L’oreficeria e l’argenteria nella regione Veneto
L’oreficeria e l’argenteria veneta, grazie ad abili artigiani, inseriti in una struttura di categoria efficiente e seria, dotata di regole ferree: la Scuola o Arte degli Oresi, si sviluppò a partire dal Duecento (per citare l'esempio di Venezia, il Capitolare che conteneva le regole alle quali tutti gli artigiani dovevano obbedire, risale al 1233 ed è tra i più antichi delle arti veneziane) per tutto il Settecento, con una grande quantità di botteghe in grado di "sfornare" gioielli e argenti raffinatissimi, venduti in tutta Europa.
Il severo capitolare o Mariegola, come era detto in veneziano, prevedeva severi controlli e rendeva obbligatorio il bollo con il simbolo del leone di San Marco e le iniziali dei "Massari" preposti ai controlli.
A Venezia gli Oresi Zogielieri (Orefici e gioiellieri) si concentravano intorno a Rialto, nella "Ruga dei Oresi" ma, a differenza delle fornaci per il vetro, gelosamente relegate a Murano, le botteghe orafe erano più libere di trasferirsi altrove ad eccezione del Ghetto, per il quale vigevano molte restrizioni. Così non solo la capitale contava molte botteghe artigiane di orafi e argentieri, ma anche Padova e Vicenza svilupparono un artigianato in questo settore. Vanno ricordati, a questo proposto alcuni grandi maestro orafi come l’estense Angelo Scartabello (1712 - 1795) e suoi allievi Angelo Urbani, Girolamo Franchini e Sante Benato, o i vicentino Luigi Merlo (1772 - 1850) attivo a Padova e a Venezia. A Padova le botteghe degli Oresi e degli arzentieri si concentravano, nel Duecento e nel Trecento, preso il Palazzo della Ragione, altre botteghe sorsero presso la Basilica del Santo, che era diventata un centro di committenza e di stimolo per l’arte orafa.
Con la caduta della Serenissima il grande patrimonio orafo andò in buona parte disperso, venduto, svenduto e rifuso per essere capitalizzato: succede così ogniqualvolta ad un periodo di prosperità seguono periodi di guerre e di crisi. Ma la tradizione non si è persa ed è continuata ininterrotta, soprattutto a Padova e a Vicenza, fino alle comparsa di molte piccole e medie aziende, di laboratori orafi e di argentieri che hanno saputo unire la qualità alla tradizione e che trovano nella Fiera orafa di Vicenza il loro punto di riferimento, in un mercato mondiale che vede l’Italia ai primi posti nell’esportazioni di gioielli e di argenti.