Itinerari storici - culturali - artistici della regione Veneto
Città d’arte
Belluno
Fondata dai paleoveneti, finì sotto il dominio romano dalla fine del secondo secolo avanti Cristo.
Nel medioevo attraversò una lunga serie di cambi di dominazione, fino ad associarsi volontariamente alla Repubblica di Venezia nel 1404.
Dal XIV al XVIII secolo Belluno conobbe un periodo di grande splendore nell’arte e nel commercio ed ebbe come suo artista più famoso lo scultore ed intagliatore Andrea Brustolon.
La pittoresca Città Vecchia, con numerose costruzioni in stile tardo gotico e rinascimentale, sorge sopra un alto sperone roccioso alla confluenza del Piave con l’affluente Ardo.
Tra antiche piazze (l’animatissima piazza dei Martiri e quella delle Erbe) si passeggia per un sali e scendi di suggestive vie e antiche fontane dalla tipica forma piramidale o conica, che rivelano un ricco patrimonio artistico. Tra i monumenti merita di essere segnalato il Duomo, opera primocinquecentesca di Tullio Lombardo, con il Campanile, alto ben 69 metri, progettato da Filippo Juvara e considerato una delle più riuscite torri d’orologio del barocco italiano. All’interno vi sono opere di Andrea Schiavone, Jacopo Bassano, Palma il Giovane e Andrea Brustolon.
Nel Museo Civico sono presenti opere di Jacopo da Montagna, Bartolomeo Montagna, Andrea Solario, Andrea Brustolon, Sebastiano e Marco Ricci, Fra Galgario.
Belluno ha vissuto sempre in pieno antagonismo con un’altra città: Feltre. I due centri sono ai due poli della valle e sono state attraversate da una storia diversa.
Feltre fu sede di un vescovado e di un castello che s’inserì nel gioco delle contese che precedettero nel Veneto il predominio veneziano. Nel 1510, fu completamente ricostruita dalla Serenissima, ed ancora oggi, mura strade e palazzi portano l’ inconfondibile impronta veneziana. Il suo castello domina dalla parte alta della vecchia città subito dietro la chiesa di S.Rocco. Qui, tutti raccolti troviamo il Duomo, il Palazzo dei Rettori Veneti, progettato dal Palladio, magnifico esempio di architettura rinascimentale, per ospitare i podestà veneziani, il teatro architettato dal Selva.
Nella provincia, il patrimonio artistico è sparso in piccole cittadine dalle intatte architetture. In Val Belluna, sorgono Lentiai, Mel, Sedico, Trichiana, Limana e Ponte nelle Alpi, borghi dall’aspetto caratteristico dove si ammirano significative testimonianze di un passato illustre.
Da non perdere Sospirolo, con la Certosa di Vedana ed il Castello di Zumelle.
Rovigo
Capoluogo del Polesine, di origine altomedioevale, inserita nella surreale atmosfera del delta del Po, Rovigo presenta notevole interesse dal punto di vista artistico.
Guardando Rovigo ben si distinguono ancora le piante e le strutture varie medievali, dove monumenti e palazzi testimoniano un’architettura cominciata nel X secolo (il castello e le due torri), sviluppatasi con la Serenissima (Porta S. Bartolomeo) e con illustri artisti come: Biagio Rossetti (Palazzo Roverella, Chiostro S. Bartolomeo); il Sanmicheli (Palazzo Roncale).
Le sue chiese conservano numerose opere d’ arte.Prima fra tutte è il Santuario della Beata Vergine del Soccorso meglio noto come la Rotonda, opera dello Zamberlano con il campanile del Longhena.
Il Duomo, dopo aver subito una lunga serie di ricostruzioni, mantiene attualmente l’ aspetto barocco, risultato di un rifacimento secondo il progetto di Frigimelica nel 1696. Tra le molte opere ivi contenute, acquista una particolare evidenza un candelabro in bronzo, attribuito a Desiderio da Settignano. Interessanti anche S. Francesco, chiesa gotica rinnovata nel XIX secolo.
Tra gli edifici civili, da segnalare le rovine delle mura del Castello Medievale (X secolo) di cui sono sopravvissute due torri, la Torre Donà, uno dei segni di riconoscimento della città, e la Torre Mozza.
Di grande interesse artistico è la Pinacoteca dell’ Accademia dei Concordi, con la sua collezione di pittori veneti e ferraresi dal ‘400 al ‘700. Sono visibili opere di Giovanni Bellini, Palma il Vecchio, Dosso Dossi, Luca Giordano, Piazzetta, Giovan Battista Tiepolo, Alessandro Longhi e Rosalba Carriera.
In uno degli angoli più suggestivi di Rovigo, il monastero di S. Bartolomeo, dove ha sede il Museo Civico delle civiltà in Polesine, è dotato di una ricchissima documentazione archeologica, naturalistica ed etnografica per chi desiderasse avere un’ampia conoscenza dell’ambiente polesano fin dalle sue origini.
Conoscenza che si sviluppa andando ad Adria nata da tre grandi civiltà: paleoveneta, greca ed etrusca così come documenta il suo Museo Archeologico Nazionale.
Tra le testimonianze artistiche più recenti: la Badoera, la villa palladiana di Fratta Polesine; i palazzi rinascimentali e barocchi in riviera S. Biagio a Lendinara e l’Abbazia della Vangadizza a Badia Polesine, cittadina nota anche per il Museo Civico, i bei palazzi e il Teatro Sociale.
Treviso
La romana Tarvisium visse una fase di notevole sviluppo in età comunale, ma, dopo un lungo periodo di lotte per il predominio, si unì spontaneamente alla Repubblica di Venezia nel 1339. Conserva ancora molte delle case dipinte che un tempo la caratterizzavano; i fiumi Sile e Cagnan, che qui si incontrano, come celebra Dante nel Paradiso, conferiscono un fascino tutto particolare al centro storico, circondato dalle mura cinquecentesche. Case costruite nell’acqua, là dove la terra ha creato una piccola, ma sufficiente sporgenza. Edifici protesi sull’acqua con le facciate affrescate, piante e salici che appoggiano morbidamente le loro fronde sulle rive accoglienti e poi i portici che costeggiano i canali. In questa atmosfera di magica armonia è custodito un patrimonio monumentale, storico ed artistico di grande valore. Nella piazza dei Signori un’elegante successione di antichi palazzi comunali, creano un solenne ed armonico insieme architettonico dal sapore medievale. La chiesa domenicana di S. Nicolò, in cui sono conservati affreschi di Tomaso da Modena, si distingue per lo slancio della sua mole architettonica.
Treviso è molto celebre per i suoi affreschi, non solo per quelli delle facciate delle sue dimore in epoca medievale con motivi geometrici e finte tappezzerie ed in seguito scene mitologiche, ma anche per i preziosi cicli affrescati conservati in edifici sacri e civili. A Treviso sono da visitare nel Duomo di S. Pietro la Cappella Malchiostro, con affreschi del Pordenone e pala con l’Annunciazione di Tiziano; cripta del XI sec
olo. Nella Chiesa di San Nicolò (XIV), affreschi di Tomaso da Modena, la pala dell’altar maggiore di Fra’ Marco Pensaben e Gerolamo Savoldo, altri affreschi attribuiti a Lorenzo Lotto; nell’annesso convento domenicano, oggi Seminario, Sala del Capitolo dei Domenicani con affreschi di Tomaso da Modena. Loggia dei Cavalieri, del XIII sec.. Museo Civico, con opere di G. Bellini, Lotto, Tiziano, J. Bassano .
Ricchissimo di presenze architettoniche ed artistiche è l’intero territorio trevigiano. Oltre alle ville, incantevoli cittadine come Asolo, che adagia sulla dolce ondulazione dei bellissimi colli con le sue architetture medievali e rinascimentali. Soggetto prediletto dei pittori è stato da sempre il soggiorno di ospiti illustri: Robert Browing, Giosuè Carducci, Eleonora Duse, Ezra Pound, Strawinsky. E poi, sempre nella "Marca Gioiosa": Castelfranco Veneto, città murata tra le più intatte, patria di Giorgione.
Sulla "strada dei vini del Piave" il percorso è costellato di cantine che si alternano ad innumerevoli città d’arte: Conegliano, Vittorio Veneto, Oderzo, Portobuffolè. Tutte esemplari di una provincia con un tesoro artistico ed ambientale di enorme bellezza.
Verona
La maggiore città d’ arte del Veneto dopo Venezia. Di origine paleoveneta, fu dei Retii poi Etrusca, infine romana dall’89 a.C.. Fu un centro molto importante nel medioevo sotto la signoria degli Scaligeri, poi nella Repubblica di Venezia.
Verona ha un aspetto in gran parte medievale ma là dove è possibile avere una visione panoramica dall’alto della città ci si accorge che le sue strade, così regolari così diritte anche dove le case si fanno più fitte, e così differenti dagli assetti disordinati e casuali delle città medievali, sono gli elementi ancora visibili di una struttura urbana ancora romana.
Ciò che colpisce a Verona è l’assoluta abbondanza di espressioni dell’arte, della storia, della cultura concentrata in una singola città e offerta a chi visita quest’area d’Italia.
Da vedere assolutamente le vestigia romane: l’Arena, l’ Arco dei Gavi, il Ponte Pietra, la Porta dei Borsari, la Porta dei Leoni e il Teatro Romano.
L’Arena, ha oltre 1900 anni e rappresenta uno dei monumenti più grandiosi pervenutici dall’Antica Roma. Costruita nel primo secolo d.C. sorgeva fuori dalla cinta muraria per ospitare spettacoli ed incontri di lotta.
Dal 1913, quando fu allestita la prima "Aida", l’Arena è divenuta il più famoso teatro all’aperto del panorama internazionale ed oggi ospita una delle stagioni liriche più prestigiose nel mondo.
Tra i moltissimi edifici sacri meritano una visita il Duomo e la Chiesa di San Zeno Maggiore, capolavori dell’ arte romanica, ricchi di sculture e pitture tra cui la Pala di San Zeno, di Andrea Mantegna e la Cattedrale in cui è custodita la celebre pala dell’"Assunta" di Tiziano.
L’elegante Loggia del Consiglio, attribuita a Fra’ Giocondo, gli splendidi palazzi e le porte firmati dal veronese Michele Sanmicheli sono solo alcuni episodi di un Rinascimento che a Verona fu particolarmente florido.
Verona della storia e dell’arte è altresì famosa come città dell’amore per le vicende narrate da Shakespeare sulla contrastata passione tra Romeo e Giulietta di cui sono segni tangibili la Casa di Giulietta, col caratteristico balcone, la sua tomba, scenario della romantica tragedia, e la Casa di Romeo.
Nel Civico Museo di Castelvecchio, costruito a partire dal 1354 e restaurato da Carlo Scarpa, si conserva una importante collezione di pitture e sculture venete dall’alto medioevo fino al ’700.
Nella provincia, località come Soave, Negrar, Lazise, Villafranca, Valeggio sul Mincio, Malcesine, ognuna con le proprie ville, il castello o le mura offrono un prezioso e suggestivo esempio dell’arte veneta ed italiana inserito in contesti naturali di ineguagliabile fascino.
Vicenza
Città d’arte tra le più importanti del Veneto e d’Italia, ha origini romane (Vicetia), è nominata per la prima volta dalle fonti nel 135 a. C.. Tuttavia, la personalità artistica che maggiormente vi ha lasciato il segno è stata quella di Andrea Palladio.
Vicenza è città palladiana non solo per aver accolto e fatto crescere il genio di Andrea di Pietro nato a Padova e per avergli dato l’opportunità di formarsi e di diventare il più grande architetto del suo secolo. Vicenza si è conservata palladiana nei secoli sviluppandosi come voleva il prezioso ideale del Rinascimento: luogo di eletto incontro per tutti gli uomini. Nella centrale Piazza dei Signori troneggia con la sua mole la Basilica Palladiana, costruzione medioevale che Palladio ristrutturò nel ‘500 realizzando il doppio ordine, portico e loggia, con il caratteristico motivo palladiano.
Altri edifici cittadini progettati dal grande architetto sono la Loggia del Capitanio, Palazzo Barbaran da Porto, Palazzo Chiericati, sede di Museo Civico, dove la firma del geniale architetto è un gioco di pieni e di vuoti, Palazzo Valmarana. La Loggetta Palladiana ai Giardini Salvi, elegante costruzione del 1592, invita all’ingresso con un’accattivante iscrizione "Hilariati ac genio dicata", con
sacrata al riso ed alla spensieratezza.
Capolavoro insuperato, il ligneo Teatro Olimpico, ideato da Palladio per l’Accademia Olimpica, di cui era membro, e realizzato da Vincenzo Scamozzi.
Ma Vicenza possiede in realtà altri volti, altrettanto importanti. Sulla città ha lasciato una traccia profonda l’origine romana, soprattutto sull’assetto urbanistico ormai inserito in più recenti espressioni di architetture venete minori.
Le antiche strade, i ponti sui corsi d’acqua, le magnifiche piazze e l’enorme patrimonio artistico custodito nel suo Museo sottolineano l’enorme valore culturale della città di Vicenza.
Domina la città un colle poco distante dal centro cittadino che accoglie sulla sua sommità la Basilica di Monte Berico, sorta nel 1600 accanto alla primitiva chiesetta gotica.
La campagna vicentina merita una visita approfondita non solo per il valore e la dolcezza del paesaggio ma anche per le ville che lo punteggiano, lussuose dimore volute dall’aristocrazia veneta dal ‘400 al ‘700.
Ai piedi dell’altopiano "Dei sette comuni", Marostica e Bassano del Grappa costituiscono tappe obbligate per chi si trova nei dintorni.
Marostica, racchiusa entro mura trecentesche è custodita da ben due castelli, quello Superiore e quello
Padova
Antica sede vescovile ed universitaria, è bagnata dal Bacchiglione ed è collegata per mezzo di canali navigabili al Po e, tramite la Riviera del Brenta, alla laguna di Venezia. Città molto ricca di vestigia paleovenete, romane, medioevali e rinascimentali, tra i suoi centri di attrazione turistica, uno dei più importanti è senz’altro la Basilica di Sant’ Antonio, importantissimo luogo di culto, meta di pellegrinaggi nazionali ed internazionali. L’edificio risale al XIII secolo ed associa armonicamente elementi romanici come la facciata a campana; gotici, come la pianta del deambulatorio con cappelle radiali; bizantini, come le cupole rivestite in piombo e moreschi come i diversi campanili sottili e slanciati. All’interno conserva moltissime opere d’arte: affreschi trecenteschi di Altichiero e Giusto de’Menabuoi e sculture del massimo esponente del primo rinascimento fiorentino: Donatello.
Sulla piazza antistante la Basilica merita una visita la Scuola del Santo con gli affreschi giovanili di Tiziano Vecellio.
Altro monumento di importanza incomparabile è la Cappella di S. Maria Annunciata, già cappella Gentilizia del Palazzo degli Scrovegni, annessa al complesso museale degli Eremitani che presenta all’interno il più importante ciclo di affreschi di Giotto in un perfetto stato di conservazione.
Realizzato tra il 1303 ed il 1305 esso consta di tre parti distinte: le Storie della Vergine, le Storie di Cristo e il Giudizio Universale. Nelle vicinanze, presso le rovine di un’Arena d’epoca romana si trova la Chiesa degli Eremitani. Qui, nella Cappella Ovetari si possono ammirare i resti frammentari del primo ciclo dipinto da Andrea Mantegna; nella cappella Sanguinacci invece, sono visibili resti di affreschi di Giusto de’ Menabuoi. Nell’ex convento degli Eremitani ha trovato recentemente sede il Museo Civico. Esso presenta una sezione archeologica ricca di reperti paleoveneti e romani. La Pinacoteca conserva il crocifisso ligneo di Giotto proveniente dalla Cappella degli Scrovegni; opere di Guariento, Squarcione, Padovanino, Jacopo Tintoretto, Guido Reni, G.B. Piazzetta e G.B. Tiepolo.
Altro luogo da visitare assolutamente è il Duomo e, soprattutto, l’annesso Battistero decorato da affreschi di Giusto de’Menabuoi.
Una visita al Bò, sede dell’antichissima università, con il Teatro Anatomico, la cattedra di Galileo Galilei, l’Aula Magna ed il cortile antico o al celebre Orto Botanico del 1545 ricordano la tradizione scientifica della "dotta" Padova. In provincia, da non perdere le ville venete sparse sul territorio: Este e Montagnana di origine paleoveneta e le altre città murate o fortificate del Medioevo (Cittadella, Monselice, Piove di Sacco, Camposampiero).
Venezia
È una città unica al mondo. Sorta all’incirca mille e cinquecento anni fa sulle isole della laguna. Venezia si è sviluppata, sotto i condizionamenti del proprio caratteristico ambiente, in modo completamente diverso da ogni altra città italiana ed europea. In un’epoca in cui tutta l’Europa era una landa spopolata coperta di paludi e foreste. Venezia ha avuto relazioni strettissime con l’oriente del mondo attraverso quel che rimaneva dell’impero di Bisanzio in disfacimento, ultimo erede della grandezza dei Cesari. I Veneziani hanno saputo costruire una delle maggiori potenze economiche dell’età del Rinascimento ed hanno riempito la loro città di migliaia di opere d’arte, al punto che oggi noi possiamo con tranquillità parlare di Venezia come la capitale mondiale dell’arte. Ed ecco un rapido elenco dei monumenti che nessun viaggiatore anche solo di passaggio a Venezia potrebbe permettersi di tralasciare. Tra le chiese monumentali, bisognerà senza dubbio visitare la Basilica di San Marco sulla omonima piazza, la più conosciuta ed anche la più ricca di storia spirituale.
Le due maestose Basiliche gotiche di Santa Maria Gloriosa dei Frari e SS. Giovanni e Paolo, capolavori emblematici rispettivamente dell’ordine francescano e domenicano, sono considerate vere e proprie chiese-museo per la quantità di opere d’arte in esse contenute.
S. Maria della Salute, è il gioiello del barocco veneziano, ed uno dei capolavori assoluti del barocco mondiale; essa affascina coi suoi ritmi curvilinei e le sue volute chi si ferma ad ammirarla dal Canal Grande.
S. Maria dei Miracoli, invece è una chiesetta rinascimentale, preziosa come uno scrigno tempestato di gemme. San Zaccaria, è una grande chiesa del rinascimento, in cui sono rimaste evidenti le tracce del passaggio attraverso epoche così diverse. L’interno è tappezzato di dipinti, tra i quali alcuni capolavori eccelsi. Le due chiese di San Giorgio maggiore e del SS. Redentore sono invece due classici capolavori di equilibrio compositivo creati dall’arte di Andrea Palladio. Tra gli edifici pubblici, visiteremo Palazzo Ducale con le sue collezioni di arte e di storia, la meraviglia gotica di Ca’d’Oro goduta dal Canal Grande. Istituzioni caratteristiche di Venezia sono senza dubbio le Scuole, che erano delle confraternite di cittadini che svolgevano attività con finalità sociale. La Scuola Grande di San Rocco, ancora esistente, si occupava, un tempo, dei malati e delle vittime della peste, oggi è un museo che presenta la più grandiosa rassegna di opere di Jacopo Tintoretto. Anche la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista e la Scuola Grande di San Marco sono molto interessanti per la loro architettura, anche se sono state soppresse; invece la Scuola di San Giorgio degli Schiavoni, presenta un insieme di esaltanti tele di Vittore Carpaccio. Merita una visita attenta anche l’architettura rinascimentale di Ca’Vendramin Calergi, oggi sede del Casinò Municipale.
Per quanto riguarda i musei, le Gallerie dell’Accademia presentano una ricchissima collezione di pittura della scuola veneta dalle origini al Settecento. Il Museo Archeologico in piazza San Marco, è una tappa obbligatoria per gli appassionati: esso possiede una ricca collezione di statue greche e romane, affreschi romani, ceramiche greche ed etrusche, mummie egiziane, e poi monete, piccole sculture, ed altri reperti.
Vicino, il Museo Correr consente un’immersione nella pittura veneta dal Rinascimento all’Ottocento, oltre alla ricca collezione di mappe, monete, costumi dei dogi, ceramiche, avori intagliati, armi ed uniformi. Nel Palazzo Ducale ha sede il museo Dell’Opera che si occupa della conservazione del palazzo dalla ricca e complessa decorazione e delle sue ingenti collezioni di pitture, sculture, armi ed oggetti d’epoca. La Galleria Internazionale d’Arte Moderna (Ca’Pesaro) fornisce un’interessante rassegna dell’arte moderna veneta ed italiana tra Ottocento e primo Novecento.
La Galleria Franchetti, che ha sede in Ca’d’Oro, conserva opere di Mantegna, Bellini, Carpaccio, Tiziano ed inoltre sculture, ceramiche e bronzi. La Collezione Peggy Guggenheim che ha sede in Ca’Vernier dei Leoni sul Canal Grande, presenta una delle più importanti collezioni di opere d’arte contemporanea d’Italia e del mondo. La Pinacoteca Querini Stampalia, presso la omonima Fondazione conserva un’ampia collezione di pitture veneziane dal ‘400 al ‘700. Il Museo del Settecento Veneziano ha sede in uno splendido palazzo barocco, Ca’Rezzonico, offre la possibilità di respirare le atmosfere del secolo più splendido dell’arte veneziana, con le opere di Pietro ed Alessandro Longhi, Piazzetta, Gianbattista e Giandomenico Tiepolo, Rosalba Carriera, Francesco e
fonte: www.turismo.veneto.it
ASIAGO E L'ALTOPIANO DEI SETTE COMUNI
L'itinerario che ci porterà sull'altopiano dei sette comuni inizia da Bassano del Grappa. Si prosegue poi il viaggio alla volta di Conco posto a 830 mt. di altitudine, centro di villeggiatura estiva ed invernale, come pure il vicino paese di Lusiana 750 mt. s.l.m., il più meridionale dei comuni dell'altopiano, un tempo noto per l'industria della paglia, da cui si gode un magnifico panorama sulla pianura circostante. Nella zona si parla ancora l'antico dialetto cimbro. Pochi chilometri e si giunge alla frazione di Campana, dove si trovano l'antico campanile e l'antica campana del 1280, la prima di tutto il territorio veneto, che tradizione vuole sia la stessa che un tempo si trovava sulla sommità del monte Cornione dove sorgeva un tempio dedicato a Diana. Si prosegue poi passando per la frazione di Pùffele fino ad Asiago, per una strada che affianca folti boschi e prati e il campo di golf del Pennar.
La prima visione che si ha avvicinandosi ad Asiago è quella del Sacrario militare che appare da lontano in tutta la sua imponenza. Asiago (alt. mt.1000), che dà il nome ad un celebre formaggio, è una nota stazione di villeggiatura e di sport invernali, posta al centro dell'altopiano omonimo o dei Sette comuni, e fu teatro di aspri combattimenti nella guerra 1915/18. Il Sacrario, in marmo bianco del luogo, dalle sobrie linee architettoniche, si trova ad est del suo abitato ed è detto anche Santuario degli eroi e fu fatto edificare nel 1938 da S.M. Vittorio Emanuele III Contiene le salme di 33.086 caduti italiani e 18.505 austro-ungarici della guerra 1915/18, molti dei quali ignoti, riesumati dai 35 cimiteri di guerra sparsi sull'altopiano. Rivolgendosi all'Azienda di soggiorno, si può accedere al vicino osservatorio Astrofisico dell'Università di Padova.
Ripartendo da Asiago, dopo poco più di tre chilometri si giunge a Canove, appartenente al territorio comunale di Roana. In via Roma c'è l'interessante Museo della Guerra 1915/18 che si può visitare dopo aver parcheggiato vicino al campo da calcio. In questa zona dell'altopiano il fiume Assa ha inciso profondamente la piana, creando un grandioso canyon lungo una ventina di chilometri. Sul fondo sono stati di recente trovati e studiati migliaia di graffiti, opera di una popolazione qui stanziatasi intorno al 3000 A.C., che rappresentano animali, armi, arnesi da lavoro ed altri dal significato ancora oscuro.
Deviando invece dalla strada statale 349, si arriva al paese di Cesuna, grazioso comune dell'altopiano, che offre buoni parcheggi per accedere alle piste (40 Km tra i 1000 e 1400 mt. di altitudine) per lo sci di fondo. Vicino al paese si può visitare un cimitero inglese. Tutt'intorno ci sono monti leggendari per le epiche battaglie che vi si svolsero durante la prima Guerra Mondiale. Si prosegue poi il viaggio per Treschè Conca dove, poco prima del paese, si può visitare il Museo dei Cuchi , originale esposizione, unica in Italia, di circa 5.000 strumenti a fiato popolari provenienti da vari continenti.
Il paese di Roana, non molto lontano, vanta un simpatico laghetto artificiale posto tra i boschi. A Roana si stampa un giornale in lingua cimbra che cerca di tramandare le leggende e le storie di queste antiche popolazioni. C'è poi il Bostel, considerato il primo centro abitato di tutto l'Altopiano, un villaggio protostorico di cui sono state rinvenute 600 casette poco sporgenti oltre il livello del terreno e la Voragine Marcel Loubens che è costituita sul fondo da una lastra di ghiaccio di 28 mt. di spessore al termine di un corridoio, su cui spicca una cascata, ugualmente di ghiaccio, di eccezionale grandezza.
Si ritorna ripercorrendo la strada dell'andata fino al ponte di Roana, per girare poi a sinistra e raggiungere così Camporovere, frazione di Roana, noto per la voragine del Tanzerloch, profonda 71 mt. d'interesse speleologico. Un tempo la località di Camporovere era avvolta nella leggenda perché ritenuta luogo di riunione di streghe ed esseri infernali.
Per proseguire l'itinerario si deve tornare ad Asiago per poi raggiungere, dopo circa 4 chilometri, Gallio che è il secondo comune dell'Altopiano per importanza e per sviluppo turistico. Nelle vicinanze, dopo una deviazione a sinistra, ci sono le Melette, una località di turismo invernale con impianti sportivi, il Monte Meletta, la cui cima è raggiungibile con seggiovia da cui si gode una splendida veduta panoramica sulla piana di Marcesina e Campomulo con oltre 100 chilometri di percorsi per lo sci di fondo. D'estate queste zone offrono percorsi adatti alla mountain bike in un ambiente ancora intatto, regno incontrastato del pleinair e con immensi spazi liberi, dove è possibile sostare con il proprio mezzo. Da Gallio si prosegue passando davanti a Campanella, una piccola ma suggestiva contrada in una bellissima posizione, con una graziosa chiesetta di montagna.
Si arriva quindi a Foza, paese adagiato sulla selvaggia dorsale che si spinge fino ai confini dell'altopiano sopra Valstagna. Per una strada che offre un bel panorama, si giunge ad Enego, il cui nome deriva dal tedesco "Enika". Nella piazza c'è il Belvedere con la torre Scaligera che faceva parte di antiche fortificazioni, più avanti, su una grandissima gradinata, c'è la Parrocchiale di S. Giustina del XVIII sec. che è l'edificio di maggiore interesse; fu dedicata a Santa Giustina e costruita all'inizio del secolo scorso demolendo la vecchia, decorata con affreschi di Jacopo da Ponte. Edificata in posizione sopraelevata rispetto al centro abitato, propone un'ennesima interpretazione dello spirito neoclassico.
Si scende poi in Valsugana e costeggiando il fiume Brenta sulla sua riva di destra, si giunge a Valstagna. Qui si può visitare la Parrocchiale che conserva la "Natività e Pentecoste" di F. e I. Bassano e la "Deposizione" di Palma il Giovane. Poco lontano dalla Parrocchiale si diparte la caratteristica "Calà del Sasso", vecchia strada formata da 4444 gradini in pietra, che sale sull'Altopiano di Asiago in località Sasso. Nella vicina Oliero vi è un'attrazione naturalistica di grande rilievo: le famose grotte, con stalattiti e stalagmiti visitabili a pagamento. All'interno vi è un lago dalle acque cristalline il cui attraversamento in barca costituisce elemento di grande suggestione.
Tratto da www.vicenzanews.it
LAGO DI GARDA
L'itinerario conduce a visitare il ricco patrimonio storico-artistico del Garda e del suo entroterra, rappresentato da castelli scaligeri che si specchiano nel lago, chiesette romaniche incastonate tra gli olivi, ville nobiliari sei/settecentesche.
Da Malcesine, in cui meritano una visita il Castello Scaligero con l'annesso Museo ed il Palazzo dei Capitani, ci si dirige a Castelletto, dove si può ammirare la chiesa romanica di S.Zeno de l'oselet, annessa al cimitero, e quindi si giunge a Torri del Benaco che possiede un altro castello scaligero con annesso Museo della Pesca e dell'Olivicoltura.
Da qui, si prosegue per Garda ove una visita meritano le ville Albertini e Guarienti ed i palazzi veneti Fregoso e Carlotti. Poi si sale a Marciaga con il cinquecentesco Santuario della Madonna del Soccorso, e si prosegue per l'ottocentesca Villa Pellegrini di Castion, armoniosamente inserita nel contesto ambientale. Vicino e' S.Verolo con la chiesetta omonima e più ad oriente si incontra Caprino con le Ville Fratta dei camini e Carlotti, con annesso piccolo museo.
Volgendo ora verso la piana di Caprino si giunge a Ceredello con la chiesa romanica di Santa Cristina e, successivamente, ad Affi con villa Poggi.
Subito dopo incontriamo Cavaion, dove vale la pena di salire sul M.S.Michele per vedere i ruderi dell'antica fortificazione della Bastia. Proseguiamo per Sandrà dove sorge la neoclassica villa Mosconie per Palazzolo con la chiesetta romanica di Santa Giustina, presso il cimitero.
Prendiamo ora per Castelnuovo e per Valeggio dove è d'obbligo una visita a villa Sigurtà, con il magnifico parco-giardino, al castello e al ponte di Borghetto. Da qui eccoci ora a Monzambano con un altro castello scaligero ed a Pozzolengo, altro centro con castello e fortificazioni.
Infine ci dirigiamo a Sirmione per ammirare il suggestivo castello scaligero e torniamo poi verso Peschiera dove termina il nostro viaggio.
LE CITTÀ EUGANEE
Nel cuore della provincia di Padova, a contorno dei Colli Euganei, si dipana l'itinerario che va a toccare alcuni dei centri storici più caratteristici e forse meno noti del Veneto centrale.
Partiamo da Battaglia Terme, località nota per le sue acque sulfuree e naturali, sfruttate fin dall'antichità con imponenti opere di ingegneria idraulica.
Il centro città è attraversato da un duecentesco canale che fa da nervatura allo sviluppo urbanistico, di cui possiamo ricordare alcune tracce storiche risalenti al 1140 per quel che riguarda lo sfruttamento dell'attività termale, 1330 per la costruzione della chiesa di San Giacomo Maggiore e 1339 per l'apertura della cartiera da parte di Pace da Fabriano.
Tra le opere presenti nel territorio, sicura preminenza spetta al Castello del
Catajo, edificato sulla villa appartenuta a Beatrice degli Obizzi e oggetto di molte ristrutturazioni, tra cui quella del 1570, che porta il numero delle stanze a 350. Da non perdere, è lo splendido giardino all'inglese, che avvolge la costruzione, arricchitasi, nel corso degli anni, di numerosi manufatti artistici. Sul colle di Sant'Elena, si staglia elegante Villa Selvatico-Capodilista, commissionata da Benedetto Selvatico e ultimata nel 1647. Nel corso dei secoli è stata buon ritiro per poeti, pittori, scrittori ed intellettuali.
Abbandonando Battaglia, ci dirigiamo in direzione dei Colli e a Valsanzibio possiamo visitare la seicentesca Villa Barbarigo con il suo ricco giardino, in cui si accompagnano statue mitologiche, fontane e giochi d'acqua, oltre al famoso labirinto di siepi.
A pochi chilometri, arroccata su di una piccola cima, si erge Arquà
Petrarca, deputata dal poeta trecentesco a dimora nei suoi ultimi anni di vita e luogo della sua sepoltura nel sarcofago di fronte alla chiesa di S. Maria. Tra gli altri, questo ricco territorio, è anche importante sito archeologico, con tracce dell'antico popolo degli Euganei risalenti al 2000
a.C..
Ritornando sulla statale 16, proseguiamo in direzione sud ed entriamo in Monselice, già importante punto strategico nel 603. La sua fortezza ha rappresentato, nel corso dei secoli, ambizioso luogo di conquista per Ezzelino da Romano e Federico II di Svevia. Al suo interno possiamo ammirare il castello Ca' Marcello, la settecentesca Villa Nani Mocenigo e la trecentesca chiesa di S. Giustina, meglio conosciuta come Duomo Vecchio. In assoluto, tuttavia, di primaria rilevanza artistico-culturale è il Santuario delle Sette Chiese, equiparato, in una bolla papale del 1605, alle sette basiliche romane.
Dopo Monselice, lungo il percorso ci imbattiamo nell'elegante e ricca Este, sviluppatasi in epoca preromana sulle pendici a sud dei colli Euganei, che deve il suo nome al fiume Athesis. Degni di nota, il castello eretto tra il 1339 e il 1340 ed il Museo Mazionale Atestino, una delle raccolte più estese di reperti paleoveneti.
Ad intersecare e concludere il nostro itinerario è Montagnana, con le sue imponenti mura, erette da Francesco da Carrara, per proteggere questo borgo strategico per i commerci
della'area. Tra le molte opere perfettamente conservate, spicca il castello di S. Zeno, eretto da Romano d'Ezzelino nel 1200.
IL BASSO BRENTA
Ripercorrendo l'antica via fluviale usata dai nobili veneziani per venire a villeggiare in terraferma, partiamo da Mestre in provincia di Venezia e risaliamo il corso del canale
Brenta, alla ricerca di scorci di viva natura ed alcuni magnifici esempi di architettura dei secoli passati. Partiamo da
Fusina ed il corso d'acqua, che scorre placido nella pianura padano-veneta, tocca la piccola Malcontenta con la bella Villa Foscari, opera del Palladio (attorno al 1550 - 1560) e ribattezzata la "Malcontenta", in quanto luogo di confino obbligato per una dama della famiglia. La
Riviera del Brenta inizia qui il suo percorso tra splendide ville ed accoglienti località. Per prima incontriamo la settecentesca Villa Mocenigo ed i suoi affreschi del Tiepolo e poi Villa Priuli del XVII° secolo. Costeggiando l'alveo visitiamo
Oriago con Villa Moro ('500) e sulla destra del naviglio Villa Widmann-Foscari ('600), che annoverò, tra gli altri, ospiti illustri come Papa Clemente XII e Carlo Goldoni. Proseguendo, si incontrano le cinquecentesche Villa Valier e Villa Querini Stampalia.Siamo alle porte di
Mira, fondata attorno al 302 a.C.. Dalla metà del '500 divenne luogo privilegiato per le famiglie veneziane e ad esse si devono la celebre Villa Pisani contarini dei Leoni, costruita nel 1558 e Villa Foscarini dei Carmini, con gli affreschi del Tintoretto. Giungiamo alle porte di
Dolo, dove si possono visitare Villa Mocenigo-Spira e Villa
Ferretti-Angeli, situata in un'ansa del fiume ed avente un ampio parco visitabile. La fortuna di Dolo deriva dalle correnti del Brenta che permisero, in passato, di sfruttarne l'energia cinetica per fini produttivi. Segue
Fiesso d'Artico, la "patria della scarpa", con oltre 200 aziende nel suo territorio. La nostra navigazione termina con
Stra e la sua pregevole Villa Pisani, certamente la più imponente e sfarzosa tra le ville patrizie della Riviera. Edificata su progetto di Gerolamo Frigimelica, la settecentesca costruzione è accompagnata ad un giardino monumentale, per la natura, le torri e le logge in esso contenute. Gli interni, un tempo sfarzosi, sono ora vittima delle razzie compiute nei secoli scorsi dagli eserciti stranieri, tuttavia, si conserva indissolubile il fascino di un complesso ufficialmente dichiarato monumento nazionale.
BASSANO DEL GRAPPA
Cenni storici
Bassano nasce all'inizio del X sec. D.C. in un sito privilegiato grazie alla presenza della Valsugana a Nord e all'abbondanza di acqua data dal fiume Brenta.
Il territorio su cui sorge Bassano rimane per molti secoli con una impostazione agricola, solo quando, per esigenze di difesa dai popoli barbarici del Nord, si erigono mura difensive la città assume l'aspetto tipico degli insediamenti medioevali.
Data l'importanza che la città costituiva per l'intera zona, per molti secoli sino all'avvento di Venezia, Bassano fu contesa tra Padova e Vicenza.
Come altre città venete, Bassano dal 1404 (inizio del dominio di Venezia) ricostruisce il proprio volto in chiave rinascimentale e poi velatamente barocco, sovrapponendoli alla primitiva struttura medioevale, è infatti difficile ritrovare i segni degli antichi palazzi trecenteschi.
Itinerario
L'itinerario proposto segue le diverse fasi storiche della formazione della città, pertanto si inizia dal Castello e dal nucleo più antico: lo spazio all'interno del Castello ha perduto la primitiva configurazione, entrandovi dal Terraglio emerge la Torre e parte della seconda cerchia di mura, innalzata nel 1370 ca., la parte più a nord si chiude con il fianco del Duomo.
All'esterno del Castello si apre la più antica piazza delle città Piazza del Terraglio, più in basso si trova l'asse viario principale quello che porta al ponte.
Scendendo per Via Vittorelli si costeggia il cortile del Palazzo Pretorio, residenza del Podestà e poi sede del Consiglio.
Particolare attenzione va dedicata al sistema delle piazze, la Piazza della Libertà si apre sul luogo dell'antico fossato che proteggeva da sud la città. A destra si apre la Loggia il primo degli interventi urbanistici di Venezia.
Anche Piazza Garibaldi (già delle Erbe) si apre sul luogo dell'antico fossato, e deve la sua configurazione agli interventi settecenteschi, il lato meridionale si chiude con il fianco della Chiesa di S. Francesco. Dall'atrio della Chiesa si può ammirare la Torre detta di Ezzelino.
La Piazza Monte Vecchio è posta al margine meridionale della città, il lato settentrionale si chiude con il palazzo del Monte di Pietà.
Tutta l'area della Piazza del Monte Vecchio è interessata dalla presenza del
fiume Brenta su cui il porto si estendeva lungo la riva sinistra. I collegamenti
tra il porto e il centro città avveniva attraverso via Portici Lunghi.
Il ponte degli Alpini sul Brenta deve la sua attuale conformazione al progetto Palladiano del 1570.
FONTE: www.turismo.veneto.it