Itinerari storici - culturali della regione Valle d'Aosta
VISITA DELLA CITTA' DI AOSTA:
La visita della città di Aosta è un servizio che si sviluppa completamente a piedi nel centro storico per ammirare i principali monumenti dell'epoca romana e medievale ed ha una durata di due ore.
In particolare la visita comprende l'Arco d'Augusto, la Collegiata di Sant'Orso (chiostro romanico, chiesa e scavi archeologici della basilica paleocristiana), la Porta Praetoria, il Teatro Romano, la Cattedrale di Santa Maria Assunta e termina nella centrale Piazza Emilio Chanoux.
Il percorso può essere differenziato, a seconda di particolari esigenze, in:
Aosta Romana: visita e commento dell'antico Ponte Romano sul Buthier, l'Arco d'Augusto, la Porta Praetoria, la cinta muraria romana, il Teatro Romano, i resti del Foro e lo scavo della Porta Principalis Sinistra;
Aosta Medievale: visita della Collegiata di Sant'Orso, Torre della nobile famiglia De Fromage, Torre dei Balivi, , Piazza Roncas, Cattedrale di Santa Maria Assunta Monastero di Santa Caterina, Cappella di San Grato.
VISITA GUIDATA AGLI SCAVI ARCHEOLOGICI E AGLI AFFRESCHI ROMANICI DELLA CATTEDRALE DI AOSTA
La visita guidata permette di ammirare gli scavi archeologici della Cattedrale Paleocristiana ( IV - IX sec. d.C.) testimonianza degli albori del cristianesimo in Valle d'Aosta e gli splendidi affreschi romanici presenti nel sottotetto dell'attuale Cattedrale, importante e splendido ciclo di pitture recentemente restaurato e restituito al pubblico.
La visita ha una durata di un'ora circa e per gruppi di 12 persone al massimo con partenza ogni mezz'ora.
VISITA GUIDATA ALLA VILLA ROMANA DELLA CONSOLATA
La visita guidata permette di ammirare gli scavi archeologici di una villa rustica romana in un ambiente particolarmente suggestivo. La visita si effettua solo su prenotazione per gruppi di minimo 4 persone e con 12 ore di anticipo.
L'ingresso alla villa è comunque consentito a 10 persone massimo per ogni visita.
La durata del percorso è di 45 minuti circa. Il costo del biglietto è di € 5,00 per persona, € 3,50 per gli ultrasessantacinquenni; ingresso gratuito per i bambini fino ai 10 anni (escluse le visite di istruzione).
FONTE: www.regione.vda.it
Itinerari nel Canavese: per Castelli
Ricco di testimonianze storiche il Canavese è terra di castelli, interessanti sotto il loro profilo architettonico e difensivo. Castello di Agliè: risalente al XII secolo è una maestosa residenza sabauda nonchè un esempio di architettura barocca; il castello è inoltre impreziosito da un esteso parco, da giardini all’inglese e all’italiana e da fontane (inf. tel. 0124/330102). Castello di Azeglio: elegante residenza di campagna che domina il paese il suo attuale aspetto è frutto di una ristrutturazione ottocentesca con maestosa facciata e scalone a doppia rampa (inf. 0125/72125). Castello di Borgomasino: dell’edificio originario conserva l’imponente torre quadrata arricchita da fregi in cotto. Attualmente si presenta come una patrizia villa ottocentesca immersa in un curato giardino (inf. 0125/770181). Castello di Ivrea: Famoso "castello dalle rossi torri", fu costruito nel 1358 e mantiene tutt’oggi l’aspetto di una fortezza difensiva (inf. 0125/618131). Castello di Masino: di origini alto medievali, è circondato da un vasto parco all’inglese e domina la pianura canavesana; nella cappella interiore sono conservate le ceneri di Arduino d’Ivrea, re d’Italia (inf.0125/778100). Castello di Mazzè: il complesso è costituito da due castelli, quello più piccolo edificato nel XIII secolo e quello più grande riedificato il secolo scorso secondo lo stile medievale. Di recente apertura il Museo Sotterraneo della Tortura con una collezione di oggetti e strumenti provenienti dalla Spagna e da tutta Europa (inf. 011/9835250). Castello di Moncrivello: dominante sul Canavese e sulla pianura vercellese, presenta all’interno arredi e aspetti medievali, caratterizzato da mura merlate (inf. 0161/401175). Castello di Parella: edificato nel seicento sulle tracce di una precedente struttura medievale; disposto su tre livelli ed è arricchito da un pregevole parco. importanti affreschi caratterizzano le sale interne (inf. 0125/76288). Castello di Rivara: costituito da due edifici, realizzati tra il XII e il XIV secolo e trasformati nell’Ottocento; il castello Vecchio conserva tracce medievali, il castello Nuovo presenta un aspetto barocco. Oggi è sede di un Centro d’Arte Contemporanea dove espongono artisti internazionali (inf. 0124/31122). Castello di Rivarolo: edificato nel XIV secolo e sottoposto a restauro nell’Ottocento, presenta un elegante portichetto del 1440, le mura merlate e il caratteristico ponte levatoio (inf. 0124/26725). Castello di San Giorgio: edificato nel XII secolo, con trasformazioni nel XVII e nel XVIII secolo, è oggi una prestigiosa residenza con ambienti riccamente decorati e parco all’inglese (inf. 0124/32429).
Itinerari nella città di Aosta
cattedrale, mura romane, Porta Praetoria e altro
Incorniciata da un paesaggio di grandi montagne, il capoluogo della regione Valle d'Aosta, fu fondata alte tempo di Augusto nel 25 a.C.. Situata alla confluenza della Dora Baltea con il torrente Buthier e sovrastata dal Monte Emilius, la città è circondata dalle sue quattro frazioni: Arpuilles, Excenex, Porossan e Signayes. Già i Romani avevano carpito la sua importanza strategica quando fondarono Augusta Praetoria. Eccezionali le vestigia romane della città, a partire dall'impianto urbanistico del centro storico perfettamente conservato all'interno delle sue mura comprendente il teatro, il foro, il criptoportico, le terme, l'anfiteatro e tratti di mura del Pailleron; all'ingresso orientale si incontra il solenne Arco d'Augusto, ponte romano. La conca di Aosta si estende dall'uscita autostradale di Aosta Ovest della Torino-Ivrea-Morgex al bivio di Cogne, sulla statale 26.
Da visitare
Mura romane
Risalenti all'epoca di fondazione di Augusta Praetoria, pare che per la loro realizzazione occorsero solo due anni. Quattro le porte principali: "Porta Praetoria", sul lato orientale e perfettamente conservata, la "Porta Decumana" ad occidente, di cui non vi è più traccia, la "Porta Principalis Dextera" (resti) a mezzogiorno e quella "Sinistra", nel lato nord.
Porta Praetoria
Separa la via omonima da Via Sant'Anselmo e compare perfettamente conservata. Si compone di due arcate parallele distanti tra loro 12 metri e ogni ordine di arcate ha tre passaggi, uno centrale per il passaggio dei carri e due laterali per i pedoni. Costruita con ciotoli mischiati a sabbia.
Teatro Romano
A poca distanza dalla Porta Praetoria, presenta la facciata sud alta 22 mt. che risulta quasi intatta. All'interno si trova la Tour Fromage, sede di mostre ed esposizioni artistiche e culturali.
Arco di Augusto
Simbolo della città fu eretto per evidenziare e ricordare la vittoria riportata sui Salassi dall'Imperatore Augusto. In stile dorico corinzio, è stato costruito con puddinga.
Ponte romano
Nel quartiere di Ponte Pietra, ad oriente dell'Arco di Augusto, consta di un solo arco e di una lunghezza di circa sei metri. Tutt'oggi è utilizzato per il transito degli abitanti del quartiere.
Foro romano
Di fianco alla cattedrale, sulla Piazza Giovanni XXIII, è una costruzione rettangolare quasi interamente sotterranea, di cui è oggi visibile un doppio corridoio a cui si accede dal giardino del duomo.
Torneuve
Posta sull'angolo nord ovest delle mura, questa torre era uno dei domini della famiglia dei Conti di Challant, alla fine del XIII secolo.
Torre del lebbroso
Di epoca medievale, a cui venne aggiunto un bastione romano, vi venne rinchiusa nel 1733 una famiglia di lebbrosi, di cui l'ultimo superstite sopravvisse sino al 1803.
Torre di Bramafan
Appartenuta alla famiglia viscontile di Aosta, la dimora fu elevata sulle rovine di un bastione romano che consta di un edificio quadrangolare lungo circa 39 metri e di una grande torre rotonda merlata.
La Cattedrale
Il suo primo impianto risale al tracciato di una chiesa paleocristiana del IV secolo, che fu sostituita nell'XI secolo da una nuova chiesa romanica dedicata all'Assunta e a S. Giovanni Battista. Del periodo romanico restano pregevoli affreschi, le due torri campanarie, la cripta a tre navate e i mosaici pavimentali del coro. La facciata, recentemente restaurata, si presenta in due parti distinte: un atrio con due statue in cotto e affreschi riferiti alla Vergine Assunta ed una fronte neoclassica del XIX secolo. Dietro il presbiterio è il Museo del Tesoro, contenente i pregevoli tesori della cattedrale, oltre che la cassa reliquaria di San Grato, la cassa reliquaria di San Giocondo, il reliquario della mandibola di San Giovanni Battista, il busto di Sant'Anselmo, l'ostensorio del XV secolo in rame e zinco dorati, la croce processionale in legno rivestito in lamina d'argento. Inoltre il tesoro comprende il bastone processionale del XV secolo, pianeta del XV secolo in velluto rosso broccato d'oro a strisce ondulate, piviale con cappuccio ricamato e numerosi altri paramenti artistici del secoli XVII e XVIII.
Collegiata dei SS. Orso e Pietro
Con tutta probabilità edificata per volere di Sant'Anselmo (994/1025), la chiesa conserva dell'epoca medievale la cripta, la torre campanaria, il chiostro e, nel sottotetto della chiesa, un pregevole ciclo di affreschi che, insieme a quelli della cattedrale, rendono Aosta uno dei principali centri di arte ottoniana. Sotto alla chiesa tracce di una chiesa antecedente l'epoca carolingia. L'attuale aspetto della chiesa risale al secolo XV .
Croce di Città
Nell'area centrale della Via Croix de Ville, fu eretto per ricordare la cacciata dei luterani da Aosta nel XVI secolo. La croce, fu restaurata nel 1741 e ricostruita un secolo dopo.
Palazzo Roncas
Nell'omonima piazza fu eretto i primi anni del XVII secolo da Pietro Leonardo Roncas, primo segretario di Stato del Duca Carlo Emanuele I di Savoia. E' una delle più belle testimonianze rinascimentali della città. Notevole il cortile con colonnato e loggiato. Nel 1702 prese il nome di Maison du Pays. Oggi ospita il comando dei carabinieri.
Municipio e Hotel des Etats
In stile neoclassico fu realizzato nel 1839 e pone davanti al porticato le statue raffiguranti la Dora e il Buthier. All'interno il salone ducale con affreschi del XIX secolo. La sezione ovest è costituita dall'Hotel des Etats, antica sede dell'Assemblea degli Stati Generali e l'Amministrazione del Ducato.
Villa romana
Nel 1970 sono state rinvenute i resti di una villa suburbana dotata di bellissimi pavimenti a mosaico e una parte di muro di contenimento eretto a sua protezione. Nella villa sono state individuate fasi costruttive che vanno dal I secolo a.C. al I secolo d.C., prove che la pongono antecedente alla fondazione di Augusta Praetoria.
Gressan
con il castello Tour de Villa
In posizione soleggiata è già abitata in periodo romano, il territorio di Gressan conserva appena fuori dall'abitato la piccola chiesetta di La Madeleine, circondata dal verde e dai frutteti. Ricostruita nel XV secolo, con un campanile a due piani di bifore, considerato uno dei più belli della Val d'Aosta databili XII secolo. Proveniente da questa chiesa il crocifisso del XII secolo costruito in lamina di rame dorato e pietre preziose, conservato nel museo dei tesori di Aosta. Altre parrocchie che caratterizzarono l'abitato furono la parrocchia di Santo Stefano e la parrocchia di San Giovanni di Chevrot. Il castello di Gressan, Tour de Villa, pur non essendo un luogo di culto, costruito tra il XII e il XV secolo, riporta sulla facciata un pensiero di Sant'Anselmo e un monogramma del nome di Gesù. Parlando di Gressan non si può ricordare la leggenda che lo caratterizza e alla quale il paese è indissolubilmente legato, ossia quella che ruota attorno alla collinetta di Gargantua. Questa recita che nella Torre dei Signori di Gressan, viveva una fanciulla così di rara bellezza che fece innamorare il figlio del castellano di Châtelard di La Salle. Il padre prim di acconsentire alle nozze dei due, ordinò al giovane di combattere contro i saraceni che minacciavano la valle guidati appunto da Gargantua. Il giovane infervorato dal suo grande amore, combattè e vinse gli invasori riducendo il campo di battaglia una distesa di Saraceni morti assieme al loro capo. Di questi cadaveri i valligiani ne fecero un mucchio nei pressi di Gressan gettandoci sopra il dito mignolo di Gargantua, nome rimasto ad indicare la collinetta.
Aymavilles
Il paesaggio dominato dal castello di Aymavilles, presenta oltre ad esso 2 belle chiese parrocchiali, quella di Saint-Martin ricostruita nel 1700, e quella di Saint-Léger con il suo campanile romanico sormontato da una cuspide. Ultimo “segno” architettonico dell'origine militare dell'edificio del castello sono le merlature, con relative feritoie, che cingono la sommità delle quattro torrette. Le logge di collegamento tra le torri, le gallerie, l'ampia scalinata di accesso, le decorazioni a stucco e le gallerie rendono elegante il massiccio corpo centrale dando alla costruzione uno stile settecentesco.
Bard
Il paese, di impianto medievale, è serrato contro il monte, dove ai piedi gorgoglia la Dora Baltea. Da visitare è il borgo, fortificato nel medioevo, e se pur degradato, di qualche interesse per le case dei sec. XIV-XVI come il palazzo dei Conti Nicole de Bard, disposto a cavallo della Via principale, e la casa Valperga. Il forte che lo caratterizza , domina la stretta imboccatura che unisce la Pianura Padana alla Valle d'Aosta e nei due varchi laterali passano la Dora Baltea e l'antico tracciato della via consolare delle Gallie. Eretto nel sec. XI, trasformato in fortezza nel 1242, il castello e la città di Bard furono sede di un importante feudo. Il castello non venne mai abbandonato, ma fu oggetto di riadattamenti e rifacimenti per adeguarlo all'evoluzione delle armi di offesa. L'attuale edificio, che comprende tre distinti complessi fortificati uniti da passaggi coperti, è il rifacimento del 1831 voluto da Carlo Alberto.
Brissogne
Nei pressi di Grand Brissogne si trova un'antica torre circolare merlata, il resto del castello medioevale del XI secolo. Inoltre nella piana furono realizzate le nuove carceri circondariali.
Issogne
Il paese è caratterizzato dalla caratteristica struttura del famoso castello, accanto ad esso vi è la parrocchiale di Santa Maria Assunta che, anticamente, era nel villaggio di Fleuran, sotto il titolo di San Solutore. Il castello, posizionato al di là della Dora, è uno dei più belli della Valle, ed è un esempio di fastosa dimora signorile. L'edificio attuale è costituito da una vasta costruzione quadrilatera, con torri e corpi di fabbrica disposti intorno ad un cortile chiuso su tre lati e le cui pareti, percorse da logge, conservano labili e illeggibili tracce della scenografia araldica. Nel cortile è presente la famosa fontana ottagonale di pietra col melograno in ferro battuto; all'interno la sala baronale di Giustizia, con raffinate pitture alle pareti; e la cappella con altare gotico in legno intagliato e trittico fiammingo.
Mazzè
Situato in zona collinare, a 40 km. da Torino, sulla destra orografica della Dora Baltea, il centro di Mazzè ha un nucleo antico risalente all’epoca romana circondato da boschi e vigneti di Erbaluce. Il paesaggio è dominato dal castello, posto su di un poggio con nucleo originario risalente con tutta probabilità al XII secolo. Sempre al centro dei conflitti tra le opposte fazioni dei conti canavesani, fu più volte attaccato, perso e riconquistato. Il feudo passò più volte sotto il dominio dei Savoia, dei marchesi del Monferrato, e dei Valperga che ne conservarono il possesso fino al 1840. Merlato alla ghibellina e munito di torri e torricelle, il complesso è costituito da due castelli: uno più piccolo risalente al XIV secolo, che conserva caratteri tardo-gotici, e uno più grande del secolo successivo. Nel 1850 il castello subì i rimaneggiamenti in stile romanico che ne caratterizzano l’attuale fisionomia; i lavori furono affidati dal conte Edoardo Brunetta D’Usseaux all’architetto Velati Bellini, che trasformò radicalmente gli antichi edifici, ingentilendo l’aspetto di casaforte e rendendo funzionali ed accoglienti gli interni: notevoli sono lo scalone rinascimentale del ‘400, le sale di Enrico IV e Luigi XVI, le salette dei Putti, i Saloni delle Spade e delle Armi e la splendida Sala del trono. Nel castello soggiornarono gli ultimi Savoia e vi passarono un pò tutti i grandi d’Europa. Sempre qui venne trattata la resa dei sessantamila tedeschi e dei fascisti presenti nell’Italia nord occidentale. Oggi ha funzioni di Centro Incontri di elevato livello. Nelle immediate vicinanze del paese si notano la chiesa parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio (secc. XIV-XVI e XIX), le Ville Mons Repos, la Torretta e Maria Luisa. A pochi km. il lago di Candia, uno dei tipici laghi morenici del Canavese.
Jovençan
Abitato già in epoca romana, nel medioevo appartenne ai signori di Jovençan. Dell'epoca sono visibili i resti del castello quattrocentesco.
Montjovet
In fraz. Borgo, oltre alla chiesa romanica del XII secolo, si possono vedere alcune abitazioni di epoca medievale. Il castello di Saint-Germain che domina il paesaggio sottostante nel 1438 fu venduto ad Amedeo VIII di Savoia che lo fortificò, munendolo di un poderoso apparato bellico. Mentre il castello di Chenal venne smantellato e abbandonato intorno al 1540.
Pollein
Il paese, ubicato sulla destra orografica della Dora, custodisce il bellissimo campanile di epoca romanico-gotica.
Quart
Formato da numerosi villaggi, prende il nome da una pietra militare. Domina l'abitato il castello che risale al XII secolo, in località Villair. La cinta di esso si sviluppa attorno al donjon poligonale, all'interno sono emersi degli affreschi che risalgono alla metà del XIV sec., sui muri dell'aula magna figurano numerose scritte in signina con caratteri gotici.
Saint-Denis
Il paese deve la sua notorietà al castello di Cly, che sorge a poca distanza dal centro abitato. Di tipo primitivo è delimitato da una grande cinta muraria merlata, dove all'interno è occupato da edifici in legno; una seconda cinta si sviluppa intorno al donjon e ai diversi corpi di fabbrica, con destinazione abitativa, occupati dall'XI al XVI-XVII secolo.
Sarre
Nella storia di Sarre è da ricordare la frana che il 7 luglio 1564, staccatasi dalla Becca France, seppellì il villaggio di Thouraz adagiato ai suoi piedi. Nel caratteristico paese, ubicato nelle vicinanze di Aosta è noto il castello, dove soggiornava il Re Vittorio Emanuele II, che si presenta nel rifacimento settecentesco. Della struttura originaria rimane solo la parte inferiore della torre, sopraelevata per volontà del Re Vittorio Emanuele II che la utilizzava come osservatorio. La sua passione per la caccia trova espressione nei decori delle sale di Sarre, ricoperte dai trofei venatori del Sovrano, e nella statua bronzea di Aosta che lo raffigura nelle vesti di "Roi Chasseur" con ai piedi uno stambecco. Oggi l'edificio è di proprietà dell'Amministrazione Regionale.
Villeneuve
Sovrastata dai ruderi del castello di Châtel Argent, custodisce nella chiesa parrocchiale di San Biagio un prezioso reliquiario quattrocentesco in rame dorato con figure smaltate. Il castello, posto a controllo di un'importante strettoia della vallata, fu sempre nelle mani dei Savoia e a questa ragione si attribuisce la relativa semplicità dell'impianto che ospitava solo occasionalmente i rappresentanti del Signore e non fungeva da residenza nobile.
Saint Oyen
Caratterizzato dalla maestosità e dall'eleganza architettonica del castello di Verdun
La prima menzione storica relativa al villaggio risale al XII secolo quando il conte Amedeo II di Savoia donò alla prepostura del Gran San Bernardo tutte le terre municipali. Caratterizzato dalla maestosità e dall'eleganza architettonica del castello di Verdun, il villaggio si trova nella parte più alta della valle, da dove si giunge allo storico valico con la Svizzera. l'ambiente è caratterizzato da una notevole varietà di paesaggi e di microclimi, dove il bianco della neve si accompagna al verde dei boschi. A Saint Oyen è famosa la sagra del prosciutto alla brace.
Valle di Rhemes
La strada che si addentra nella valle inizia a Villeneuve che, dopo Introd, dove si scorgono il castello e il rustico di Ola, si raggiunge Rhémes Notre Dame. Lunga circa 27 km. la valle è attraversata dalla Dora di Rhémes, alimentata dalle acque di ben 14 ghiacciai. A troneggiare sul paesaggio massicci montuosi di elevate vette: Punta Tsantèleina, Grande Rousse, Becca Traversière, Granta Parey. La valle ha la predominante nota di conservare un paesaggio intatto ove solo la natura ha potere di parola, sciando infatti non è difficile imbattersi, per esempio, in stambecchi o camosci. Qui le piste di discesa si snodano tra i boschi di Chanavey. Famosa la sua pista di fondo che con i suoi 15 km. può soddisfare l'appassionato più esigente. Dalla Valle di Rhémes, sono interessanti le escursioni alla Cima di Entelor e la escursione al Rifugio Benevolo; mentre per i più arditi vi è una arrampicata su ghiaccio composta da 50 colate di indiscussa fama.
Introd
Tra la Dora di Rhémes ed il torrente Savara, conserva il castello del 1260, l'Ola, un'antica cascina di architettura tipica delle stazioni ferroviarie valdostane, e la parrocchiale del 1500, nel cui interno è conservato un'altare maggiore in legno intagliato in arte barocca.
fonte: www.itinerarionline.it