apprezzato dagli appassionati di volo a vela offrendo interessanti opportunità di brevi voli turistici per ammirare la Valle d'Aosta. Mèta di un turismo internazionale, questa terra offre sia in inverno che in estate, numerose possibilità di soggiorno consolidando la propria notorietà con un rinnovamento continuo delle sue strutture ricettive e sciistiche, unitamente alla massima attenzione per ogni aspetto del suo territorio, dalla natura al patrimonio artistico culturale e storico. Vita mondana, escursioni, sci, piaceri della buona tavola, sport di ogni genere, incontri con la natura in tutte le sue espressioni, borghi medievali, cultura, tradizioni folcloristiche e ancora di più : tutto questo è la Valle d'Aosta, il gioiello dell'Europa.

Situata nel cuore dell'Europa e circondata dalle più maestose vette alpine, la Valle d'Aosta è una delle principali mete del turismo internazionale. La più piccola delle regioni italiane (3.262 kmq.) e la meno popolata (118.000 abitanti), è il punto di incontro ideale fra mondo mediterraneo e quello centroeuropeo. Montagne altissime, ghiacci perenni (occupanti il 6/% della superficie territoriale), distese di pascoli, torrenti che scendono dai grandi ghiacciai, valli popolate da pittoreschi villaggi e borghi, città che hanno duemila anni di storia: tutto questo è racchiuso nel territorio della Val d'Aosta. Solcata dalla Dora Baltea e dai suoi affluenti, il paesaggio presenta ambienti naturali di imparagonabile bellezza, ricchi di antiche testimonianze stiriche ed artistiche. Storia e economia della Valle si sino sempre intersecate al ruolo che hanno ricoperto i valichi del Gran S. Bernardo (2.472 mt.) e del Piccolo S. Bernardo (2.188 mt.): Frequentata già nel 3000 a.C., abitata da Liguri e Celti, la sua prima popolazione indigena fu rappresentata dai Salassi, insediatisi nel II sec. a.C.e sconfitti dai Romani nel I a.C. dai Romani, attratti da una importante terra di collegamento per le Gallie e la Germania. fu così che nel 25 a.C. i Romani fondarono Augusta Praetoria, un castrum popolato allora da 9.000 abitanti. Nel V sec. Burgundi, Goti e Bizantini se ne disputarono il possesso, ma furono i Franchi ad ottenere il controllo della regione nel 575, sostituiti in seguito dai Carolingi e da numerose altre signorie feudali che si insediarono con le loro fortezze. Dall'XI sec. anche i Savoia si attestarono diritti sulla Valle; nel 1191 Tomaso I di Savoia concesse alla Val d'Aosta la "Carta Magna" delle franchigie e dei diritti, sancendo un'autonomia amministrativa e politica che venne mantenuta fino all'avvento della Rivoluzione Francese. Nel 1416 la Valle divenne un ducato, con autogoverno politico, diritto di autolegislazione mediante l'Assemblea degli Stati Generali convocata ogni due anni. nel 1536 l'Assemblea creò il Conseil des Commis, una giunta formata da 24 membri. Nel 1800 Napoleone attraversò con il suo esercito il Gran S. Bernardo espugnando il forte di Bard prima di giungere in pianura padana verso Marengo. Con il Regno d'Italia, la questione dell'autonomia regionale trovò il suo compimento, dapprima con il decreto del 7 novembre 1945 e definitivamente con lo Statuto speciale del 26 febbraio 1948, il quale attesta una particolare autonomia legislativa e amministrativa, nonchè vantaggi economici e fiscali alla Regione Valle d'Aosta.


La flora della Valle d'Aosta

Vaste fioriture si alternano fra boschi, boscaglie e arbusteti

Il mondo della flora è presente in ogni spaccatura delle rocce, in ogni nicchia. Si possono trovare licheni a più di 4.500 mt. e Gyrophora e Lecidea fino ai 4.700 mt.; poco più in basso altri licheni, muschi ed alghe. I ranuncoli dei ghiacciai, le genziane, le silene acaulis, sono gracili fiorellini che sfidano i 3.500 mt.. Scendendo si scoprono i crocus, le soldanelle e le veroniche. Varie specie di campanule e di primule compaiono fino a estate inoltrata. Gioia dell'appassionato l'incontro con rare specie come la peonia preregrina, il giglio rosso, la calceolaria, la drosera rotundifolia, la regina delle Alpi. Incantevoli anche i martagoni, il napello, l'aquilegia, le macchie di edelweiss; viole, achillee e sassifraghe ondulano nei pascoli; mentre le negritelle custodiscono il mistero delle loro radici. Altre interessanti scoperte del mondo botanico valdostano sono date dalla presenza di piante come la Linnaea borealis L. e l'Iris sibirica L. arrivate dall'Artico, rarissimo l'Aethionema thomasianum Gay presente solo nella valle di Cogne e in Algeria, l'Astragalus centralpinus Br.BI osservato a Cogne, a Valtournanche e nel Caucaso. Le vaste fioriture dei rododendri si alternano fra boschi, boscaglie e arbusteti. Nei fondovalle, latifoglie riparee come salici e ontani; nelle insenature laterali della Dora i tigli. Tra il bosco e i prati aceri, ciliegi selvatici e frassini. Nei coltivi abbandonati il pioppo; sulle pendici nude luminose colonie di betulle. All'inizio della Valle il faggio e a rallentare le radure dei boschi più ombrosi maggiociondoli ridenti e sorbi degli uccellatori. Ampio dominio ha il castagno mentre le roverelle si raggruppano in macchie per combattere l'arsura dei versanti soleggiato. A dominare sono poi le foreste di conifere, mentre il larice e il pino cembro si estendono a quote più alte raggiungendo i 2.400-2.500 mt.; l'abete rosso si trova sui vasti versanti, mentre l'abete bianco popola le aree più oscure e fresche. I ghiaieti, le medie e le bassi valli sono vitalizzati dal pino silvestre.
Nei 4 giardini della Val d'Aosta sono riprodotti in modo efficace gli aspetti floristici della Regione:
- Castel Savoia a mt. 1.495, a Gressoney-Saint-Jean, è il più recente;
- Paradisia a mt. 1.687 a Cogne, è il più scientifico e didattico raccogliendo gli endenismi della zona e le
specie più caratteristiche del Parco Nazionale del Gran Paradiso;
- Saussurea a mt. 2.174, sulla Piana del Pavillon del Mont Fréty;
- Chanousia a mt. 2.170, si trova fra la Savoia e la Valle d'Aosta in territorio francese, e nacque nel 1897.


La fauna

Ampia varietà di animali e ricco mondo faunistico

A dominare il mondo faunistico è lo stambecco, la cui sopravvivenza è assicurata dal ricovero offertogli dal Parco Nazionale del Gran Paradiso. Se ne contano oltre 3.000 esemplari. A completare la scena degli ungulati sono 7.500 camosci, 400 caprioli, cervi e cinghiali. Numerose le marmotte, martore ed ermellini presenti spesso sopra i 3.600 mt.. Più in basso si incontrano spesso volpi e faine e nei boschi scoiattoli, lepri e pernici. L'avifauna è caratterizzata da gazze e cesene, scriccioli e canapini. A popolare i boschi di latifoglie ghiandaie, il liù piccolo, il picchio verde e rosso maggiore e il picchio muratore. I boschi sono popolati da beccacce, civette capogrosso, nane, crociere. Nelle praterie nidificano la pernice bianca e la coturnice. Sulle pareti rocciose l'aquila reale, il gheppio, il gufo reale, il gracchio corallino e il passero solitario. Nelle zone umide il germano reale, il piro piro piccolo, la cannaiola verdognola. Da segnalare la ricomparsa del gipeto barbato. Tra gli anfibi e le specie protette: rane, raganelle, rospo comune e smeraldino, salamandra alpina e giallonera e il tritone alpino. Tra i rettili: vipere, ramarro dal collo turchese, orbettino, il biacco, il colubro d'Esculopio, la natrice del collare. Un quinto del territorio regionale è destinato alla protezione delle specie faunistiche, vere e proprie oasi per proteggere il ciclo vitale. Il più importante fra questi è il Parco Nazionale del Gran Paradiso che racchiude quanto di più tipico e di esclusivo c'è nel mondo naturale alpino. Nell'alta valle di Champdepraz è stato istituito il Parco Naturale del Mont Avic, il quale conta otto laghi. Altri tesori naturalistici sono conservati al Museo di Scienze Naturali di St. Pierre.


La lingua

il patois, dialetto franco-provenzale

Gran parte della popolazione parla il "patois", un dialetto franco-provenzale, di origine latina che è diffuso in quasi tutta la Svizzera romanda, nel sud est francese e in diverse valli del Piemonte alpino occidentale. Il franco-provenzale è considerato un francese arcaico che non seguendo le innovazioni della lingua d'oïl a partire dall'inizio dell era carolingia, è rimasto legato alle vicende della sua capitale storica, Lione. In Valle d'Aosta si parlano diversi patois, che si possono comunque raggruppare in due aree linguistiche, l'alta e la bassa valle, ove la prima ha maggiormente risentito degli influssi francesi, mentre la seconda ha mantenuto tratti più arcaici che si sono mischiati con influenze piemontesi. Per quanto concerne il francese, il riconoscimento ufficiale della lingua avviene nel XVI secolo, nel XVII secolo fu introdotta nelle scuole divenendo la principale forma di linguaggio tra la classe dirigente laica ed ecclesiastica, mentre nell'ambito rurale restava il patois. Con la separazione dalla Savoia e la successiva unità di'Italia inizia il processo di italianizzazione della regione e nel periodo fascista viene soppresso il francese nella pubblica amministrazione e nelle scuole. Nel 1929 anche la Chiesa abbandona l'utilizzo della lingua francese. Oggi lo statuto Speciale della Regione Autonoma Valle d'Aosta prevede che la lingua francese sia parificata all'italiano, il quale funge talvolta da veicolo tra i vari patoisants che parlano diversi tipi di franco-provenzale. Un'altro importante dialetto di origine germanica e parlato nei comuni di Gressoney La Trinité , Gressoney St. Jean e Issime e nella Valle del Lys, è il walser. Il nome deriva da una popolazione germanica proveniente dall'Ober Wallis, Alto Vallese, chiamati per questo Walliser e da cui walser, i quali si sono introdotti nell'alta valle di Ayas e nella valle del Lys nel III secolo. Anche qui ci sono delle varianti di walser: il "titsch" e il "töitschu", il primo che ha mantenuto i cambiamenti della lingua madre, il tedesco, e il secondo contenente molti più termini arcaici.


Sport in Valle d'Aosta

sci, snow board, telemark, pattinaggio, canoa, rafting, hidrospeed, kayak, sci deltaplano, equestre, trekking, golf

Oggi, in Valle, cominciando dallo sci nordico, lo sci da discesa, vi sono 29 stazioni con 181 impianti di risalita, per più di 800 chilometri complessivi di piste, in molte delle quali sono stati fatti rilevanti investimenti per l'"innevamento programmato", quello con i cannoni sparaneve, per garantire la fruibilità dei percorsi soprattutto di rientro in stazione, a fondovalle. Più di 1.000 sono i maestri di sci, che operano in 20 scuole, molti con l'abilitazione a impartire lezioni a portatori di handicap, altri aggiornati nelle tecniche più recenti come il telemark, altri ancora in grado di far provare al cliente il brivido dello snow-board che ormai è praticato in tutte le stazioni valdostane. Per lo sci alpino, da segnalare un'importante innovazione, creata da alcuni anni: è quella dello Skipass Vallée d'Aoste un biglietto che funge da lasciapassare in tutte le stazioni ma che prevede varie possibilità di scelta e una buona gamma di agevolazioni per stazioni in Francia e Svizzera. Lo sci in Valle suscita però notevole interesse anche per i meravigliosi percorsi del fondo, lo sci nordico, che offre più di 300 chilometri di piste curate alla perfezione e con più di 100 maestri, a disposizione del turismo: Brusson, Cogne, la Val Ferret, la Valle di Rhêmes, la Valgrisenche, la conca di Saint-Barthélemy, l'alta valle del Gran San Bernardo, la Valpelline e tante altre ancora sono le località che offrono attrattive rilevanti per sostare nella quiete e nel silenzio, in mezzo ai boschi, in una natura incontaminata. Un settore importante nell'offerta dello sci invernale e anche già in parte primaverile è quella dell'Eliski, dello sci alpinismo e dello sci "fuori pista" nella definizione più generale. Un'attrattiva di notevole interesse per gli sciatori è quella delle grandi "traversate" primaverili, con la stagione che si sviluppa prevalentemente nei mesi di marzo e aprile. Sono quelle della Vallée Blanche, da Courmayeur a Chamonix e del Cervino, da Cervinia a Zermatt, la prima quindi che porta in territorio francese e la seconda in quello elvetico. Durante la stagione invernale, vi è anche la possibilità di praticare il pattinaggio, nei due moderni e attrezzati palazzetti dello sport di Aosta e di Courmayeur. Mentre nel periodo estivo è di grande interesse, la possibilità di praticare lo sci sui campi in quota di Plateau Rosa. La Dora Baltea diventa teatro di nuove discipline sportive. Canoa, kayak, rafting, hidrospeed sono sport praticabili tutto l'anno in questa regione. D'inverno è possibile frequentare i corsi di addestramento nella piscina coperta di Aosta, adeguatamente attrezzata ma, nei mesi da aprile a settembre, l'attività si svolge sul fiume valdostano. Nei mesi invernali è prevista la combinata Sci-Deltaplano per sfruttare le pendenze innevate, mentre per chi piace volare si può dedicare al deltaplano. Numerose sono anche le località in cui è possibile praticare lo sport equestre. Ad Aosta si organizzano corsi di addestramento a tutti i livelli, che permettono di raggiungere la piena padronanza del cavallo, sia nel trotto che nel galoppo. Abbonati i tranquilli sentieri delle passeggiate a tutti i cavalieri, neofiti e provetti, viene offerta l'opportunità di provare una nuova originale emozione: il trekking a cavallo. Tre bellissimi campi da golf, ognuno con un percorso a 9 buche, permettono ai cultori di praticarlo in una cornice naturale esclusiva quale quella del Cervino, a Breuil-Cervinia e del Monte Bianco, a Courmayeur, e della località Arsannière nel comune di Gignod.


Sci in Valle d'Aosta

funivie, telecabine, cabinovie, seggiovie, sciovie e impianti di risalita all'avanguardia

É solo dopo il primo dopoguerra che in Valle d'Aosta nacquero i primi sci-club, e si iniziò a segnalare la nascita di un fenomeno turistico legato allo sci. Nel 1934 risale la costruzione, della prima funivia della Valle d'Aosta: la "funivia bifune va e vieni Breuil-Plan Maison" alla quale seguì, nel 1939, il tronco Plan Maison Plateau Rosa. Negli anni seguenti, la nascita di altri impianti di risalita gettò le basi per lo sviluppo delle più importanti stazioni stazioni di sport invernali della Regione. Nel 1941 fu inaugurata a Courmayeur la roto-slittovia Dolonne-Plan Chécrouit, allungata nel 1945 fino al Colle omonimo, e costituita nel 1956, dalla telecabina, un sistema tra la seggiovia e la funivia, con cabine biposto agganciate automaticamente al cavo portante. Mentre nel 1957, la telecabina della Vallée Blanche, unisce l'Aiguille du Midi a Punta Helbronner, è una fra le più ardite opere che siano mai state concepite dall'ingegneria funiviaria. É sempre del 1957 la seggiovia che collega Aosta alla conca di Pila, permettendo così agli sciatori di raggiungere le piste direttamente dal cuore del capoluogo regionale. Nel 1978, la Società Val Veny mette in funzione la funivia all'epoca più grande del mondo, che collega Courmayeur a Plan Chécrouit. L'anno del 1980/81 ricorda l'inaugurazione del primo collegamento intervallivo con gli impianti di Gressoney-La-Trinité. Mentre è del dicembre 1991 l'entrata in servizio della nuova funivia Cime Bianche-Plateau Rosa uno dei più moderni impianti a livello europeo. Negli ultimi decenni, lo sviluppo del turismo ha conosciuto un vero e proprio "boom", e ha contribuito a modificare fortemente l'economia della Valle d'Aosta, indirizzandola verso una specializzazione turistica che rappresenta la principale risorsa naturale dell'economia della Regione. Un settore a tutt'oggi in continua evoluzione, che interessa quasi tutto il territorio valdostano, per un totale di 181 impianti esistenti e funzionanti; tra funivie, cabinovie, telecabine, seggiovie e sciovie in grado di trasportare complessivamente 190 mila persone l'ora. Sono111 gli impianti e servono 800 km. ca. di piste di sci di discesa (100 km. difficili - 300 media difficoltà).



I monti della Valle D'Aosta

Monte Rosa, Cervino, Monte Bianco

Raccolti attorno al bacino della Dora Baltea, ad esclusione del Bernina e dell'Oberland Bernese, i rilievi della Valle D'Aosta formano una complessa rete di profondi solchi vallivi che si insinuano per centinaia di chilometri. il Massiccio del Monte Rosa conta dodici vette con altitudini superiori ai quattromila metri; la più elevata è Dufour di 4.634 mt.. Il Cervino si erge per 4.478 mt. e la Dent d'Hérens per 4.179 mt.. Il gruppo del Monte Bianco presenta undici cime dalla quota superiore ai 4.000 mt., la vetta massima raggiunge i 4.807 mt.. La presenza di queste elevate vette determina la presenza di grandi ghiacciai che corrispondono al 6% della superficie territoriale della Regione. La loro presenza costituisce una singolare attrattiva paesaggistica e un richiamo per l'alpinismo e lo sci estivo.


FONTE: www.itinerarionline.it

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